Certificazione Unica per i lavoratori domestici 2015

Certificazione Unica per i lavoratori domestici 2015

Alcuni utenti ci hanno scritto in merito alla certificazione unica 2015, in particolare se è obbligatoria anche i datori di lavoro domestico.

Il dubbio nasce dal fatto che le istruzioni prevedono tra i soggetti obbligati all'invio" ....."sono altresì, tenuti ad inviare il flusso coloro che nel 2014 hanno corrisposto contributi previdenziali ed assistenziali dovuti all'Inps... ".

Precisiamo che e' stato chiarito dalla associazioni nazionali partecipanti alla sottoscrizione del contratto collettivo che la Certificazione Unica 2015 non deve essere rilasciata dai datori di lavoro domestico privati, non essendo sostituti d’imposta.

Unica eccezione è costituita dalle comunità religiose e militari.

Va comunque rilasciata, come richiesto dal CCNL colf  Badanti, la dichiarazione sostitutiva cu al collaboratore domestico entro il 28 febbraio (o comunque prima dell'appuntamento che il collaboratore ha richiesto al caf o intermediario per poter fare la denuncia dei redditi).

Webcolf permette, calcolando i cedolini, di stampare in automatico tale dichiarazione.

Per ulteriori informazioni circa tale dichiarazione si può leggere l'articolo del manuale aggiornato cliccando qui.

 

Controlli INPS e avvisi bonari

Controlli INPS e avvisi bonari

L'inps, ogni anno, invia degli avvisi bonari con la richiesta del mancato pagamento dei contributi di colf e badanti degli anni precedenti.

L'inps indica il trimestre mancante, la quota di contributi non pagata e la relativa sanzione.

Il datore di lavoro è tenuto a procedere come segue.

1. MANCATO PAGAMENTO

a) versare l'importo in un'unica soluzione entro 30 giorni dal ricevimento con modello F24

b) presentare una domanda di ratizzazione utilizzando il modulo "istanza di dialzione amministrativa" disponibile nel sito inps nella sezione moduli"

2. CONTRIBUTI GIA' PAGATI

Se il datore ha già correttamenta versato i contributi ma all'Inps non risulta entro 30 giorni dal ricevimento dell'avviso bonario il datore potrà:

a) chiamare il contact center al numero verde gratuito 803 164 da fisso (oppure da cellulare con normale tariffa al 06164164) e indicare la motivazione.

b) oppure inviare un fax al numero 800 803 164 con il modulo (clicca qui) che trovate in allegato alla lettera indicando i dati identificativi del datore, del collaboratore e del rapporto, data di eventuale cessazione, periodi contributivi pagati.

3. MANCATO PAGAMENTO MA PER GIUSTA RAGIOINE (MATERNITA', INFORTUNIO, ASPETTATIVA)

Se il datore si é scordato di sospendere i contributi del trimestre come spieghiamo qui e quindi é arrivato un avviso bonario dall'Inps:

a) consigliamo di inviare un fax all'inps al numero 800 803 164 con il modulo (clicca qui) che trovate in allegato alla lettera indicando i dati identificativi del datore, del collaboratore e del rapporto, il periodo e la motivazione del mancato pagamento con allegata la carta di identità del datore di lavoro e una lettera in cui lo stesso dichiara che per il periodo dal ******* al ******* la collaboratrice è stata assente, in maternità, infortunio ecc... In questo modo verrà annullato l'avviso bonario.  

b) Oppure si può utilizzare l'apposita funzione nel sito inps: servizi al cittadino | autentificazione con pin | servizi di rapporto di lavoro domestico| estratto contributivo. Selezionando il trimestre si può inviare una segnalazione indicando il periodo di malattia, assenza, maternità ecc...

 

Adempimenti cessazione

Adempimenti cessazione

[ultimo aggiornamento: per tutte le procedure di licenziamento e dimissioni si può leggere il nuovo manuale aggiornato Webcolf cliccanco qui]

1. COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE:

Al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il datore:

- deve comunicare entro 48 ore a partire dal giorno del termine del rapporto, solo nel caso di lavoratore extracomunitario convivente, la cessazione all'autorità di pubblica sicurezza. Si consiglia di inviare una raccomandata e di tenere la ricevuta in caso di controlli.

- entro 5 giorni dall'interruzione deve poi inviare comunicazione all'INPS competente nel luogo di svolgimento del lavoro mediante comunicazione telematica o tramite il call center (per entrambi i servizi si deve possedere il PIN o essere abilitati come consulenti).Per la comunicazione online si dovrebbe selezionare, una volta entrati nell'area riservata con il pin, la voce servizi di rapporto di lavoro domestico e poi variazione del contratto di lavoro e, infine, inserito il codice fiscale e il codice rapporto di lavoro (che si trova nei mav già pagati) cliccare a sinistra cessazione.

