La badante vuole la residenza: cosa fare?

Il contratto di lavoro domestico di badanti conviventi richiede l'obbligo di residenza?

Il termine convivenza nei contratti di colf e badanti si esprime attraverso due concetti principali:

1. la convivenza è caratterizzata da un' alternanza di momenti di riposo a momenti di prestazione lavorativa. Tale caratteristica è conseguenza del fatto che l'oggetto della prestazione è la persona, che può richiedere interventi di cura che cambiano di ora in ora.

2. la convivenza intesa come vincolo di "ospitalità"; la badante è ospite del datore di lavoro e non fa parte del nucleo familiare.

A partire da quest'idea di convivenza possiamo rispondere alla domanda iniziale dicendo che non sussiste l'obbligo di residenza dal datore di lavoro per poter stipulare un contratto di badante convivente. La badante può benissimo mantenere un'altra residenza (italiana) e figurare nel rapporto di lavoro domestico come lavoratrice convivente.

E' invece obbligatorio comunicare l'ospitalità alla pubblica sicurezza entro 48 ore dall'assunzione inviando, via posta A/R oppure via mail con Pec, la cessione di fabbricato, indipendentemente dal fatto che la badante sia comunitaria o extracomunitaria. E' possibile stampare la cessione di fabbricato in automatico registrandosi  a webcolf (cliccare qui) come indicato in questo articolo: come fare la cessione di fabbricato.

residenza colf badanti

Quando va necessariamente concessa la residenza alla colf o badante?

Poichè non è possibile comunicare l'iscrizione all'inps del rapporto di lavoro domestico senza indicare un indirizzo di residenza della collaboratrice, ci sono due casi in cui il datore non può sottrarsi nel concedere la residenza alla lavoratrice:

1. la colf o badante non ha altra residenza in Italia.

2. la colf o badante ha ancora residenza dal datore precedente con il quale ha cessato il rapporto.

Va precisato comunque che il datore non può opporsi all'iscrizione all'anagrafe da parte della collaboratrice ma può solo, se non è d'accordo, decidere di non stipulare il contratto.

Il contratto di lavoro domestico di badanti conviventi può essere stipulato con residenza estera della collaboratrice?

 Ci sono due casi:

1. colf o badante con residenza presso uno stato dell'unione europea. In tal caso è possibile fare l'assunzione avendo solo un domicilio in un comune italiano ma tale condizione è valida solo per i primi 3 mesi, dopo i quali vige l'obbligo di iscrizione all'anagrafe e la richiesta di residenza in Italia.

2. colf o badante con residenza presso un stato extracomunitario. E' possibile fare l'assunzione avendo solo un domicilio italiano ma si dovrebbe richiedere il nulla osta allo sportello unico per l'immigrazione, che ha comunque validità per 3 mesi.

Per evitare di fare le pratiche di residenza dopo tre mesi (caso 1) e per evitare di richiedere il nulla osta (caso 2) si consiglia di fare direttamente l'iscrizione all'anagrafe e la residenza dall'inizio del rapporto di lavoro.

 

 

Licenziamento colf in malattia: come fare?

E' POSSIBILE PER IL DATORE DOMESTICO LICENZIARE LA COLF O BADANTE ASSENTE PER MALATTIA?

Per la colf o badante in malattia (certificata dal medico) vige il divieto di licenziamento da parte del datore.

L'art. 26 del Ccnl colf e badanti stabilisce però un limite a tale divieto indicando che il collaboratore ha diritto alla conservazione del suo posto di lavoro per i seguenti periodi:

a) per anzianità fino a 6 mesi, superato il periodo di prova, 10 giorni di calendario;
b) per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni, 45 giorni di calendario;
c) per anzianità oltre i 2 anni, 180 giorni di calendario.

Il co. 6 dell'articolo poi aggiunge che i periodi suddetti vanno aumentati del 50% in caso di malattia oncologica, documentata dalla ASL competente.

Al superamento del periodo di conservazione del posto il datore può scegliere se licenziare la collaboratrice oppure continuare a mantenerle il posto di lavoro magari assumendo nel frattempo una collaboratrice sostitutiva come da procedura spiegata qui.

Ricordiamo inoltre che, anche se i giorni retribuiti di malattia possono già essere terminati da tempo, i ratei di tfr, ferie e 13esima maturano al 100% all'interno del periodo di conservazione del posto.

COME SI CALCOLA IL COMPORTO DI MALATTIA?

Il Ccnl all'art. 26 co. 5 stabilisce "I periodi relativi alla conservazione del posto di lavoro si calcolano nell'anno solare, intendendosi per tale il periodo di 365 giorni decorrenti dall'evento".

