Domanda bonus colf badanti 1000 euro respinta

Domanda bonus colf badanti 1000 euro respinta

In seguito alla richiesta del bonus da 1000 €, istituito dal Decreto Rilancio, l'Inps nelle ultime settimane ha notificato alle colf e badanti tramite sms o email l'esito della domanda che può essere stata accolta o rifiutata.

Con il messaggio n. 2715 del 07/07/2020 l'Inps ha indicato come procedere nel caso in cui la colf si sia vista rifiutare la domanda del bonus ma ritenga comunque di essere in possesso dei requisiti necessari per ottenerlo.

L'Inps specifica che in tal caso la colf o badante potrà chiedere il riesame della domanda accedendo all’apposita sezione Inps “Richiesta di riesame”, all'interno della quale é anche possibile verificare i motivi che hanno portato l'istituito a rifiutare la domanda.

RICORSO PER DOMANDA BONUS COLF BADANTI 1000 EURO RESPINTA

La colf o badante dovrebbe essere in possesso di una delle seguenti credenziali:

  • PIN ordinario o dispositivo rilasciato dall’INPS;

  • SPID di livello 2 o superiore;

  • Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);

  • Carta nazionale dei servizi (CNS).

Per inoltrare la richiesta di riesame la colf può procedere telematicamente accedendo al sito www.inps.it entrando poi nell'apposita sezione “Richiesta di riesame”.

Questa sezione riporta tutte le informazioni relative alla domanda bonus colf badanti 1000 euro respinta, i dati che sono stati indicati al momento delle richiesta e consente anche di inoltrare richiesta di riesame specificando la motivazione. A prova della sussistenza dei requisiti, (non convivenza, ore settimanali maggiori di 10 e rapporto in essere al 23/02/2020), é possibile anche inserire degli allegati in formato pdf, jpeg, png e tiff (dimensione massima complessiva di 3 MB).

Dopo aver completato e inoltrato la richiesta di riesame questa verrà presa in carico dall'Inps. In ogni momento il collaboratore potrà tornare nell'apposita sezione per verificare le informazioni sullo stato del riesame.

La richiesta di riesame potrà altrimenti essere presentata dalla collaboratrice contattando il call center Inps al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuito) oppure al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dal proprio gestore telefonico).

Per quanto riguarda i nostri utenti, nel caso in cui la richiesta sia stata respinta ma si é sicuri della sussitenza dei requisiti, consigliamo di inviarci una mail ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. allegando gli avvisi di pagamento dei contributi degli ultimi 4 trimestri (con eventuale lettera di variazione o assunzione attestante i requisiti) e indicando:

- codice utenza Webcolf (come ad esempio 7896-12C) che si trova in alto a sinistra appena si entra nella propria utenza o in alto a destra in qualsiasi cedolino stampato;

- cognome e nome datore;

- cognome e nome collaboratore domestico.

Sarà nostra cura inviare la richiesta di riesame al patronato che la inserirà sul sito Inps.

 

 

 

Bonus baby sitter per nonni e zii

Bonus baby sitter per nonni e zii

Con la circolare n. 73 del 17/06/2020 l'Inps ha chiarito il quesito che si ponevano in molti: i 1.200 € si possono utilizzare anche come bonus baby sitter per nonni e zii?

Dopo aver sentito il parere del ministero competente l'Inps ha chiarito la questione indicando che in materia di bonus baby sitter non si applica il principio generale della "presunzione di gratuità delle prestazioni" quando sono rese da un familiare.

In linea generale le prestazioni di lavoro svolte da un parente o affine si intendono a titolo gratuito e si presume quindi la mancanza del vincolo di subordinazione, elemento fondamentale per l'instaurazione di un rapporto di lavoro.

L'Inps accoglie difficilmente le domande di assunzione come lavoratore domestico di un parente o affine  e si riserva sempre di vagliare scrupolosamente tali domande, rifiutandole di diritto in alcuni casi.

Diverso é invece il caso del bonus baby sitter. L'Inps in tal caso fa un eccezione, per venire incontro alle necessità delle famiglie, permettendo ai genitori di fare richiesta del bonus anche nel caso in cui sia stato un parente (come nonni o zii) a fare da baby sitter al bambino.