Indicata poi la data del termine del rapporto va selezionata la motivazione(ad esempio, dimissioni, licenziamento decesso datore, risoluzione consensuale, non superamento del periodo di prova ecc...
E' importante stampare poi la ricevuta della cessazione.
In caso di dimissioni essa va fatta firmare dal collaboratore come convalida con l'aggiunta della frase (a mano)"convalido le mie dimissioni" e poi conservata in caso di contestazione;

2. PAGAMENTI:

- entro 10 giorni dall'interruzione il datore deve effettuare il versamento dei contributi dell'ultimo trimestre, utilizzando il MAV generato tramite la procedura del programma "Contributi: Elaborazione MAV in INPS on line". Per l'elaborazione passo passo si legga l'articolo: mav cessazione colf

- entro i primi 10 giorni del mese successivo, il datore deve elaborare la busta paga della collaboratrice domestica saldando anche il trattamento di fine rapporto maturato e gli eventuali ratei di tredicesima e ferie maturati e non ancora pagati.


Webcolf calcola in automatico, indicando la data di cessazione nell'inserimento mensile, tutte le spettanze di fine rapporto insieme alla retribuzione dell'ultimo mese. Per provare il programma gratuitamente per un mese clicca qui

 

Preavviso e indennità di mancato preavviso

Preavviso e indennità di mancato preavviso

Nel caso di licenziamento o dimissioni il contratto nazionale di colf e badanti prevede che la comunicazione di cessazione venga data con un preavviso e mediante comunicazione scritta.

I termini di preavviso del licenziamento sono:

1. Per i rapporti da 25 a 54 ore settimanali:
- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario;
- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 30 giorni di calendario.
I suddetti termini saranno ridotti del 50% nel caso di dimissioni da parte del lavoratore.

2. Per i rapporti da 1 ora a 24 ore settimanali:
- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 8 giorni di calendario;
- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro: 15 giorni di calendario.
Questi termini rimangono invariati in caso di dimissioni.

Domande e risposte sull'interruzione rapporto di lavoro di colf e badanti

Domande e risposte sull'interruzione rapporto di lavoro di colf e badanti

Il rapporto di lavoro domestico può interrompersi per vari motivi:
- licenziamento da parte del datore;
- dimissione del lavoratore;
- scadenza del termine del rapporto a tempo determinato;
- recesso durante il periodo di prova;
- licenziamento per giusta causa del datore di lavoro;
- risoluzione consensuale;
- impossibilità sopravvenuta o morte del lavoratore.

CASSA COLF per i collaboratori domestici (AGGIORNATO 05/2018)

A seguito di accordo del 18 luglio 2010 è attiva "CASSA COLF", cassa di assistenza sanitaria per i lavoratori domestici che applicano il contratto collettivo del 01.02.2007, (rinnovato il 21/05/2013), siglato tra i sindacati FIDALDO e DOMINA da una parte e FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS-UIL e FEDERCOLF dall’altra.

A) Beneficiari e prestazioni
I beneficiari delle prestazioni sono i dipendenti iscritti e i datori di lavoro.
Tali contributi servono per un'assistenza sanitaria, che però non paga la malattia.
In particolare se sono stati versati contributi contrattuali per 4 trimestri consecutivi e raggiunta la soglia minima di versamento pari a 25 € (anche come somma totale di più rapporti di lavoro):

IL DIPENDENTE avrà diritto alle seguenti prestazioni:
1. indennità giornaliera di ricovero e di eventuale convalescenza:
- diaria giornaliera di € 20 per ricoveri ospedalieri con almeno 2 giorni di pernottamento e per un massimo di 20 giorni (causa del ricovero: infortunio, malattia, parto);
- diaria giornaliera di € 20 per la convalescenza relativa al ricovero ospedaliero effettuato per un massimo di 10 giorni (causa del ricovero: infortunio, malattia, parto con intervento chirurgico);
2. prestazioni di alta specializzazione - Effettuate presso strutture del Servizio Sanitario Nazionale o da esso accreditate:
- rimborso di ticket sanitari fino ad un massimo di € 300 annui (vedi elenco prestazioni).

Per l’elenco dettagliato di tutte le prestazioni, le modalità e le condizioni, consigliamo di consultare il sito http://www.cassacolf.it al paragrafo "Prestazioni".

