Nuova tassa per licenziare colf e badanti

 Aggiornamento : Per la cessazione di rapporti di lavoro domestico la legge non prevede il pagamento di una tassa per il licenziamento, che invece è prevista per i dipendenti di aziende.

Infatti, nelle aziende, per finanziare l'Aspi e la mini Aspi,le due nuove assicurazioni sociali che sostituiscono l'indennità di disoccupazione, la riforma del mercato del lavoro approvata dal governo Monti prevede un contributo  di licenziamento obbligatorio.
In tutti i casi di interruzione del rapporto a tempo indeterminato successivi al primo gennaio 2013, compresi i casi di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, il datore di lavoro è tenuto a pagare un nuovo contributo inps: 483,80 euro per ogni anno di anzianità lavorativa per un massimo di 1.451,40 euro pari a tre anni di lavoro. Se l'anzianità è inferiore all'anno vanno conteggiati soltanto i mesi effettivamente lavorati. Per es. 6 mesi valgono 241,90 euro.
Tale tassa non va pagata nei casi di:
- dimissioni del lavoratore
- risoluzione consensuale del contratto.

 

Lettera informativa sulla sicurezza di colf badanti e baby sitter

L’articolo 27 comma 2 del CCNL colf e badanti prevede che “il datore di lavoro informi il lavoratore circa eventuali rischi esistenti nell’ambiente di lavoro relativi anche all’uso delle attrezzature e all’esposizione a particolari agenti chimici, fisici e biologici”.

Abbiamo quindi aggiunto nel menù Assunzione una lettera informativa sulla sicurezza circa i possibili rischi esistenti nell'ambiente di lavoro domestico. L'informativa prescrive alcune norme che il collaboratore dovrà seguire per svolgere in sicurezza le proprie mansioni, al fine di prevenire eventuali incidenti o infortuni.

Informativa sicurezza colf badanti baby sitter 1

Informativa sicurezza colf badanti baby sitter

L’informativa va consegnata al collaboratore domestico unitamente alla lettera di assunzione ma può anche essere consegnata a collaboratori già assunti.

Con la sottoscrizione da parte del lavoratore di questo documento si presume che egli abbia preso visione delle norme da seguire nello svolgimento delle prestazioni di lavoro domestico e degli eventuali rischi connessi ad esse, evitando le richieste di risarcimento ai datori di lavoro domestico in caso di incidenti ed infortuni.

 

 

Normativa - INPS - Msg. 17.01.2008 n 1440

[aggiornamento 2018: per la procedura aggiornata leggere il nuovo manuale cliccando qui]

Dall’11 gennaio 2008, con l’entrata in vigore del decreto interministeriale 30.10.2007, tutti i datori di lavoro domestico, in caso di assunzione, proroga, trasformazione o cessazione dei rapporti di lavoro, devono inoltrare un’unica comunicazione ai Servizi per l’Impiego, efficace anche nei riguardi dell’Inps, come comunicato con messaggio n. 846 del 10.1.2008.
I datori di lavoro domestico possono inviare la comunicazione obbligatoria ai Servizi per l’Impiego, oltre che telematicamente, anche con modulo cartaceo consegnato a mano, o spedito via fax o con raccomandata A/R.
Pertanto, come precisato dal Ministero del lavoro con la circolare n. 8371 del 21.12.2007, sono abrogati, a decorrere dall’11 gennaio 2008, i modelli precedentemente utilizzati, tra cui il mod. LD09.
In risposta alle segnalazioni pervenute dalle Sedi si precisa che, nel caso di denunce di rapporto di lavoro domestico per le quali è stata presentata la comunicazione di assunzione (mod. C/ASS) al Centro per l’Impiego entro il 10 gennaio 2008, deve essere accettato il mod. LD09 cartaceo presentato all’Inps anche oltre tale data.
A supporto dell’accettazione del mod. LD09 oltre il termine dell’entrata in vigore del decreto interministeriale 30 ottobre 2007, dovrà essere acquisita agli atti copia della ricevuta del mod. C/ASS con data non successiva al 10 gennaio 2008.
Nell’acquisizione del modello LD09 deve essere inserita come data di denuncia la data di presentazione del C/ASS, mentre, nelle note, deve essere segnalata la data di effettiva presentazione del mod. LD09.
Si comunica, inoltre, che tutti i dati contenuti nei bollettini di conto corrente per la contribuzione dei lavoratori domestici, pagati a partire dal 1° gennaio 2008, saranno ricevuti in via telematica, in applicazione di apposita convenzione stipulata con Poste Spa.

 

Dichiarazione sostitutiva CU

Il collaboratore domestico, a seguito della stipulazione del contratto di lavoro, è obbligato a dichiarare i redditi conseguiti e a pagare l'Irpef oltre alle addizionali comunali e regionali.

Poichè il datore di lavoro non è sostituto d'imposta, il collaboratore dovrà presentare, non il modello 730 ma il modello UNICO, entro le date di scadenza fissate dall’Agenzia delle Entrate di anno in anno. Solitamente la scadenza viene fissata per fine giugno, nel caso il collaboratore presenti la dichiarazione in forma cartacea presso gli uffici postali, oppure verso la fine di settembre, nel caso di invio dell'UNICO per via telematica.

Queste scadenze possono subire variazioni o proroghe quindi consigliamo di consultare la sezione apposita del sito dell'Agenzia delle Entrate (http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/strumenti/scadenzario).

N.B.: ricordiamo che il collaboratore non è obbligato a fare la dichiarazione dei redditi se ha un reddito complessivo inferiore agli 8.000 € annui.

Non essendo quindi sostituto d'imposta, il datore di lavoro domestico dovrebbe rilasciare alla propria collaboratrice semplicemente una dichiarazione sostitutiva della CU (certificazione unica), che dovrebbe essere consegnata ordinariamente entro 30 giorni dalla scadenza o comunque prima dell’appuntamento che la collaboratrice ha fissato con il patronato o altro intermediario.

CU

La CU per i lavoratori domestici, (di cui un fac-simile é riportato qui sopra), non ha un formato standard definito per legge.