Il periodo per la conservazione del posto di lavoro quindi non riparte da capo per ogni inizio di malattia ma va conteggiata nel suo complesso, come somma di più malattie. Il datore perciò dovrebbe contare il numero di giorni di malattia di cui ha usufruito la collaboratrice nei 365 giorni di calendario precedenti alla malattia in corso (non quindi dal 1° gennaio al 31 dicembre). Nello specifico, il datore dovrebbe conteggiare quante volte ha indicato nell'inserimento mensile in Webcolf la causale M o MH e se ne deriva un numero di giorni superiore a quello di conservazione del posto il datore può procedere al licenziamento della collaboratrice, (corrispondendo la dovuta indennità sostitutiva di mancato preavviso). Il licenziamento é valido anche se la collaboratrice é ancora in malattia.

Se ad esempio una collaboratrice assunta due anni prima presenta un certificato di malattia al datore, quest'ultimo dovrebbe conteggiare a ritroso se e quanti giorni di malattia sono stati indicati con la causale M nei 365 giorni di calendario precedenti. Se vengono superati i 45 giorni di conservazione previsti dal Ccnl il datore può licenziare la collaboratrice il 46esimo giorno consegnandole a mano, o inviandole con raccomandata, la lettera di licenziamento. Al fine di non avere contestazioni sui giorni é conveniente comunque attendere qualche giorno dopo la scadenza e licenziare ad esempio al 50°-55° giorno.

Riportiamo di seguito un fac-simile di lettera di licenziamento che si può utilizzare. Come vediamo qui sotto dal fac-simile é importante indicare il motivo del licenziamento e cioé il superamento del periodo di comporto in quanto é l'unico caso in cui si può validamente licenziare una collaboratrice che si trova ancora in malattia. L'indicazione della motivazione nelle lettera di licenziamento é importante anche perchè in fase di comunicazione telematica sul sito Inps l'ente non fornisce tra l'elenco delle motivazioni che si possono selezionare quella del "superamento comporto malattia". La natura del licenziamento quindi si potrà evincere solamente dalla lettera consegnata al collaboratore e quando quewst'ultimo terminerà la malattia avrà diritto alla Naspi.

 

COGNOME NOME DATORE
INDIRIZZO
CAP CITTA’ PROVINCIA



                                                                                              CITTA’, DATA CONSEGNA


                                                                                              COGNOME NOME COLL.
                                                                                              INDIRIZZO

                                                                                 CAP CITTA’ PROVINCIA


 


Oggetto: SUPERAMENTO COMPORTO DI MALATTIA

Con la presente siamo spiacenti di comunicarle la ns. decisione di interrompere il suo rapporto di lavoro domestico a causa del superamento del periodo di conservazione del posto per malattia, ai sensi e nei modi previsti dalle leggi in vigore e dall’art. 26 co. 4 del contratto collettivo, considerato che negli ultimi 365 giorni ha fatto registrare ________ giorni di malattia.

Per quanto sopra il rapporto si concluderà in data odierna e in luogo del regolare preavviso previsto dal contratto collettivo le verrà corrisposta un'indennità sostitutiva che verrà inserita nell'ultima busta paga.

Le precisiamo che le sue ultime spettanze saranno corrisposte nel normale giorno di pagamento.

 

Ringraziandola per la collaborazione prestata, Le chiediamo una firma in calce alla presente quale segno di accusa di ricevimento.

 

Cordiali saluti.

 

FIRMA DATORE

____________________

 

 

 

                                                                                           
Per ricevuta, il collaboratore

__________________

 

PROCEDURA DI LICENZIAMENTO

Dopo aver presentato lettera di licenziamento alla colf o badante per superamento del periodo di comporto di malattia é necessario completare la procedura di licenziamento seguendo i passaggi riportati qui sotto.

1. Elaborare l'ultimo cedolino entrando in Cedolini mensili | inserimento mensile e, selezionando a sinistra l'ultimo mese, cliccare il pulsante in alto a destra "Data cessazione" indicando poi la data del licenziamento nella finestra visualizzata. Cliccando infine su "Salva cessazione" il programma dà la possibilità di inserire le presenze solo fino alla data di cessazione indicata.

2. Inserire le ore lavorate nel menù Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile fino alla data di cessazione e poi aggiungere l'indennità sostitutiva di mancato preavviso selezionando la voce "Ind. sost. preavviso (giorni)" da una delle tre righe con menù a tendina poste sotto il calendario mensile. Sotto la colonna "Tempo/Val." della riga suddetta é necessario indicare il numero di giorni di preavviso previsti dall'art. 39 del Ccnl colf e badanti:

A. Per il rapporto di lavoro non inferiori alle 25 ore settimanali:

- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 15 giorni di calendario;
- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 30 giorni di calendario.

B. Per il rapporto di lavoro inferiori alle 25 ore settimanali:

- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 8 giorni di calendario;
- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 15 giorni di calendario.