Ovviamente però sono esclusi da tale possibilità i familiari conviventi e i titolari della c.d. "responsabilità genitoriale" anche nel caso non fossero conviventi (genitori divorziati o separati).

Per maggiori informazioni sul bonus baby sitter per nonni e zii si consiglia di leggere la circolare n. 73 dell'Inps unita qui o il nostro articolo: Bonus coronavirus per baby sitter già assunte

 

 

 

 

Domanda bonus 1000 euro colf e badanti, completata la procedura per la richiesta con Webcolf

Domanda bonus 1000 euro colf e badanti, completata la procedura per la richiesta con Webcolf

Abbiamo inserito, per le utenze con molti datori e collaboratori gestiti, un test automatico che verifica tutti i lavoratori che ne hanno potenzialmente diritto.

E’ presente quindi un nuovo bottone, “Importa da webcolf” che consente di importare i collaboratori per i quali si vuole presentare la domanda del bonus di 500 euro per il mese di aprile e maggio, in totale 1000 euro e che soddisfano la condizione di essere in forza al 23.02.2020 con un rapporto di non convivenza superiore a 10 ore.

Come richiedere il bonus per colf e badanti di 1000 euro

Come richiedere il bonus per colf e badanti di 1000 euro

Con il Decreto "Rilancio” il Governo ha predisposto un bonus anche per colf e badanti, fin'ora esclusi da altri sostegni al reddito.

Il D.L. dispone un bonus di 500 € per aprile e 500 € per maggio (totale 1000 €) per colf e badanti non conviventi a condizione che:

- abbiano o avessero in essere un contratto di lavoro domestico alla data del 23 febbraio 2020;

- non convivano con il datore/assistito;

- non abbiano beneficiato di altre indennità (come il reddito di cittadinanza o di emergenza);

- non siano titolari di pensione, a eccezione dell’assegno ordinario di invalidità o titolari di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal lavoro domestico;

- il totale delle ore settimanali svolte in regime di non convivenza, anche come somma di più contratti, sia superiore a 10;

- il bonus si può chiedere a prescindere da come é stato gestito il rapporto nei mesi scorsi.

In questa maschera è possibile inviare la richiesta al patronato Enapa, con il quale il nostro partner Assindatcolf è convenzionato, presentando i seguenti documenti:

- delega da parte del collaboratore domestico al patronato Enapa per la gestione della pratica. In merito a tale documento va compilata solo la sezione "dati assistito" e cioé i dati del collaboratore domestico, indicando che la pratica é evasa nei confronti dell'Inps per il bonus colf e badanti da 1.000 €.

- Autodichiarazione con indicazione dell'IBAN della collaboratrice (che deve essere obbligatoriamente intestato o cointestato al richiedente) dove l’Inps effettuerà l’accredito. In alternativa, può essere scelto che la somma venga recapitata presso l’ufficio postale più vicino al luogo indicato come residenza. In questo caso arriverà  una lettera dalle Poste alla colf e badante quando l'indennità è disponibile per l'incasso. Il collaboratore dovrà quindi recarsi presso qualsiasi ufficio postale all'interno del cap di residenza, con la lettera suddetta, documento di identità e codice fiscale.

- Copia fronte/retro della carta d’identità (o passaporto) in corso di validità;

- Copia fronte/retro di un documento riportante il codice fiscale (come la tessera sanitaria);

- Copia fronte/retro del permesso di soggiorno in corso di validità in caso di collaboratore domestico extracomunitario. In caso di scadenza del permesso, per il quale il collaboratore sta attendendo il rinnovo, sarà necessario presentare copia del permesso scaduto e copia della richiesta di rinnovo fatta dal collaboratore.

Webcolf, nello spirito di offrire un servizio sempre migliore ai propri utenti, nei mesi scorsi ha stretto una partnership con Assindatcolf, utile a rendere l’elaborazione dei propri dati sempre più affidabile e corretta.

In questo ambito si è creata l’opportunità di fare da tramite per gli utenti che desiderano fare la richiesta del bonus per conto della propria colf o badante non convivente.

La domanda è gratuita, non presenta alcun onere o impegno per l’utente. La domanda può essere presentata previa registrazione gratuita, che non crea alcun obbligo, all’interno del nostro sito: dopo essere entrati nella sezione registrata è sufficiente premere il bottone “Bonus colf badanti 1000 euro”.

