
Tra le esigenze più comuni delle famiglie nel 2026 sicuramente vi è quella legata alla gestione dei figli più piccoli durante l'orario lavorativo dei genitori e nei periodi dell'anno in cui, per i ragazzi un pò più grandi, non vi è copertura scolastica.
Sebbene le esigenze prioritarie rimangano l'affidamento dei più piccoli e la loro gestione durante l'assenza di genitori ai nonni, sempre più famiglie ricorrono a figure professionali fin dai primi giorni di vita del loro bambino. Le motivazioni sono molteplici e non banali e necessitano di persone che sappiano comprendere appieno i bisogni dei bambini nella fase iniziale della loro vita, in grado di gestire al meglio la tematica spinosa del sonno, quella dei pasti o quella educativa quando i bambini cominciano ad interagire in modo attivo e cosciente.
Sono quindi diverse le figure professionali che quindi possono essere ricondotte sotto il termine di 'baby sitter':
- la puericultrice : il compito della puericultrice è quello di curare l'alimentazione del bambino fin dai primi giorni di vita, proporre attività ludiche che stimolino lo sviluppo cognitivo e motorio del bambino, creando un ambiente sereno e stimolante. La puericultrice collabora anche con figure specializzate , tra cui il pediatra relativamente alle condizioni sanitarie del bambino, lo psicologo in casi di problemi di sviluppo psichico garantendo un approccio multidisciplinare. E' importante sottolineare come questa figura sia da supporto alla neomamma grazie alla conoscenza dei bisogni del neonato e di fornire indicazioni su come sterilizzare i biberon, lavare i vestitini, garantire la sicurezza dell'ambiente circostante.
- la nanny : si tratta di una professionista qualificata che si occupa della cura, dell'educazione e della sorveglianza dei bambini all'interno del loro contesto domestico, generalmente con un rapporto a tempo pieno. La nanny offre quindi un servizio costante, spesso educativo, e duraturo nel tempo, molto spesso inquadrata in rapporti di convivenza.
- la baby sitter classica, sicuramente è la figura più richiesta tra le categorie citate ed è colei che, in un rapporto ad ore, offre un aiuto più occasionale rispetto ad una nanny. Il compito della baby sitter è sicuramente focalizzato sul controllo e l'intrattenimento dei bambini durante l'assenza dei genitori. Spesso a ricoprire questo ruolo sono donne giovani o studentesse.
Inquadramento della baby sitter
Tutte e tre le figure sopra citate sono riconducibili per comodità espositiva al termine baby sitter il cui contratto di lavoro è regolamentato dal Ccnl sul lavoro domestico.
Il livello di inquadramento utilizzato per questa figura professionale è il BS, con una distinzione che si basa sull'autonomia o meno del bambino, prevedendo quindi per l'accudimento di bambini di età inferiore a 6 anni un'indennità retributiva.
Opzioni contrattuali per le baby sitter
Con la baby sitter, a seconda delle esigenze e delle capacità economiche delle famiglie, può essere stipulato :
- un contratto di convivenza full time ( 54 ore settimanali ). In questo caso la collaboratrice lavora dal lunedì al sabato ( sabato solamente mezza giornata ) con diritto al godimento di una giornata di riposo fissata per la domenica. In questo caso la baby sitter diviene una convivente a tutti gli effetti presso la famiglia del/i bambino/i di cui si occupa.
- un contratto di convivenza part-time. In questo caso la collaboratrice lavorerebbe dal lunedì al sabato in determinate fasce d'orario stabilite in fase di assunzione, anche in questo caso si tratterebbe di una convivente presso la famiglia.
- un contratto di non convivenza . La collaboratrice non convivente presta quindi servizio per un massimo di 40 ore settimanali per gli orari e le giornate stabilite con il datore in fase di assunzione.
Periodo di prova per le baby sitter
I contratti per le baby sitter ( inquadrate con livello BS ) prevedono 8 giorni di prova.
La decorrenza del periodo di prova è sospesa in caso di malattia, infortunio sul lavoro e malattia professionale.
Il Ccnl del lavoro domestico prevede che la collaboratrice che abbia superato il periodo di prova senza aver ricevuto disdetta s'intende automaticamente confermata. Il servizio prestato durante il periodo di prova va computato a tutti gli effetti dell'anzianità. Durante il periodo di prova, il rapporto di lavoro può essere risolto in qualsiasi momento da ciascuna delle parti, senza preavviso, ma con il pagamento, a favore della collaboratrice della retribuzione e delle eventuali competenze accessorie corrispondenti al lavoro prestato.
Trattamento economico della baby sitter
Per i tre casi citati sopra si indicano di seguito i costi mensili che dovrà sostenere il datore rispettivamente per una baby sitter convivente full time, convivente part time e non convivente con le paghe aggiornate per il 2026.
| Voci di costo | Costo mensile |
| Paga Lorda: | 1053,39 |
| Indennità sostitutiva vitto e alloggio: | 0 |
| Contributi Inps: | 217,62 |
| Contributi Cassa Colf: | 9,36 |
| Ferie: | 104,43 |
| Tredicesima: | 104,43 |
| Trattamento fine rapporto: | 100,56 |
| Costo totale: | 1589,80 |
| Voci di costo | Costo mensile |
| Paga Lorda: | 737,39 |
| Indennità sostitutiva vitto e alloggio: | 0 |
| Contributi Inps: | 120,90 |
| Contributi Cassa Colf: | 5,20 |
| Ferie: | 78,10 |
| Tredicesima: | 78,10 |
| Trattamento fine rapporto: | 75,21 |
| Costo totale: | 1094,89 |
| Voci di costo | Costo mensile |
| Paga Lorda: | 1291,34 |
| Indennità sostitutiva vitto e alloggio: | 0 |
| Contributi Inps: | 161,20 |
| Contributi Cassa Colf: | 6,93 |
| Ferie: | 107,61 |
| Tredicesima: | 107,61 |
| Trattamento fine rapporto: | 103,63 |
| Costo totale: | 1778,32 |
Si ricorda poi che per le baby sitter conviventi che badano ad uno o più bambini di età inferiore ai sei anni è prevista un'indennità pari ad euro 138,54 per i contratti full time e pari ad euro 97,06 per i contratti a tempo parziale.