3. Comunicare all'Inps la cessazione del rapporto entro 5 giorni dalla data di cessazione in modo telematico entrando nel menù Licenziamento | comunicazioni Inps. Fatto ciò appare una finestra aggiuntiva del browser che riporta al sito Inps. Se non si visualizza la finestra aggiuntiva il motivo è dovuto al fatto che si hanno i pop-up del browser bloccati.

a) Se si utilizza il pin personale del datore di lavoro domestico, una volta che si accede alla pagina Inps (con codice fiscale e pin datore) a sinistra va selezionata la voce “Variazione del rapporto di lavoro”, poi nella maschera Inps successiva va selezionato in basso il codice del rapporto di lavoro a cui si fa riferimento e infine cliccare a sinistra il menù “Cessazione”. Infine va indicata la data di cessazione del rapporto e come motivazione "licenziamento" dato che l'Inps non prevede un motivo ad hoc in questi casi. Per questo é molto importante indicare la motivazione specifica nella lettera di licenziamento.

b) Se si utilizza il pin professionale del consulente o del commercialista, invece, una volta entrati nella pagina Inps va selezionata la voce “Variazione del rapporto di lavoro” e dopo aver indicato codice fiscale del datore e codice rapporto di lavoro si clicca a sinistra su "Cessazione", si indica la data di cessazione e come motivo "licenziamento" dato che l'Inps non prevede un motivo ad hoc in questi casi. Per questo é molto importante indicare la motivazione specifica nella lettera di licenziamento.

Si consiglia infine di stampare la ricevuta cartacea che attesa la comunicazione. Per dare comunicazione all’Inps, oltre alla modalità telematica, esiste la modalità telefonica tramite call center Inps al numero gratuito 803.164 da rete fissa e 06.164.164 da rete mobile.

4. Elaborare il mav relativo ai contributi di cessazione che va versato entro 10 giorni dalla data di cessazione. Per la procedura di elaborazione del mav di cessazione consigliamo di leggere qui.

 

 

 

 

Trasformazione contratto colf e badanti a tempo indeterminato

Trasformazione contratto colf e badanti a tempo indeterminato

Quali passaggi deve effettuare il datore di lavoro domestico per trasformare il contratto della sua colf o badante da determinato a indeterminato?

Nel caso il datore desideri continuare il rapporto di lavoro con la colf o badante consigliamo sempre di trasformarlo a tempo indeterminato piuttosto che prorogarlo perchè:

- sono previste precise limitazioni in caso di proroga come spieghiamo nel dettaglio qui;
- l'aliquota contributiva a carico del datore é più bassa per i contratti a tempo indeterminato rispetto a quella applicata per i contratti a tempo determinato;
- la colf o la badante a tempo indeterminato può essere licenziata senza indicare alcuna motivazione (dando regolare preavviso) al contrario del collaboratore a tempo determinato il quale può essere licenziato, prima della scadenza prefissata, solo in determinati casi. Nel caso di licenziamento illegittimo il datore è tenuto a pagare tutte le mensilità fino alla scadenza prefissata.

COME SI EFFETTUA LA TRASFORMAZIONE A TEMPO INDETERMINATO?

Per trasformare il contratto da determinato ad indeterminato é necessario:

1. entro i 5 giorni successivi al termine del precedente contratto comunicare all'Inps la trasformazione, entrando nel menù Assunzione | comunicazioni Inps. Una volta entrati nel menù viene in automatico aperta una finestra aggiuntiva del browser che riporta al sito Inps. Se ciò non dovesse accadere la cosa é dovuta al browser di navigazione che si sta utilizzando che blocca i pop-up.

E' necessario poi indicare le credenziali di accesso al sito Inps e cliccare sulla sinistra il menù "Variazione rapporto di lavoro" selezionando il codice del rapporto di lavoro interessato. Successivamente si clicca sul menù a sinistra "Trasformazione" stampando poi la ricevuta della comunicazione effettuata.

2. Per quanto riguarda Webcolf, per registrare la trasformazione il datore dovrebbe entrare nel menù Assunzione | inserimento collaboratore domestico | data assunzione-licenziamento, NON modificare la data di assunzione altrimenti si perdono tutti i dati e invece cancellare la data di termine del contratto precedentemente indicata e togliere lo spunto alla voce "A tempo determinato". Per salvare la modifica é sufficiente cliccare sul pulsante "Memorizza" in alto.

3. Come ultimo passaggio é necessario mettere per iscritto la trasformazione a tempo indeterminato e far firmare ad entrambe le parti la lettera specifica presente nel menù Assunzione | altre lettere e modelli | Trasformazione a tempo indeterminato o utilizzare il fac-simile proposto di seguito.

