Concedere un prestito alla colf o badante

prestito colf badanti

 

Capita sempre più spesso che il datore decida di concedere un prestito alla colf o badante che ne fa richiesta perchè si trova in difficoltà economiche.

Nel caso in cui si dovesse concedere un prestito alla colf o badante consigliamo innanzitutto di fare un accordo scritto nel quale sarà importante indicare l'importo totale del prestito oltre al numero e l'importo delle rate mensili utili all'estinzione del prestito.

Si riporta di seguito un fac-simile che il datore può utilizzare in caso di concessione di un prestito:

 

 

 

COGNOME NOME DATORE

INDIRIZZO DATORE

 

LUOGO E DATA

 

COGNOME NOME COLLABORATORE

INDIRIZZO COLLABORATORE

 

 

Oggetto: Concessione prestito

Con la presente, a seguito della sua richiesta, le confermiamo la concessione di un prestito pari ad un importo di Euro ……………………… (…………………………../00).

Tale importo dovrà essere restituito in n. ……………… rate mensili di euro ……………….. ciascuna mediante trattenuta in busta paga che lei espressamente autorizza a partire dal mese di …………………. a seguito del quale Lei si impegna a non richiedere ulteriori finanziamenti / delegazioni di pagamento a terzi salvo espressa autorizzazione della scrivente e comunque sempre in modo che l’importo trattenuto non superi il 50% della retribuzione netta corrisposta.

Sul prestito non verranno applicati interessi, considerato anche l'attuale tasso ufficiale di riferimento. Nel caso di variazioni in rialzo del TUR, sul prestito restante verrà applicato un interesse utile ad evitare il calcolo del fringe benefit a suo e a ns. carico.

Nel caso in cui il rapporto di lavoro dovesse risolversi anticipatamente per qualsiasi motivo, la somma residua le verrà trattenuta in un’unica soluzione con l’ultimo cedolino paga. In caso di incapienza, anche per la presenza di ulteriori finanziamenti, lei fin d’ora si impegna a restituire quanto non compensato nei cedolini paga corrisposti entro 60 giorni dopo il termine del rapporto di lavoro.


Pensando di averle fatto cosa gradita, porgiamo cordiali saluti.

        Firma del datore

______________________

 

Firma per completa accettazione del collaboratore

_______________________________________________________

 

 

GESTIONE DEL PRESTITO IN WEBCOLF

La gestione di tale pratica si divide in due fasi.

  • Corresponsione del prestito. Per corrispondere la somma pattuita é necessario entrare nel menù Cedolini | inserimento mensile, posizionarsi a sinistra sul mese di corresponsione, selezionare da una delle tre righe con menù a tendina, sotto il calendario mensile, la voce "Prestito" indicando a fianco la somma richiesta.

 

Concedere un prestito alla colf o badante

 

 

  • Recupero del prestito. Per trattenere in busta paga la rata mensile utile al recupero del prestito é necessario entrare nel menù Assunzione | inserimento collaboratore | trattamento economico | impostazioni economiche avanzate e scorrere in basso la maschera posizionandosi su "Voce mensile ricorrente". A questo punto é necessario selezionare la causale "Rata prestito", indicando l'importo mensile da trattenere sotto la colonna "Imp. totale" e le date in cui effettuare le trattenute alle colonne "Validità dal" - "Validità al". Memorizzare poi in alto dopo l'impostazione. In questo modo il programma farà in automatico la trattenuta ogni mese per tutto il periodo indicato.

 Recupero prestito colf e badanti voce ricorrente

 

 

Recupero prestito colf badante

 

 

 

 

Assunzione di un parente come colf o badante

Assunzione colf parente

Se si sta valutando l'assunzione di un parente come colf o badante, oppure del coniuge, é necessario valutare bene la situazione prima di procedere in quanto spesso l'Inps rifiuta la costituzione del rapporto a seguito del ricevimento della comunicazione di assunzione.

ASSUNZIONE DEL CONIUGE

Il rapporto di lavoro stipulato con il proprio coniuge viene di norma rifiutato dall'Inps in quanto le prestazioni svolte tra parenti stretti si presumono gratuite e svolte per motivi affettivi. Il codice civile infatti all’art. 143 indica tra i doveri dei coniugi anche la reciproca assistenza morale e materiale oltre alla collaborazione nell’interesse della famiglia, cosa incompatibile con il sussistere di un rapporto di lavoro domestico.

Ci sono però dei casi particolari in cui l'Inps accetta ugualmente il rapporto domestico tra i coniugi, data la particolare condizione dell'assistito che oltre a friure dell’indennità di accompagnamento dev'essere:

  • grande invalido di guerra (civile e militare);

  • grande invalido per cause di servizio e del lavoro;

  • mutilato e invalido civile;

  • cieco civile.

