Festività 17 marzo e 25 aprile 2011

 

Quest'anno le festività nazionali hanno delle particolarità:

1) è stata istituita, solo per l'anno 2011, la festa nazionale per la ricorrenza del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, da celebrarsi il 17 marzo;

2) il 25 aprile cade sia la festività nazionale della liberazione sia la festa religiosa del lunedì dell'Angelo.

1) Il consiglio dei ministri, in data 18.2.2011 (vedi testo sotto), ha emanato un decreto legge con il quale ha precisato che per la festività del 150° dell'Unità d'Italia troveranno applicazione gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali per la festività del 4 novembre (al fine di non gravare in termini di costi legati alla festività al sistema produttivo).

Il CCNL lavoratori domestici prevede tuttavia che "Le giornate che hanno cessato di essere considerate festive agli effetti civili, ai sensi della legge 5 marzo 1977, n. 54, sono state compensate mediante il riconoscimento al lavoratore del godimento dell'intera giornata nelle festività di cui al comma 1" dove al comma 1 sono riepilogate in maniera puntuale le festività da riconoscere e dall'elenco è esclusa la festività del 4 novembre. Da qui dovrebbe sembrare logico affermare che il 17 marzo potrà essere riconosciuta come giornata di riposo ma potrà non essere retribuita.

Allo scopo webcolf esporrà F0 (festività non retribuita).

2) La festività del 25 aprile concidente con la festività religiosa del lunedi dell'Angelo comporta l'applicazione del seguente trattamento economico, in virtù di quanto previsto anche dalla giurisprudenza (vedasi cass. 23 giugno 2006, n. 14643):

- lavoratori retribuiti con paga mensile: spetta l'intera retribuzione mensile più un'ulteriore giornata retribuita;

- lavoratori retribuiti ad ore: spettano due giornate di retribuzione globale di fatto.

Maggiori informazioni si possono trovare sul forum di questo stesso sito, in particolare a questa discussione:

http://www.webcolf.com/WebColf-Programma/1983-festivita-17-marzo-e-25-aprile.html 

 


 

Testo decreto legge:

"IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Visto l'articolo 7-bis del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100, che ha dichiarato festa nazionale il giorno 17 marzo 2011, ricorrenza del 150° anniversario della proclamazione dell'Unità d'Italia;

Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di assicurare la dovuta solennità e la massima partecipazione dei cittadini dichiarando il 17 marzo 2011 giorno festivo a tutti gli effetti civili, senza peraltro che ne derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e a carico delle imprese private;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 febbraio 2011;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri della difesa e dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

Emana

il seguente decreto-legge:

 

Art. 1

1. Limitatamente all'anno 2011, il giorno 17 marzo è considerato giorno festivo ai sensi degli articoli 2 e 4 della legge 27 maggio 1949, n. 260.

2. Al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, derivanti da quanto disposto nel comma 1, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia proclamata per il 17 marzo 2011.

3. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

 

Art. 2

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

 

 

Nuove modalità di pagamento dei contributi 2011

 Aggiornamento 2018: clicca questo articolo per avere informazioni aggiornate sulle modalità di pagamento ed elaborazione dei mav dei contributi di colf, badanti e baby sitter!

 

Con la circolare n. 49 del 11.03.2011 l'INPS comunica le nuove modalità di pagamento dei contributi INPS già a partire dal 1° trimestre 2011: tramite un bollettino MAV che permetterà il pagamento presso gli istituti bancari.

L'INPS provvederà all'invio in questi giorni dei bollettini MAV preimpostati per i primi due trimestri 2011.

Sotto, la circolare completa:


Direzione Centrale Entrate
Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici
Direzione Centrale Organizzazione
Direzione Centrale Bilanci e Servizi Fiscali
Roma, 11/03/2011
Circolare n. 49
Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Direttori delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e
   periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale e
   Dirigenti Medici

e, per conoscenza,

Al Presidente
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato all'esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori
   di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale
   per l'accertamento e la riscossione
   dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali
Allegati n.1
 
OGGETTO:

Lavoratori domestici. Nuove modalità di presentazione  della comunicazione obbligatoria di assunzione e della comunicazione obbligatoria di trasformazione, proroga e cessazione del rapporto di lavoro domestico.

Utilizzo del canale telematico dal 1/04/2011.

Modalità di pagamento dei contributi dei lavoratori domestici.

SOMMARIO:

1.   Premessa

 

2.  Presentazione  della comunicazione obbligatoria di assunzione, trasformazione, proroga e cessazione per lavoro domestico direttamente dal cittadino tramite WEB

     2.1 Iscrizione rapporto di lavoro

     2.2 Variazione del rapporto di lavoro                         

3.  Presentazione  della comunicazione obbligatoria di assunzione, trasformazione, proroga e cessazione per lavoro domestico tramite  intermediari

4.  Presentazione  della comunicazione obbligatoria di assunzione,    trasformazione, proroga e cessazione per lavoro domestico tramite  Contact Center

5. Adempimenti per le Sedi

6. Istruzioni procedurali

7.   Modalità di pagamento dei contributi

8. Attestazione del pagamento per il lavoratore domestico

9. Chiusura dei conti correnti postali

10. Istruzioni contabili

 

1.   Premessa

Con circolare n.169 del 31.12.2010 sono state fornite le disposizioni attuative della determinazione del Presidente dell’Istituto n° 75 del 30 luglio 2010 “Estensione e potenziamento dei servizi telematici offerti dall’INPS ai cittadini”  che prevede  dall’ 01/01/2011, pur con la necessaria gradualità in ragione della complessità del processo, l’utilizzo esclusivo del canale telematico per la presentazione delle principali domande di prestazioni/servizi, come stabilito dal decreto legge 31 maggio 2010, n. 78,  convertito, con modificazioni, in legge 30 luglio 2010 n. 122.

In relazione a quanto sopra si comunica che a partire dal 1° aprile 2011 la presentazione delle comunicazioni obbligatorie di assunzione, trasformazione, proroga e cessazione per lavoro domestico dovrà avvenire attraverso uno dei seguenti canali:

  • WEB -  servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;
  • Contact Center Multicanale  - numero verde  803164
  • Intermediari dell’Istituto – attraverso i servizi telematici offerti agli stessi.

Pertanto solo fino al 31.3.2011 i moduli cartacei SC38 COLD ASS, e SC39 COLD VAR potranno essere  presentati direttamente o inviati per posta (a tal fine fa fede il timbro a data dell'ufficio postale accettante o del servizio corriere utilizzato) ed essere acquisiti dalle Sedi con la procedura presente in Intranet per la “Gestione Lavoratori Domestici”.

Per facilitare l’utente nella predisposizione della comunicazione telematica sono stati previsti nella fase di acquisizione un insieme di controlli sulla correttezza e coerenza dei dati inseriti con l’obiettivo  di assicurarne la qualità anche ai fini della corretta e tempestiva trasmissione della comunicazione agli altri Enti nei cui confronti ha efficacia.

 Si forniscono quindi  di seguito le istruzioni sui servizi telematizzati al cittadino in materia di iscrizione e variazione di rapporto di lavoro domestico.

2.          Presentazione  della comunicazione obbligatoria di assunzione, trasformazione, proroga e cessazione per lavoro domestico direttamente dal cittadino tramite WEB 

Il servizio è disponibile sul sito internet dell’Istituto www.inps.it, nella sezione SERVIZI ONLINE attraverso il seguente percorso: Al servizio del cittadino – Autenticazione con PIN/Autenticazione con CNS – Servizi rapporto di lavoro domestico – Iscrizione rapporto di lavoro/Variazione rapporto.

Si ricorda che, ai sensi delle norme vigenti,  i termini di presentazione sono:

-       per la comunicazione di assunzione, entro le ore 24 del giorno antecedente l’inizio del rapporto di lavoro (art. 9 bis, comma 2, D.L. 510/96 convertito con modificazioni dalla L. 608/96, come modificato dall’art. 1, comma 1180, L. 296/06);

-       per la comunicazione di trasformazione, proroga e cessazione, entro 5 giorni dall’evento (art.4 bis D. Lgs  181/00 e art. 21, L. 264/49 come modificato dall’art.6, comma 3, D.Lgs  297/2002).