 

Colf e badanti bonus 1000 euro

Colf e badanti bonus 1000 euro

Avvisiamo gli utenti che il 19/05 il Decreto Rilancio è stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Il Decreto Legge conferma per colf e badanti non conviventi, con contratto di lavoro superiore a 10 ore, la possibilità di richiedere un bonus pari a 1000 euro per i mesi di aprile e maggio 2020.

Stiamo a tal fine implementando una nuova maschera sul nostro sito nel caso l'utente volesse aiutare la propria colf o badante nella richiesta del bonus.

Nei mesi scorsi abbiamo siglato una partnership con Assindatcolf, sindacato nazionale dei datori di lavoro domestico, e così per il loro tramite e attraverso il patronato Enapa da loro convenzionato, potremo presentare gratuitamente le domande per gli utenti interessati.

LOGHI ASSOCIAZIONI

In attesa della maschera specifica, che sarà all'interno dell'area personale dell'utente, e che pensiamo di pubblicare il giorno 22/05, consigliamo di effettuare la registrazione che é gratuita e non comporta alcun obbligo da parte dell'utente (in questo modo sarà possibile provare anche l'elaborazione dei cedolini paga per colf e badanti).

Bonus colf e badanti per coronavirus con il decreto rilancio

Bonus colf e badanti per coronavirus con il decreto rilancio

Con il Decreto c.d. "Rilancio", pubblicato in data 19/05 in Gazzetta Ufficiale, il Governo ha finalmente predisposto dei bonus anche per colf e badanti, fin'ora esclusi.

Il D.L. dispone per colf e badanti non conviventi un bonus di 500 € per aprile e 500 € per maggio (totale 1000 €) purchè:

- avessero un rapporto domestico attivo alla data del 23 febbraio 2020;

- non convivano con il datore/assistito;

- non abbiano beneficiato di altre indennità come il bonus baby sitter, reddito di cittadinanza, reddito di emergenza e non siano titolari di pensione (ad esclusione dell'assegno di invalidità);

- il totale delle ore settimanali, anche come somma di più contratti, sia superiore a 10.

Per aggiornamenti a questo articolo leggi l'articolo Colf e badanti bonus 1000 euro

 

 

 

 

 

Assenza per coronavirus colf e badanti

Assenza per coronavirus colf e badanti

A seguito della diffusione del c.d. COVID-19 e alla pubblicazione del DPCM 8 marzo 2020 ci sono state poste molte domande in merito alla gestione dell'assenza per coronavirus colf e badanti.

Premettendo che per colf e badanti non é prevista la cassa integrazione e che il decreto raccomanda ai datori di "promuovere la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie", vediamo qui sotto i vari casi.

Gestione dell'assenza per coronavirus colf e badanti tramite accordo tra le parti

1- Il datore e il collaboratore possono accordarsi per iscritto per la fruizione di un periodo di ferie da parte della collaboratrice. In tal caso l'utente dovrà indicare la causale FE nell'inserimento mensile. Questa é da ritenersi l'ipotesi da considerare per prima in quanto suggerita dal Decreto stesso.

2- Il Decreto fa riferimento, come seconda possibilità, al congedo ordinario ma questo non esiste nel lavoro domestico. Quindi é necessario concordare un periodo di ferie. In mancanza di ferie a disposizione le parti possono decidere di gestire l'assenza sospendendo il contratto. In tal caso é necessario fimare un accordo scritto, specificando che in tale periodo non si matura retribuzione, nè tfr, ferie, 13esima e contributi, e indicare la causale AD di assenza. In tal caso in merito alla sospensione la procedura é spiegata qui.

Altri casi di assenza per coronavirus colf e badanti senza preciso accordo

Datore o collaboratore contagiati o in quarantena preventiva

Nel caso di soggetti posti in quarantena dalle autorità sanitarie:

  • se si tratta del datore quest'ultimo non ha la possibiltà di ricevere la prestazione lavorativa della colf o badante e quindi le parti dovranno accordarsi per ferie o aspettativa.
  • Se si tratta della collaboratrice non potendo prestare l'attività lavorativa la sua assenza va intesa come malattia con la causale M.