 

ASSUNZIONE DI UN PARENTE O AFFINE ENTRO IL 3° GRADO

Nel caso si assuma come colf o badante un parente, (discendenza da uno stesso stipite) o affine (vincolo con i parenti del coniuge) entro il 3° grado, l'Inps non rifiuta di diritto il rapporto ma effettua una verifica.

In tal caso la comunicazione di assunzione, effettuata sul sito Inps, sarà indicata come “Sospesa” e verrà definita dalla sede Inps competente per territorio solo dopo avere effettuato i controlli previsti a convalida di quanto dichiarato dal datore di lavoro.

idea approfondimento colf badanti

Il datore di lavoro può controllare lo stato del rapporto domestico che ha denunciato in Inps entrando nel menù Assunzione | comunicazione Inps, indicando le credenziali necessarie e poi cliccando sul menù a sinistra "Consultazione rapporto lavoro". Lo stato viene indicato come prima cosa in alto sulla pagina di consultazione.

Per velocizzare la verifica della pratica da parte dell'Inps e quindi dimostrare l’esistenza effettiva del vincolo di subordinazione il datore può inviare tramite pec o raccomandata all'Inps competente per territorio, la DICHIARAZIONE DI RESPONSABILITA'.pdf

Nel caso l'Inps avesse dei dubbi in merito all’autocertificazione inviata dal datore potrà procedere ad accertamenti o anche alla convocazione delle parti interessate. Le parti dovranno dimostrare l’onerosità della prestazione, quindi che sussiste una contropartita in denaro in seguito alla prestazione di lavoro e il vincolo di subordinazione. A dimostrazione di ciò il datore può fornire all'Inps copia della lettera di assunzione, delle buste paga e le ricevute dei bonifici o assegni con cui si é pagato il collaboratore domestico.

Ci sono dei casi in cui l'Inps accetta di diritto l'assunzione, senza onere della prova, data la particolare condizione dell'assistito che oltre a fruire dell’indennità di accompagnamento dev'essere:

  • grande invalido di guerra (civile e militare);

  • grande invalido per cause di servizio e del lavoro;

  • mutilato e invalido civile;

  • cieco civile;

  • ministro del culto cattolico appartenente al clero secolare (i sacerdoti che svolgono la loro attività sotto l’autorità del vescovo costituiscono il clero cosiddetto "secolare", mentre il termine "clero regolare" indica i sacerdoti membri degli ordini religiosi, come ad esempio i gesuiti e i francescani).

 

ASSUNZIONE DI UN PARENTE COME COLF O BADANTE: COSA CAMBIA A LIVELLO CONTRIBUTIVO

L'aliquota contributiva da applicare al rapporto domestico cambia solamente se il rapporto di lavoro con il parente o affine entro il 3° grado si svolge in regime di convivenza.

Le tabelle contributive fornite dall'Inps prevedono un contributo orario diverso in questi casi, con esclusione del contibuto CUAF. Il contributo CUAF ha lo scopo di finanziare la Cassa Unica Assegni Familiari istituita dall'Inps. Attraverso questa cassa vengono erogati gli importi relativi agli assegni nucleo familiare per cui i collaboratori domestici fanno domanda all'Inps. Nel lavoro domestico infatti é l'Inps a corrispondere l'importo dell'ANF direttamente al collaboratore domestico senza che il datore debba fare nulla.
Nel caso di rapporto fra coniugi e tra parenti (figli, fratelli o sorelle e nipoti) o affini (genero, nuora e cognati) entro il 3° grado conviventi, l'Inps prevede un'aliquota diversa, senza quota CUAF dato che il datore e il collaboratore fanno parte dello stesso nucleo familiare e dunque il lavoratore non potrà richiedere gli assegni familiari.

 

ASSUNZIONE DI UN PARENTE COME COLF O BADANTE: IMPOSTAZIONI IN WEBCOLF

Solamente nel caso in cui il parente o affine sia convivente cambiano le impostazioni da indicare in Webcolf, data l'aliquota contributiva diversa. In tal caso andrà apposto il flag sottostante al menù Assunzione | inserimento collaboratore | data assunzione, memorizzando poi in alto.

Assunzione di un parente come colf o badante

 

 

 

Webcolf sul tuo smartphone

L'app Webcolf è un servizio aggiuntivo di Webcolf.com dedicato agli utenti che utilizzano il programma da dispositivi mobili, come smartphone o tablet.

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WEBCOLF SUL TUO SMARTPHONE: UTILIZZO PER I DATORI DI LAVORO PRIVATI

Il datore di lavoro può elaborare le buste paga mensili e versare i contributi in modo facile e veloce attraverso l'app Webcolf, senza avere necessariamente bisogno di una postazione desktop.