Nel caso di omessa o ritardata presentazione della comunicazione sono previste sanzioni amministrative,  comminate  dall’ Ispettorato  del  Lavoro, da € 100,00 a  € 500,00 per ciascun lavoratore interessato (art. 19, comma 3, D.Lgs. 276/03) .

Di seguito si dettaglia l’articolazione del servizio:

2.1 - Iscrizione rapporto di lavoro

Questa sezione consente di compilare la denuncia di iscrizione di rapporto di lavoro domestico e di procedere all’invio vero e proprio.

Una volta inviata la domanda sarà possibile stampare la ricevuta di presentazione, sulla quale sono riportati tutti i dati inseriti dal cittadino, il numero attribuito dall’Istituto quale codice del rapporto e la data di invio.

Trattandosi di modello telematico non dovrà essere presentato all’Istituto.

Le informazioni richieste riguardano i dati anagrafici e di residenza del datore di lavoro e del lavoratore nonché elementi costitutivi del rapporto di lavoro. Al termine del corretto inserimento dei dati il rapporto di lavoro viene direttamente inserito negli archivi di gestione dell’INPS, viene trasmessa la comunicazione ai Servizi per l’Impiego, all’INAIL ed alla prefettura-ufficio territoriale del Governo e viene spedita la lettera di accoglimento al datore di lavoro con le istruzioni relative al pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali. 

Si comunica che, in base alle norme vigenti,  la procedura informatica, dandone apposito avviso,  non accetta comunicazioni di  rapporto di lavoro tra coniugi, salvo il caso di invalidità  riconosciuta con indennità di accompagnamento al coniuge datore di lavoro. Inoltre si fa presente che tra parenti o affini entro il terzo grado il rapporto di lavoro è soggetto all’onere della prova (art. 1,  comma 3,  DPR 1403/71) non dovuto nel caso in cui al datore di lavoro , parente o affine , sia stato riconosciuto il diritto all’indennità di accompagnamento già citata.

Le Sedi quindi potranno effettuare i controlli previsti ex art. 71, D.Lgs  445/00, come da richiamo indicato nella dichiarazione di responsabilità  ex art. 76, D.Lgs 445/00, contenuta nella comunicazione, anche su tali condizioni.

Si precisa infine che l’annullamento di una  denuncia di assunzione è consentito entro 5 giorni dalla data indicata quale inizio del rapporto di lavoro; superato detto termine, dovrà essere comunicata la cessazione, secondo le modalità riportate nel paragrafo successivo.

2.2   - Variazione del rapporto di lavoro

La procedura telematica consente l’inoltro delle variazioni che sono strettamente oggetto di obbligo di comunicazione, in ottemperanza alle norme vigenti in materia e  interessano:

-      la proroga del termine del rapporto di lavoro inizialmente dichiarato nella dichiarazione di iscrizione;

-      la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato;

-      la cessazione del rapporto di lavoro.

Si precisa che le ulteriori informazioni delle quali è possibile comunicare la variazione  – indirizzo, orario di lavoro, retribuzione ecc…- sono necessarie per il corretto adempimento degli obblighi cui è tenuto il datore di lavoro nei riguardi dell’ INPS. In particolare è onere del datore di lavoro comunicare  le variazioni di orario di lavoro e/o di retribuzione, che saranno stabilmente acquisite in relazione al rapporto di lavoro dichiarato, fino a nuova comunicazione in merito.

L’aggiornamento di tali dati è tra l’altro indispensabile per il calcolo corretto dei contributi da versare, indipendentemente dalla modalità di pagamento che il datore di lavoro dovesse scegliere.

Tutte le variazioni comunicate sono definitivamente acquisite nell’archivio dell’INPS.

Per facilitare l’utente nella predisposizione della comunicazione, ne è stata prevista la precompilazione in base ai  dati già in possesso dell’Istituto.

Effettuata l’autenticazione, il servizio on line  propone:

- l’elenco dei rapporti di lavoro attivi per la selezione del rapporto da variare.

Successivamente, il servizio on line propone percorsi alternativi guidati in relazione alla variazione che si intende effettuare tra le seguenti:

-         Variazione di indirizzi;

-         Trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato;

-         Proroga della scadenza di un rapporto di lavoro a tempo determinato;

-         Cessazione del rapporto di lavoro;

-         Annullamento di un rapporto di lavoro non istaurato entro cinque giorni dalla data di assunzione precedentemente comunicata;

-         Variazioni di altri dati dichiarati al momento dell’assunzione.

Il servizio on line provvede:

-      alla precompilazione dei campi nel caso in cui le informazioni siano già in  possesso dell’Istituto;

-      alla convalida dei dati relativi ai codici fiscali immessi.

A conclusione dell’operazione il servizio on line  rende disponibile una agevole modalità per la produzione della copia della comunicazione effettuata e per la sua conservazione.

Tutte le variazioni hanno effetto dalla conclusione con esito positivo del servizio on line  ad eccezione delle variazioni relative ad orario e retribuzione per le quali deve essere indicata una data di decorrenza.

Le variazioni riguardanti orario e retribuzione sono soggette ad un limite massimo complessivo di due comunicazioni al trimestre, mentre non vi sono limiti per tutte le altre comunicazioni che non hanno effetto sul calcolo dei contributi da versare.

E’ comunque sempre possibile al momento del pagamento , secondo le modalità indicate al paragrafo 7, variare senza limitazioni i dati relativi ad orario e retribuzione per ottenere il conseguente calcolo dei contributi dovuti.

Dette variazioni non saranno però acquisite  stabilmente nell’archivio INPS.

Gli operatori del Contact Center  ( numero verde  803.164 attivo dal lunedì al venerdì ore 8-20 ed il sabato  ore 8-14 ) forniranno inoltre tutte le informazioni e l’assistenza  ai cittadini che utilizzano il canale web di cui al presente paragrafo.

3.          Presentazione  della comunicazione obbligatoria di assunzione, trasformazione, proroga e cessazione per lavoro domestico tramite intermediari 

Il servizio è disponibile anche per il richiedente intermediario abilitato ai sensi dell’ art. 1, L. 12/79 e per le associazioni sindacali abilitate ai sensi dell’art. 4 bis, comma 8,  D.lgs 181/ 2000 (articolo aggiunto dall’art. 6,  D.Lgs.  297/2002),  con le funzioni che consentono la trasmissione telematica delle domande.

I consulenti e i liberi professionisti abilitati possono accedere seguendo il seguente percorso:

- Servizi on line/Per tipologia di utente/Aziende, consulenti e professionisti/Lavoratori domestici.

I rappresentanti delle associazioni sindacali dei datori di lavoro domestico  possono avere accesso ai servizi di comunicazione del rapporto di lavoro domestico sul sito dell’Istituto www.inps.it seguendo il percorso:
- Servizi on line/Per tipologia di utente/Associazioni datori di lavoro domestico.

Per l’accesso al servizio è sempre richiesta l’autenticazione tramite PIN, rilasciato dall’Istituto, CNS (Carta Nazionale dei Servizi), rilasciata da una Pubblica Amministrazione ai sensi del DPR 117/04 o mediante altro dispositivo (smart card, chiavetta USB) contenente ”certificato digitale di autenticazione personale” rilasciato da apposito ente certificatore rispondente agli standard definiti per la CNS.

Effettuata l’autenticazione, l’intermediario potrà procedere alla comunicazione di assunzione oppure dovrà indicare il codice del rapporto di lavoro sul quale intende intervenire per le variazioni.

Successivamente il servizio  telematico propone percorsi alternativi guidati a  seconda del tipo di variazione che si intende effettuare, come già descritto al precedente punto 2.2.

4.      Presentazione  della comunicazione obbligatoria di assunzione, trasformazione, proroga e cessazione per lavoro domestico tramite Contact Center

Per assicurare, inoltre, l’accesso al servizio a tutti i soggetti,  compresi quelli che non hanno possibilità o facilità di utilizzo di strumenti informatici, è sempre prevista in alternativa la disponibilità della comunicazione telefonica, rivolgendosi al Contact Center Multicanale Inps-Inail, numero verde 803.164, che provvederà all’acquisizione della comunicazione, previa identificazione del soggetto dichiarante.

L’identificazione del soggetto dichiarante tramite PIN e codice fiscale è necessaria anche  per le comunicazioni effettuate utilizzando il Contact Center.