 

Mittente: datore di lavoro

                                                                                      Luogo e data

 

                                                                                    Gent.le Sig.ra / Egr. Sig.

                                                                                    (collaboratore domestico

 

Oggetto : TRASFORMAZIONE A TEMPO INDETERMINATO

Con la presente le comunichiamo che il contratto di lavoro domestico a tempo determinato stipulato tra le parti il ____/____/____ e avente come termine il ____/____/____ è stato trasformato a tempo indeterminato.

Con distinti saluti.

 


                                                                                    Firma del datore di lavoro                                                                                                                                                                                    

                                                                        .................................................................



           Per accettazione 

Firma del collaboratore domestico

.............................................................

 

 

 

Decreto dignità: cosa cambia per colf e badanti?

Decreto dignitià

Il 14 luglio 2018 è entrato in vigore il c.d. "decreto dignità" che ha modificato la normativa vigente in merito ai contratti a tempo determinato.

Cos'è cambiato per i collaboratori domestici?

1) Il D.L. 87/2018 ha modificato il totale complessivo dei mesi in cui il lavoratore può rimanere a tempo determinato presso lo stesso datore anche come somma di più contratti. In precedenza il totale era di 36 mesi mentre ora si é ridotto a 24.

2) Il contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il medesimo datore di lavoro, per un massimo di 4 volte contro le 5 previste in precedenza. La somma dei mesi di lavoro previsti nel contratto iniziale e le proroghe comunque non deve mai superare i 24 mesi altrimenti il contratto viene trasformato a tempo indeterminato in modo automatico.

3) E' stata reintrodotta la motivazione come condizione necessaria alla stipula del contratto a tempo determinato. La motivazione deve quindi ricondursi a:

a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività, o esigenze che derivino dalla necessità di sostituzione di altri lavoratori;

b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria.

La motivazione non é necessaria nei primi 12 mesi del 1° contratto stipulato con la colf o badante quindi il contratto può essere anche prorogato liberamente nei primi dodici mesi ma successivamente, solo in presenza delle condizioni sopra indicate. Nel caso invece di rinnovo del contratto iniziale vanno sempre specificate le motivazioni anche se i 12 mesi non sono ancora intercorsi.

Le nuove disposizioni dettate dal D.L. 87/2018 si applicano ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto ma anche ai rinnovi e alle proroghe dei contratti in corso alla medesima data.

La norma prevede anche un aumento dei contributi per i datori di lavoro ma grazie anche all'intervento dei sindacati di categoria, la discussione in merito durante l'iter di conversione in legge del decreto, ha portato ad escludere tale aumento per i datori di lavoro domestico.

 

 

 

Giorni di riposo delle badanti

Giorni di riposo delle badanti

In merito ai giorni di riposo delle badanti il Ccnl stabilisce agli artt. 14 e 15 quanto segue.

1. "Per i lavoratori conviventi il riposo settimanale è di 36 ore e deve essere goduto per 24 ore la domenica, mentre le residue 12 ore possono essere godute in qualsiasi altro giorno della settimana, concordato tra le parti. In tale giorno il lavoratore presterà la propria attività per un numero di ore non superiore alla metà di quelle che costituiscono la durata normale dell'orario di lavoro giornaliero."

Per i collaboratori conviventi, ad esempio, se un collaboratore lavora di norma 7 ore dal lunedì al venerdì significa che il sabato (mezza giornata di riposo) dovrà essere stabilito un orario di lavoro al momento dell’assunzione di massimo 3,5 ore.
Solitamente per una collaboratrice convivente che lavora per 54 ore settimanali, si sceglie quindi di stabilire un orario di 10 ore al giorno dal lunedì al venerdì e 4 ore al sabato.
Poi la collaboratrice potrà riposare e uscire dall'abitazione dell'assistito, per la mezza giornata del sabato (dalle 12.00 in poi) e tutta la domenica, potendo rientrare lunedì mattina.
La cosa importante comunque é che la collaboratrice riposi per 36 ore, quindi anche se riposa ad esempio mezza giornata il giovedì (invece del sabato) e invece che le 24 ore della domenica si riposa dalle ore 20:00 del sabato alle ore 20:00 della domenica, il periodo di riposo é stato rispettato.
L'orario di riposo quindi può essere stabilito tra le parti, a seconda delle esigenze, con un certo margine di libertà.

Il Ccnl indica inoltre che l'eventuale lavoro svolto dalla collaboratrice durante i riposi va così gestito:

- qualora vengano lavorate le 12 ore di riposo non domenicale, esse saranno retribuite con la maggiorazione del 40%, a meno che tale riposo non sia goduto in altro giorno della stessa settimana diverso da quello concordato;

- Qualora fosse richiesto dal datore di lavorare la domenica, durante le 24 ore di riposo, le ore verranno retribuite con la maggiorazione del 60% e in più sarà concesso un uguale numero di ore di riposo non retribuito nel corso della giornata immediatamente seguente

E' previsto in aggiunta anche un riposo intermedio giornaliero di 2 ore nel caso in cui la badante non lavori interamente nella fascia 14.00/22.00 o 6.00/14.00. Durante tali ore la badante può decidere o meno di rimanere presso l'abitazione del datore di lavoro.

