NASpI colf e badanti: requisiti, importo e calcolo della disoccupazione

NASpI colf e badanti: indennità di disoccupazione

Colf e badanti possono avere diritto alla NASpI, l'indennità mensile di disoccupazione erogata dall'INPS ai lavoratori subordinati che perdono involontariamente il lavoro. Per i lavoratori domestici, tuttavia, il calcolo presenta una particolarità importante: l'importo non viene determinato semplicemente sulla retribuzione effettivamente percepita, ma sulla retribuzione imponibile previdenziale ricostruita in base alle retribuzioni convenzionali INPS.

In questa guida aggiornata al 2026 vediamo quando spetta la disoccupazione a colf e badanti, quali sono i requisiti contributivi, entro quando presentare la domanda, quanto dura la NASpI e come stimarne l'importo con il calcolatore dedicato al lavoro domestico.

Per ottenere subito una stima orientativa dell'importo NASpI, è possibile utilizzare il calcolatore seguente. Inserendo la retribuzione e le ore settimanali, il simulatore individua la retribuzione convenzionale INPS applicabile al lavoro domestico e calcola l'indennità mensile iniziale stimata.

Calcolatore NASpI 2026 per colf e badanti

Inserisci la retribuzione e le ore settimanali. Il simulatore stima la retribuzione convenzionale INPS e l'importo mensile iniziale della NASpI.

Il calcolo è una stima orientativa. Per individuare la fascia contributiva, il simulatore ricava una paga oraria equivalente. Nel lavoro domestico la retribuzione effettiva utile ai contributi può comprendere anche quota di tredicesima ed eventuale vitto e alloggio; per un conteggio previdenziale esatto occorre quindi verificare i dati contributivi effettivamente registrati dall'INPS. Il simulatore presuppone inoltre una retribuzione e un orario sostanzialmente costanti nel periodo considerato.

Valori NASpI 2026: la retribuzione mensile di riferimento è pari a 1.456,72 euro; l'importo massimo mensile della NASpI è pari a 1.584,70 euro.

Quando spetta la NASpI a colf e badanti

La NASpI spetta in presenza di uno stato di disoccupazione involontaria. Nel lavoro domestico i casi più frequenti sono:

  • licenziamento della colf, badante o baby sitter da parte del datore di lavoro;
  • cessazione di un contratto di lavoro domestico a tempo determinato;
  • dimissioni per giusta causa, quando ricorrono effettivamente i presupposti previsti dalla normativa;
  • altre ipotesi di cessazione che la legge equipara alla perdita involontaria dell'occupazione.

In linea generale, la NASpI non spetta in caso di dimissioni volontarie prive di giusta causa né nelle ordinarie risoluzioni consensuali del rapporto.

Dal 2025 occorre prestare attenzione anche alle cosiddette dimissioni per fatti concludenti: se un'assenza ingiustificata viene gestita dal datore di lavoro secondo la specifica procedura prevista dalla legge e il rapporto viene risolto come dimissioni per fatti concludenti, la cessazione è considerata volontaria e non dà diritto alla NASpI. Diverso è il caso del licenziamento disciplinare per assenza ingiustificata, che può invece consentire l'accesso alla prestazione se ricorrono tutti gli altri requisiti.

Requisiti NASpI per colf e badanti

Per ottenere la NASpI il lavoratore domestico deve, in primo luogo, trovarsi in stato di disoccupazione involontaria e poter fare valere almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l'inizio della disoccupazione.

Il precedente requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi antecedenti la cessazione è stato abolito e non deve più essere verificato.

Il requisito aggiuntivo introdotto dal 2025

Per gli eventi di disoccupazione involontaria verificatisi dal 1° gennaio 2025 opera un'ulteriore regola. Se, nei 12 mesi precedenti la cessazione che dà diritto alla NASpI, il lavoratore aveva lasciato volontariamente un precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato mediante dimissioni o risoluzione consensuale, deve avere maturato almeno 13 settimane di contribuzione tra quella cessazione volontaria e la successiva cessazione involontaria.

La regola non si applica, tra le altre ipotesi previste dalla legge, alle dimissioni per giusta causa e alle dimissioni intervenute nel periodo tutelato di maternità o paternità.