Per un periodo transitorio, fino al 30 settembre del corrente anno,  saranno acquisite anche le comunicazioni di soggetti sprovvisti di PIN ma contestualmente all'accettazione della comunicazione, l'operatore del contact center attiverà il percorso per l'assegnazione del PIN al soggetto; dal 1° ottobre non saranno pertanto  accettate comunicazioni da soggetti non identificabili tramite PIN.

Si precisa che le variazioni del codice fiscale del datore di lavoro e/o del lavoratore conseguenti la modifica effettuata dall’Agenzia delle Entrate e le variazioni dello stato di parentela/affinità, coniugio e di invalidità  possono essere comunicate solo tramite il Contact Center che provvederà alla trasmissione della comunicazione, con la procedura del Quesito di Back Office,  direttamente alla sede competente per territorio in base alla residenza del soggetto interessato, per i successivi adempimenti.

5.  Adempimenti per le Sedi.

Le Sedi (Linea prodotto/servizio Soggetto Contribuente), a seguito delle segnalazioni pervenute dal Contact Center e dei conseguenti accertamenti, comprensivi eventualmente della richiesta di invio o esibizione di documentazione utile,  dovranno provvedere alla:

-   unificazione con il codice precedentemente dichiarato per il rapporto di lavoro,  in caso di variazione del codice fiscale del datore di lavoro e/o del lavoratore conseguente la modifica effettuata dall’Agenzia delle Entrate e contestualmente anche a revocare il Pin al soggetto che ha variato il codice fiscale, invitandolo alla richiesta di assegnazione di nuovo PIN;

-  all’acquisizione della  variazione dello stato di parentela/affinità, coniugio e di invalidità e alla valutazione degli effetti sul rapporto di lavoro.

Inoltre, si precisa che le comunicazioni di assunzione telematiche che contengono codici fiscali che, benché formalmente esatti, risultano non riconosciuti dall’Agenzia delle Entrate, sono poste dalla procedura in stato di “Sospesa”. Sarà cura delle Sedi elaborare periodicamente il controllo della lista delle domande sospese ed effettuare tutte le correzioni e gli accertamenti  necessari per decidere l’esito della comunicazione obbligatoria presentata 

6. Istruzioni procedurali.

Le iscrizioni telematiche di rapporti di lavoro domestico saranno evidenziate nella procedura con la seguente numerazione:

dal 95000000 quelle dal canale web;

dal 98000000 quelle da Contact Center. 

7.   Modalità di pagamento dei contributi.

Ai sensi dell’art. 8, comma 1 , DPR 1403/71, viene stabilito che i contributi dovuti dal datore di lavoro domestico dal 1° aprile 2011 potranno essere versati esclusivamente secondo le seguenti modalità:

  • rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito  “Reti Amiche”.

Allo stato attuale, in base alle adesioni finora in essere nell’ambito della convenzione “Reti  Amiche”, il pagamento è disponibile presso:

-     le tabaccherie che aderiscono al circuito Reti Amiche ed espongono il logo  “Servizi INPS”;

-     gli sportelli bancari di Unicredit Spa (con pagamento in contanti per tutti gli utenti o, per i correntisti Unicredit, anche a debito sul conto corrente bancario);    

-      tramite il sito Internet Unicredit Spa per i clienti titolari del servizio Banca online.

Successive adesioni alla convenzione da parte di altri soggetti saranno comunicate con appositi messaggi.

  • online sul sito Internet www.inps.it nella sezione Servizi on line - Per tipologia di utente – Cittadino -  Pagamento contributi lavoratori domestici,  utilizzando la carta di credito per perfezionare il pagamento;
  • telefonando al Contact Center numero verde gratuito 803.164, utilizzando la carta di credito.
  • utilizzando il bollettino MAV - Pagamento mediante avviso

 L’Istituto,  in una prima fase introduttiva del pagamento  tramite MAV, provvederà  all’invio generalizzato – nel mese di marzo per i primi due trimestri e nel mese di settembre per i successivi 2 trimestri -  a tutti i datori di lavoro domestico di  MAV utili per il pagamento dei contributi per l’anno 2011. Nel caso di intervenuta modifica di elementi utilizzati per la determinazione dell’importo richiesto nei MAV inviati, dal sito Internet www.inps.it, nella sezione Servizi on line - Per tipologia di utente – Cittadino - Pagamento contributi lavoratori domestici, è possibile ottenere l’immediata generazione di un altro MAV  con importo conforme alle variazioni inserite. Il servizio è disponibile dal  28 marzo 2011 e consente anche la generazione e la stampa di MAV relativi a trimestri antecedenti il 2011.

Qualunque sia la modalità prescelta, il sistema di pagamento prevede che, inserendo il codice fiscale del datore di lavoro e il codice rapporto di lavoro per l’accesso alla procedura on line o comunicandoli verbalmente all’operatore di  “Reti Amiche” o del contact center,   la procedura informatica proponga l’importo complessivo calcolato in base ai dati comunicati all’assunzione o successivamente variati e acquisiti con l’apposita comunicazione.

Il datore di lavoro, prima di confermare l’importo proposto e pagarlo, può effettuare la modifica di elementi che  determinano il calcolo dei contributi dovuti, come ad esempio le ore lavorate o la retribuzione, e automaticamente verrà rideterminato il nuovo importo complessivo da versare.

Le modalità di pagamento indicate consentono la verifica dell’effettività  dei versamenti eseguiti in tempi molto brevi e, di conseguenza, un tempestivo accreditamento dei contributi sulla posizione del lavoratore, eliminando possibili errori imputabili a incongruenze tra  gli elementi di riferimento e l’importo finale dei contributi dovuti, in quanto il controllo relativo all’esattezza del contributo è effettuato dalla procedura informatica al momento della generazione del documento di pagamento.

E’ in corso di rilascio alle Sedi la procedura che consentirà la trasmissione in automatico degli SC 7/24 alle procedure amministrative. Nelle more, le Sedi continueranno a trasmettere con l’attuale periodicità i suddetti modelli SC 7/24.

Si fa presente infine che, oltre alle modalità di pagamento sopra indicate, anche per i contributi da lavoro domestico l’Istituto renderà disponibile l’attivazione del sistema di pagamento attraverso il servizio di addebito diretto sul conto corrente bancario tramite RID, già utilizzato per riscatti, ricongiunzioni, rendite vitalizie e contributi volontari. Con successiva circolare sarà data comunicazione dell’attivazione della predetta modalità di pagamento.

8.    Attestazione del pagamento per il lavoratore domestico.

Per tutte le modalità di pagamento è prevista la possibilità di doppia copia della ricevuta, per consentirne la consegna da parte del datore di lavoro al lavoratore; nel caso di pagamento tramite MAV, che strutturalmente non consente doppia quietanza,  è prevista un’attestazione, situata nella parte superiore del modulo, che il datore di lavoro, sotto la propria responsabilità,   dovrà completare con la data del pagamento,  firmare e consegnare al lavoratore.  Il lavoratore potrà avere puntuale riscontro di quanto attestato verificando l’estratto contributivo a sua disposizione, accedendo personalmente al sito internet e seguendo il percorso Servizi on line/ per tipologia di utente /cittadino/ servizi per il cittadino/ fascicolo previdenziale oppure rivolgendosi ad un Patronato.

Nel caso di pagamento  al Contact Center con carta di credito, sarà inviata una doppia ricevuta all’indirizzo indicato per le comunicazioni dal datore di lavoro risultante negli archivi INPS.

9.   Chiusura dei conti correnti postali.

 Alla luce di quanto detto, per evitare equivoci presso l'utenza, tutte le strutture sul territorio provvederanno a richiedere a Poste Italiane S.p.A. la chiusura del conto corrente postale, appositamente acceso per la riscossione dei contributi LADO, entro il mese di aprile 2011.

Alla  richiesta, come di consueto, andranno acclusi i postagiro ancora in possesso della Sede e comunicato a Poste che il saldo di chiusura nonché le competenze maturate dovranno essere accreditati sul conto corrente postale "Sedi Prov. - Riscossioni " intestato alla medesima sede.

Le strutture territoriali, a chiusura avvenuta, dovranno darne notizia alla Direzione centrale bilanci e servizi fiscali attraverso la casella di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

10.       Istruzioni contabili

Con riferimento alla nuova modalità di pagamento dei contributi per i lavoratori domestici tramite MAV, si fa riserva di apposito messaggio alle Sedi con le istruzioni contabili, corredate dal manuale operativo che illustrerà le fasi elaborative concernenti le contabilizzazioni delle riscossioni.