Solitamente comunque è composto in due parti: 

- nella prima, in cui vengono indicati i dati anagrafici e il codice fiscale di datore e collaboratore, il periodo di riferimento della Cu e il numero dei giorni di detrazione (che comprendono anche i giorni non lavorativi e di ferie);

- nella seconda, in cui il datore di lavoro domestico attesta di aver corrisposto alla colf o badante i compensi annuali riguardanti: 

  1. la retribuzione lorda comprensiva di 13esima. Si tratta della somma delle retribuzioni lorde dei cedolini dell'anno (indicato nel cedolino in Webcolf con la voce "Importo lordo"), ai quali vanno però sottratti eventuali anticipi di Tfr in quanto devono essere indicati nell'apposita voce della Cu.
  2. I contributi Inps a carico collaboratore. Viene indicato a tale voce, l'importo dei soli contributi a carico del collaboratore versati tramite i mav trimestrali. Se come avviene di norma, il datore li trattiene in busta paga, nella Cu viene riportato il risultato derivante della somma delle voci “Contr.carico coll” dei cedolini che vanno da gennaio a dicembre.
  3. I contributi Cassa Colf a carico del collaboratore. Sono dati dalla somma dell’importo indicato alla voce "Cas.sa Colf" nei cedolini dell'anno in Webcolf (sempre se trattenuti). Se non viene trattenuto si conteggia in base alle ore contributive dei 4 trimestri. N.B.: per progetto, considerato che i contributi a carico del collaboratore non sono deducibili dal datore di lavoro, essi vengono comunque riportati nella Cu anche se non trattenuti al collaboratore. Se infatti non venissero riportati, la retribuzione percepita dal collaboratore risulterebbe più alta e di conseguenza lo scaglione di reddito utile al pagamento dell'Irpef non risulterebbe più corretta. In questo caso vengono calcolati direttamente in base ai mav proposti e al “riepilogo trimestrale” che si trova nel menù Cedolini e fasi mensili.
  4. L’imponibile fiscale (netto). Si tratta della differenza tra paga lorda specificata al punto 1 e contributi inps a carico collaboratore specificata al punto 2. Non si tratta quindi della somma dei netti dei cedolini elaborati perché la cassa colf non incide sulla diminuzione dell’imponibile fiscale, al contrario di ciò che accade nel cedolino dove: paga lorda - contributi inps e Cas.sa colf = paga netta. Questo è motivato dal fatto che i contributi Cas.sa colf non hanno scopo esclusivamente assistenziale/sanitario ma anche contrattuale, interpretazione questa confermata dallo stesso ente Cas.sa colf.
  5. TFR corrisposto (anche tramite anticipi). Si tratta della somma del tfr corrisposto nell’anno. In questo caso Webcolf inserisce l’importo:

- del tfr liquidato in caso di cessazione;

- del tfr liquidato mensilmente oppure occasionalmente, con codice “liquida tfr maturato” oppure “anticipo su tfr”;

N.B.: per progetto se il tfr viene incluso in paga oraria, (senza voce specifica in busta paga), poiché questa impostazione non è prevista per legge, tale importo non viene indicato nella Cu. Se un datore volesse comunque inserirlo può stampare la versione modificabile indicando come quota tfr il rateo orario moltiplicato per le ore retribuite dell’anno da gennaio a dicembre.

Nel nostro programma, per poter stampare la dichiarazione sostitutiva della Cu è necessario seguire questa procedura:

- entrare nel menù Stampe annuali | dichiarazione sostitutiva Certificazione Unica (CU);

- spuntare il flag a sinistra "elenca dipendenti licenziati da oltre 3 mesi" nel caso si siano gestiti collaboratori il cui rapporto è terminato nel corso dell'anno precedente;

- scrivere l'anno a cui si riferisce la dichiarazione (sempre l’anno precedente a quello attuale); ad esempio, per la dichiarazione dei redditi 2016 si deve consegnare la cu del 2015;

- confermare l'anno selezionato cliccando sul pulsante "ok";

- procedere alla Stampa selezionando, eventualmente, il pulsante "Stampa" o "Stampa in formato modificabile".

StampaCU

N.B.: le caselle sono comunque editabili se si vuole modificare qualche dato manualmente. Alcuni utenti ci hanno chiesto di poter disporre di una bozza in bianco del modello CU sostitutivo per colf e badanti, che si scarica cliccando a questo link: http://www.webcolf.com/doc/Cud_sostitutivo_colf_e_badanti.pdf

Attenzione: nel caso in cui la maschera suddetta indicasse in alto in rosso "stato: da aggiornare", é necessario entrare nel menù Cedolini e fasi mensili | calcolo buste mensili (dell’anno in questione), per capire se tutti i cedolini sono aggiornati e quindi indicati con lo stato "ok" o "definitivo", oppure se sono da ricalcolare o sono stati fatti degli inserimenti manuali. Nel caso di richiesta di ricalcolo, prima di eseguirlo, é necessario reimpostare nel menù Assunzione | inserimento dati collaboratore domestico, i dati relativi alla paga, orario e livello eventualmente variati nel corso dell'anno. Tale passaggio é indispensabile per non calcolare i vecchi cedolini con le nuove condizioni contrattuali ma con quelle vecchie.

Per comprendere meglio facciamo un esempio: se si hanno tutti i cedolini del 2016 sullo stato "ricalcolare", perché per errore si é modificato qualcosa, si posso ricalcolare tutti nuovamente solo se da gennaio ad oggi (mese corrente), le condizioni contrattuali sono rimaste le stesse. Se invece ad esempio la collaboratrice aveva da gennaio a maggio una paga di 900 € e da giugno a ottobre il datore ha scelto di portare la paga a 1.000 € variando così il contratto, se ricalcolassi tutti i cedolini da gennaio a ottobre verrebbero tutti calcolati con le nuove condizioni contrattuali e cioè 1.000 €.
Si dovrebbe quindi reimpostare la paga di 900 €, calcolare i cedolini da gennaio a maggio (e renderli definitivi), poi impostare nuovamente la nuova paga di 1.000 ed elaborare i cedolini da giugno a ottobre.

Se, invece, i cedolini dovessero risultare tutti "ok" o "definitivi" consiglio di inviare una mail di assistenza ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Naspi: nuova assicurazione sociale per la disoccupazione

In sostituzione dell'ASPI e della MINI ASPI, previste dalla Riforma Fornero nel 2013, il governo, con decreto legislativo del 4 marzo 2015, n.22, ha previsto l'entrata in vigore della nuova assicurazione sociale per l'impiego chiamata NASPI, che è operativa per gli eventi di disoccupazione che si verificano a decorrere dal 1° maggio.

Presentazione della domanda di disoccupazione:

Il collaboratore appena licenziato o dimesso per giusta causa dovrebbe subito rivolgersi al centro per l'impiego per sottoscrivere il DID ovvero la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Noi consigliamo poi di rivolgersi ad un caaf o patronato intermediario per controllare che vi siano i requisiti contributivi per la richiesta e per il succesivo invio telematico della domanda di disoccupazione, che deve essere presentata entro 38 giorni dalla cessazione.