2. "Per i lavoratori non conviventi il riposo settimanale è di 24 ore e deve essere goduto la domenica"; anche per loro il riposo domenicale è irrinunciabile e nel caso in cui il collaboratore dovesse lavorare in tale giornata, su richiesta del datore, va corrisposta la retribuzione globale di fatto maggiorata del 60%.

In merito ai giorni di riposo delle badanti non conviventi il Ccnl stabilisce inoltre che nel caso di assunzione per un numero di ore giornaliere pari a 6 o più ore, con presenza continuativa sul posto di lavoro, spetta la fruizione del pasto in natura (di norma il pranzo) oppure un'indennità sostitutiva pari al suo valore convenzionale. In caso di fruizione in natura del pasto, il tempo utile a tal fine sarà concordato tra le parti e non retribuito quindi non va compreso nell'orario di lavoro.

 

Sei uno studio, caf o patronato? Fidelizza il tuo cliente con webcolf!

Sei uno studio, caf o patronato? Fidelizza il tuo cliente con webcolf! Vuoi mantenere il contatto con il tuo cliente che si è iscritto in Webcolf?

Molti patronati, Caf o studi professionali ci hanno chiesto la possibilità che il loro cliente, che necessita di assistenza, possa inviare direttamente a loro una domanda o una richiesta di aiuto e webcolf ha creato una funzione ad hoc.

Se anche tu hai uno studio, caf o patronato, puoi aprire un account webcolf per conto del tuo cliente, che gestirà le buste paga della sua colf, badante o baby-sitter in autonomia, ma potrà dialogare, quando desidera, con te, chiedendoti consigli e appoggiandosi a te in caso di contestazioni, chiusura del contratto, sostituzioni o situazioni problematiche. E' importante tenersi in contatto con la clientela per proporre anche nuovi servizi dimostrando la vostra continua disponibilità. Tale servizio verrà in futuro potenziato dando la possibilità di contattare, anche in modo cumulativo, tutti i clienti collegati al proprio account principale inviando mail o circolari, per avvisare di scadenze o, semplicemente per fare pubblicità di nuovi prodotti o pacchetti. 

In questo modo webcolf ti permette di non perdere i contatti con chi ha già usufruito dei tuoi servizi, o con chi ha chiesto consulenza oppure con chi è solamente iscritto al tuo patronato.

Quindi, in sintesi, con l'abbonamento professionale di Webcolf sarà possibile creare nuove registrazioni private che saranno legate al vostro account principale.

Come abilitare questa nuova funzione?

Una volta cliccato al solito link di registrazione https://www.webcolf.com/exec/isapi.dll/?register=1 dovrai mettere il flag sull'opzione sotto "Questa registrazione viene fatta dal patronato/caf/studio per conto di un proprio cliente", dovrai indicare la mail di riferimento del tuo account professionale e il codice utente (esempio 22-12c) e poi cliccare Accedi.

Nel menù Utilità (icona ingranaggio) | Opzioni e configurazioni webcolf, potrai stampare al punto "2. Mantieni i contatti con i tuoi clienti" un modulo da consegnare al nuovo datore di lavoro nel quale indicare le credenziali d'accesso con le quali è stato registrato (ovvero login e password).

Per stampare il modulo clicca qui!

Come gestire il rapporto con il nostro cliente registrato?

Chi viene registrato come privato trova nella sua home page appena entra in webcolf con il bottone accedi, la possibilità di contattare via e-mail direttamente lo studio, caf o patronato a cui è collegato cliccando semplicemente il bottone "scrivi". Si aprirà infatti una finestra da completare. Cliccando "invia", il messaggio verrà inviato all'indirizzo di posta elettronica dello studio, caf o patronato.

Allo stesso modo, anche il caf, lo studio o il patronato, nella sua home page sotto ha la possibilità di vedere tutti i clienti collegati, di entrare nel loro account e di inviare una mail direttamente cliccando i bottoni "collegati" e "scrivi".

E' importante inoltre inserire il logo dello studio, caf o patronato nella propria utenza professionale nel profilo utente che si trova cliccando in alto nel menù a destra sull'icona della sagoma. In questo modo i clienti privati collegati al suo account principale vedranno questo logo nella loro home page, accanto al bottone "scrivi".

 

E' possibile assumere come colf un richiedente asilo?