Con l’occasione si anticipa che le riscossioni  saranno accentrate presso la Direzione generale e le operazioni di contabilizzazione saranno completamente automatizzate,

****

Per maggiore completezza si allega un sintetico compendio relativo al lavoro domestico.

  Il Direttore Generale  
  Nori  

Allegato N.1

 

Formule- domanda maternità anticipata

 [aggiornamento 2018: per avere ulteriori informazioni vedere il nuovo articolo aggiornato cliccando qui]

Nome e Cognome del datore

Via_________________, n.,

CAP, Comune (pr)                                                 Luogo e data

                                                                              Spett.le

                                                                              DIREZ. PROV. DEL LAVORO                                                                                                   Ufficio Provv. Amm.vi – Maternità

                                                                              Via________________, n.

                                                                              CAP, comune (pr)

OGGETTO: Domanda di anticipazione del periodo di astensione obbligatoria (D.Lgs. 151/2001)

Con la presente il sottoscritto datore di lavoro ____________________, nato a ______________(pr), il_____________, e residente in via__________, nel comune di____________(pr), codice fiscale__________________________,

DICHIARA

-       che la lavoratrice ____________________ è attualmente alla ______ settimana di gravidanza (EPP 05/02/12);

-       che l’orario di lavoro svolto è di _______ore settimanali

-       che la stessa svolge mansioni di colf / collaboratrice domestica / badante

-       che la Sig.ra____________________ non può essere utilmente adibita a mansioni diverse compatibili con il suo stato di gravidanza;

tutto ciò premesso

ai sensi del D.Lgs. 151/2001 si richiede l’astensione anticipata dal rapporto di lavoro

                                                                              NOME E COGNOME DATORE

 

Allegato : certificato Gravidanza a rischio

 

Congedo di maternità

La maternità nel contratto per i lavoratori domestici è così regolata:
1) La maternità è prevista per 5 mesi (2 prima del parto e 3 dopo il parto): durante tale periodo la lavoratrice ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, a non lavorare e a percepire un'indennità sostitutiva.
2) La retribuzione in caso di maternità obbligatoria è completamente a carico dell'INPS (e non del datore di lavoro). Il datore deve comunque elaborare i cedolini indicando MO (maternità obbligatoria) per tenere i ratei aggiornati.
3) La collaboratrice dovrebbe presentare la domanda di maternità all'inps. Per il modulo da compilare si trova al link: http://www.webcolf.com/doc/SR01_mat.pdf
4) La lavoratrice ha diritto a percepire dall'inps l'indennità, pari all'80%, però, solo se ha maturato, anche in settori diversi da quello domestico, 52 contributi settimanali nei 24 mesi precedenti la maternità, oppure 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti.
5) La tredicesima è in parte pagata dall'INPS (80%) in parte retribuita dal datore (20%).
6) L'accantonamento del TFR invece è completo in quanto calcolato sulla retribuzione che la colf dovrebbe percepire se lavorasse per intero il mese.
7) Il rateo di ferie matura normalmente anche durante il periodo di maternità.
8) I contributi non vanno pagati in quanto non c'è erogazione di retribuzione.
9) Dall'inizio della gestazione e fino al termine del periodo di astensione obbligatoria la lavoratrice non può essere licenziata, tranne che per giusta causa, ovvero per mancanze gravi che non consentano la prosecuzione del rapporto, nemmeno in via provvisoria.
10) La lavoratrice domestica non ha diritto all'indennità per astensione facoltativa (congedo parentale) mentre, può avvalersi del periodo di astensione obbligatoria anticipata. Infatti in caso di gravidanza a rischio la collaboratrice deve richiedere la maternità anticipata all'inps, (con documentazione medica). La maternità anticipata va trattata come fosse maternità obbligatoria, sia per quanto riguarda webcolf, sia per quanto riguarda l'inps e la retribuzione.
RIcordiamo comunque che il programma webcolf gestisce la maternità, calcola i cedolini ed elabora il  mav correttamente in modo automatico inserendo nel calendario mensile la sigla MO per tutti i giorni, lavorativi e non lavorativi, di tale periodo.

Per ulteriori informazioni si può leggere l'articolo del nostro manuale sempre aggiornato sulla maternità cliccando qui.

 

Detrazione spese per badanti di persone non autosufficienti

Webcolf permette di generare una dichiarazione utile a detrarre le spese sostenute per assistenza a persone non autosufficienti, come nel facsimile sotto:

DichiarazSpeseNonAutosuf

 

Il TUIR oltre a prevedere a favore del datore di lavoro privato la deducibilità dei contributi previdenziali, sancisce all'art.15 i-septies, la possibilità di detrarre una parte delle spese sostenute per gli addetti all'assistenza di persona non autosufficiente.

Tali spese sono detraibili nella misura del 19% e in misura non superiore a 2.100 €. Ne consegue quindi che la detrazione massima fruibile ammonta a 399 €.

La detrazione spetta a condizione che:

  • la persona assistita non sia autosufficiente, appurata con apposita certificazione medica;
  • il reddito complessivo del contribuente non sia superiore a 40.000 €.

DEFINIZIONE DI "NON AUTOSUFFICIENZA"

Il fondamentale concetto di non autosufficienza, necessario per beneficiare dell'agevolazione, è stato chiarito dall'Agenzia delle Entrate con circolare n. 2 del 3 gennaio 2005:

  1. sono considerati soggetti non autosufficienti coloro che non sono in grado di svolgere almeno una delle seguenti attività: assunzione di alimenti, espletamento delle funzioni fisiologiche e dell'igiene personale, deambulazione, indossare gli indumenti;
  2. sono altresì considerati non autosufficienti le persone che hanno bisogno di sorveglianza continuativa.

Tale stato sussiste anche qualora ricorra una sola delle suddette condizioni che deve risultare però da apposita certificazione medica.

La detrazione non compete quando la non autosufficienza non si ricolleghi alla presenza di patologie, ma si esemplifichino nella mera assistenza a favore di bambini non autosufficienti. Per condizione patologica non si intende in senso strettamente sanitario, infatti comprende come fattore determinante l'età anagrafica avanzata dell'assistito.

In ogni caso qualora l'assistito sia portatore di handicap (con limitazione della propria autosufficienza), tale condizione é sufficiente a surrogare la predetta certificazione medica.

Questi oneri detraibili sono individuabili nei compensi corrisposti agli addetti incaricati di assistere personalmente i soggetti non autosufficienti nel compimento degli atti di vita quotidiana e, per la circolare n. 10 del 16 marzo 2005 dell'Agenzia delle Entrate, nei compensi corrisposti per l'assistenza personale ad un soggetto non autosufficiente ricoverato presso una casa di cura o di riposo, a condizione che i relativi corrispettivi siano certificati distintamente rispetto a quelli riferibili alle altre prestazioni. La detrazione infatti spetta solamente per le spese mediche, escluse quindi quelle di ricovero e di assistenza.

CHI PUO' BENEFICIARE DELLA DETRAZIONE

La detrazione è possibile non solo relativamente alle spese sostenute a proprio favore, ma anche a quelle sostenute per gli altri familiari, a condizione che questi siano conviventi e che non risultino fiscalmente a carico del contribuente. Il tal caso il limite di reddito di 40.000 € é da intendersi riferito esclusivamente a colui che applica la detrazione.

La quota massima di 2.100 € è valida per il singolo contribuente indipendentemente dal numero di soggetti assistiti. Quindi, nel caso in cui un contribuente abbia sostenuto spese per se stesso e per un suo familiare, l'importo massimo che può detrarre è sempre calcolato sui 2.100 €.
Inoltre, l'importo rimane lo stesso anche se più contribuenti abbiano sostenuto spese per lo stesso familiare e in tal caso i 2.100 € massimi devono essere ripartiti in ragione della spesa sostenuta.

DETRAZIONE SPESE IN WEBCOLF

Per la denuncia dei redditi del datore di lavoro, a seguito di questa possibile detrazione, il programma prevede una stampa della dichiarazione delle spese per persone non autosufficienti, che si effettua entrando nel menù Stampe annuali | Dichiarazione spese per persone non autosufficienti, selezionando poi a sinsitra l'anno e cliccando a destra sul pulsante "Stampa".