Datore o collaboratore che desiderano evitare contatti

Capita spesso che il datore o il collaboratore chiedano alla controparte di evitare contatti per precauzione. In tal caso:

  • se é il datore a chiedere alla colf o badante di non recarsi al lavoro (perchè ad esempio l'assistito é immunodepresso) vanno concordate ferie (FE) o aspettativa (AD).
  • Nel caso di colf o badante che non si reca al lavoro é da retenersi assente ingiustificata da indicare con la causale AD. In tale ultimo caso si può procedere con una contestazione disciplinare e successivo licenziamento come da procedura al link qui.

Le seguenti soluzioni sono state elaborate tenuto conto anche della circolare della fondazione studi dei consulenti del lavoro del 24.02.2020.

 

 

 

Pagare colf e badanti in contanti

Detrazioni colf badanti 2020 pagamenti tracciabili

Con l’entrata in vigore della Legge di bilancio 2020 è stato introdotto l’obbligo di tracciabilità delle spese detraibili.

QUALI SPESE SI POSSONO DETRARRE PER COLF E BADANTI?

Nell’ambito del lavoro domestico possono essere detratte le spese sostenute per gli addetti all'assistenza di persone non autosufficienti.

La detrazione, come stabilito dall'art.15 co. 1 i-septies del TUIR, é pari al 19% delle spese sostenute fino a un massimo di 2.100 € di spesa sempre se il reddito complessivo del datore non superi i 40.000 €. Questo significa che la detrazione al massimo potrà essere di 399 €.

Il datore di lavoro domestica avrà quindi una riduzione dell'Irpef lorda calcolata nella dichiarazione dei redditi.

Per informazioni più approfondite sulle spese detraibili per colf e badanti si può leggere qui.

DETRAZIONI COLF BADANTI 2020

I datori domestici che nel 2020 hanno in forza un rapporto domestico con una badante di livello CS o DS, o desiderano assumerla, dovranno corrispondere la retribuzione mensile con modalità tracciabili (bonifico, pos, carta di credito, ecc..). In caso contrario tali datori non potranno detrarre le spese nella dichiarazione dei redditi.

N.B.: per le colf e badanti inquadrate con livelli diversi dal CS o DS invece resta tutto invariato quindi sarà possibile continuare a retribuirle anche in contanti.

COSA VIENE PREVISTO PER GLI ONERI DEDUCBILI?

Nel lavoro domestico, come previsto dall'art.10 co. 2 del TUIR, si possono anche dedurre parte dei contributi previdenziali versati all'Inps.
Con la deduzione si ottiene un imponibile fiscale ridotto rispetto al reddito complessivo e, pertanto, sull’onere dedotto non si pagherà l’Irpef.

La deduzione può essere al massimo di 1.549,37 € e scatta, diversamente dalle spese detraibili, a prescindere dall'ammontare del reddito del datore.

Anche i contributi stessi per essere di fatto "deducibili" dovrebbero essere versati all'Inps con modalità tracciabili quindi attraverso il sistema di pagamento online Inps, oppure presso sportelli bancari e postali con carta di credito o addebito sul conto corrente. Si consiglia quindi di non versare i contributi in contanti.

 

Contributi colf e badanti 2020

Contributi colf e badanti 2020

Con la circolare n. 17 del 06/02/2020 l'Inps ha comunicato le nuove aliquote contributi colf e badanti 2020. Abbiamo quindi aggiornato il programma e le tabelle contributive 2020 che si trovano qui. Rispetto al 2019 le tabelle contributive 2020 hanno subito qualche modifica anche se di poco: le fasce di retribuzione sono più alte per le settimane fino a 24 ore contributive e sono state aumente di 0,01 € l'ora la quasi totalità delle aliquote.

AGGIORNAMENTO DELLE ALIQUOTE

Ogni anno l'Inps, con apposita circolare, indica i contributi colf e badanti per l'anno in corso sulla base dell'aumento del costo della vita registrato dall'Istat.

Può capitare che le tabelle contributive restino invariate rispetto all'anno precedente oppure che vengano cambiate sia le fasce retributive che le aliquote di riferimento come é successo per il 2020.

Nella circolare l'Inps specifica tutta una serie di disposizioni relative ai contributi colf e badanti disponendo importi diversi per contratti a tempo determinato o indeterminato e per rapporti instaurati tra parenti/affini conviventi entro il 3° grado.