Come e quando presentare la domanda di disoccupazione

La domanda NASpI deve essere presentata all'INPS, di regola, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. È possibile inoltrarla:

  • online attraverso il servizio NASpI del portale INPS, accedendo con identità digitale;
  • tramite un istituto di patronato;
  • tramite Contact Center INPS, al numero 803 164 da rete fissa oppure 06 164 164 da rete mobile.

Attenzione alla decorrenza: se la domanda viene presentata entro l'ottavo giorno successivo alla cessazione, la NASpI decorre dall'ottavo giorno. Se viene presentata successivamente, la prestazione decorre, in via ordinaria, dal giorno successivo alla domanda. Per questo è opportuno non attendere la scadenza dei 68 giorni.

La presentazione della domanda NASpI equivale anche al rilascio della Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID). Restano poi gli adempimenti connessi alle politiche attive e al Centro per l'impiego.

Documenti utili per la domanda NASpI

La procedura può richiedere o rendere opportuno avere a disposizione:

  • documento di identità e codice fiscale;
  • dati relativi alla cessazione del rapporto di lavoro;
  • lettera di licenziamento o altra documentazione relativa alla cessazione;
  • contratto e prospetti paga del rapporto di lavoro domestico;
  • IBAN per l'accredito della prestazione;
  • per i cittadini non UE, il titolo di soggiorno ove necessario.

Quanto dura la NASpI per colf e badanti

La NASpI viene corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi quattro anni. Non vengono nuovamente conteggiati i periodi contributivi che hanno già dato luogo a una precedente prestazione di disoccupazione.

Ad esempio, 52 settimane utili possono dare diritto, in linea generale, a 26 settimane di NASpI.

Come si calcola l'importo della NASpI nel 2026

Per la generalità dei lavoratori, la retribuzione media mensile utile viene ricavata dalla retribuzione imponibile previdenziale degli ultimi quattro anni, rapportata alle settimane contributive e moltiplicata per il coefficiente medio mensile.

Nel 2026:

  • se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.456,72 euro, la NASpI iniziale è pari al 75% della retribuzione media;
  • se la retribuzione media supera 1.456,72 euro, la NASpI è pari al 75% di 1.456,72 euro, aumentato del 25% della differenza tra la retribuzione media e 1.456,72 euro;
  • in ogni caso, l'importo mensile non può superare 1.584,70 euro.

Dal primo giorno del sesto mese di fruizione l'importo si riduce del 3% ogni mese. Per chi ha compiuto 55 anni alla data di presentazione della domanda, la riduzione decorre invece dal primo giorno dell'ottavo mese.

La particolarità del calcolo NASpI per colf e badanti

Nel lavoro domestico è fondamentale distinguere tra retribuzione effettiva e retribuzione convenzionale INPS. I contributi vengono infatti calcolati, secondo le fasce stabilite annualmente dall'Istituto, utilizzando una retribuzione convenzionale oraria.

Per il 2026 le fasce principali sono le seguenti:

Orario settimanaleRetribuzione oraria effettivaRetribuzione oraria convenzionale 2026
Fino a 24 ore settimanaliFino a € 9,61€ 8,52
Fino a 24 ore settimanaliOltre € 9,61 e fino a € 11,70€ 9,61
Fino a 24 ore settimanaliOltre € 11,70€ 11,70
Oltre 24 ore settimanaliQualsiasi retribuzione€ 6,20

Ne consegue che una colf o una badante può avere una retribuzione mensile effettiva superiore alla base utilizzata per i contributi e, quindi, ricevere una NASpI inferiore rispetto a quella che si otterrebbe applicando semplicemente il 75% dello stipendio percepito.

Esempio di calcolo NASpI per una colf nel 2026

Consideriamo, a titolo esemplificativo, una colf che lavori 30 ore alla settimana. Poiché l'orario è superiore a 24 ore settimanali, nel 2026 la retribuzione convenzionale oraria è pari a 6,20 euro, indipendentemente dalla fascia di paga effettiva.

La retribuzione convenzionale mensile stimata è quindi: 6,20 × 30 × 4,3333 = circa 806,00 euro. Essendo inferiore alla soglia NASpI 2026 di 1.456,72 euro, l'indennità mensile iniziale stimata è pari al 75%, cioè circa 604,50 euro.

Se la lavoratrice può far valere 52 settimane contributive utili, la durata teorica della prestazione è pari a 26 settimane, fermo restando che i periodi già utilizzati per precedenti prestazioni non possono essere conteggiati nuovamente.