 

Tale documento specifica nel dettaglio le spese mese per mese di tutto l'anno, da gennaio a dicembre.

Attenzione: nel caso in cui il programma avvisi che l’elenco dei collaboratori risulta “non aggiornato” é necessario effettuare un controllo nel menù Cedolini e fasi mensili| calcolo buste mensili dell’anno in questione. Se viene richiesto un ricalcolo, prima di eseguirlo si devono reimpostare, nei dati collaboratore, gli estremi della paga, orario e livello dell'anno in questione, per non ricalcolare i cedolini con le condizioni inserite per l’anno in corso. Se, invece, i cedolini dovessero risultare tutti ok o definitivi, consigliamo di inviare una mail di assistenza ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per eventuali ulteriori verifiche sullo status dei cedolini.  Per ulteriori informazioni sulle detrazioni per i datori di lavoro domestico si può leggere questo articolo aggiornato cliccando qui

 

Jobs Act: nessuna novità per le dimissioni di colf e badanti

Con il decreto del 15 dicembre 2015 viene precisato che i collaboratori domestici non saranno tenuti a seguire la nuova procedura per le dimissioni.

Mentre per i gli altri dipendenti la legge dal 12 marzo 2016 obbliga il lavoratore stesso a rassegnare le proprie dimissioni mediante la compilazione e l'invio di un modulo online al datore di lavoro, che potrà avvenire direttamente o mediante soggetto abilitato (caf, patronato, sindacato,ecc....), per colf, badanti e baby sitter questa procedura non è richiesta.

Ricordiamo quindi che nel settore domestico le dimissioni:

1- vengono comunicate dal lavoratore al datore mediante la lettera di dimissioni;

2- vengono comunicate dal datore direttamente o mediante soggetto abilitato con codice Pin, al sito inps;

3- vengono comunicate dal datore direttamente o mediante soggetto abilitato alla pubblica sicurezza (solo nel caso di conviventi extracomunitari);

4- Solo nel caso di collaboratrici in gravidanza o in maternità obbligatoria, vengono convalidate presso la Direzione Territoriale del Lavoro.oppure,

 

Sentenza 02/09/2015 licenziamento colf in gravidanza

Con la sentenza 17433 del 2 settembre 2015 la Corte di Cassazione è intervenuta in merito alla licenziabilità della collaboratrice domestica in gravidanza.

In particolare la Suprema Corte ha dichiarato inapplicabile il divieto di licenziamento della lavoratrice in stato interessante, qualora si tratti di collaboratrice familiare in quanto la norma prevede che, a tale tipologia del di dipendenti, non possa essere applicato l'art.54 del D. Lgs n. 151/2001.

Qui sotto si allega la sentenza:

 

Giurisprudenza - CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 02 settembre 2015, n. 17433

Licenziamento - Collaboratrice domestica - Stato di gravidanza - Congedo di maternità - Disposizioni ex D.lgs. n. 151/2001

Svolgimento del processo

Con sentenza depositata il 7.9.11 la Corte d’appello di Roma rigettava il gravame di D.V.S. contro la sentenza n. 5015/10 del Triennale capitolino che ne aveva rigettato la domanda intesa ad ottenere la condanna di A.A. e M.S. (presso i quali aveva lavorato come domestica e baby sitter) a pagarle la retribuzione mensile dalla data del licenziamento (30.10.04) in poi, licenziamento che l’attrice assumeva essere discriminatorio - e come tale riteneva già accertato con una precedente sentenza (la n. 4863/07) emessa inter partes dallo stesso Tribunale di Roma - perché intimato durante la gravidanza.

Per la cassazione della sentenza ricorre D.V.S. affidandosi a quattro motivi (non numerati in ricorso).

A.A. e M.S. resistono con controricorso.

Le parti hanno depositato memoria ex art. 378 c.p.c.

Motivi della decisione

1 - Con il primo motivo il ricorso lamenta violazione e falsa applicazione di svariate norme di diritto nella parte in cui l’impugnata sentenza ha negato che la precedente sentenza resa inter partes dal Tribunale di Roma, la n. 4863/07, avesse efficacia di giudicato esterno circa la nullità del licenziamento, nonostante che in quel giudizio la ricorrente chiesto (ed ottenuto) la condanna dei convenuti al pagamento di differenze retributive, TFR e indennità sostitutiva del preavviso e dalla motivazione di tale sentenza emergesse chiaramente che l’istruttoria di causa aveva consentito di accertare l'avvenuto licenziamento in tronco della ricorrente non appena aveva comunicato di essere incinta; e - prosegue il ricorso - non a caso la sentenza n. 4863/07 aveva condannato i convenuti a pagare l’indennità sostitutiva del preavviso, a riprova del fatto che la circostanza del licenziamento era stata specificamente dedotta ed accertata quale causa petendi di tale indennità.

Il motivo è infondato.

Va escluso che nella sentenza n. 4863/07 del Tribunale di Roma sia stato affermato con efficacia di giudicato il carattere discriminatorio del licenziamento intimato all’odierna ricorrente, nulla di ciò essendo statuito nel relativo dispositivo.

Né un implicito giudicato in tal senso può ricavarsi dall’attribuzione alla lavoratrice dell’indennità sostitutiva del preavviso, che ex art. 2118 co. 2° c.c. (letto in combinato disposto con il successivo art. 2119 c.c.) deriva dal puro e semplice fatto del licenziamento in tronco senza giusta causa.

E l’assenza di giusta causa non implica di per sé alcuna necessaria e indispensabile affermazione di discriminatorietà del licenziamento, che in quella sede neppure formava oggetto di domanda da parte della lavoratrice.

Pertanto, la successiva affermazione che in tal senso si legge nella motivazione della citata sentenza n. 4863/07 del Tribunale di Roma non è altro che una mera asserzione incidentale, priva di necessaria e indispensabile relazione causale con il dispositivo, in quanto tale inidonea a formare cosa giudicata (cfr., ex aliis„ Cass. n. 11672/07; Cass. n. 13003/06).

2 - Con il secondo motivo il ricorso denuncia violazione dell'art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia sulla domanda di nullità del licenziamento in quanto discriminatorio, domanda comunque formulata nell’atto introduttivo di lite, anche al fine della successiva richiesta di pagamento del relativo indennizzo o risarcimento; inoltre - prosegue il ricorso - la gravata pronuncia ha erroneamente ritenuto che il rapporto si fosse sciolto consensualmente sol perché nel precedente giudizio la lavoratrice aveva chiesto il pagamento del TFR: in realtà - conclude il motivo - la domanda di pagamento anche di ogni maggiore o minore somma risultante di giustizia dimostrava la volontà della ricorrente di chiedere il risarcimento dei danni ex art. 2 legge n. 1204/71.

Con il terzo motivo il ricorso prospetta violazione di svariate norme di legge nella parte in cui la Corte territoriale, affermando che il rapporto di lavoro si sarebbe consensualmente risolto, ha trascurato che ex artt. 54 e 55 d.lgs. n. 151/01 anche la risoluzione consensuale del rapporto deve ritenersi sottoposta a forma scritta e a convalida da parte della competente D.P.L.

Questi due motivi - da esaminarsi congiuntamente perché connessi - sono da disattendersi.

Invero, premesso che la ricorrente basa l’asserito carattere discriminatorio del recesso sul fatto di essere stata licenziata a cagione della gravidanza, basti ricordare che ai sensi dell’art. 62 co. 1° d.lgs. n. 151/01 - applicabile ratione temporis al rapporto per cui è causa - alle lavoratrici addette ai servizi domestici e familiari si applicano le norme relative al congedo per maternità e le disposizioni di cui agli articoli 6 co. 3°, 16, 17, 22 commi 3° e 6°, ivi compreso il relativo trattamento economico e normativo, con esclusione - dunque - del divieto di licenziamento (dall’inizio della gestazione fino al compimento di un anno d’età del bambino) previsto - invece - dall’art. 54 stesso d.lgs.

Analoga ora anche la disciplina contenuta nella legge a 1204/71 (cfr. art. 1 co, 3°).

Dunque, non essendo per legge vietato licenziare - in ambito di lavoro domestico - la lavoratrice in stato di gravidanza, detto recesso non può essere illecito o comunque discriminatorio.