In aggiunta, il datore di lavoro può permettere al proprio collaboratore di accedere all’app a sua volta, gratuitamente ed in qualsiasi momento, per visualizzare i cedolini mensili, senza dover ricorrere all’invio di email o alla consegna dei cedolini a mano.

L'utilizzo dell'app è incluso nell'abbonamento annuale a webcolf.com!

Se sei già registrato o hai già un abbonamento attivo puoi semplicemente scaricare l'app sul tuo smartphone ed accedere inserendo le tue credenziali.

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Anche durante il periodo di prova gratuita potrai utilizzare Webcolf da smartphone, tablet e anche da pc.
Per utilizzare il programma da pc dovrai semplicemente collegarti a www.webcolf.com e cliccare il pulsante blu Accedi, inserendo le stesse credenziali impostate all’atto della prima registrazione.

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Terminato il mese di prova gratuito potrai abbonarti a Webcolf tramite Abbonamento personale al costo di 55 € annuali iva inclusa, che permette di gestire fino ad un massimo di 3 datori di lavoro domestico con illimitati collaboratori per ogni datore di lavoro inserito, oppure tramite Abbonamento professionale, al costo di 150 € annuali iva inclusa, che permette di gestire un numero illimitato di datori di lavoro.
Con ogni abbonamento potrai contattare l'assistenza in qualsiasi momento scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o potrai avviare fino a 5 chat di assistenza online.


WEBCOLF SUL TUO SMARTPHONE: UTILIZZO PER GLI STUDI PROFESSIONALI

Lo studio professionale, oltre ad utilizzare l’app in prima persona per la gestione dei rapporti di lavoro, può far sì che i propri clienti, datori di lavoro e famiglie, inseriscano le presenze accedendo all’inserimento mensile e visualizzino le buste paga una volta elaborate.

Per tutte le indicazioni relative all'utilizzo dell'app per gli studi professionali, leggere qui.

 

 

Non sono ancora stati pubblicati i contributi inps colf e badanti 2021

Non sono ancora stati pubblicati i contributi inps colf e badanti 2021.jpg

Per le famiglie che hanno assunto colf e  badanti quanto si spenderà per i contributi del nuovo anno?

In data odierna, 20 Gennaio 2021, non sono ancora stati pubblicati i contributi inps colf e badanti 2021, che verranno calcolati sull'aumento del tasso istat.

Non appena l'ente pubblicherà le nuove aliquote contributive, queste verranno rese note ai nostri utenti, inserite nelle tabelle della sezione risorse,  paghe e contributi inps colf e badanti 2021 e verranno implementate nel programma insieme alle nuove paghe annuali.

Oltre ai contributi inps colf e badanti 2021 va ricordato il contributo obbligatorio "cassa colf" che, come da contratto collettivo, da quest'anno passerà da 0,03 centesimi a 0,06 centesimi. In questo articolo viene spiegato nel dettaglio a cosa serve il contributo cassa colf Contributi Cas.sa Colf.

Visto che non sono ancora stati pubblicati i contributi inps colf e badanti 2021 ai datori di lavoro domestico che hanno licenziato la loro colf a gennaio o a fine dicembre, nel caso di settimane di preavviso o ferie non godute cadenti nel nuovo anno, non è possibile elaborare il mav di cessazione nel sito inps.

errore contributi inps colf e badanti.jpg

La pagina inps avvisa che le aliquote non sono ancora presenti e mostra un errore di calcolo. In tal caso l'utente deve aspettare la pubblicazione prima di elaborare il mav anche se sono passati i 10 giorni dalla cessazione. L'inps non prevede sanzioni per ritardato pagamento essendo l'ente stesso che non ha ancora reso noti e implementati gli importi contributivi all'interno del programma di calcolo del sistema di pagamento dei contributi del rapporto di lavoro domestico.

Per Ulteriori aggiornamenti vi invitiamo a consultare la sezione news del nostro sito quotidianamente.

 

 

Contributi Cassa Colf da gennaio 2021

Contributi Cassa Colf da gennaio 2021

 

Il nuovo Ccnl colf e badanti, in vigore dal 1° ottobre 2020, ha previsto alcune novità per il settore domestico, tra cui nuove aliquote per la Cassa colf, così come stabilito dall'art. 53.

Le nuove aliquote contributive sono raddoppiate rispetto a quelle previste in precedenza, e come indicato nelle note a verbale del Ccnl, vanno applicate a partire da gennaio 2021.

Fino al 31/12/2020 l'aliquota contributiva della Cassa colf era fissata in 0,03 € totali l'ora di cui 0,02 € a carico datore e 0,01 € a carico collaboratore. I contributi Cassa Colf da gennaio 2021 invece saranno di 0,06 € totali, di cui 0,04 € a carico datore e 0,02 € a carico collaboratore.