Anche i contributi colf e badanti 2020, come le retribuzioni, vanno applicati in modo retroattivo, a partire dal 1° gennaio. Questo é molto importante dato che di norma la circolare Inps viene pubblicata verso la fine di gennaio o inizio febbraio.

COSA PUO' FARE L'UTENTE SE DEVE ASSUMERE O CESSARE UN RAPPORTO?

I datori di lavoro che hanno necessità di assumere una colf o badante possono valutare il costo di tale rapporto domestico sapendo però che potrebbe variare dopo la cricolare Inps. L'utente quindi deve necessariamente attendere per poter elaborare il primo cedolino paga.

Se invece il datore dovesse cessare il rapporto nei primi giorni di gennaio, non sarà possibile elaborare il cedolino di cessazione (che sarebbe errato) e nemmeno il mav relativo al 1° trimestre 2020. Se l'utente cerca di elaborare il mav di cessazione, dopo aver fatto la comunicazione telematica, l'Inps lo blocca in mancanza delle aliquote, con il seguente avviso:

contributi colf e badanti 2020

Al datore non resta quindi che attendere la comunicazione delle aliquote 2020. Non c'è da preoccuparsi per il ritardo nel versamento dei contributi, l'Inps non dà sanzioni dato che il ritardo non é dovuto al datore di lavoro domestico.

AGGIORNAMENTO CONTRIBUTI COLF E BADANTI 2020 IN WEBCOLF

Dopo la comunicazione dei contributi colf e badanti 2020 il team di Webcolf ha aggiornato non solo il programma ma anche avvisato gli utenti con apposito post su facebook e sulle NEWS che si visualizzano nella pagina principale dell'utenza. Sono stati inoltre aggiornati anche i contributi colf e badanti sul simulatore del costo, in modo che l'utente possa valutare quale sia il contratto migliore per assumere una colf o badante.

 

Retribuzioni colf badanti 2020

Retribuzioni colf badanti 2020

Il giorno 31.01.2020 sono state sottoscritte tra le parti sociali le nuove retribuzioni colf badanti 2020. Abbiamo immediatamente aggiornato il nostro programma e abbiamo pubblicato le tabelle con le nuove paghe per colf e badanti non conviventi e anche le tabelle con le paghe 2020 per le colf e le badanti conviventi.

CCNL COLF E BADANTI

Ogni anno i sindacati firmatari del Ccnl si trovano presso il Ministero del Lavoro per definire gli importi delle nuove retribuzioni minime per colf e badanti. Nel 2020, presso il Ministero del lavoro, i sindacati di categoria hanno stabilito le nuove retribuzioni colf badanti 2020 sulla base dell'aumento del costo della vita calcolato dall'Istat.

Nel 2020 per colf e badanti conviventi le retribuzioni sono aumentate, anche se di poco, mentre per badanti e colf non conviventi l'aumento é stato applicato solo per livelli di inquadramento C, CS, D e DS. Il valore del vitto alloggio giornaliero invece é rimasto invariato a 5,61 €.

Il Ccnl stesso stabilisce la necessità di tale aggiornamento:

"Art. 37
(Variazione periodica dei minimi retributivi e dei valori convenzionali del vitto e dell'alloggio)
1. Le retribuzioni minime contrattuali e i valori convenzionali del vitto e dell'alloggio, determinati dal presente contratto, sono variati, da parte della Commissione nazionale per l'aggiornamento retributivo di cui all'art. 44, secondo le variazioni del costo della vita per le famiglie di impiegati ed operai rilevate dall'ISTAT al 30 novembre di ogni anno.
2. La Commissione verrà a tal fine convocata dai Ministero del Lavoro e Previdenza sociale, entro e non oltre il 20 dicembre di ciascun anno, in prima convocazione, e, nelle eventuali successive convocazioni, ogni 15 giorni. Dopo la terza convocazione, in caso di mancato accordo o di assenza delle parti, il Ministero del Lavoro e Previdenza sociale è delegato dalle Organizzazioni ed Associazioni stipulanti a determinare la variazione periodica della retribuzione minima, secondo quanto stabilito al comma 1, in misura pari all'80% della variazione del costo della vita per le famiglie di impiegati ed operai rilevate dall'ISTAT per quanto concerne le retribuzioni minime contrattuali e in misura pari al 100% per i valori convenzionali del vitto e dell'alloggio.
3. Le retribuzioni minime contrattuali ed i valori convenzionali del vitto e dell'alloggio, determinati ai sensi dei commi precedenti, hanno decorrenza dal 1º gennaio di ciascun anno, se non diversamente stabilito dalle Parti."