In tal senso si corregge ex art. 384 ult. co. c.p.c. la motivazione della sentenza impugnata, irrilevante essendo in questa sede il domandarsi se il rapporto fra le parti sia cessato per licenziamento o risoluzione consensuale.

3 - Con il quarto motivo il ricorso si duole del rigetto della domanda di pagamento dell'indennità di maternità.

Il motivo è - ancor prima che infondato - inammissibile perché nuovo e comunque non autosufficiente, non trascrivendo il ricorso la domanda che sarebbe stata in tal senso avanzata in sede di merito, né indicando ex art. 366 co. 1° n. 6 c.p.c. l’atto in cui sarebbe stata contenuta e la sua posizione nel fascicolo di parte.

4 - In conclusione, il ricorso è da rigettarsi.

Le spese del giudizio di legittimità, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza, con attribuzione ex art. 93 c.p.c. al difensore antistatario.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso e condanna parte ricorrente a pagare le spese del giudizio di legittimità, liquidate in euro 100,00 per esborsi e in euro 3.000,00 per compensi professionali, oltre accessori come per legge, spese da disfarsi in favore dell'avv. D. C., dichiaratosi antistatario.

 

 

Contributi 2013 colf e badanti: novità per i tempi determinati

Da Gennaio 2013 per i collaboratori domestici l'importo orario dei contributi è stato differenziato ulteriormente non solo in base al numero di ore settimanali lavorate (più o meno 24) ma anche in base al tipo di rapporto di lavoro.
Tale specificazione nasce da una novità introdotta dalla Riforma Fornero: per finanziare l'Aspi,ovvero la nuova l'indennità di disoccupazione, viene richiesto al datore di lavoro domestico, per i rapporti a tempo determinato, un contributo addizionale pari all'1,40% della retribuzione imponibile.
C'è da precisare, però, che in caso di lavoratori assunti a tempo determinato in sostituzione di lavoratori assenti, tale contributo addizionale non è previsto.
A seguito, quindi, dell'introduzione di suddetto contributo, che si applica ai rapporti di lavoro in essere dal 1 gennaio 2013, l'inps ha creato due tabelle contributive distinte: una senza contributo, che si applica ai contratti a tempo indeterminato o determinato con motivazione sostituzione di collaboratore assente, e l'altra con il contributo addizionale, che si applica ai rapporti a termine con altra motivazione.
La circolare INPS del 25 febbraio 2013, poi, precisa che verrà restituito il contributo degli ultimi sei mesi nel caso di trasformazione del contratto da tempo determinato a indeterminato.
Inoltre nel caso il datore riassuma il lavoratore entro 6 mesi dalla scadenza del contratto a termine può avvenire la restituzione con una riduzione del rimborso corrispondente ai mesi che intercorrono tra la scadenza e l'assunzione a tempo indeterminato.
Per richiedere il rimborso del contributo addizionale il datore di lavoro dovrà presentare la domanda in via telematica attraverso il sito inps, il contact center (n. gratuito 803164 o 06 164164 da telefono cellulare) o intermediari di tale istituto. Per le modalità di rimborso si attende un nuovo messaggio INPS.
Per tutti i rapporti di lavoro per i quali è già stata presentata la comunicazione di assunzione per un contratto a tempo determinato, ancora attivi alla data del 01/01/2013, il contributo addizionale sarà calcolato direttamente dall'INPS al momento della generazione del bollettino mav o dell'utilizzo di altre modalità di pagamento, salvo che il datore abbia comunicato al contact center che l'assunzione è avvenuta in sostituzione di lavoratore assente.

Per vedere le tabelle dei contributi anno per anno sia per i tempi determinati che indeterminati clicchi qui

Per ulteriori informazioni circa il calcolo dei contributi di colf e badani e le modalità di elaborazione mav si legga questo articolo del manuale cliccando qui

 

Busta paga colf e badanti: ancora più facile

Da una logica di ripensamento del programma, che mette al centro il legame tra semplicità e professionalità, nasce una nuova procedura  webcolf, online da Febbraio 2018, per inserire i dati di cole e badanti e calcolare la busta paga online. Il linguaggio tecnico e astruso, proprio del settore di consulenza del lavoro e buste paghe, si è trasformato in un linguaggio chiaro, elementare e comprensibile per qualsiasi persona.

Quali sono le informazioni richieste?
- dati anagrafici e codice fiscale del datore e del collaboratore.
- le mansioni prevalenti a cui sarà addetto il collaboratore domestico. (es. pulizie, baby sitter, badante, stiro, custode, giardiniere, ecc..). Sarà poi il programma a proporre in base alle risposte segnate l'inquadramento corretto, che potrà essere confermato o modificato.
-quante ore settimanali il collaboratore lavorerà e in quali giorni. Il programma in automatico le proporrà questo orario standard nel cedolino paga.
-la paga concordata mensile od oraria. Non serve alcuna procedura o calcolo: il programma mostra la paga minima e, se voi avete concordato una paga superiore, basterà indicarla sulla casella paga totale e tutte le buste paga prenderanno come riferimento la paga concordata inserita.
L'utente, anche inesperto, è così guidato passo dopo passo, nell'inserimento dei dati: si tratta solo di rispondere ad un piccolo questionario, diviso in maschere, alla fine del quale è possibile scegliere tra tre ozpioni:
1. si può stampare in automatico la lettera di assunzione in modo che il contratto sia già pronto da firmare.


2. nel caso si tratti di collaboratore precedentemente assunto, sarà possibile inserire i dati del tfr e delle ferie residue fino a quel momento cosicchè il cedolino elaborato con webcolf contenga tutti i progressivi aggiornati. Se non avete il progressivo del tfr non preoccupatevi perchè una maschera è dedicata al calcolo automatico del tfr  sulla base della retribuzione mensile o annuale.


3. elaborare il primo cedolino con l'inserimento automatico delle presenze e il calcolo della busta paga con la relativa stampa.

Per qualsiasi informazione sulla procedura o consigli utili si può leggere il nostro manuale aggiornato cliccando qui

 

Circolare del Ministero dell'Interno n. 5638 del 7 settembre 2012

 

Ministero dell'Interno,  Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Circolare n. 5638 del 7 settembre 2012.