E' possibile assumere come colf un richiedente asilo

Se il collaboratore che si intende assumere non ha permesso di soggiono ma ha fatto richiesta di asilo politico, il datore può procedere all'assunzione poichè tale motivazione permette di effettuare attività lavorativa; infatti come stabilisce la Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 26 luglio 2016 n. 14751: "la ricevuta attestante la presentazione della richiesta di protezione internazionale, rilasciata contestualmente alla verbalizzazione della domanda (...), costituisce permesso di soggiorno provvisorio".

QUANDO E COME EFFETTUARE L'ASSUNZIONE

Secondo la stessa circolare, la richiesta di asilo consente al richiedente di svolgere attività lavorativa decorsi sessanta giorni dalla presentazione della domanda di protezione laddove il relativo procedimento non si sia concluso ed il ritardo non sia ascrivibile al richiedente. Il datore quindi può assumere il richiedente asilo come lavoratore domestico ma solo se sono trascorsi 60 giorni dalla formalizzazione dell’istanza di protezione internazionale senza che chi di dovere si sia espresso sulla concessione del relativo permesso richiesto.
A tal fine il datore dovrebbe avere un documento che attesta che sono passati 60 gg dalla data della formalizzazione della domanda. Alcune Questure rilasciano una dichiarazione con la data di formalizzazione altrimenti é necessario che il collaboratore rilasci al datore copia dell'ultima pagina della formalizzazione della domanda di protezione da dove si evince la data.

Se sono passati 60 giorni senza alcuna risposta dall'ente preposto il datore può procedere all'assunzione indicando in fase di comunicazione Inps che il collaboratore é in attesa di permesso per "richiedente asilo".
Se il datore non si riuscisse a completare l'assunzione sul sito Inps, perchè mancano dei dati come carta d'idenitità o codice fiscale, l'Inps consiglia di rivolgersi fisicamente alla sede più vicina.

SANZIONI

Nel caso in cui non sia stato rilasciato il permesso di soggiorno provvisorio (la c.d. ricevuta della verbalizzazione della domanda) anche laddove la manifestazione di volontà sia stata espressa ma non verbalizzata o non siano ancora trascorsi i 60 giorni dal rilascio della ricevuta, saranno applicate le procedure previste in caso di occupazione irregolare di cittadini extracomunitari privi del permesso di soggiorno, compreso l'intervento delle forze dell’ordine per la verifica della posizione del cittadino straniero.

 

Ore minime settimanali per contratto di colf e badanti

Ore minime settimanali per contratto di colf e badanti

Molti nostri utenti, che utilizzano Webcolf per gestire il rapporto di lavoro domestico delle loro colf, badanti o baby-sitter, ci chiedono spesso se ci sono delle ore minime settimanali per contratto di colf e badanti.

Il contratto collettivo colf e badanti e le norme vigenti non pongono un numero di ore minime settimanali per contratto di colf e badanti ma fissano, invece, le ore massime: 40 per i non conviventi e 54 per i conviventi.

Ciò significa che è possibile assumere una colf anche per 1 ora alla settimana con le stesse procedure di una colf che si assume a 40 ore settimanali o 54.

Altri utenti, inoltre, ci chiedono se, per i contratti di poche ore settimanali, sia più semplice e meno oneroso gestire le prestazioni lavorative con i voucher e con il libretto di famiglia. Ci sentiamo di sconsigliare per ora l'utilizzo di questa procedura per il settore del lavoro domestico in quanto il libretto di famiglia non è conveniente, nè in termini di trattamento economico, nè in termini di pagamento dei contributi e nemmeno in termini di tempo essendo una procedura complessa, che richiede continue comunicazioni all'inps e che ha un costo più elevato rispetto al normale contratto di iscrizione all'inps.

Quali sono le differenze legate al numero di ore settimanali nel contratto di colf e badanti?

In sintesi sono due:

1. C'è una sostanziale differenza tra i collaboratori che lavorano fino alle 23 ore settimanali e quelli che lavorano più di 23 ore perchè l'inps considera la settimana contributiva completa quella in cui la colf o badante lavora 24 ore o più.

Questo ha conseguenze su vari elementi:

- Se la colf o badante richiede la disoccupazione o la maternità , l'inps, nel conteggio dei requisiti minimi valorizza le settimane in base sempre alle 24 ore. Se, ad esempio, una colf lavora 12 ore a settimana, per poter avere la disoccupazione avrebbe bisogno del doppio delle settimane di una colf che lavora 24 o più ore a settimana. 

- Altra cosa, la pensione viene calcolata sempre sulle settimane di 24 o più ore contributive. Se le ore sono inferiori il maturato è molto basso.

