Rimborso spese per la baby sitter: come ottenerle mediante il Welfare aziendale

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Il Welfare aziendale può prevedere il rimborso delle spese sostenute per la baby sitter per l'educazione di bambini in età neonatale.

A confermarlo è il chiarimento fornito dal Ministero dell'Economia e delle Finanze il 2 luglio 2026, in risposta all'interrogazione parlamentare n. 4-03092.

L'articolo 51, comma 2, lettera f-bis) del TUIR consente ai datori di lavoro di rimborsare ai dipendenti determinate spese sostenute per i familiari, senza che tali somme concorrano alla formazione del reddito imponibile. L'articolo infatti prevede che non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente «le somme, i servizi e le prestazioni erogati dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o a categorie di dipendenti per la fruizione, da parte dei familiari indicati nell'articolo 12, dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, nonché per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio a favore dei medesimi familiari»

Il chiarimento del 2 uglio 2026 conferma che anche le spese sostenute per la baby sitter rientrano tra queste esenzioni anche nel caso in cui il servizio non sia collegato ad attività scolastiche o educative organizzate dalla scuola, infatti, "Con riferimento alle modalità di erogazione delle prestazioni, con la circolare n. 28/E del 15 giugno 2016, concernente i ''Premi di risultato e welfare aziendale'', è stato precisato che la formulazione della disposizione contenuta nella citata lettera fbis ) conferma la possibilità che il datore di lavoro eroghi ''i servizi di educazione ed istruzione direttamente o tramite terzi, nonché attraverso la corresponsione ai dipendenti di somme di denaro da destinare alle finalità indicate anche a titolo di rimborso di spese già sostenute, sempreché acquisisca e conservi la documentazione comprovante l'utilizzo delle somme da parte del dipendente coerentemente con le finalità per le quali sono state corrisposte'' e ancora "Data l’ampia formulazione della lettera f-bis), sono riconducibili alla norma il servizio di trasporto scolastico, il rimborso di somme destinate alle gite didattiche, alle visite d’istruzione ed alle altre iniziative incluse nei piani di offerta formativa scolastica nonché l’offerta -anche sotto forma di rimborso spese - di servizi di baby-sitting".

Come richiedere il rimborso

Un genitore che usufruisce di un piano Welfare aziendale può chiedere il rimborso delle spese sostenute per la baby sitter, purché il beneficio sia previsto dal piano Welfare e siano rispettati i requisiti normativi.

Occorre che le spese siano propriamente documentate, nel caso ad esempio di una baby sitter regolarmente assunta, la documentazione relativa al rapporto di lavoro domestico e ai pagamenti effettuati può essere utilizzata per dimostrare i costi sostenuti, secondo le procedure previste dal proprio piano Welfare.

Questa possibilità rappresenta un sostegno concreto per i genitori che devono conciliare lavoro e famiglia, consentendo di recuperare, nei limiti dellimporto del  Welfare aziendale disponibile, le spese dedicate all'intrattenimentoe e alla cura dei figli.

Indicazione del beneficiario e voce 'Costo Mese' in Webcolf

In Webcolf è quindi possibile elaborare il cedolino mensile indicando delle note che il servizio di baby sitting si svolge in favore di CODICE FISCALE, rendendo quindi chiaro il beficiario della spesa e il fatto che rientra tra i familiari inclusi nel piano. Poi, per il valore del rimborso, si può fare riferimento all'importo indicato nella casella "Costo mese" in calce al cedolino, come da figura sotto che indica il costo totale reale che il datore di lavoro sostiene per il collaboratore domestico in quel singolo mese.

 

 

 

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