In alternativa, il datore, servendosi del proprio PIN rilasciato dall'inps, può comunque controllare da solo l'estratto contributivo della colf e inviare la richiesta Naspi compilata online nel sito inps o chiamando il contact centre inps 803 164 (rete fissa) oppure 06 164 164 (rete mobile) ai cui servizi si accede sempre mediante PIN.

Per ulteriori informazioni si può leggere le annotazioni dell'inps a questo link https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=50593&lang=IT#toppage

Requisiti Naspi

Hanno diritto a ricevere la Naspi i lavoratori che hanno perduto involontariamente il lavoro  e che presentano questi tutti questi requisiti:

1. stato di disoccupazione involontaria (licenziamento). Se un lavoratore si dimette o risolve il rapporto consensualmente non può ricevere l'indennità di disoccupazione.
2. almeno 13 settimane di contributi nei ultimi 4 anni precedenti alla disoccupazione. 
3. 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi prima della disoccupazione (come da circolari inps num 142 e 194 del 2015).

N.B.: come si contano i 30 giorni?naspi disoccupazione colf e badanti

Partendo dal fatto che 30 giorni di lavoro sono pari a 5 settimane da 6 giorni e che ogni settimana per essere considerata utile ai fini contributivi deve avere almeno 24 ore, per capire se il nostro collaboratore ha diritto alla Naspi per il requisito 3 sopraddetto, il calcolo da fare è il seguente:
somma delle ore dei mav pagati degli ultimi 4 trimestri : 24 ore = settimane contributive degli ultimi 12 mesi. Il requisito è soddisfatto quando le settimane risultano almeno 5.
Per esempio, se nei mav risulta un totale di ore degli ultimi 12 mesi di 624 ore, poichè 624:24=26 settimane contributive significa che la collaboratrice potrà richiedere la Naspi.

 

Termini presentazione domanda

Come spiegato nella circolare inps num 94 del 12/05/2015. è possibile presentare la domanda entro 68 gg a partire:

  • dalla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro. Qualora nel corso dei sessantotto giorni si verifichi un evento di maternità indennizzabile, il termine rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento e riprende a decorrere al termine dello stesso per la parte residua. Nell’ipotesi in cui si verifichi un evento di malattia comune indennizzabile o di infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile dall’INAIL, insorto entro i sessanta giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, il termine rimane sospeso per la durata dell’evento;
  • dalla data di cessazione del periodo di maternità indennizzato, quando questo sia insorto nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla data di cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio/malattia professionale, quando questi siano insorti nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla data di definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • dalla data di fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • dal trentesimo giorno successivo alla data di cessazione per licenziamento per giusta causa.

Decorrenza dell'indennità Naspi

L'indennità di disoccupazione NASpI spetta:

  • dall'ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro l'ottavo giorno;
  • dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda, nel caso in cui questa sia presentata dopo l'ottavo giorno;
  • dall’ottavo giorno successivo al termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso, qualora la domanda sia presentata entro l’ottavo giorno; dal giorno successivo alla presentazione della domanda qualora sia presentata successivamente all’ottavo giorno ma comunque nei termini di legge;
  • dall’ottavo giorno successivo al licenziamento per giusta causa, qualora la domanda sia presentata entro l’ottavo giorno; dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda, qualora sia presentata oltre l’ottavo giorno successivo al licenziamento.

Consigliamo quindi, per ricevere tutta l'indennità possibile dall'8° giorno dal termine del rapporto, di presentare la domanda entro gli 8 giorni.

Importo indennità

La Naspi sarà rapportata alla retribuzione imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni di impiego (anche non consecutivi). L'importo verrà calcolato dividendo tale retribuzione per le settimane contributive e moltiplicate per 4.33 con questi limiti:

  • se la retribuzione non supera i 1.195 euro mensili, l'indennità mensile sarà uguale al 75% della retribuzione;
  • se la retribuzione supera i 1.195 euro mensili, l'indennità mensile sarà uguale al 75% della retribuzione + il 25% della differenza tra retribuzione e 1.195;
  •  l' importo massimo è comunque di 1300 euro (per il 2015);

L'assegno di disoccupazione non ha una durata prefissata: esso verrà versato per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive maturate negli ultimi 4 anni, Dal 1° gennaio 2017 non può, però eccedere i 18 mesi (78 settimane) e dal quinto mese di fruizione (nel 2015 mentre dal 2016 dal quarto) l'indennità verrà ridotta del 3% al mese.

Per i collaboratori domestici la retribuzione su cui si basa il calcolo della Naspi non è quella percepita mensilmente ma la retribuzione convenzionale che si basa sui contributi versati che, solitamente, risulta più bassa rispetto alla retribuzione totale percepita.

La retribuzione convenzionale si basa sui contributi versati e per, il 2015, va calcolata in base a questi valori:

 

orario di lavoro

retribuzione oraria effettiva (paga del mav)

retribuzione oraria convenzionale

importo contributi inps compresa CUAF

fino alle 24 ore settimanali

 

 

fino a € 7,88

€ 6,97

€ 1,39

da € 7,89  a € 9,59

€ 7,88

€ 1,57

oltre € 9,59

€ 9,59 € 1,91

superiore alle 24 ore settimanali

qualsiasi paga € 5,07 € 1,01
       

 

Esempio calcolo dell'indennità Naspi:

Prendiamo come esempio una colf che ha lavorato 30 ore settimanali per 12 mesi nel 2015 pari a 52 settimane contributive.
La sua retribuzione convenzionale è 5.07 € x 30 ore settimanali x 4,3334 settimane medie in un mese= 659,11 €
La colf percepirà l'indennità Naspi per metà del numero di settimane contributive versate ovvero 26 settimane, pari a 6 mesi.
Fino al 4° mese, precisamente, le verrà pagato il 75% di 659,11 € e quindi 494,33 €;
poi le verrà diminuito tale importo del 3% al mese e quindi per il 5° mese riceverà 479,50 € e per il 6° 465,11 €.     

 

Tfr in dichiarazione per colf e badanti

 

I collaboratori domestici percepiscano una retribuzione che viene considerata reddito di lavoro subordinato ma il datore di lavoro non funge da sostituto d'imposta. Di conseguenza non vengono trattenute al collaboratore mensilmente in busta paga le ritenute d'acconto sulle retribuzioni erogate o sul trattamento di fine rapporto.