Oggetto: Decreto del 29 Agosto 2012, emanato dal Ministero dell'interno di concerto con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazio e con il Ministero dell'economia e delle Finanze, di attuazione dell'articolo 5 del Decreto Legislativo 16 Luglio 2012 n. 109. Indicazioni operative.
Ai Sig. ri Prefetti titolari degli Uffici Territoriali di Governo - LORO SEDI
Al Sig. Commissario del Governo per la Provincia Autonoma di TRENTO
Al Sig. Commissario del Governo per la Provincia Autonoma di BOLZANO
Al Sig. Presidente della Regione VALLE D'AOSTA - AOSTA
Alle Direzioni Regionali del Lavoro - LORO SEDI
Alle Direzioni Territoriali del Lavoro - LORO SEDI
Alla Provincia Autonoma di Trento Dip.to Servizi Sociali - Servizio Lavoro - TRENTO
Alla Provincia Autonoma di Bolzano Rip.19 Uff.Lavoro - lsp.Lavoro - BOLZANO
Alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Servizio per il Lavoro - TRIESTE
Alla Regione Siciliana - Assessorato del Lavoro Uff. Reg. Lavoro - lsp. Reg. Lavoro - PALERMO
All'INPS - ROMA All'Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti - Archivio anagrafico - ROMA
Alla Direzione Generale per le Politiche dei Servizi per il Lavoro - ROMA
Al Dipartimento della P.S. Direzione Centrale dell' Immigrazione e della Polizia delle Frontiere - ROMA
e, p.c. Al Gabinetto del Sig. Ministro dell'interno - ROMA
Al Gabinetto del Sig. Ministro dell'Economia e delle Finanze - ROMA
Al Gabinetto del Sig. Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali - ROMA
Al Gabinetto del Sig. Ministro per la Cooperazione internazionale e per l'integrazione - ROMA
Di seguito alla circolare n. 5090 in data 31 luglio 2012, si comunica che e stato registrato in data odierna presso la Corte dei Conti ed è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell'interno del 29 agosto 2012, emanato di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con il Ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione e con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, concernente l'attuazione dell'articolo 5 del Decreto legislativo n. 109 del 16 Luglio 2012 che stabilisce le modalità di presentazione della dichiarazione di emersione del rapporto di lavoro irregolare, le modalità di pagamento del contributo forfetario di 1.000 euro previsto per ciascun lavoratore, le modalità per la regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale, nonché i limiti di reddito di lavoro richiesti per il datore di lavoro per l'emersione del rapporto di lavoro irregolare.
Ciò premesso, si forniscono, a riepilogo e ad integrazione di quanto già comunicato con la circolare citata, indicazioni operative circa gli adempimenti che gli Sportelli Unici per l'immigrazione adotteranno nell'attuazione della procedura di cui si tratta.
Soggetti interessati
Datori di lavoro
La dichiarazione di emersione può essere effettuata dai seguenti datori di lavoro:
- cittadino italiano
- cittadino di un paese appartenente all'Unione Europea
- cittadino straniero titolare del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo di cui all' art. 9 del Testo Unico dell'immigrazione
- cittadino straniero titolare di carta di soggiorno in quanto familiare di cittadino comunitario o titolare della carta di soggiorno permanente per familiare di cittadino comunitario, ai sensi del d. lgs. n. 30/2007
- cittadino straniero che ha presentato richiesta di rilascio/rinnovo di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o di carta di soggiorno per familiare di cittadino comunitario
Non e ammesso alla procedura il datore di lavoro che risulti condannato. negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, per i reati previsti dal comma 3 dell'art. 5 del d. lgs n. 109/2012. nonché il datore di lavoro che, a seguito dell'avvio di procedure di ingresso di cittadini stranieri per lavoro subordinato o di procedure di emersione dal lavoro irregolare di cittadini stranieri. non abbia sottoscritto il contratto di soggiorno presso lo Sportello Unico o non abbia provveduto alla successiva assunzione del lavoratore, salvo cause di forza maggiore non imputabili al medesimo.
Lavoratori
La dichiarazione di emersione può essere presentata esclusivamente a favore dei lavoratori extracomunitari che, alla data del 9 agosto 2012, erano occupati irregolarmente da almeno 3 mesi e continuano ad essere occupati al momento della presentazione della domanda e che siano presenti sul territorio nazionale ininterrottamente almeno alla data del 31 dicembre 2011.
Non possono essere ammessi alla procedura i lavoratori stranieri che si trovino nelle condizioni previste dal comma 13 dell'art. 5 del d.lgs n. 109/2012.
Pagamento del contributo forfetario
Prima di presentare la dichiarazione di emersione, il datore di lavoro dovrà provvedere al pagamento del contributo forfetario pari a 1.000 euro per ciascun lavoratore dichiarato. Il versamento dovrà essere effettuato utilizzando esclusivamente il modello di pagamento "F24 Versamenti con elementi identificativi", che sarà possibile reperire presso gli sportelli bancari e gli uffici postali o scaricare dai siti internet del Ministero dell'Interno, del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, del Ministro per Ia Cooperazione internazionale e l'integrazione, dell'INPS e dell'Agenzia delle Entrate. ll versamento potrà essere effettuato a partire dal 7 settembre 2012. Negli stessi siti sono reperibili i correlati codici tributo per il versamento e le istruzioni per la compilazione del modello che dovrà contenere, oltre ai dati del datore di lavoro, anche il numero del passaporto o di altro documento equipollente, del lavoratore.
Le somme versate a titolo forfetario non sono ripetibili in caso di archiviazione o rigetto della dichiarazione di emersione, ovvero di mancata presentazione della stessa.
Dichiarazione di emersione
La dichiarazione di emersione può essere presentata esclusivamente per un rapporto di lavoro a tempo determinato ovvero indeterminato, con orario di lavoro a tempo pieno, fatta eccezione per il settore del lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare per il quale è ammesso l'orario di lavoro a tempo parziale non inferiore alle 20 ore settimanali, con la retribuzione prevista dal CCNL e, comunque, non inferiore al minimo previsto per l'assegno sociale.
Il datore di iavoro potrà presentare la dichiarazione di emersione, dalle ore 8,00 del 15 settembre alle ore 24,00 del 15 ottobre 2012, allo Sporteilo Unico per l'Immigrazione presso la Prefettura-UTG competente per il luogo ove si svolge il rapporto di lavoro, utilizzando le modalità informatiche, secondo le istruzioni disponibili sul sito internet www.interno.gov.it  .
Non sarà necessario concentrare la presentazione delle domande nella fase iniziale della procedura, in quanto non sono state fissate quote massime di ammissione delle stesse.
Successivamente all'invio della dichiarazione di emersione sarà disponibile, sempre all'interno del sito web, la ricevuta con l'indicazione della data di invio telematico.
Copia della stessa ricevuta dovrà essere consegnata, a cura del datore di lavoro, al lavoratore ai fini dell'attestazione dell'avvenuta presentazione della domanda di emersione.
Si fa presente che la ricevuta avrà codici univoci di identificazione che consentiranno di verificare l'autenticità formale dei dati presenti nella stessa così da contrastare qualsiasi tentativo di falsificazione/contraffazione.
Un'area di supporto agli utenti, con funzioni di help desk, sarà attiva dal Iunedi al venerdi dalle ore 8.00 alle ore 19.00 ed il sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.00, a partire dal 15 settembre p.v. In particolare, l'utilizzo dell'help desk da parte dei privati e dei consulenti del lavoro avverrà, come di consueto, accedendo dal sistema, mentre per le associazioni ed i patronati continuerà ad essere attivo il medesimo numero verde già disponibile.
Procedimento presso lo Sportello Unico
Lo Sportello Unico per l'lmmigrazione riceve le domande dal sistema informatico del Dipartimento per le Libertà civili e l'lmmigrazione del Ministero dell'interno a partire dal 15 settembre 2012, nel rispetto dell'ordine cronologico di ricezione.
Lo Sportello Unico acquisisce dalla Questura e dalla Direzione Territoriale del Lavoro i pareri sulla dichiarazione di emersione.
In particolare, la Questura verifica l'insussistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno al lavoratore extracomunitario, di cui al comma 13 dell'art. 5, e l'insussistenza dei motivi ostativi alla dichiarazione di emersione riguardanti il datore di lavoro previsti dal sopra citato comma 3 del medesimo art. 5.
La Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) esprime il proprio avviso circa la congruità del reddito o del fatturato del datore di lavoro indicati dal decreto interministeriale. Nello specifico, il reddito imponibile o il fatturato, quale risultanti dall'ultima dichiarazione dei redditi o dal bilancio di esercizio precedente, per il datore di iavoro persona fisica, ente o società, deve essere non inferiore a 30.000,00 (trentamila) euro annui. Nel caso di dichiarazione di emersione di un lavoratore straniero addetto al lavoro domestico con funzione di sostegno al bisogno familiare, il reddito imponibile del datore di lavoro non puo essere inferiore a 20.000 euro annui se il nucleo familiare è composto da un solo soggetto percettore di reddito, ovvero non inferiore a 27.000 euro annui in caso di nucleo familiare, inteso come famiglia anagrafica composta da più soggetti conviventi. Il coniuge ed i parenti entro il 2° grado possono concorrere alla determinazione del reddito anche se non conviventi. Qualora venga presentata una dichiarazione di emersione da un medesimo datore di lavoro per più lavoratori, la congruità della capacità economica del datore di lavoro, rapportata al numero di richieste, è rimessa alla valutazione, sotto il profilo della sussistenza del requisito reddituale, della Direzione Territoriale del Lavoro ai sensi dell' art 30 bis, comma 8, del D. P. R. 31 agosto 1999 n. 394. La verifica dei requisiti reddituali non si appiica al datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne iimitano l'autosufficienza, che effettua la dichiarazione di emersione per un lavoratore straniero addetto alla sua assistenza.