IL DATORE avrà diritto alle seguenti prestazioni:
nel caso di decesso o invalidità permanente del dipendente, a causa di infortunio per il quale sia stata attivata la rivalsa INAIL, è stata attivata apposita polizza assicurativa per la responsabilità civile del datore di lavoro con un massimale annuo pari a € 50.000;
- nel massimale annuo rientrano anche le spese legali e peritorie che potranno essere messe a disposizione dall’assicurazione nel contenzioso con l’Istituto.

B) Iscrizione
Il collaboratore risulta iscritto alla CAS.SA.COLF dal primo giorno del trimestre per il quale inizia il versamento a suo nome, dei contributi di assistenza contrattuale. L’iscrizione alla Cas.sa colf quindi è automatica, sia per il datore che per il collaboratore con il primo pagamento dei contributi Cas.sa Colf e non serve fare alcuna notifica all’ente o all’INPS. Per far sì che i collaboratori e i datori di lavoro, continuino ad essere beneficiari rispettivamente delle relative prestazioni, è necessario che, successivamente all'iscrizione e cioé al primo versamento, i contributi di assistenza contrattuale vengano versati in modo regolare e continuativo.

Nel caso di dipendente assunto in data precedente alla creazione di tale cassa assistenziale, il collaboratore risulterà esservi iscritto dal 1° Luglio 2010 se tali contributi siano versati a suo nome in relazione al terzo trimestre 2010.
L’iscrizione alla CAS.SA.COLF, sia del dipendente che del datore di lavoro, permane anche nei casi nei quali si verifichino delle discontinuità nel versamento dei contributi di assistenza contrattuale.

C) Importo del contributo
Il versamento dei contributi di assistenza contrattuale a carico del datore di lavoro e del lavoratore, si quantifica nella misura oraria complessiva di € 0,03, dei quali € 0,01 a carico del lavoratore e € 0,02 a carico datore. Il versamento dei contributi è effettuato dal datore di lavoro nel mav pagato trimestralmente, insieme ai contributi Inps (codice organizzazione F2). Sta quindi al datore di lavoro scegliere se trattanere o meno in busta paga la quota di contributi cassa colf a carico collaboratore.

D) Obbligatorietà della Cassa Colf

Poiché disciplinata dall'art. 49 del Ccnl, il versamento dei contributi di Cassa Colf si intende obbligatorio ma di prassi, le parti possono scegliere se applicarla o meno al rapporto di lavoro instaurato. Dato che la somma minima di 25 € (versati nei 4 trimestri precedenti all'evento o comprensivi anche del trimestre in cui l'evento é avvenuto), prevista per ricevere le prestazioni, va conteggiata sommando i mav di tutti i rapporti di lavoro in essere, nel caso in cui un collaboratore abbia instaurato un solo rapporto di lavoro e i versamenti totali, in base alle ore lavorate, siano inferiori a tali quota, il datore può decidere di non pagarla in quanto il collaboratore non potrà mai contestare una perdita per una mancata prestazione economica.

Consigliamo quindi, se non si raggiunge la quota dei 25 € annuali, di non pagare tali contributi perché andranno persi e non porteranno alcun vantaggio alle parti. Per non applicare la Cas.sa Colf, in Webcolf esiste una voce specifica che si trova nel menù Assunzione | inserimento standard collaboratore domestico | trattamento economico | impostazioni di paga avanzate: "Non effettuare l'applicazione della Cas.sa Colf".

In questo modo tali contributi non vengono calcolati e trattenuti in busta paga al collaboratore e nemmeno quindi proposti nell’elaborazione del mav.

In alternativa, il datore può decidere di pagare un importo più alto ogni trimestre (rispetto a quello che le parti dovrebbero realmente pagare), come integrazione per poter raggiungere i 25 € richiesti, possibilità questa prevista dallo stesso ente Cassa Colf. Ad esempio il datore in fase di elaborazione del mav può aumentare l'importo della Cassa Colf indicato dal programma in moda da arrivare a versare 6,25 € (6,25 x 4 trimestri/mav = 25 €).

I 25 € devono però derivare dalla somma dei 4 mav precedenti alla richiesta quindi non é possibile con il primo mav utile versare tutti i 25 € in un'unica soluzione ma é necessario che la quota sia suddivisa in 4 trimestri.

E) Requisito di continuità dei versamenti

Il regolamento della Cassa colf stabilisce all'art. 6 e 7 che i versamenti di contributi debbano essere fatti con regolare continuità a pena della decadenza del diritto alle prestazioni.

Se non é stato possibile effettuare versamenti trimestrali o il datore ha scordato di farli, la Cassa colf dà la possibilità al datore di recuperare l'importo di massimo 2 trimestri all'anno purchè siano consecutivi (ad esempio 1° e 2° trimestre e non 1° e 3°) aumentando l'importo del trimestre successivo. Tutto ciò é possibile solo se il datore ha versato almeno i contributi del trimestre precedenti a quello o quelli da recuperare anche se versato da datore di lavoro diverso.