2. I collaboratori extracomunitari devono ricevere un minimo mensile per poter rinnovare il permesso di soggiorno pari all'assegno sociale (nel 2018 453 €) e questo importo deriva anche dal numero di ore settimanali. Non c'è un minimo di ore per il rinnovo ma una retribuzione media minima mensile.

2. Per quanto riguarda invece i datori di lavoroconviene stipulare sempre contratti dalle 25 ore in su poichè i contributi per un contratto fino alle 24 ore settimanali sono maggiori. L'aliquota fino alle 24 ore è più alta e dipende anche dalla paga mentre dalle 25 in su è più bassa ed è fissa, indipendentemente dalla paga.

 

Fare l'assunzione di colf e badanti oggi è più semplice!

Cosa devo fare per assumere una colf, badante o baby sitter? E quanto mi costa? Quale contratto conviene?

Ci sono dei documenti da richiedere alla colf o badante? Entro che termini devo fare la comunicazione di iscrizione al sito inps? Cosa devo indicare nel sito? Mi serve un pin?

A tutte queste domande risponde Webcolf, programma online gestione colf e badanti.

Webcolf ti permette di simulare un costo gratis: accedi al servizio cliccando qui.

Webcolf ti permette di stampare la lettera di assunzione dopo aver inserito dati del datore e del collaboratore: registrati e stampa gratis: clicca qui.

Webcolf ti spiega tutta la procedura di assunzione: clicca qui per leggere il manuale!

 Da oggi inoltre webcolf ha aggiunto una maschera di aiuto che indica passo passo come compilare il questionario di comunicazione di iscrizione al sito inps. Potrai fare la comunicazione in 5 minuti facendo il copia incolla dei dati proposti da webcolf dentro al sito inps.

Ci sono 3 linguette a sinistra che riepilogano il rapporto di lavoro che corrispondono alle 3 pagine dell'inps (a destra): dati datore, dati collaboratore, dati rapporto.

 

Pignoramento del quinto dello stipendio di colf e badanti

Cos’è il pignoramento dello stipendio?

Il pignoramento dello stipendio, rientra tra i provvedimenti esecutivi che l’Agenzia delle Entrate, altro agente o comunque un terzo, può effettuare per recuperare l’eventuale credito che vanta nei confronti del debitore e cioé il lavoratore nel nostro caso.

Nello specifico, il pignoramento dello stipendo prevede la possibilità per il creditore, di procedere al pignoramento delle somme stabilite nell'atto giudiziario tramite due modalità e momenti diversi:

  • pignoramento dello stipendio notificato al datore di lavoro. La trattenuta sullo stipendio viene svolta ad opera del datore datore di lavoro per conto del creditore prima ancora che la retribuzione venga corrisposta al collaboratore;
  • Pignoramento dello stipendio sul conto corrente, avviene dopo che la retribuzione è stata percepita e depositata sul conto corrente del dipendente a seguito del bonifico effettuata dal datore di lavoro.

Come avviene il pignoramento dello stipendio se l'atto è notificato al datore di lavoro domestico?

Come anticipato se il pignoramento dello stipendio é notificato al datore di lavoro domestico (c.d. pignoramento presso terzi), prevede che la somma mensile da pignorare debba essere trattenuta al collaboratore/debitore prima che la busta paga venga pagata al dipendente stesso. Ne consegue che la retribuzione non ancora transitata nella disponibilità materiale della colf o badante, diventa oggetto di trattenuta da parte del creditore fino ad un massimo di 1/5 dello stipendio netto mensile, e cioè solo dopo aver effettuato le trattenute contributive.

Come operare il pignoramento in Webcolf?

Per gestire un pignoramento del quinto dello stipendio l'utente dovrebbe:
- calcolare il cedolino normalmente in Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile, verificando quant'è l'importo del netto da pagare;
- tornare nell'inserimento mensile, selezionare sotto il calendario mensile, da una delle tre righe con menù a tendina, la voce "Recupero su netto", modificando la descrizione della voce in "Pignoram. 1/5 stipendio" e indicare come importo da trattenere 1/5 del "Netto da pagare" appena calcolato;
- calcolare e ricalcolare il cedolino.

Se ad esempio il cedolino del mese di maggio 2018 risultasse avere un netto di 1.100 € il datore dovrebbe operare un pignoramento di 220 € (1/5 del netto) e quindi il collaboratore percepirebbe un residuo di 880 €.

 Pignoramento del quinto dello stipendio di colf e badanti

 PIGNORAMENTO RETRIBUZIONE COLF

 

Pagare lo stipendio della colf in contanti: si può?

Pagare lo stipendio della colf in contanti

AGGIORNAMENTO GENNAIO 2020: la collaboratrice va retribuita con modalità traccibili nei casi indicati qui.

La Legge di Bilancio 27/12/2017 n° 205, pubblicata nella G.U. il 29/12/2017 ha stabilito all'art. 910 che:

"A far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:
a) bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
b) strumenti di pagamento elettronico;
c) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
d) emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.
L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni."