La DTL procede, altresì, agli accertamenti relativi sia alla congruità delle condizioni di lavoro applicate che ai requisiti previsti per i datori di lavoro persone giuridiche, avvalendosi dei dati delle camere di commercio, nonché alla verifica del requisito previsto dal comma 4 dell'art.5 circa la conclusione delle procedure di ingresso o di assunzione del lavoratore straniero. ln questo caso. nell'ipotesi in cui venga espresso parere negativo, il datore di lavoro potrà, eventualmente, produrre la documentazione attestante le cause di forza maggiore che hanno impedito la conclusione delle procedure predette, in riscontro al preavviso di rigetto che lo Sportello gli avrà trasmesso, ai sensi dell'art. 10 bis della legge n. 241/1990 e successive modifiche.
Ricevuti i pareri, quindi, lo Sportello convoca le parti ed effettua i seguenti ulteriori adempimenti:
1) verifica della corrispondenza delle dichiarazioni rese inforrmaticamente nell'istanza acquisita dal sistema con quelle che risultano dalla documentazione, elencata nei punti successivi, che deve essere esibita dalle parti
2) acquisizione della certificazione della struttura sanitaria pubblica o del medico convenzionato con il S.S.N., rilasciata in data antecedente la presentazione dell'istanza, che attesti la limitazione dell'autosufficienza, nel caso in cui la dichiarazione di emersione riguardi l'attività di assistenza alla persona:
3) verifica dell'avvenuto versamento del contributo forfetario di 1000 euro, mediante esibizione della ricevuta da parte del datore di lavoro
4) verifica del codice identificativo della marca da bollo
5) verifica della documentazione attestante la presenza del lavoratore straniero sul territorio nazionale almeno alla data del 31 dicembre 2011, proveniente da organismi pubblici
6) verifica della regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale.
in ordine a tale ultimo punto, si specifica che la regolarizzazione delle somme dovute al lavoratore a titolo retributivo in base al CCNL riferibile all'attività svolta, deve essere oggetto di attestazione congiunta del datore di lavoro e del lavoratore all'atto della stipula del contratto di soggiorno. Tali somme arretrate devono corrispondere alle retribuzioni minime giornaliere fissate annualmente dall'lNPS ai sensi della Legge n. 389 del 7 dicembre 1989 di conversione del D. L.n. 338/1989. ln detta sede il datore di lavoro deve, altresi, dimostrare di aver adempiuto, nel rispetto delle disposizioni vigenti, a tutti gli obblighi in materia contributiva maturati a decorrere dalla data di inizio del rapporto di lavoro irregolare fino alla data di stipula del contratto di soggiorno e, comunque, per un periodo non inferiore a sei mesi. La documentazione da produrre per i rapporti di lavoro agricolo e non agricolo è indicata all'art.5, comma 2, del decreto interministeriale di attuazione.
Inoltre, lo Sportello provvederà a richiedere in via telematica il documento unico di regolarità contributiva (DURC) al fine di accertare, a decorrere dalla data di assunzione del lavoratore, la correttezza e la correntezza dei versamenti contributivi e assicurativi del datore di lavoro nonché, se dovuti, dei versamenti alla Cassa edile. Per i rapporti di lavoro domestico la dimostrazione del pagamento dei contributi dovuti sarà attestata mediante esibizione di copie dei bollettini MAV utilizzati. Il datore di lavoro dovrà, altresì, attestare, anche mediante apposita autocertificazione, la regolarizzazione, ai fini fiscali, delle somme dovute sulle retribuzioni corrisposte al lavoratore per la durata del rapporto di lavoro o, comunque, per un periodo non inferiore a sei mesi. Si tratta delle ritenute, da versare entro il 16 novembre 2012, operate ai sensi della normativa di settore, puntualmente richiamata dall'articolo 5, comma 3, dei decreto interministeriale in oggetto.
Successivamente, si procede alla stipula del contratto di soggiorno attraverso la sottoscrizione dell'apposito modello da parte del datore di lavoro e del lavoratore.
Quindi, al lavoratore viene consegnato il modello 209 da presentare, per la richiesta del permesso di soggiorno, con le consuete modalità, aIl'Ufficio Postale.
Nell'ipotesi di mancata presentazione della documentazione, di documentazione insufficiente, sarà richiesta, eventualmente, un'integrazione, fissando una nuova data di convocazione. Nel caso di assenza della documentazione integrativa richiesta, si procederà al rigetto dell'istanza.
La mancata presentazione delle parti allo Sportello Unico a seguito della convocazione. senza giustificati motivi, comporta l'archiviazione della dichiarazione.
ln ogni caso, al fiini della richiesta del permesso di soggiorno, dovrà essere indicata la data e la frontiera di ingresso dello straniero sul territorio nazionale.
Comunicazione obbligatoria
Atteso che l'art. 5, comma 9 del D.Lgs. 109 del 2012 prevede che "contestualmente alla stipula del contratto di soggiorno, il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione al Centro per l'impiego, ovvero, in caso di rapporto di lavoro domestico, all'INPS", il decreto interministeriale di attuazione ha puntualizzato che, con la sottoscrizione del contratto di soggiorno il datore di lavoro assolve agli obblighi previsti in materia dall'  art. 9-bis, comma 2, del D.L. 1 ottobre 1996 n.510, convertito con modificazioni in L. 28 novembre 1996 n. 608. La correlata comunicazione è messa a disposizione dei servizi competenti e delle Direzioni Territoriali del Lavoro ovvero, in caso di lavoro domestico, dell'INPS, secondo gli standard tecnici previsti dal Decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 30 ottobre 2007.
Protocolli di intesa
Al fine di ottenere la qualificata collaborazione dei Comuni, già sperimentata in altre analoghe occasioni, anche per l'espletamento della presente procedura, potranno essere utilizzate le utenze già in possesso degli operatori comunali: nei caso in cui sia necessario acquisire ulteriori utenze o modificare quelle già fornite, dovrà essere trasmessa apposita comunicazione, secondo le indicazioni fornite nell'allegato tecnico al protocollo di intesa stipulato con ANCI in data 31 agosto 2009.
l Comuni che hanno già sottoscritto i Protocolli di intesa in materia di ricongiungimenti familiari sono automaticamente abilitati all'invio delle domande di emersione
Si informa, inoltre, che restano validi, anche per la procedura in esame, i protocolli di intesa già sottoscritti con le Associazioni di categoria, le Organizzazioni sindacali ed i Patronati che vorranno fornire assistenza per la compilazione e l'inoltro delle domande.
Sospensione dei procedimenti penali ed amministrativi
Secondo quanto stabiiito dall' art.5, comma 6, del decreto legislativo in oggetto, dalla data di entrata in vigore dello stesso decreto e fino alla conclusione del procedimento, saranno sospesi i procedimenti penali e amministrativi a carico dei lavoratori stranieri, per i quali può essere presentata la dichiarazione di emersione del lavoro irregolare, ed a carico dei datori di iavoro per le violazioni delle norme relative all'ingresso ed al soggiorno nel territorio nazionale (con esclusione di quelie di cui all' art. 12 del T.U. dell'immigrazione )e per quelle relative all'impiego dei lavoratori, anche se rivestono carattere finanziario, fiscale, previdenziale ed assistenziale.
Al contrario, la mancata presentazione della dichiarazione, pur in presenza del versamento del contributo forfetario, ovvero l'archiviazione o il rigetto della dichiarazione stessa, farà cessare la sospensione dei procedimenti sanzionatori di cui sopra.
La sottoscrizione del contratto di soggiorno ed il rilascio del permesso di soggiorno comportano, rispettivamente per il datore di lavoro e per il lavoratore straniero, l'estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alle violazioni di cui al comma 6 dell'art. 15 del d. lgs. 109/2012 .
Si evidenzia, infine, che, nelle more della definizione del procedimento in esame, lo straniero, in favore del quale è stata presentata la dichiarazione di emersione, non può essere destinatario di un provvedimento di espulsione, tranne che nei casi previsti dal comma 13 dell'art. 5 del d. lgs. in oggetto.
Presentazione di false dichiarazioni 
Fatte salve le ulteriori conseguenze di legge connesse alla falsità in atti, il contratto di soggiorno stipulato sulla base di una dichiarazione di emersione contenente dati non corrispondenti al vero è nullo ai sensi dell'art. 1344 del codice civile.
Pertanto, il permesso di soggiorno eventualmente rilasciato è revocato ai sensi dell'art. 5, comma 5, del Testo Unico dell'immigrazione
Le SS.LL. sono pregate di informare i Dirigenti degli Sportelli Unici e di dare la più ampia diffusione, per il tramite dei Consigli Territoriali per l'immigrazione, alle indicazioni sopra riportate.
Si ringrazia per l'attenzione.
IL DIRETTORE CENTRALE PER LE POLITICHE DELL'lMMlGRAZlONE E DELL'ASILO: Malandrino
lL DIRETTORE GENERALE DELL'IMMIGRAZIONE E DELLE POLlTlCHE Dl INTEGRAZIONE: Forlani

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