Nel caso non vi fosse continuità nei versamenti dovuti a malattia, infortunio o maternità il regolamento all'art. 7 co. 5 stabilisce "il requisito della continuità non viene meno se l'omissione contributiva è dovuta a malattia , infortunio, maternità del dipendente, nei limiti del periodo di conservazione del posto stabiliti dal CCNL, purché la malattia , l'infortunio o maternità vengano attestati alla CAS.SA.COLF con certificazione proveniente dal Servizio Sanitario Nazionale o da sanitario con esso convenzionato, fermo restando che il diritto alla prestazione è subordinato al fatto che i contributi di assistenza contrattuale versati nei quattro trimestri precedenti quello durante il quale è avvenuto l'evento siano nel loro complesso non inferiori ad € 25,00."

I contributi Cassa Colf in Webcolf

L'Inps invia ancora ai datori domestici, bollettini mav precompilati senza tenere conto della creazione di questa particolare Cassa, vuoi anche perché non é a conoscenza del fatto che venga applicata al contratto di lavoro in essere e anche perché esiste un altro Ccnl, Ebilcoba, che anche se usato da pochissimi datori in Italia, ha previsto la creazione di una sua Cassa Ebilcoba.

Per il versamento della Cassa Colf é necessrio quindi elaborare il mav in Webcolf dal menù Cedolini e fasi mensili | contributi: elaborazione mav in Inps online, indicando il codice organizzazione F2 (cas.sa colf) e l’importo da versare calcolato dal programma a sinistra. Per maggiori informazioni sull'elaborazione del mav, consigliamo di guardare il nostro video al link https://www.youtube.com/embed/WZXRo_uQvic

Nel corpo del cedolino viene indicato con il codice 800, l'importo dei contributi Cassa Colf a carico del datore di lavoro solo a scopo conoscitivo, (H. Contributi x 0,02) in modo che il collaboratore possa sapere se il tetto dei 25 € é stato raggiunto, mentre sotto il corpo del cedolino, alla voce "Cassa Colf", vengono riportati i contributi Cassa Colf a carico del collaboratore (H. Contributi x 0,01) che vengono detratti dall'importo lordo del cedolino, unitamente ai contributi previdenziali Inps ("Contr. carico coll.").

 

 

 

calcolo contributi da trasferire

calcolo contributi da trasferire

I valori da conoscere per il calcolo dei contributi trimestrali sono:

a) retribuzione oraria effettiva:

Alla quota oraria concordata va aggiunta la quota di 13esima (8,33% della quota oraria) e, in caso di collaboratore convivente, la quota di vitto e alloggio, indipendentemente che il vitto e l'alloggio vengano corrisposti in natura o mediante indennità.

b) ore contributive del trimestre:

Nel conteggio delle ore del mese e quindi poi del trimestre, non si conteggiano le ore considerando le settimane del calendario ma le settimane contributive. La settimana contributiva va da domenica a sabato.

Quindi, per conteggiare le ore del trimestre si sommano le ore retribuite  (non solo quelle lavorate)  dall'ultima domenica del mese precedente al trimestre all'ultimo sabato del mese del trimestre.

Ad esempio, per il calcolo delle ore contributive del primo trimestre  (gen, feb, mar) si contano le ore dall'ultima domenica di dicembre all'ultimo sabato di marzo. Le ore degli altri giorni di marzo saranno calcolate nel trimestre successivo.

c) tipo di contratto: i contributi, dal 2013 si differenziano anche per il tipo di contratto e l'inps pubblica due diverse tabelle degli importi orari dei contributi:

In caso di tempo determinato con motivi diversi dalla sostituzione, infatti, è previsto un contributo addizionale per finanziare l'aspi (disoccupazione).

d) ore lavorate settimanali:

-per le settimane  con 24 ore o più di 24 ore retribuite il contributo orario è fisso

-per le settimane con meno di 24 ore retribuite il contributo dipende dalla fascia oraria.

Nel caso il collaboratore lavori nello stesso trimestre per alcune settimane meno di 24 ore e per altre più di 24 è necessario fare due calcoli separati e quindi, elaborare due mav distinti. La somma dei due mav è l'importo totale da pagare dei contributi.

e) fascia contributiva:

se il collaboratore lavora meno di 24 ore va identificata la fascia contributiva in base alla retribuzione effettiva:

1° fascia: da 0 a 7,77 euro,

2° fascia: da 7,78 a 9,47 euro,

3° fascia: da 9,48 a 999.