Al comma 3 il Ccnl specifica che la variazione é retroattiva avendo decorrenza dal 1° gennaio di ogni anno anche se le retribuzioni vengono comunicate solo nella seconda metà di gennaio.

COSA PUO' FARE IL DATORE SE DEVE ASSUMERE O CESSARE UN RAPPORTO?

I datori di lavoro che hanno necessità di assumere una colf o badante nei primi giorni di gennaio non possono fare altro che indicare, in Webcolf e Inps, la retribuzione dell'anno precedente. Dopo la comunicazione delle retribuzioni colf badanti 2020 i datori possono effettuare una variazione della paga sindacale sul sito Inps seguendo la procedura spiegata qui. L'Inps infatti non aggiorna in automatico le retribuzioni con gli aumenti sindacali.

Nel caso in cui si debba invece procedere con una cessazione del rapporto nei primi giorni di gennaio non é possbile elaborare il cedolino di cessazione che sarebbe altrimenti errato. Si può solo attendere la comunicazione delle nuove retribuzioni 2020 e solo dopo elaborare l'ultimo cedolino.

AGGIORNAMENTO RETRIBUZIONI COLF BADANTI 2020 IN WEBCOLF

Dopo la comunicazione delle retribuzioni colf badanti 2020 il team di Webcolf oltre ad aggiornare le retribuzioni all'interno del programma, ha avvisato gli utenti con apposito post su facebook e sulle NEWS presenti nella pagina principale dell'utenza. Sono state inoltre aggiornate anche le paghe sindacali sul simulatore del costo in modo che i datori possano elaborare correttamente il costo in vista di una nuova assunzione.

 

 

Deducibilità contributi Inps per colf e badanti se il pagamento viene fatto da persone diverse dal datore di lavoro

Deducibilità contributi Inps per colf e badanti se il pagamento viene fatto da persone diverse dal datore di lavoro

Spesso i nostri utenti si chiedono chi può dedurre i contributi Inps relativi al rapporto di lavoro domestico.

Ebbene a questa domanda ha risposto l'Agenzia delle Entrate, in merito ad un interpello che le era stato posto, indicando quanto segue:

"il datore di lavoro é l'unico soggetto legittimato a dedurre i contributi previdenziali versati all'addetto dell'assistenza personale, a prescindere dalla circostanza per cui l'effettivo pagamento di tali contributi sia avvenuto utilizzando un conto corrente di terzi".

Perciò nel caso in cui ad esempio sia il figlio dell'assistito il datore domestico e che utilizzi il denaro del padre per pagare la badante, sarà solo il figlio a poter dedurre sul 730 parte dei contributi.

Ricordiamo che si possono detrarre solo i contributi a carico del datore per un massimo di 1549,37 e che a tal fine si dovrebbero indicare al rigo E23 del 730 a condizione però che il datore sia in possesso delle ricevute che attestano il pagamento dei contributi oltre che a presentare una dichiarazione integrativa.

Per maggiori informazioni sui contributi deducibili e su come stampare la relativa dichiarazione in Webcolf vi rimandiamo a questo ulteriore articolo (https://www.webcolf.com/notizie-utili-topmenu-20/13-manuale-webcolf/465-detrazioni-deduzione-datore-colf-badante.html).

 

 

Mancato superamento del periodo di prova per colf o badanti

Il Ccnl all'art. 13 prevede un periodo di prova per la colf o badante pari a:

- 30 giorni lavorativi per livelli di inquadramento D e DS;

- 8 giorni lavorativi per tutti gli altri.

Durante il periodo di prova, il rapporto di lavoro può essere risolto in qualsiasi momento sia dal datore che dal collaboratore, senza obbligo di preavviso ma con il pagamento, a favore della colf, della retribuzione per i giorni lavorati.

Se invece la colf supera il periodo di prova senza aver ricevuto disdetta il rapporto prosegue a tempo indeterminato o fino alla scadenza in caso di tempo determinato.


PROCEDURA DI LICENZIAMENTO PER MANCATO SUPERAMENTO DELLA PROVA

Indichiamo di seguito la procedura da seguire in caso di licenziamento per mancato superamento della prova.