Webcolf è già stato aggiornato con le nuove aliquote dei contributi Cassa Colf da gennaio 2021.

idea approfondimento colf badanti

Ricordiamo che il nuovo Ccnl aveva già apportato una modifica ai contributi Cassa colf a partire da ottobre 2020, mese dal quale sono state ridotte le ore contributive ai fini della Cassa Colf per i contratti di assistenza e presenza notturna. Le ore contributive su cui calcolare la Cassa colf non corrispondono più a 54 ore settimanali ma a 48 ore per l'assistenza notturna e 30 per la presenza notturna. Le ore lavorative e quelle contributive ai fini Inps invece resteranno di 54 ore settimanali.

 

 

 

 

 

Tipologie di contratto badante convivente

Tipologie di contratto badante convivente

TIPOLOGIE DI CONTRATTO BADANTE CONVIVENTE

Una badante convivente può essere assunta con il livello BS, CS o DS, in base alle mansioni che dovrà svolgere.

Se dovrà occuparsi di una persona autosufficiente, l'inquadramento corretto è BS; se dovrà fornire assistenza a una persona non autosufficiente, dovrà essere inquadrata come CS o DS.
CS è il livello di inquadramento per le lavoratrici senza titolo di studio specifico; DS invece è il livello di inquadramento delle lavoratrice con diploma o certificazioni inerenti alle mansioni che dovranno svolgere (come OSS od operatori sanitari).

 

TIPOLOGIE DI CONTRATTO BADANTE CONVIVENTE: ORARIO DI LAVORO

In base al livello di inquadramento, il CCNL colf e badanti prevede diversi tipi di contratto.

Livello BS.
È possibile assumere una badante convivente di livello BS part time o full time.
Il contratto BS part time prevede un orario massimo di 30 ore settimanali e una retribuzione lorda mensile di euro 616,18 (aggiornata a gennaio 2021).
L'orario di lavoro può anche essere inferiore a 30 ore settimanali, ma la retribuzione non verrà riproporzionata; ciò significa che una badante che lavora 30 ore come convivente riceve la stessa retribuzione lorda di una badante che lavora 15 ore convivente.

I contributi, invece, vengono calcolati sul numero di ore effettive previste dal contratto di assunzione.
Se la paga lorda è fissa e imposta dal CCNL, i contributi invece sono calcolati direttamente in base al numero di ore settimanali che vengono lavorate. Per una collaboratrice che lavora 15 ore verranno trattenuti meno contributi dalla paga lorda rispetto ad una collaboratrice che lavora 30 ore; per lo stesso motivo, in proporzione, badante che lavora meno ore viene pagata leggermente di più.

La stessa cosa vale se si assume una badante come convivente full time; l'orario previsto dal CCNL è di 54 ore, ma può essere anche inferiore. In tal caso la paga non cambia ma diminuisce il numero di contributi a carico del lavoratore (che percepisce uno stipendio leggermente superiore) e diminuisce l'importo dei contributi a carico del datore di lavoro che, quindi, sostiene complessivamente un costo inferiore rispetto ad una badante a tempo pieno.

Livelli CS e DS.
È possibile assumere una badante convivente di livello CS o DS soltanto con contratto a tempo pieno.

Le parti firmatarie, infatti, quando hanno stipulato il contratto collettivo, hanno considerato che una persona non autosufficiente ha bisogno di assistenza in modo constante, o almeno di una persona che rimanga a disposizione tutto il giorno (anche se di fatto non lavora in modo continuativo per tutto il tempo).
Per questo è stato previsto solo il contratto full time per i conviventi di livello CS e DS.
L'orario previsto dal contratto collettivo è di massimo 54 ore settimanali (convenzionalmente distribuite in 10 ore al giorno dal lunedì al venerdì e 4 ore il sabato).
Se alla collaboratrice viene richiesto di lavorare il sabato pomeriggio o la domenica, le ore di lavoro aggiuntive sono da considerarsi straordinari.

Invece, se tra le parti viene concordato un orario settimanale inferiore a 54 ore, la retribuzione mensile lorda rimane la stessa: non deve essere calcolata alcuna riproporzione.

Se si desidera calcolare un preventivo di costo per assumere una badante convivente, è possibile utilizzare il nostro simulatore cliccando qui.

 

 

 

Contratto badante convivente tempo pieno

Contratto badante convivente tempo pieno

Nei casi di assistenza a persone non autosufficienti, spesso si sceglie di stipulare un contratto badante convivente tempo pieno.
Assumere una collaboratrice come convivente, infatti, permette al datore di lavoro di sostenre una spesa inferiore rispetto all'assunzione di una collaboratrice full time a ore.