Calcolo:

Per calcolare i contributi quindi si moltiplicano le ore contributive del trimestre per l'importo orario contributivo.

 

Esempio:

In caso di tempo determinato con motivo sostituzione di una colf convivente la cui retribuzione oraria è di 8 euro e le ore contributive per il secondo trimestre 2013 sono 88 lavorando 24 ore a settimana.

Il ragionamento è il seguente:

a) si tratta di tempo determinato motivo sostituzione e quindi va considerata la tabella senza addizionale

b) le ore sono 24 e fino a 24 ore il contributo orario varia di fascia contributiva

c) la retribuzione oraria effettiva è 8 euro x 8,33 % di quota 13esima=  8,67 a cui va aggiunta la quota di vitto e alloggio così calcolabile:

(giorni lavorativi del mese x quota giornaliera di vitto e alloggio): le ore lavorative medie.

quindi 26 giorni lavorativi x 5,31 euro (quota giornaliera 2013)=138,06 euro

138,06 euro mensili : (4 ore sett. x 4,3334 settimane medie in un mese)=1,33 euro quota oraria vitto e alloggio

8,67 euro paga base compresa di 13esima + 1,33 euro quota oraria di vitto e alloggio=

10 euro retribuzione oraria effettiva

 

La fascia contributiva è dunque la terza.

d) controllando la tabella relativa all'anno 2013 senza quota addizionale, per la 3° fascia il contributo orario è 1,55 totale, di cui 0,39 a carico collaboratore.

e) quindi la moltiplicazione dovrà essere 88 ore contributive x 1,89= 166,32 euro, che è l'importo totale dei contributi a carico datore e collaboratore.

d) se vogliamo trovare la quota a carico collaboratore moltiplichiamo 88 ore x 0,47= 41,36euro

Ai contributi inps vanno poi aggiunti i contributi cassa colf per 0,03 euro orari, di cui 0,01 euro a carico collaboratore.

 Tutti questi calcoli vengono eseguiti in automatico dal programma webcolf. E' possibile, in base al contratto inserito e ai cedolini prodotti, richiedere il mav in pdf già pronto da stampare oppure elaborare il mav con un copia incolla dei dati del programma nella sezione cedolini e fasi mensili | elaborazione mav in inps on line: la finestra inps è integrata nel programma webcolf per una velocizzazione dell'operazione di elaborazione e stampa mav.

Per provare il programma gratis per un mese , elaborare cedolini e calcolare i contributi può registrarsi qui e seguire l'inserimento facilitato dati collaboratore.

Per ogni dubbio o difficoltà può contattarci all'indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Prospetto paga

AGGIORNAMENTO: per un aggiornamento sul prospetto paga di colf e badanti leggere il nostro nuovo articolo dettagliato al link Busta paga colf e badanti: capire i vari elementi

Prospetto paga di colf e badanti

L'art 33 del CCNL lavoratori domestici prevede che Il datore di lavoro, contestualmente alla corresponsione periodica della retribuzione, debba predisporre un prospetto paga in duplice copia, una per il lavoratore, firmata dal datore di lavoro, e l'altra per il datore di lavoro, firmata dal lavoratore.
Tale retribuzione deve essere composta dalle seguenti voci:


a) retribuzione minima contrattuale (comprensiva per i livelli D e D super di uno specifico elemento denominata indennità di funzione);
b) eventuali scatti di anzianità;
c) eventuale compenso sostitutivo di vitto e alloggio;
d) eventuale superminimo;
Dovranno altresì risultare, oltre a queste voci anche quelle relative ad altri i compensi, ad esempio, per le ore straordinarie prestate, per festività, malattia, premi ecc.. e anche le trattenute per oneri previdenziali.
Nel caso di cessazione poi dovrà essere inserito nel corpo del cedolino la voce e la retribuzione corrispondente a tredicesima, trattamento di fine rapporto, ferie non godute ed eventuale indennità di mancato preavviso.

Webcolf ha pensato ad un cedolino professionale e specifico per il settore del lavoro domestico, utilizzando un linguaggio semplice e chiaro. Tutti i calcoli sono automatici, online e calcolati al momento, in pochi secondi. (prova gratis per un mese:registrati!)

Tutti i dettagli della busta paga e al fine di comprendere le voci e come vengono indicati i vari importi si rimanda ad un ns. ulteriore articolo, che potete trovare qui: capire la busta paga di colf e badanti.

 

Scatti d'anzianità

Scatti di anzianità

Il Ccnl prevede che a ciascun lavoratore, per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore, e per un massimo di sette bienni, spetti un aumento del 4% sulla paga base sindacale.
Nel calcolo della retribuzione di un collaboratore domestico quindi vanno conteggiati anche eventuali scatti di anzianità maturati.