L'indennità oraria per le baby sitter non conviventi che assistono bambini di età inferiore ai 6 anni è invece pari ad euro 0,84.
Vitto e alloggio per la baby sitter
In caso di baby sitter convivente si deve considerare il fatto che le spetta il vitto e alloggio, in natura oppure sotto forma di indennizzo.
I valori mensili di vitto e alloggio , specifica il comma 3 dell'art. 38 del Ccnl, si ottengono moltiplicando per 30 i valori giornalieri ( novità introdotta con il rinnovo del Contratto Collettivo di Novembre 2025 ).
Si riporta di seguito un esempio di calcolo prendendo come riferimento una baby sitter convivente full time 54 ore settimanali inquadrata con livello BS che riceve vitto e alloggio sotto forma di indennizzo:
La retribuzione globale di fatto era pari ad euro 1053,39 + ( 6,66 ( pranzo e/o colazione euro 2,33, cena euro 2,33, alloggio euro 2,00 ) x 26 giorni lavorativi ).
Con l'aggiornamento del contratto ora il calcolo per il medesimo contratto è il seguente : 1053,39 + ( 6,66 ( pranzo e/o colazione euro 2,33, cena euro 2,33, alloggio euro 2,00 ) x 30 giorni lavorativi ) = 1253,19.
Il caso della baby sitter convivente 54 ore full time con orario disposto su sei giorni ( dal lunedì al sabato ) verrà trattato come da esempio sopra nel caso in cui il vitto e alloggio venga indennizzato e quindi anche per la giornata di domenica, anche se da Contratto considerato giorno di riposo. Se la collaboratrice riceve invece il vitto e alloggio in natura per la giornata di riposo solitamente fissata nella giornata di domenica il vitto e alloggio verrà indennizzato come indennità sostitutiva perchè normalmente viene lasciata l'abitazione del bambino.
Cosa fare in caso di malattia della baby sitter
Se la baby sitter si ammala è tenuta a produrre al datore di lavoro il certificato medico che attesti la veridicità della malattia dichiarata e il datore dovrebbe inserire in Cedolini | Inserimento mensile la causale M per tutti i giorni di malattia coperti da certificato medico.
La malattia della baby sitter è interamente a carico del datore di lavoro, anche se per un numero ridotto di giornate. Come specificato dall'art. 27 del Ccnl del settore domestico, in caso di malattia al lavoratore spetta la retribuzione globale di fatto per un massimo di 8 giorni ( per anzianità fino a 6 mesi ), 10 giorni ( per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni ) o 15 giorni ( per anzianità oltre i 2 anni ) di calendario nell'anno nella seguente misura:
- fino al 3° giorni consecutivo, il 50% della retribuzione globale di fatto ( periodo di carenza );
- dal 4° giorno in poi, il 100% della retribuzione globale di fatto.
Per giorni di calendario, come indica il Ccnl colf nelle note a verbale, si intendono i 30esimi della mensilità. Questo significa che la retribuzione che viene corrisposta durante la malattia è giornaliera ed è pari ad 1/30esimo del mensile.
Altri oneri del datore di una baby sitter:
Si riepilogano infine gli oneri a carico del datore in caso di assunzione di una baby sitter:
- il riconoscimento delle varie spettanze ovvero ferie ( 26 giorni all'anno ), tredicesima in prossimità del Natale e il trattamento di fine rapporto ( calcolato sulla base degli anni di servizio e della retribuzione ).
- il versamento dei contributi Inps trimestrali e cassa colf in base a retribuzione e ore contributive.
- giorni festivi: durante le festività riconosciute dalla legge (es. Natale, Pasqua, Festa della Repubblica), la baby sitter ha diritto al riposo retribuito. Se lavora in queste giornate ha diritto a una maggiorazione della retribuzione
Cosa fare in caso di cessazione del rapporto con la baby sitter
Infine nel caso in cui il datore di lavoro intenda interrompere il rapporto con la baby sitter ( perchè viene meno l'esigenza o decida che la persona non è più adatta al ruolo ) può procedere mediante licenziamento, con o senza preavviso a seconda che intenda far lavorare il periodo di preavviso alla baby sitter o intenda invece indennizzarlo.
I termini per il licenziamento di una baby sitter sono i seguenti:
Per i rapporti di lavoro non inferiori alle 25 ore settimanali:
- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario;
- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 30 giorni di calendario.
Per i rapporti di lavoro inferiori alle 25 ore settimanali:
- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;
- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario;
Nel caso in cui invece sia la baby sitter a dare le dimissioni i termini di preavviso sono i seguenti:
Per il rapporto di lavoro non inferiori alle 25 ore settimanali:
- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;
- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.
Per il rapporto di lavoro inferiori alle 25 ore settimanali:
- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;
- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.