Il contratto badante convivente prevede 54 ore di lavoro settimanali suddivise solitamante in 10 ore dal lunedì al venerdì e 4 ore il sabato.
Le ore indicate sono previste come diurne, e la presenza della badante durante la notte è intesa solo come corresponsione dell'alloggio: alla lavoratrice viene richiesto di dormire presso l'abitazione del datore di lavoro per essere a disposizione in caso di eventuale necessità.

Questo tipo di contratto prevede un giorno e mezzo di riposo, e 2 ore giornaliere, normalmente concordate appena dopo pranzo, previste per i giorni di lavoro.


Le 10 ore giornaliere di lavoro devono essere considerate un orario convenzionale, e non il conteggio preciso delle ore lavorate; infatti, le mansioni di una badante convivente prevedono l'alternarsi di momenti di lavoro a momenti di riposo. Perciò non sarà necessario indicare eventuali ore di straordinari, perché con le 10 ore si intende già una giornata completa.


CONTRATTO BADANTE CONVIVENTE TEMPO PIENO: È NECESSARIO TRASFERIRE LA RESIDENZA?

Una badante convivente può trasferire la residenza presso l'abitazione del datore di lavoro oppure può mantenere la propria residenza ad un indirizzo diverso. Avere la residenza presso il datore di lavoro ed essere una badante convivente con il datore di lavoro, infatti, sono due cose distinte.

Pur essendo convivente, una collaboratrice può mantenere la sua residenza personale e ogni fine settimana, durante le 36 ore di riposo, rientrare presso il proprio domicilio e trascorrervi la  notte.
Invece, se una collaboratrice convivente trasferisce la residenza presso il datore di lavoro, l'abitazione del datore sarà a tutti gli effetti anche la sua, e potrà rimanere nell'abitazione per tutta la durata del suo riposo settimanale. Pur rimanendo a casa del datore, però, non dovrà lavorare e alla collaboratrice non potrà essere richiesta alcuna mansione, nemmeno di sorveglianza, pena l'obbligo di segnare del lavoro straordinario o la corresponsione di un'indennità. Si precisa inoltre che in questo modo viene a mancare il giorno di riposo che, se non è recuperato nei giorni successivi, espone il datore di lavoro a possibili sanzioni.

Il datore di lavoro dovrà tenere conto che, se la collaboratrice trasferisce la residenza presso la sua abitazione entra a far parte a tutti gli effetti del nucleo familiare; per questo motivo, la tassa comunale sui rifiuti (TARI) a carico del datore aumenterà.

 
CONTRATTO BADANTE CONVIVENTE TEMPO PIENO: IL VITTO E L'ALLOGGIO

Per i lavoratori conviventi, il vitto e l'alloggio fanno parte della retribuzione.

Il vitto e alloggio alla badante convivente vengono generalmente corrisposti in natura; il datore di lavoro provvede alla spesa per i pasti della lavoratrice, e permette l'alloggio durante la notte in una stanza apposita, dove la collaboratrice può sistemare le sue cose.

Si può concordare però che il vitto, l'alloggio, o entrambi vengano corrisposte mediante un valore sostitutivo in denaro. Accade spesso che a causa di scelte alimentari particolari, o su richiesta della lavoratrice, le parti trovino più semplice gestire la corresponsione del vitto in denaro.

Nel caso in cui la lavoratrice richiedesse di rientrare presso il proprio domicilio per la notte, le dovrà essere corrisposto l'alloggio in denaro.

Il valore economico del vitto e alloggio è indicato nelle tabelle sindacali, e varia di anno in anno.


I valori per il 2021 sono i seguenti:
- colazione/pranzo: 1,96
- cena: 1,96
- alloggio: 1,69.

Se il vitto e l'alloggio vengono corrisposti in natura, in caso di ferie o festività, in occasione delle quali il lavoratore trascorrerà il suo tempo fuori dall'abitazione del datore, dovranno essere corrisposti in denaro come indennità sostitutiva di vitto e alloggio.

Spieghiamo qui le diverse tipologie di contratto possibili per assumere una badante convivente.

 

 

 

Pagamento dei contributi della colf o badante

Pagamento dei contributi della colf o badante

Ogni mese il datore di lavoro domestico elabora la busta paga della propria colf o badante ove sono indicati nel dettaglio tutti gli estremi del contratto, le presenze e le assenze del mese, il totale delle competenze spettanti, il numero di ore lavorate, il numero delle ore retribuite sulle quali, in base alle settimane complete del mese, si calcolano i contributi a carico della colf o badante.