Per quanto riguarda invece il lavoro domestico la legge di bilancio specifica poi all'art. 913:

"le disposizioni non si applicano [...], né a quelli comunque rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale."

Noi però consigliamo ugulamente al datore di lavoro domestico di corripsondere la retribuzione alla collaboratrice con modalità tracciabili in modo che nell'eventualità di contestazioni in sede sindacale, ci sia prova certa di quanto pagato.

 

 

Badante di notte: assistenza o presenza?

Badante di notte

Quando il datore, o assistito, é persona non autosufficiente spesso si ha necessità di una persona che resti in casa anche durante la notte. In tal caso é necessario assumere un collaboratore con gli appositi contratti notturni di presenza o assistenza, disciplinati dal CCnl.

Tipi di contratto di lavoro notturno domestico

Le opzioni sono due:

- l'assistito ha bisogno di cure continue e quindi la badante deve rimanere sveglia tutta la notte. In tal caso, qualora la collocazione temporale della prestazione sia ricompresa tra le ore 20.00 e le ore 8.00, può applicarsi il contratto di c.d. "assistenza notturna" con livello solitamente CS o DS (il livello DS se la badante é formata professionalmente).

- Il datore di lavoro non ha bisogno di assistenza continua e la badante, che dorme in stanza separata, presta assistenza raramente durante la notte. In tal caso é necessario stipulare un contratto di "presenza notturna" che ha fascia oraria dalle 21.00 e le ore 8.00, con un fisso mensile sempre uguale a prescindere dal livello.

Il fatto di fare assistenza continua o meno distingue i casi in cui si può parlare di presenza o assistenza notturna.
Solitamente per entrambi i contratti, l'orario é di 54 ore settimanali, dato che il collaboratore dev'essere convivente e quindi di prassi si indicano 9 ore di lavoro dal lunedì al sabato. Tali saranno le ore pagate e versate ai fini contributivi (+ ore di ferie, di malattia, di festività, ecc... su cui vanno pagati i contributi).

Questi sono i contratti esclusivamente notturni ovvero previsti per chi non svolge prestazioni diurne. Si consiglia, se si avesse bisogno di una badante che lavori di giorno e che di notte sia solo presente in casa, di non fare due assunzioni (una per badante di presenza notturna e una di normale badante convivente diurna), ma di assumere solo una badante convivente diurna full-time 54 ore. Infatti il regime di convivenza prevede che il vitto e l'alloggio vengano corrisposti in natura e che, quindi, la collaboratrice dorma dal datore di lavoro.

Convivente o non convivente?

I contratti di assistenza e presenza notturna prevedono sempre la convivenza (anche se poi di giorno il collaboratore ritorna a casa sua).
Infatti nelle tabelle delle paghe minime ufficiali pubblicate ogni inizio anno (consultabili qui), le paghe per l'assistenza e per la presenza notturna sono indicate solo per i conviventi e solo mensilizzate e non ad ore.

Si precisa che la paga mensilizzata minima è fissa e non riproporzionabile (da 2 a 54 ore settimanale non cambia), quindi conviene sempre assumere con contratto di presenza o assistenza notturna per 54 ore settimanali e non meno.

Quale paga applicare per gli straordinari?

Mentre il contratto esclusivamente di assistenza notturna segue le norme dello straordinario in base al livello e non prevede particolarità, per quanto riguarda il contratto di presenza notturna il CCNL stabilisce un calcolo dello straordinario differente. All' art. 12 comma 2, infatti, si legge:

"Qualora venissero richieste al lavoratore prestazioni diverse dalla presenza, queste non saranno considerate lavoro straordinario, bensì retribuite aggiuntivamente sulla base delle retribuzioni previste per i lavoratori non conviventi, come da tabella C allegata al presente contratto, con le eventuali maggiorazioni contrattuali e limitatamente al tempo effettivamente impiegato."

Quindi in caso di contratto di sola presenza notturna, se il collaboratore dovesse fare delle ore in più andrà applicata la paga oraria prevista per un non convivente che ha lo stesso livello. Se ad esempio al collaboratore in presenza notturna, assunto per esempio con livello CS, venisse chiesto per una giornata di fare anche 2 ore di lavoro dalle 19.00 alle 21.00 tali ore dovrebbe essere retribuite con la paga oraria di un Cs non convivente (esempio per il 2018 6,74 €). Webcolf in caso di ore in più indicate dall'utente, conteggia in automatico la particolare paga per tali ore straordinarie, gestendo in maniera corretta questa particolarità.

Webcolf gestisce anche questi tipi di contratto selezionando nella maschera dell'inserimento collaboratore | inquadramento l'opzione desiderata.

 

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