Ciò comporta che le colf e le badanti per rendere definitiva la loro posizione fiscale siano tenute a presentare la dichiarazione dei redditi tramite modello unico e a pagare l'irpef e le addizionali comunali e regionali su quanto dichiarato. Sono esonerate dalla presentazione del modello unico i lavoratori domestici con un imponibile inferiore agli 8.000 euro.

La denuncia dei redditi è dovuta invece sempre, indipendentemente dall'imponibile, nel caso di anticipazione o liquidazione totale del tfr.

Al contrario dei dipendenti del settore privato che non indicano l'importo in dichiarazione perchè tale dato è acquisito mediante il modello 770 presentato dal datore sostituto d'imposta, colf e badanti sono tenuti a denunciare sempre i redditi a tassazione separata, come il tfr, compilando il quadro M del modello unico.
Il decreto legislativo 47 del 2000 ha previsto una diversa modalità di tassazione del tfr e dunque nella dichiarazione è necessario distinguere la quota del tfr maturato fino al 31 dicembre 2000 da quella maturata dal 1 gennaio 2001. Inoltre, se sono stati percepiti più tfr dallo stesso o da diversi datori di lavoro è necessario compilare sezioni XI distinte, utilizzando più moduli.
L'indicazione del tfr percepito, anche come anticipi, comporta chge il lavoratore dovrà versare automaticamente una imposta sostitutiva nella misura del 20% a titolo di acconto. Poi, entro 5 anni, l'Agenzia delle Entrate provvederà a riliquidare tale somma in base alla media dei redditi percepiti, generando un credito o un debito.

 

Normativa - Min.Lav. - N.Internet 15.01.2008

Con l’entrata in vigore delle comunicazioni obbligatorie on line (DI 30.10.2007), cambiano anche le regole per l’assunzione dei collaboratori domestici (badanti, colf, ecc.). Oltre alla comunicazione telematica, accreditandosi al Sistema Informatico della propria Regione, i datori di lavoro domestico potranno effettuare le comunicazioni attraverso il Centro per l’impiego ove è ubicata la sede di lavoro, attraverso i seguenti mezzi: consegna a mano, avendo cura di farsi rilasciare dall’Ufficio un protocollo contenente data di consegna e ufficio che lo rilascia; via fax, in questo caso bisogna conservare la ricevuta con l’indicazione della data di invio; raccomandata A/R. Queste modalità saranno sempre valide, anche dopo l’1.3.2008. Per i datori di lavoro domestico, infatti, non c’è obbligo di comunicazione telematica e dunque non vale il periodo transitorio previsto per le altre
tipologie di datori di lavoro.

 

Ex Indennità di disoccupazione: aspi e mini-aspi per colf e badanti

Con la riforma Fornero, a partire da gennaio 2013, l'indennità di disoccupazione ordinaria e quella a requisiti ridotti vengono sostituite dall'indennità di disoccupazione Aspi (acronimo di Assicurazione sociale per l'Impiego) e dalla mini-Aspi.
Esse prevedono l'erogazione di un'indennità mensile a favore dei lavoratori che hanno perduto in modo involontario il lavoro. Tali indennità possono essere richieste anche da colf e badanti.
I requisiti richiesti per accedere al trattamento Aspi sono:
1) stato di disoccupazione
2) involontarietà dello status di disoccupato. Ciò significa che non possono accedere coloro che si dimettono o risolvono il contratto consensualmente.
Nei seguenti casi particolari si può richiedere comunque tale indennità:
-dimissioni durante la maternità obbligatoria o per giusta causa
-risoluzione consensuale del rapporto di lavoro per trasferimento del dipendente ad altra sede più distante di 50km dalla residenza del lavoratore
3) sussistenza di almeno due anni di assicurazione
4) la presenza di almeno un anno di contribuzione
La nuova indennità spetta:
-dall'ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro,ovvero
-dal giorno successivo a quello della presentazione della domanda.
I collaboratori domestici aventi diritto devono presentare la domanda entro il termine di due mesi dalla data di spettanza del trattamento, esclusivamente via telematica.

L'indennità viene determinata dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive. Per colf e badanti la retribuzione su cui si basa il calcolo è la retribuzione convenzionale calcolata in base ai contributi versati che, solitamente, è più bassa rispetto a quella ricevuta mensilmente durante il rapporto.

All'indennità aspi si applica una riduzione del 15% dopo i primi 6 mesi e un ulteriore 15% dopo il 12°mese di fruizione.
Possono richiedere la mini-Aspi, invece, i lavoratori che, in status di disoccupazione involontaria:
- non possiedono i requisiti contributivi e assicurativi per l'indennità Aspi
- hanno almeno 13 settimane di contribuzione per attività lavorative degli ultimi 12 mesi
- per la quale siano stati versati o dovuti i contributi per l'assicurazione obbligatoria
Anche in questo caso le colf e le badanti che vogliono richiedere tale indennità dovranno presentare la domanda esclusivamente per via telematica.
Per finanziare l'Aspi e la mini-Aspi la riforma Fornero prevede il versamento di tre contributi:
1) contributo integrativo per l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria, pari all'1,31%, che però  i datori di collaboratori domestici non sono tenuti a versare
2) contributo addizionale pari all'1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, con riferimento solo ai rapporti a tempo determinato. Per colf e badanti è previsto tale contributo da parte del datore di lavoro in tutti i casi di rapporto a tempo determinato tranne quando la motivazione del rapporto sia sostituzione di collaboratore assente.
Per questo motivo le tabelle dei contributi per il 2013 sono due: una per i rapporti a tempo indeterminato e determinato con motivazione sostituzione assenza, e l'altra per i rapporti a tempo determinato con altra motivazione.
3) contributo in caso di cessazione di rapporto di lavoro a tempo indeterminato per cause diverse dalle dimissioni. L'inps dichiara che, nel caso di collaboratori domestici, tale tassa non deve essere versata.

 

Il periodo di prova per i collaboratori domestici

 

Il periodo di prova è il periodo durante il quale sia il datore di lavoro, sia il collaboratore domestico, possono decidere di interrompere il rapporto senza preavviso e senza fornire motivazione. Per essere valido, tuttavia, il periodo di prova deve essere messo per iscritto nella lettera di assunzione che deve essere sottoscritta prima o al massimo contestualmente l'inizio del rapporto di lavoro.