Lo scatto:
1- non può essere assorbito da un superminimo o da un acconto futuri aumenti;
2- viene calcolato sempre sulla paga minima contrattuale anche se la paga totale comprende un superminimo;
3- venendo calcolata sempre sulla paga base minima e poichè tale paga viene aumentata ogni anno, il valore dello scatto si modifica annualmente e quindi anche l'importo totale complessivo della paga e degli scatti;
4- il primo scatto di anzianità matura il mese successivo a quello di assunzione, ossia dopo 25 mesi, tranne nel caso di assunzione avvenuta il 1° del mese, nel qual caso lo scatto matura il mese stesso ossia dopo 24 mesi. Quindi se ad esempio l'assunzione avviene il 1° ottobre 2015 il primo scatto matura nel mese di ottobre 2017, mentre se l'ssunzione avvenisse il 2 ottobre 2015 il primo scatto maturerebbe a di novembre 2017.

 

Esempio di calcolo dello scatto
Per una colf non convivente assunta il 3 ottobre 2008 con paga base sindacale di unl livello B, gli importi degli scatti nei vari anni sono i seguenti:
- 2008: paga base 5,07 - nessuno scatto
- 2009: paga base 5,18 - nessuno scatto
- 2010: paga base 5,21 - a novembre 1 scatto: 4% di 5,21= 0,2084
- 2011: paga base 5,28 - 1 scatto ma l'importo si modifica in 0,2112
- 2012: paga base 5,42 - a novembre 2 scatti: 8% di 5,42= 0,4336
- 2013: paga base 5,52 - 2 scatti ma l'importo si modifica in 0,4416 (8% di 5,52)

La paga totale quindi deriva dalla somma della paga base + l'importo degli scatti. Nel caso la paga concordata sia invece superiore al minimo sindacale, la paga totale deriva dalla somma della paga base + l'importo degli scatti (calcolati sulla paga base) + superminimo/acc. fut.aumenti.

Il programma Webcolf esegue tutti questi conteggi in modo automatico, in base alla data di assunzione inserita e in ogni busta paga inserisce il dettaglio del numero di scatti, l'importo relativo e le date dell'ultimo e del prossimo scatto.

Vitto e alloggio

Come stabilito dal Ccnl il collaboratore convivente ha diritto a ricevere il vitto e l'alloggio oltre alla normale retribuzione.

Se il vitto e l'alloggio non vengono fruiti in natura la colf ha diritto ad un'indennità sostitutiva. Quest'ultima viene calcolata moltiplicando il valore convenzionale giornaliero di vitto alloggio, che viene fissato ogni anno dalle parti che hanno sottoscritto il Ccnl, per il numero di giorni lavorati. Per il 2019, ad esempio, la quota giornaliera è di euro 5,61 (1,96 per colazione/pranzo, 1,96 per la cena e 1,69 per l'alloggio).

Nel caso in cui il collaboratore domestico goda ad esempio del vitto ma non dell'alloggio, oppure il contrario, l'indennità sostitutiva sarà calcolata non sulla quota giornaliera totale (5,61 per li 2019) ma solo sulla parte non goduta in natura.
Quindi, se ad esempio una badante convivente assunta per 30 ore settimanali, dorme presso il datore ma non fruisce anche del vitto, deve esserle corrisposta ogni mese l'indennità sostitutiva della colazione/pranzo (nel 2019 1,96 al giorno) + l'indennità sostitutiva della cena (per il 2019 1,96) = 3,92 € giornalieri da moltiplicare per i giorni lavorati.

VITTO ALLOGGIO IN WEBCOLF

Nel menù Assunzione | inserimento collaboratore | trattamento economico é presente un'apposita maschera per la gestione del vitto e alloggio del collaboratore convivente.

Se il collaboratore riceve vitto e alloggio in natura si può flaggare la voce che vediamo qui sotto. In mancanza dello spunto il programma applica di default tale impostazione dato che é il caso maggiormente ricorrente quindi anche se l'utente scorda di apporre tale flag il programma applica l'opzione in automatico.

 

Vitto e alloggio

 

Se invece le parti concordano che il vitto alloggio venga interamente corrisposto in denaro é necessario apporre il flag su tutte le opzioni come nella foto qui sotto:

vitto alloggio colf e badanti in denaro

 

Cliccando sui relativi flag il programma indica in automatico l'importo convenzionale stabilito dal Ccnl. Se il datore volesse applicare un importo più alto basterà indicarlo nell'apposita casella e memorizzare in alto.