Attraverso l'elaborazione del cedolino paga quindi il datore trattiene alla collaboratrice i contributi a carico di quest'ultima che poi andranno versati unitamente a quelli del datore con cadenza trimestrale stabilita dall'Inps.

idea approfondimento colf badanti

L'utente Webcolf non ha necessità di impostare nulla di particolare nel programma in quanto la trattenuta dei contributi, essendo prevista per legge, viene effettuata in modo automatico sul cedolino paga. Questa è l'opzione di default. Nella prassi le parti si accordano spesso perchè il datore di lavoro versi a proprio carico tutti i contributi, sia i propri, sia quelli della collaboratrice domestica. In questo caso dovrà essere selezionata la specifica opzione 3.1 nel menù Assunzione | inserimento collaboratore | trattamento economico | impostazioni paga avanzate.

Pagamento dei contributi della colf o badante: quando vanno pagati i contributi

Ogni tre mesi, secondo scadenze prefissate dall'Inps, il datore domestico versa i contributi Inps (e Cassa colf) utilizzando l'avviso di pagamento pagoPA, che contiene i contributi del datore più quelli del collaboratore già trattenuti ogni mese.

Il collaboratore domestico non può pagare i contributi in autonomia ma se ne occupa il datore di lavoro per suo conto.

I datori domestici sono tenuti a versare i contributi ogni trimestre in base alle scadenze fissate dall’Inps:

- 1° trimestre (contributi di gennaio-marzo) vanno versati dall'1 al 10 aprile;

- 2° trimestre (contributi di aprile-giugno) vanno versati dall'1 al 10 luglio;

- 3° trimestre (contributi di luglio-settembre) vanno versati dall'1 al 10 ottobre;

- 4° trimestre (contributi di ottobre-dicembre) vanno versati dall'1 al 10 gennaio dell’anno successivo.

Se il 10 cade di sabato il termine rimane il 10. Se, invece, tale termine cade di domenica la scadenza è posticipata al giorno 11. In caso di cessazione del rapporto il datore di lavoro domestico dovrà versare invece i contributi entro 10 giorni dal termine del rapporto di lavoro domestico. Le nuove aliquote contributive vengono normalmente determinate dall'INPS con una circolare che viene pubblicata nel corso del mese di gennaio. Per i rapporti che cessano i primi giorni dell'anno, prima dell'uscita della circolare INPS, i contributi potranno essere pagati anche dopo i 10 giorni normalmente previsti.

idea approfondimento colf badanti

Dal 2020, come stabilito dall'Inps, il versamento dei contributi avviene mediante avviso di pagamento pagoPA, in sostituzione del precedente bollettino Mav. PagoPA è un sistema di pagamento elettronico realizzato per uniformare tutti i pagamenti verso la pubblica amministrazione.

I datori di lavoro possono effettuare il pagamento dei contributi con le seguenti modalità:

  • online, tramite il portale dei pagamenti;

  • con avviso di pagamento pagoPA, presso i canali dei Prestatori di Servizio di Pagamento (PSP) aderenti:

  • agenzie della banca;

  • uffici postali;

  • home banking dei PSP;

  • sportelli ATM abilitati delle banche;

  • punti vendita SISAL, Lottomatica e Banca 5 (tabaccherie);

  • con avviso di pagamento pagoPA, presso i canali dei PSP che non hanno aderito direttamente alla convenzione pagoPA, tramite il circuito CBILL, utilizzando il codice interbancario AAQV6 assegnato a INPS.

 

Pagamento dei contributi della colf o badante: come si effettua il calcolo dei contributi da versare

L'Inps invia periodicamente ai cittadini delle comunicazioni con i PagoPA standard, senza Cassa Colf, nel presupposto di un rapporto che si svolga in maniera standard. Peraltro non vengono considerate le festività del periodo e naturalmente nemmeno le ore di assenza, permessi, malattia non indennizzata, etc in quanto l'Inps non vede le buste paga della colf o badante. L'INPS, inoltre, non conosce eventuali aumenti della retribuzione e quindi gli aggiornamenti degli scatti di anzianità o paga sindacale.

I PagoPA ricevuti, quindi, vanno quasi sempre rigenerati sulla base delle effettive presenze e della retribuzione corrisposta.

Consigliamo quindi ai datori di elaborare i pagoPA dei contributi con Webcolf, seguendo la procedura spiegata all'articolo Contributi colf e badanti: come fare il mav in inps online

Grazie a Webcolf l'utente può elaborare i pagoPA in modo molto più veloce, evitando errori ed imprecisioni, in base alle presenze e al trattamento economico inseriti nel programma che quindi poi risultano immediatamente corrispondenti poi alle stampe annuali (dichiarazione della CU sostitutiva, dichiarazione degli oneri deducibili, ecc..) che vanno rilasciati dal datore di lavoro a fine anno e che servono per la denuncia dei redditi sia del collaboratore domestico, sia del datore stesso.

 

 

 

 

Preavviso in caso di dimissioni della colf o badante

Preavviso in caso di dimissioni della colf o badante

La colf o badante che desidera concludere il rapporto di lavoro con il proprio datore domestico deve necessariamente rispettare il preavviso previsto dall'articolo 40 del contratto collettivo.