Il periodo di prova, quindi, è valido solo se tutte queste condizioni sono verificate:

- il lavoratore domestico abbia sottoscritto la lettera di assunzione, con la precisazione del periodo di prova, prima o al massimo contestualemente l'inizio del rapporto di lavoro (vi sono sentenze che hanno ribadito la nullità del periodo di prova per un lavoratore che ha firmato la lettera dopo 30 minuti dall'inzio della prestazione lavorativa);
- non deve essere stato svolto un periodo precedente "fuori regola", le cosidette "prove", verifiche, etc. non sono ammesse in caso di giudizio;
- il domestico non deve essere stato in forza presso lo stesso datore di lavoro precedentemente per lo svolgimento di mansioni analoghe;
- il collaboratore domestico non deve essere stato inviato in precedenza presso lo stesso datore di lavoro tramite un'agenzia di somministrazione;
- deve avere svolto le mansioni precisate nella lettera di assunzione;
 
Infine il datore di lavoro, per dare disdetta durante il periodo di prova, quindi senza preavviso, dovrà avere dato la possibilità al lavoratore di dimostrare le proprie capacità per le quali è stato assunto. I giudici hanno individuato quindi un periodo minimo di prova, stabilito in circa la metà rispetto a quello determinato dal CCNL Collaboratori domestici, quale periodo minimo necessario perchè il datore di lavoro possa dare disdetta al contratto. Nel caso, quindi, di una colf assunta al livello A, il datore di lavoro non dovrebbe dare disdetta prima di 4 giorni di effettivo lavoro (la metà del periodo di prova previsto), a meno che nella lettera di assunzione non sia stato stabilito un periodo di prova più breve.
 


Sono previsti i seguenti periodi di prova, in relazione alla categoria di inquadramento contrattuale:

Livelli Durata/giorni
DS e D 30
altri livelli 8

Note alla tabella: nella durata i giorni si intendo di effettivo lavoro.

La decorrenza del periodo di prova è sospesa in caso di malattia, infortunio sul lavoro e malattia professionale.

Al lavoratore proveniente da altra regione e che non abbia ancora trasferito la propria residenza è dovuto, in caso di risoluzione del rapporto durante il periodo di prova (non per giusta causa), un preavviso di 3 giorni.

Nel caso il rapporto di lavoro domestico sia stabilito a tempo determinato, il periodo di prova, per elaborazione giurisprudenziale, non dovrebbe superare un sesto del totale della durata del rapporto. Esempio: un'assunzione per tre settimane potrà riportare come massimo un periodo di prova di 3 giorni.

Il contratto riporta che il lavoratore che abbia superato il periodo di prova senza aver ricevuto disdetta s'intende automaticamente confermato. Il servizio prestato durante il periodo di prova va computato a tutti gli effetti dell'anzianità. Durante il periodo di prova, il rapporto di lavoro può essere risolto in qualsiasi momento da ciascuna delle parti, senza preavviso, ma con il pagamento, a favore del lavoratore, della retribuzione e delle eventuali competenze accessorie corrispondenti al lavoro prestato.

 

Webcolf, programma di buste paga online, calcola automaticamente i gg del periodo di prova indicandoli anche nella lettera di assunzione automatica, inseriti i dati del datore e del collaboratore.

Per ulteriori informazioni può leggere questo articolo cliccando qui

 

Busta paga colf e badanti: capire i vari elementi

La busta paga di colf e badanti contiene diversi elementi che, per i non addetti ai lavori, potrebbero non essere chiari ed immediatamente comprensibili. La busta paga che viene preparata da webcolf cerca di essere la più completa possibile, con tutte le informazioni che potrebbero risultare utili, oltre all'indicazione dei componenti che compongono la retribuzione. Si compone di 4 sezioni:

1 - Il frontespizio

Prima di tutto viene indicato in verde, nella parte destra del frontespizio, il mese e l'anno di riferimento del cedolino.

1^ riga: oltre alla "Data Assunzione", "Data Cessazione" e la scadenza prefissata in caso di tempo determinato "Scad. T. Determ.", vengono indicati anche il numero di scatti di anzianità maturati dalla collaboratrice, che per collaboratori domestici, maturano ogni biennio, per un massimo di 7 scatti. La casella "Scatto Precedente" indica la data di maturazione dell'ultimo scatto, "Prossimo Scatto" indica la data in cui maturerà il prossimo scatto. Nell'esempio non essendo maturato ancora alcun scatto di anzianità la casella "Scatto precedente" è vuota. Oltre alla "Scadenza del Tempo Determinato" viene indicata la mensilità di elaborazione.

2^ riga: nella busta paga viene indicata la "% part-time" che è il rapporto matematico tra le ore inserite come orario standard nel contratto di assunzione e il tempo pieno previsto dal Ccnl: 40 ore settimanali per un non convivente. La percentuale di part-time viene indicata solo per i rapporti di non convivenza, considerato che in caso di convivenza, la retribuzione mensile resta sempre la stessa, anche se il rapporto non é a tempo pieno (54 ore settimanali). Nella stessa riga vengono visualizzati il livello e il regime di convivenza applicati al rapporto di lavoro e, nel caso di conviventi, ci si sia accordati per il vitto e alloggio corrisposto in denaro anziché in natura, sarà visualizzato nell'apposito spazio "Indennità sost. vitto e alloggio" il valore convenzionale delle voci che lo comprendono, come stabilite dal Ccnl o dalle parti.

Alla voce "Codice Inps" viene infine riportato il codice del rapporto di lavoro rilasciato dall'Inps al momento dell'assunzione.

3^ e 4^ riga: sono indicati gli elementi che compongono la paga, su base oraria oer i collaboratori non conviventi e invece su base mensile per i conviventi. "Paga base" è la paga prevista dal contratto collettivo per l'anno di riferimento, che viene aggiornata all'inizio di ogni anno dalle associazioni di categoria appositamente riunite. "Indennità di funzione" è l'integrativo dato dal CCNL per le colf e badanti inquadrate al livello D e DS. "Scatti di Anzianità" è il risultato in euro degli scatti maturati fin'ora. Vi sono poi due caselle libere che l'utente può personalizzare nel menù Assunzione. "Straordinario Forfetizzato" è l'importo corrisposto al collaboratore domestico per compensare, in modo forfettario, gli straordinari che può compiere nel mese. "Indennità Assorbibile" è un valore corrisposto in aggiunta al minimo sindacale, assorbibile perché in occasione di un aumento contrattuale l'utente può decidere di mantenere invariata la paga, diminuendo quindi manualmente tale voce per lo stesso importo per cui è aumentata la paga base. Alla voce "Acconto Futuri Aumenti" viene inserita la differenza tra la paga minima contrattuale prevista per il livello scelto e quella concordata dalle parti. Se la paga concordata ad esempio è 8 € e la paga base minima contrattuale di 6, in questo campo viene indicato 2. Il "Rateo Ferie", il "Rateo 13a" e il "Rateo TFR", vengono indicati quando le parti si sono accordate per il pagamento di tali elementi in paga oraria. "Retribuzione totale" é la somma di tutti gli elementi appena visti.