Se solo una parte del vitto e alloggio viene corrisposta in natura il resto dev'essere corrisposto in denaro. Per esempio se il collaboratore domestico dorme presso il datore ma non gli vengono corrisposti i pasti é necessario apporre i relativi flag per pagarli per ogni giorno lavorativo, esempio:

vitto alloggio colf e badanti pasti in denaro

Se si sceglie di corrsipondere il vitto/alloggio o parte di esso in denaro, quando l'utente va a calcolare il cedolino il programma inserisce in modo automatico l'indennità sostitutiva per i giorni lavorativi con la voce 39 come vediamo nell'esempio qui sotto:

vitto alloggio giorni lavorati colf e badanti cedolino

 

Il Ccnl colf e badanti indica poi che nel caso di festività, ferie, malattia o infortunio debba essere riconosciuta alla collaboratrice l'indennità di vitto e alloggio.

Nel caso di collaboratore che già riceve in denaro vitto e alloggio nulla di nuovo mentre per il collaboratore che di norma lo riceve in natura va corrisposta l'indennità sostitutiva purchè tali giornate vengano trascorse al di fuori dell'abitazione del datore. Il programma quindi in automatico corrisponde l'indennità con voce 40 come vediamo nell'esempio sotto:

vitto alloggio ferie festività colf e badanti cedolino

 

Se invece il collaboratore permane presso il datore e quindi riceve il vitto alloggio in natura come il solito non va corrisposta l'indennità sostitutiva (altrimenti si corrisponde due volte) e quindi é necessario togliere l'indennità con apposito flag presente nell'anagrafica del collaboratore. Per maggiori informazioni si può leggere qui.


SU COSA INCIDE IL VITTO E ALLOGGIO?

Il Ccnl fa sempre riferimento alla retribuzione globale di fatto quando stabilisce su che base calcolare alcuni elementi della paga della colf o badante convivente intendendosi con questo termine quella comprensiva del vitto e alloggio. Quest'ultimo infatti incide su alcuni elementi del rapporto domestico che vediamo di seguito.

1- 13esima: nel conteggio della tredicesima va inserita anche la quota di vitto e alloggio mensile in quanto essendo la 13esima l'equivalente di una normale mensilità se il vitto e alloggio non fossero pagati in più, la 13esima sarebbe più bassa rispetto al valore di una mensilità ordinaria;
2- tfr: nella retribuzione utile a tfr, sulla quale si basa il calcolo del trattamento di fine rapporto, va inserita anche la quota mensile di vitto e alloggio in quanto fa parte della retribuzione che il collaboratore riceve dal datore in modo costante;
3- straodinari: nel calcolo dello straordinario va aggiunta alla retribuzione pattuita la quota di vitto alloggio come previs dal Ccnl;
4- contributi: come stabilito dall'Inps la retribuzione oraria effettiva sulla quale poi si calcolano i contributi deve comprende la quota di 13esima e anche la quota di vitto e alloggio se il collaboratore é convivente.

Il programma calcola in modo automatico le relative indennità sostitutive di cui sopra.

 

Ferie e tredicesima pagati mensilmente

E' piuttosto diffusa l'abitudine, nel mondo della collaborazione domestica, concordare un trattamento economico anche superiore rispetto ai minimi sindacali ma "onnicomprensivo", cioè che tiene già conto della tredicesima, delle ferie e del TFR che vengono in questo modo già considerati inclusi all'interno della retribuzione e non dovuti alle scadenze previste dal contratto collettivo.
Tale pratica è sicuramente scorretta per il TFR, infatti la norma non prevede la possibilità di un'erogazione mensile e i giudici si sono adeguati a questo principio considerdo invalido ogni patto contrario: il datore di lavoro che concorda il pagamento mensile del TFR rischia quindi, in caso di giudizio, di ripagare il TFR maturato nel corso del rapporto di lavoro domestico. In questo modo l'abitudine è sicuramente sconsigliabile, non offrendo al datore di lavoro sufficienti garanzie di tutela. E' sicuramente consigliabile concordare una paga leggermente inferiore (il TFR costituisce l'8,64% della paga lorda mensile (compresa la quota che matura su ferie e tredicesima) spiegando al proprio collaboratore quanto matura come quota di liquidazione al momento dell'interruzione del rapporto di lavoro.
Un discorso diverso, invece, può valere per le ferie e la tredicesima: anche se è sicuramente preferibile il pagamento previsto dal contratto collettivo, la giurisprudenza ammette, a determinate condizioni, il "patto di conglobamento", patto con cui tutte le voci retributive vengono conglobate in una somma complessiva erogata mensilmente. La cassazione, sezione lavoro, con sentenza del 7 aprile 2010, n. 8255 ammette la validità a patto che sia specificato l'importo erogato per ciascuna voce retributiva perchè solo in questo modo si rende superabile la presunzione che il compenso convenuto quale corrispettivo della sola prestazione ordinaria e si rende possibile il controllo del giudice sul rispetto al lavoratore dei diritti previsti inderogabilmente dalla legge o dal contratto. 
Le voci quindi relative al pagamento di ferie e tredicesima vanno quindi specificate mensilmente nella busta paga e nella lettera di assunzione al momento dell'instaurazione del rapporto di lavoro.
Webcolf è già conforme all'interpretazione giudiziale e prevede una lettera di assunzione che, in base alle impostazioni della paga, distingue e specifica che questi due elementi sono pagati mensilmente.
Il programma prevede due possibilità alternative:

1) INCLUSIONE DEL RATEO FERIE E 13ESIMA IN PAGA ORARIA (meno consigliabile):
In questo caso si dovrebbe inserire il flag al passo 11 dell'inserimento facilitato dati collaboratore del menù assunzione sulle voci "includi rateo ferie e includi rateo 13esima in paga oraria". (Al passo 10 non deve esserci il flag su paga mensilmente rateo tfr e 13esima con paga specifica in busta paga);
2) PAGAMENTO MENSILE DEL RATEO FERIE E 13ESIMA CON VOCE SPECIFICA IN BUSTA PAGA MA NON INCLUSO IN PAGA ORARIA (più consigliabile):
In questo caso di dovrebbe inserire il flag al passo 10 dell'inserimento facilitato le voci "paga rateo 13sima mensilmente" e "paga rateo ferie mensilmente". (Al passo 11 non deve esserci il flag in "includi rateo 13esima in paga oraria" e "includi rateo ferie in paga oraria"); con questa gestione la retribuzione delle ore lavorate viene distinta dalla retribuzione della 13esima e delle ferie.

Per ulteriori informazioni si può leggere l'articolo del manuale webcolf aggiornato cliccando qui!

 

Congedo di maternità

Congedo di maternità

[AGGIORNAMENTO: Per informazioni più dettagliate e aggiornate sul congedo di maternità leggere al link Maternità di colf e badanti: regole e busta paga]

La maternità nel contratto per i lavoratori domestici è così regolata:
1) La maternità è prevista per 5 mesi (2 prima del parto e 3 dopo il parto): durante tale periodo la lavoratrice ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, a non lavorare e a percepire un'indennità sostitutiva.
2) La retribuzione in caso di maternità obbligatoria è completamente a carico dell'INPS (e non del datore di lavoro). Il datore deve comunque elaborare i cedolini indicando MO (maternità obbligatoria) per tenere i ratei aggiornati.
3) La collaboratrice dovrebbe presentare la domanda di maternità all'inps. Per il modulo da compilare si trova al link: http://www.webcolf.com/doc/SR01_mat.pdf
4) La lavoratrice ha diritto a percepire dall'inps l'indennità, pari all'80%, però, solo se ha maturato, anche in settori diversi da quello domestico, 52 contributi settimanali nei 24 mesi precedenti la maternità, oppure 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti.
5) La tredicesima è in parte pagata dall'INPS (80%) in parte retribuita dal datore (20%).
6) L'accantonamento del TFR invece è completo in quanto calcolato sulla retribuzione che la colf dovrebbe percepire se lavorasse per intero il mese.
7) Il rateo di ferie matura normalmente anche durante il periodo di maternità.
8) I contributi non vanno pagati in quanto non c'è erogazione di retribuzione.
9) Dall'inizio della gestazione e fino al termine del periodo di astensione obbligatoria la lavoratrice non può essere licenziata, tranne che per giusta causa, ovvero per mancanze gravi che non consentano la prosecuzione del rapporto, nemmeno in via provvisoria.
10) La lavoratrice domestica non ha diritto all'indennità per astensione facoltativa (congedo parentale) mentre, può avvalersi del periodo di astensione obbligatoria anticipata. Infatti in caso di gravidanza a rischio la collaboratrice deve richiedere la maternità anticipata all'inps, (con documentazione medica). La maternità anticipata va trattata come fosse maternità obbligatoria, sia per quanto riguarda webcolf, sia per quanto riguarda l'inps e la retribuzione.
RIcordiamo comunque che il programma webcolf gestisce la maternità, calcola i cedolini ed elabora il  mav correttamente in modo automatico inserendo nel calendario mensile la sigla MO per tutti i giorni, lavorativi e non lavorativi, di tale periodo.

Per ulteriori informazioni si può leggere l'articolo del nostro manuale sempre aggiornato sulla maternità cliccando qui.

 

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