Preavviso in caso di dimissioni della colf o badante: quali sono i termini da rispettare?

Il Ccnl colf e badanti in caso di dimissioni stabilisce i seguenti termini di preavviso:

  • Per il rapporto di lavoro non inferiori alle 25 ore settimanali:

- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;

- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.

  • Per il rapporto di lavoro inferiori alle 25 ore settimanali:

- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;

- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.

Preavviso in caso di dimissioni della colf o badante: come va dato il praevviso?

La colf o badante, nel dimettersi con lettera scritta e consegnata al datore, può scegliere tra due opzioni:

- dimettersi con preavviso che sarà quindi lavorato. Il preavviso in tal caso é a tutti gli effetti un periodo ordinario di lavoro, al termine del quale il rapporto si intende concluso. Per la procedura completa da seguire in caso di dimissioni con preavviso lavorato, si può leggere l'articolo Dimissioni colf e badanti con preavviso

- Dimissioni immediate. In tal caso il rapporto termina subito e il preavviso sarà trattenuto dal datore nell'ultima busta paga.

Si precisa che il preavviso deve essere sempre lavorato e non può essere sostituito da ferie, permessi, ecc... perchè in tal caso si allungherebbe il termine finale del rapporto. Il datore, può anche decidere, a sua discrezione di esonerare la colf o badante dal preavviso. Per conoscere la procedura da seguire in tal caso leggere l'articolo Dimissioni colf e badanti senza preavviso

 

Preavviso di licenziamento per colf e badanti

Preavviso di licenziamento per colf e badanti

Il datore di lavoro domestico che desidera concludere il rapporto di lavoro con la propria colf o badante, salvo il caso del licenziamento per giusta causa, deve rispettare il preavviso di licenziamento per colf e badanti previsto all'articolo 40 del contratto collettivo.

Preavviso di licenziamento per colf e badanti: quali sono i termini ?

Il Ccnl colf e badanti in caso di licenziamento stabilisce i seguenti termini di preavviso:

  • Per il rapporto di lavoro non inferiori alle 25 ore settimanali

- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario;
- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 30 giorni di calendario.

  • Per il rapporto di lavoro inferiori alle 25 ore settimanali

- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;

- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.

idea approfondimento colf badanti

In entrambi i casi sopra riportati, il Ccnl indica inoltre che i termini di preavviso devono essere raddoppiati nell'eventualità in cui il datore di lavoro intimi il licenziamento alla propria colf o badante prima che siano trascorsi 31 giorni dal rientro della stessa dalla maternità.

Se ad esempio si tratta di badante assunta da 6 anni per 54 ore settimanali, il preavviso di 15 giorni di calendario diventa di 30 giorni.

 

Preavviso di licenziamento per colf e badanti: come va dato il preavviso?

Il datore di lavoro, nell'effettuare il licenziamento della collaboratrice che va sempre fatto per iscritto, può scegliere tra due opzioni:

- licenziare la colf o badante con preavviso che sarà quindi lavorato. Il preavviso in tal caso é a tutti gli effetti un periodo ordinario di lavoro, al termine del quale il rapporto si intende concluso. Per la procedura completa da seguire in caso di licenziamento con preavviso lavorato, si può leggere l'articolo Licenziamento colf e badanti con preavviso;

- Licenziare la colf o badante senza preavviso, in modo immediato. In questo caso il rapporto termina subito, al ricevimento della comunicazione e il preavviso non sarà lavorato ma pagato dal datore, nell'ultimo cedolino, tramite indennità sostitutiva in denaro. Per conoscere la procedura da seguire in tal caso leggere l'articolo Licenziamento colf e badanti senza preavviso.

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Il preavviso, per essere considerato regolare, deve essere sempre lavorato, pertanto non può essere sostituito da periodi di ferie, malattia o altre assenze, salvo accordo tra le parti. Le ferie svolte durante il preavviso quindi lo allungano, spostando la data di termine del rapporto di lavoro domestico.

Anche per la sostituzione parziale del preavviso con periodi di assenza dovrebbe esservi accordo tra le parti.

 

 

 

Quanto costa una badante la domenica

Quanto costa una badante la domenica

Il Ccnl colf e badanti stabilisce come giorno di riposo settimanale la domenica, sia per le colf e badanti conviventi che non conviventi.

Quanto costa una badante la domenica: richiesta di impiego solo in casi straordinari

Può capitare che il datore abbia necessità della collaboratrice la domenica, come recita il Ccnl, "per esigenze imprevedibili e che non possano essere altrimenti soddisfatte".

In tali occasioni dovrebbe essere corrisposta la maggiorazione del 60% per lavoro svolto la domenica e concesso un uguale numero di ore di riposo non retribuito nel corso della giornata immediatamente successiva.