2 - Il corpo della busta paga

a. Cedolino con paga ad ore (utilizzata per i non conviventi)

Cedolino orario

 

b. Cedolino con paga mensilizzata (utilizzata per i conviventi)

1^ riga: “Ore ordinarie" è il numero di ore lavorate che vengono indicate nella busta paga in modo diverso a seconda che il rapporto di lavoro sia di convivenza o meno:

- in caso di rapporto ad ore, le ore ordinarie vengono riportate sotto la colonna "Tempo" e moltiplicate per la paga oraria indicata sotto la colonna "Valore", generando così la retribuzione spettante totale riguardo alle ore ordinarie, che viene riportato sotto la colonna "Competenze". Il rapporto ad ore é possibile solamente per i collaboratori non conviventi.

- Nel caso di paga mensile viene espressa sempre la paga lorda che può essere quella minima prevista dalle associazioni di categoria o quella più alta concordata dalle parti. La paga viene riportata indipendentemente dal numero di giorni od ore lavorate. La paga mensilizzata é prevista obbligatoriamente per i conviventi e può essere utilizzata anche per i non conviventi se le parti così concordano.

2^ riga: in caso di paga mensilizzata, viene spesso riportata anche la riga "Ore non lavorate" che ha la finalità di decurtare dall'importo della paga mensile, indicata alla voce "Ore ordinarie", le ore di lavoro in cui il lavoratore é stato assente a causa di assenza, permesso, festività, maternità, ferie, congedo matrimoniale, malattia e infortunio. Tutto ciò che viene detratto é riportato sotto la colonna "Trattenute".

Righe successive: Nel caso di semplice assenza (A o AD in base ai casi), tali ore verranno solamente detratte, mentre per gli altri casi sopra descritti, viene riportata apposita voce di pagamento di modo che il lavoratore abbia la certezza che la festività, la malattia, le ferie, ecc, siano state effettivamente pagate, cosa che non sarebbe altrimenti possibile capire se venisse tutto riportato sotto la voce "Ore ordinarie". Nell'esempio riportato nell'immagine b. qui sopra, il corpo della busta paga riporta una retribuzione lorda mensile di 1.000 €, dai quali vengono detratte 10 ore non lavorate, di cui 4 a titolo di mera assenza, 1 ora di ferie e 5 per festività. Queste 10 ore vengono tolte dal mensile ma solamente quelle di ferie e festività vengono poi corrisposte con apposita voce.

A seguire, nel cedolino possono essere presenti tutta una serie di codici automatici, come l'"Indennità sostitutiva di vitto e alloggio" visualizzata nell'esempio del cedolino b., oppure anche codici che l'utente inserisce manualmente (come ad esempio un premio) selezionandoli dal menù Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile, da una delle tre righe in basso con menù a tendina.

Ultima riga: sul fondo del corpo del cedolino viene visualizzata la modalità di pagamento della retribuzione e l’eventuale codice Iban che il datore ha indicato nel Menù Assunzione | inserimento standard o facilitato collaboratore domestico.

3 - Le presenze del mese

Anche se per le buste paga di colf e badanti non è stata stabilita un'apposita stampa relativa al cedolino paga e alle presenze del mese, noi di Webcolf abbiamo ugualemente predisposto per il datore, la possibilità di stampare un cedolino paga sia senza che con l'indicazione delle ore lavorate e, per i giorni di assenza, l'indicazione del giustificativo: ferie, malattia, festività, ecc...

4 - I progressivi e il netto da pagare

Progressivi e netto

1^ riga: l'"Importo Lordo" é il risultato derivante dalla differenza tra il totale degli importi riportati alla colonna "Competenza" con quelli alla colonna "Trattenute", indicati nel corpo della busta paga. I "Contr.carico coll." sono i contributi Inps a carico del collaboratore, trattenuti ogni mese dall'importo lordo. La "Cas.sa Colf" indica i contributi a carico del collaboratore realtivi alla Cassa Colf e anch'essi trattenuti dall'importo lordo. Per i datori che applicano il Ccnl Ebilcoba, meno diffuso, sarà indicato "Cassa Ebilcoba".

Nel campo "H. Lavorate" viene indicato il numero di ore effettivamente lavorate nel mese, le ore retribuite potrebbero essere di più in quanto questo campo non contiene ad esempio le ore di ferie, le festività, ecc... "H. Contributi" indica invece il numero di ore retribuite su cui vengono calcolati i contributi Inps e Cassa Colf. Le due voci spesso non coincidono perché i contributi non si pagano sulle sole ore lavorate ma anche su ferie, festività, ecc... Il numero delle ore lavorate e di quelle contributive non coincide inoltre perché l'Inps richiede il pagamento dei contributi solo sulle ore retribuite delle settimane intere del mese, settimane che a tal fine, iniziano la domenica e terminano al sabato. Ciò significa che le ore a cavallo tra due mesi fanno sempre parte della prima settimana contributiva del mese successivo.
Ogni mese l'importo derivante dalla differenza tra il lordo e i contributi, viene arrotondato per eccesso. Tale arrotondamento viene indicato alla voce "Arrotondamento Attuale" e poi recuperato e quindi decurtato, il mese successivo, indicato con la voce "Arrotondamento precedente". Ogni mese quindi dopo aver detratto i contributi dall'importo lordo, si detrae anche l'arrotondamento in eccesso fatto il mese precedente e l'importo risultante viene arrotondato per eccesso. Tale nuovo arrotondamento verrà detratto il mese successivo e così via.

Viene quindi indicato il "Netto da Pagare” per tale mese dato da: "Importo lordo" - "Contributi carico collaboratore" - "Cas.saColf" - "Arrotondamento precedente" + "Arrotondamento attuale".

N.B.: se le parti hanno concordato un netto fisso viene indicata una paga lorda senza trattenute a carico collaboratore in modo che paga lorda e paga netta corrispondano. In questo caso le caselle dei contributi inps e cassa colf a carico collaboratore rimangono vuote.

2^ riga: "Ferie Arretrate" sono le ferie che negli anni precedenti erano state maturate ma non ancora godute. A dicembre di ogni anno infatti le ferie indicate per tale mese come ferie residue vengono poi riportate a gennaio dell'anno seguente come ferie arretrate. "Ferie Anno Corr." sono le ferie maturate nell’anno in corso. "Ferie Godute" sono le ferie di cui ha usufruito la collaboratrice nell'anno in corso e le "Ferie Residue" sono le ferie maturate dalla collaboratrice e non ancora godute che risultano da: Ferie Arretrate + Ferie Anno Corr. - Ferie Godute.