Colf o badante con più rapporti di lavoro

Nel lavoro domestico è frequente che una colf abbia più datori di lavoro contemporaneamente. La cessazione di uno solo dei rapporti non esclude automaticamente la NASpI, ma la presenza degli altri rapporti ancora attivi deve essere valutata secondo le regole INPS sulla compatibilità con il lavoro subordinato e sulla comunicazione del reddito previsto.

Non è quindi corretto presumere che, in presenza di un altro rapporto domestico ancora in essere, la NASpI venga sempre calcolata in modo automatico soltanto sulla retribuzione del rapporto cessato: occorre verificare la situazione concreta e gli eventuali obblighi di comunicazione all'INPS.

Colf e badanti straniere: la NASpI spetta?

La cittadinanza straniera non esclude il diritto alla NASpI. Anche colf e badanti straniere possono accedere alla prestazione se sono assicurate contro la disoccupazione e possiedono i requisiti richiesti. Per i cittadini non appartenenti all'Unione europea deve naturalmente essere verificata anche la regolarità del titolo di soggiorno e della posizione lavorativa.

Nuovo lavoro durante la NASpI: sospensione, riduzione e decadenza

L'inizio di una nuova attività durante la fruizione della NASpI può determinare, a seconda della durata del rapporto e del reddito, la sospensione della prestazione, la sua riduzione oppure, se non vengono rispettate le condizioni e gli obblighi di comunicazione previsti, la decadenza.

In particolare, in caso di rioccupazione è importante comunicare tempestivamente all'INPS le informazioni richieste e verificare la disciplina applicabile al nuovo rapporto.

Contributi figurativi durante la NASpI

I periodi di fruizione ordinaria della NASpI sono coperti da contribuzione figurativa riconosciuta d'ufficio, entro i limiti previsti dalla normativa. La contribuzione figurativa non spetta invece per la NASpI richiesta in forma anticipata e liquidata in unica soluzione.

NASpI anticipata

Dopo l'accoglimento della domanda, il beneficiario che intenda avviare un'attività di lavoro autonomo o un'impresa individuale, oppure ricorrano le altre ipotesi previste dalla legge, può richiedere l'anticipazione in unica soluzione dell'importo della NASpI spettante e non ancora erogato. Si tratta di una disciplina specifica, con termini e condizioni propri, che deve essere verificata prima dell'avvio dell'attività.

Errori da evitare nella domanda di disoccupazione

  • presentare la domanda oltre il termine previsto;
  • ritenere che le dimissioni volontarie diano normalmente diritto alla NASpI;
  • calcolare la NASpI della colf o badante semplicemente sullo stipendio netto o lordo percepito, senza considerare la retribuzione convenzionale previdenziale;
  • non verificare l'estratto contributivo e l'effettivo accredito dei contributi;
  • non comunicare all'INPS una nuova attività lavorativa o il reddito presunto quando la comunicazione è richiesta.

Domande frequenti sulla NASpI per colf e badanti

Una badante licenziata ha diritto alla disoccupazione?
Sì, se la cessazione è involontaria e sono soddisfatti i requisiti contributivi previsti per la NASpI.

Quante settimane servono per la NASpI?
In via ordinaria servono almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti la disoccupazione, con l'ulteriore regola introdotta dal 2025 nei casi di precedenti dimissioni da un rapporto a tempo indeterminato nei 12 mesi antecedenti.

La NASpI della colf si calcola sullo stipendio mensile?
Non direttamente. Per il lavoro domestico occorre considerare la retribuzione imponibile previdenziale determinata sulla base delle fasce di retribuzione convenzionale INPS.

Una badante convivente può prendere la NASpI?
Sì. La convivenza non esclude di per sé il diritto alla prestazione: devono essere verificati i requisiti generali e contributivi.

Quanto dura la NASpI?
La durata è pari alla metà delle settimane contributive utili presenti negli ultimi quattro anni, escludendo quelle già utilizzate per precedenti prestazioni.

Entro quando va presentata la domanda?
Di regola entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Presentarla entro i primi otto giorni consente, in via ordinaria, la decorrenza dall'ottavo giorno successivo alla cessazione.

Nota: il calcolatore e gli esempi presenti in questa pagina hanno finalità informative e forniscono una stima. L'importo effettivo viene determinato dall'INPS sulla base della posizione contributiva individuale e delle retribuzioni imponibili risultanti negli archivi previdenziali.

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