Quanto costa una badante la domenica: giorno ordinario di lavoro

Ci sono dei casi in cui la domenica costituisce giorno ordinario di lavoro:

1) assunzione con contratto c.d. di sostituzione riposi. Viene assunta con tale tipo di contratto una colf o badante che deve sostituire qualla principale full-time durante i suoi turni di riposo quindi la sostituta ha la domenica come ordinario giorno di lavoro.

In questo particolare caso non va aggiunta alcuna maggiorazione in quanto la paga prevista per questo tipo di contratto é già, come recita il Ccnl, "comprensiva di tutte le maggiorazioni previste." Per maggiori informazioni su questa tipologia di contratto si consiglia di leggere il nostro articolo al link Come sostituire la badante durante i riposi?

2) Assunzione con contratto ordinario ma con giorno di riposo diverso dalla domenica. Per quanto riguarda la giornata di riposo, il Ccnl all'art. 14 stabilisce che il riposo settimanale domenicale è irrinunciabile e che qualora il lavoratore professi una fede religiosa che preveda la solennizzazione in giorno diverso dalla domenica, le parti potranno accordarsi sulla sostituzione, a tutti gli effetti contrattuali, della domenica con altra giornata. Il lavoro svolto la domenica in tal caso non darà più diritto alla maggiorazione del 60% della paga globale di fatto ma ne darà diritto l'eventuale lavoro svolto nella diversa giornata di riposo richiesta dalla colf o badante al momento dell'assunzione.
Se però fosse il datore, per sue esigenze, a chiedere alla collaboratrice di stabilire una giornata di riposo diversa dalla domenica, il 60% di maggiorazione in tale giornata va ugualmente riconosciuto.

 

Quanto costa una badante la domenica: simulare il costo

A) In base a quanto stabilito dal Ccnl colf e badanti le ore lavorate la domenica vanno retribuite con la "maggiorazione del 60% della retribuzione globale di fatto dove per retribuzione globale di fatto s’intende quella comprensiva di tutte le indennità di cui alle tabelle allegate, ivi incluse le indennità di vitto e alloggio."

In caso di collaboratore non convivente il costo per lavoro svolto la domenica é semplice da calcolare:

paga oraria concordata + 60% = paga oraria domenicale x ore svolte la domenica = retribuzione spettante

esempio paga 5,60 + 60% = 8,96 x ore svolte, esempio 8 = 71,68 euro

B) Per la colf o badante convivente invece il Ccnl prevede l'inclusione anche del vitto alloggio nella base oraria di calcolo. Quando il collaboratore é convivente, anche se corriposto in natura, il vitto alloggio fa sempre parte della retribuzione che il collaboratore percepisce dal datore.

Esempio di calcolo per il 2020:

5,61 vitto alloggio giornaliero per il 2020 x  giorni lavorativi standard settimanali =  vitto e alloggio settimanale : ore settimanali standard =  vitto e alloggio orario

vitto e alloggio orario + base oraria (mensile : 4,3334 : ore settimanali standard) =  base sulla quale calcolare lo straordinario

base sulla quale calcolare lo straordinario + la % di maggiorazione stabilita (nel caso specifico 60%)

esempio per badante convivente, 54 ore settimanali, paga 984,01 mensili lordi 5,61 x 6 giorni lavorativi a settimana = 33,66 € di vitto alloggio settimanale : 54 ore settimanali = 0,62 € di vitto alloggio orario

0,62 € di vitto alloggio orario + 4,21 base oraria (984,01 : 4,3334 : 54) = 4,83 € base per il calcolo dello straordinario

4,83 € + 60% = 7,73 € l'ora x 10 ore lavorate per esempio una domenica = 77,30 € da corrispondere alla collaboratrice

All'utente non esperto si consiglia di inserire un datore e collaboratore di prova nella sezione registrata del programma e fare un cedolino di esempio in modo da valutare in concreto una mensilità con tutte le domeniche lavorate.

 

 

 

Aggiornamento notizie covid per colf e badanti

Aggiornamento notizie covid per colf e badanti

 

[AGGIORNAMENTO NOTIZIE COVID PER COLF E BADANTI: AGGIORNATE A NOVEMBRE 2020]

Per tenere sempre aggiornati in nostri utenti, su tutte le ultime novità in tema di gestione del rapporto domestico durante l'epidemia da covid-19, é stata creata una sezione appositamente dedicata.

Nella sezione covid di Webcolf riportiamo aggiornamenti utili per i datori domestici, colf e badanti, analizzando i temi centrali e anche i Dpcm o Decreti che interessano il settore domestico.

Per tutti gli ultimi aggiornamenti si consiglia di leggere il nostro articolo Gestione emergenza coronavirus per colf e badanti

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