1. Il datore domestico consegna la lettera di licenziamento come raccomandata a mano oppure invia la lettera via posta tramite raccomandata, (con ricevuta di ritorno). Riportiamo qui sotto un fac-simile di lettera che si può utilizzare in caso di mancato superamento della prova da parte della badante che si può stampare dal menù Cessazione | lettera licenziamento-dimissioni.

Mancato superamento del periodo di prova per colf o badanti

 

2. Si elabora poi l'ultimo cedolino dal menù Cedolini | inserimento mensile, si seleziona l'ultimo mese (es. 09/2017), si clicca il bottone "data di cessazione" e si inserisce la data di cessazione e cioè l’ultimo giorno di lavoro.

 busta paga colf licenziamento con preavviso inserimento mensile data

 

3. Cliccando poi sul pulsante verde “salva cessazione” il programma dà la possibilità all'utente di inserire solo le presenze fino alla data di cessazione, come nella figura sotto:

busta paga colf licenziamento con preavviso inserimento mensile

 

4. Si prosegue poi con l'inserimento delle ore lavorate fino all’ultimo giorno lavorativo, si “memorizza” in alto e poi si clicca “calcola cedolino”. Il programma calcola in modo automatico tutte le spettanze di fine rapporto quali TFR, 13esima e ferie non godute oltre alla retribuzione del mese in esame e in caso di collaboratore convivente aggiunge anche il vitto e alloggio sulle ferie non godute e sulla 13esima.

busta paga colf licenziamento con preavviso cedolino

 

5. Si consiglia a fine rapporto di consegnare già  al collaboratore domestico una copia della dichiarazione sostitutiva della Certificazione Unica (ex Cud), che si può stampare dal menù Stampe annuali.

 busta paga colf stampe annuali dichiarazione cu

 

6. Il datore poi, entro 5 giorni dalla data di cessazione, deve comunicare all'Inps che il rapporto é cessato a causa del mancato superamento della prova. La comunicazione si può fare in modo telematico entrando nel menù Cessazione | comunicazione Inps. Fatto ciò appare una finestra aggiuntiva del browser che riporta al sito Inps. Se non si visualizza la finestra ag-giuntiva il motivo è dovuto al fatto che si hanno i pop-up del browser bloccati quindi é necessario sbloccarli in alto o cambiare browser di navigazione.

a) Se si utilizza il pin personale del datore di lavoro, una volta che si accede alla pagina Inps (con codice fiscale e pin datore) si deve selezionare sul menù a sinistra “Variazione del rapporto di lavoro”, poi nella maschera Inps successiva va selezionato in basso il codice del rapporto di lavoro specifico e infine cliccare a sinistra il menù “Cessazione”. E' necessario indicare la data di cessazione e come motivo "mancato superamento del periodo di prova".

b) Se si utilizza il pin professionale del consulente o commercialista, invece, una volta entrati nella pagina Inps si deve selezionare la voce “variazione” e poi si deve  inserire il codice fiscale e il codice rapporto di lavoro per entrare nella maschera relativa allo specifico rapporto di lavoro e poi si deve cliccare a sinistra cessazione, indicare la data e il motivo della cessazione che é "mancato superamento del periodo di prova".

Si consiglia di stampare la ricevuta.

Per dare comunicazione all’Inps, oltre alla modalità telematica appena descritta, esiste la modalità telefonica tramite call center Inps al numero gratuito 803.164 da rete fissa e 06.164.164 da rete mobile.

[Aggiornamento del 14 settembre 2017] Non è richiesto l’invio della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro alla Pubblica Sicurezza per l’interruzione della cessione di fabbricato/ospitalità.

N.B.: dopo accurate ricerche e contatti a varie Questure d’Italia, ci è stato confermato che non è necessaria alcuna comunicazione alla Questura o Pubblica sicurezza da parte del datore di lavoro nel caso di cessazione del rapporto di lavoro con una colf o badante convivente.

Il datore domestico poi come ultima cosa dovrebbe elaborare il mav di cessazione e pagarlo entro i 10 giorni successivi alla data di cessazione. La procedura per elaborare il mav di cessazione si trova al capitolo “19.3. Mav cessazione”.

 

 

 

 

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