Quando il collaboratore domestico quindi gode di ferie, non vengono diminuite le Ferie Arretrate, che restano invariate durante tutto l'anno, ma queste ore o giorni, vengono indicate alla voce Ferie Godute.

Alla voce "Ratei 13a" vengono indicati i ratei di 13esima mensilità maturati nell'anno in corso. Per sapere come vengono calcolati i ratei di 13a si rimanda al paragrafo apposito del manuale di utilizzo che si trova al link https://www.webcolf.com/notizie-utili-topmenu-20/13-manuale-webcolf/462-tredicesima-colf-badante.html

Infine vengono indicate conprecisione le "Settimane INPS retribuite" che poi saranno visualizzate anche nel mav dei contributi che l'utente può calcolare nel menù Cedolini e fasi mensili | contributi: elaborazione mav in Inps on line.

3^ riga: nell'ultima riga del cedolino paga sono presenti le voci "Progressivo Importo Lordo" che indica la somma delle retribuzioni lorde da inizio anno, il "Progressivo INPS collaboratore", che indica i contributi INPS a carico collaboratore trattenuti da inizio anno, e il "Progressivo Cas.sa Colf" si riferisce invece ai contributi totali dell'anno in corso (datore + collaboratore) sostenuti a titolo di Cassa Colf. "Progressivo Giorni Malattia" indica i giorni di malattia che sono stati retribuiti negli ultimi 12 mesi, il “TFR Anno Precedente" è l'importo totale del TFR maturato al 31.12 dell'anno precedente e il "TFR Anno Corrente" è il TFR maturato nell'anno in corso. "Retribuzione a TFR" è la retribuzione del mese in corso utile a determinare il TFR maturato nel mese corrente (retribuzione utile al Tfr del mese : 13,5 = tfr del mese) e la voce "Progressivo Retribuzione a TFR", è la retribuzione da inizio anno che ha contribuito alla maturazione del TFR e risulta quindi dalla somma delle voci "Retribuzione a Tfr" di tutti i cedolini dell'anno fino ad allora elaborati. Ne risulta quindi che "Progressivo Retribuzione a TFR" : 13,5 = "TFR Anno corrente" a cui vanno sottratti gli anticipi dell'anno. Il TFR maturato fino al mese in esame è il risultato della somma tra "TFR Anno precedente" + "TFR Anno corrente".

Infine, secondo quanto previsto dall'art. 32 del Ccnl, è previsto uno spazio per la firma del collaboratore per ricevuta e la firma, obbligatoria, del datore di lavoro che consegna la busta paga.

 

Assunzione di una colf o badante

LE COMUNICAZIONI DA EFFETTUARE PER L’INSTAURAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO DOMESTICO DI COLF E BADANTI:

 

[ultimo aggiornamento 2018]: le procedure di questo articolo sono obsolete:. Si veda l'articolo con la procedura di assunzione aggiornata qui:https://www.webcolf.com/notizie-utili-topmenu-20/13-manuale-webcolf/421-assunzione-colf-badante-cosa-fare.html

 

 

Dal 29 gennaio 2009 la comunicazione di assunzione deve essere fatta all’Inps entro la mezzanotte giorno precedente a quello di inizio  del rapporto di lavoro. La comunicazione ha efficacia anche nei confronti del Ministero del lavoro, dell'INAIL, nonché della Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo.

L'iscrizione e le eventuali variazioni il datore di lavoro domestico, previa identificazione tramite PIN, devono avvenire esclusivamente secondo il duplice canale:

  • tramite il Contact Center dell'INPS, al numero 803.164, fornendo telefonicamente i dati necessari. Fino al 30 settembre 2011 verranno accettate anche comunicazioni senza PIN;
  • utilizzare l'apposita procedura Internet di compilazione e invio on-line disponibile sul sito internet dell'Istituto (www.inps.it). Per poter utilizzare questo secondo canale si dovrà essere in possesso del codice PIN che può essere richiesto a questo indirizzo: https://serviziweb2.inps.it/RichiestaPin, successivamente l'assunzione dovrà essere fatta al seguente indirizzo del sito dell'INPS: https://https://serviziweb2.inps.it

 

Per l'assunzione di lavoratori extracomunitari che siano già residenti in Italia, inoltre, il datore di lavoro deve stipulare un contratto di soggiorno:

  • Compilando e sottoscrivendo il modulo Q scaricabile dai siti www.lavoro.gov.it o www.interno.it o da questo stesso sito (vedi tra i modulistica utile - qui);
  • Inviare il modello, tramite raccomandata a/r, entro 5 giorni dall'inizio del rapporto, allo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura di residenza l'originale del contratto di soggiorno (mod. Q) con allegata la copia di un proprio documento d'identità;
  • Consegnare al lavoratore straniero una copia del contratto di soggiorno e della ricevuta postale di ritorno, timbrata dallo Sportello Unico, scrivendo sulla ricevuta postale il cognome e nome del lavoratore con il quale è stato stipulato il contratto di soggiorno.

 

se il collaboratore domestico è anche convivente:

  • si dovrà dare comunicazione all’Autorità di pubblica sicurezza entro 48 ore per coloro he allo straniero extraUE danno alloggio e ospitalità.


infine, per il lavoratore che trasferisce la propria residenza presso l'abitazione del datore di lavoro:

  • si dovrà dare comunicazione di convivenza ai sensi dell'art. 147 del R.D. 18/06/1931 nr. 773 come sostituito e modificato dall'articolo 7 del D.Legislativo 286/98 e modificato dalla legge 189/2000, entro 20 giorni dall'instaurazione del rapporto di lavoro.

 

I DOCUMENTI CHE IL DATORE DI LAVORO DEVE CONSERVARE PER POTER CORRETTAMENTE INSTAURARE IL RAPPORTO DI LAVORO:

Tutte le colf 

Al momento dell’assunzione il/la lavoratore/trice dovrà presentare i seguenti documenti al datore di lavoro:

  • copia di un documento di identità non scaduto;
  • tessera sanitaria o altro documento sanitario aggiornato attestante l’idoneità al lavoro e l’assenza di patologie che possona portare pregiudizio per il lavoratore, il datore di lavoro o la famiglia presso cui i lavori verranno svolti;
  • copia del codice fiscale;
  • eventuale documentazione assicurativa e previdenziale (per esempio: numero di iscrizione all’INPS qualora l’interessato fosse già stato assicurato).

 

Potranno inoltre essere presentati:

  • certificato penale e certificato dei carichi pendenti, che saranno esaminati al datore di lavoro e immediatamente restituiti, al fine i escludere ogni forma di trattamento speciale per la gestione di tali dati sensibili (normativa della privacy);
  • eventuali attestati o diplomi degli studi compiuti;
  • “attestazione di servizio” o referenze per il lavoro prestato presso altri datori di lavoro.

Gli ultimi due punti sono utili per il corretto inquadramento del lavoratore che dal livello A potrebbe avere diritto ad essere inquadrato al livello B, C e D.

 

Minorenni:

In aggiunta agli altri documenti per l'assunzione sono necessari:

  • la dichiarazione dei genitori o di chi esercita la potestà familiare, vidimata dal Sindaco del Comune di residenza, con cui si acconsente che la colf viva presso la famiglia del datore di lavoro;
  • il certificato di idoneità al lavoro, rilasciato dopo la visita medica dell'Ufficiale sanitario.

 

Tredicesima mensilità

Entro il mese di dicembre, comunque in occasione del Natale, al lavoratore domestico spetta una mensilità aggiuntiva il cui valore è calcolato in base alla retribuzione globale di fatto, compresa l'indennità di vitto e alloggio, come è chiarito anche nelle note a verbale del contratto collettivo dei collaboratori domestici. (In webcolf l'indennità di vitto e alloggio viene esposta nel cedolino con il codice 41 e con la dicitura "Incidenza vitto alloggio e altri elementi")

Nel caso in cui il lavoratore sia stato assunto nel corso dell'anno la tredicesima va riproporzionata. Il mese in cui il rapporto di lavoro è iniziato è utile alla maturazione del rateo nel caso vi siano stati 15 o più giorni di calendario in cui il lavoratore è risultato in forza. Lo stesso accade nel caso in cui il lavoratore domestico abbia chiesto un periodo di aspettativa non retribuita: il mese considerato è utile a maturare un dodicesimo della tredicesima solo se è stato prestato servizio per un periodo pari o superiore a 15 giorni.

Il rateo di tredicesima matura anche quando il lavoratore è assente per ferie, malattia (fino al superamento del periodo di comporto), infortunio, permessi retribuiti, etc.

 

SISTEMI DI CALCOLO:

1 - Paga Oraria
Per calcolare la tredicesima nel sistema di paga ad ore si deve moltiplicare la paga oraria per il numero di ore di lavoro della settimana, moltiplicare per 52 e dividere per 12.
Se vi sono dei premi pagati in modo costante al lavoratore (premio presenza per ogni ora lavorata, un premio mensile costante, etc), devono essere considerati nella determinazione della 13a mensilità, suddividendo il loro valore complessivo per 12 (calcolando così una media).

Esempio: Paga oraria di 7 euro, orario di lavoro 25 ore settimanali, premio costante di 200 euro mensile.
Tredicesima: 7 x 25 (ore settimanali) x 52 (settimane dell'anno) : 12 = 758,33 Euro
Premio: 200 x 12 = 2400 : 12 = 200 Euro.
Importo tredicesima totale: 758,33 + 200 = 958,33 Euro

2 - Paga mensile
La tredicesima in caso di paga mensile è pari ad una mensilità normale. Considerato che la paga mensile si ritrova nel caso del regime di convivenza ad essa bisogna aggiungere il valore del vitto e alloggio, indipendentemente se erogato in natura o come indennità sostitutiva.
 

WEBCOLF: La tredicesima nel programma viene calcolata selezionando il mese 13. La sequenza di elaborazione delle mensilità è quindi 11 (novembre), 13 (tredicesima) e 12 (dicembre). Il programma propone in automatico il passaggio dei mesi, apparentemente fuori sequenza, 11, 13, 12, ordine tuttavia che è necessario rispettare per la corretta gestione dei progressivi mensili.

Quando si seleziona il mese 13 nel calendario mensile non appaiono i giorni (ciò è logico in quanto si tratta di una mensilità virtuale) ma è possibile inserire dei valori nelle tre righe di codici nella parte bassa dello schermo.

Per calcolare la tredicesima dunque bisogna selezionare nel calendario mensile il mese 13 (in questo modo il programma, al suo interno, genera gli archivi utili al calcolo) anche se non viene inserito alcun valore e poi fare il calcolo, ad esempio andando su visualizza e lanciando ricalcola avendo selezionato sempre il mese 13.

Il programma memorizza il numero di mesi in cui è maturato il rateo di tredicesima Nei rapporti a part-time il rateo viene fatto maturare anzichè come intero, in proporzione all'orario svolto. In questo modo, anche modificando l'orario settimanale nel corso dei vari mesi, alla fine la tredicesima tiene conto delle modifiche effettuate nel corso dell'anno.

Esempio:
In un rapporto orario con paga pari a 10 euro, se sei mesi sono svolti a part-time 20 ore la settimana e altri sei mesi sono a tempo pieno il rapporto matura come segue:

Nei mesi a part-time a 20ore: il rateo è incrementato di 0,5.
Nei mesi a part-time a 40 ore: il rateo è incrementato di 1.
Alla fine dell'anno il rateo sarà pari a 9 (0,5 x 6 + 1 x 6) e il valore della tredicesima sarà il seguente:
10 x 40 (ore settimanali tempo pieno) x 52 (settimane) : 12 (mesi anno) x 9/12 (ratei maturati) = 1300 Euro.

Mese per mese, nel caso di convivenza, viene archiviato l'importo delle indennità di vitto e alloggio erogato (sia sostitutivo che in natura). Nella tredicesima viene poi inserita una media con la voce 41, "Incidenza altri elementi su tredicesima".

Su richiesta di molti utenti, è anche possibile disabilitare questa voce spuntando l'apposito controllo nel trattamento economico del collaboratore domestico in impostazioni di paga avanzate: non dare incidenza vitto e alloggio su 13esima.

Gli utenti che inseriscono i valori di 13esima nella paga mensile, dovranno  comunque elaborare il cedolino 13 (che risulterà con netto a zero), al fine di avere comunque una corretta gestione dei progressivi di tfr, ferie, lordo, contributi ecc...

[ultimo aggiornamento]: Per ulteriori informazioni sulla 13esima può leggere questo articolo del manuale cliccando qui: https://www.webcolf.com/notizie-utili-topmenu-20/13-manuale-webcolf/460-tredicesima-colf-badante-busta-paga.html

 

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