Assenza della badante e sospensione dei contributi INPS

Con il messaggio n. 1643 del 14/04/2016, l'INPS comunica ai datori di lavoro domestico che è stato realizzato un nuovo servizio online per comunicare la sospensione dell'obbligo contributivo in riferimento ad uno specifico rapporto di lavoro per un intero trimestre.

La comunicazione va eseguita nei casi sotto descritti.

1. Qualora la contribuzione non sia dovuta perchè riferita ad una causa di sospensione a titolo di:

- congedo di maternità;

- aspettativa per motivi personali;

- malattia o infortunio di durata superiore a quella riconosciuta come retribuita.

2. Per i trimestri dell'anno in corso non ancora scaduti o, se scaduti, entro la fine del mese di scadenza del pagamento. Per i periodi già scaduti, non è possibile utilizzare la comunicazione telematica ma è necessario rivolgersi alla sede presentando la documentazione.

3. Solo per i trimestri per i quali non è dovuto alcun contributo a qualsiasi titolo e non per i trimestri parzialmente coperti da contribuzione. Se la collaboratrice rimane assente per un periodo che non coincide con un trimestre intero l'Inps indica che non é necessaria alcuna comunicazione in quanto la sospensione che ricada all’interno di trimestri parzialmente coperti da contribuzione è insita nella causale di pagamento e corrisponde alle settimane non indicate come lavorate nel mav Inps modificato. Spieghiamo come modificare il mav al link https://www.webcolf.com/notizie-utili-topmenu-20/13-manuale-webcolf/469-mav-colf-badanti-online-inps.html

Modalità di comunicazione di sospensione:

entrati in Webcolf nella maschera assunzione| comunicazioni INPS servizi al cittadino (o alle aziende), inserito il codice fiscale e il pin INPS, si dovrebbe cliccare la sezione rapporto di lavoro domestico e cliccare l'opzione "sospensione obbligo contributivo".

Una volta aggiunta una nuova comunicazione sarà necessario indicare:

1. il trimestre di riferimento;

2. la motivazione della sospensione da selezionare fra le tre possibili opzioni indicate precedentemente. Per malattia o infortunio è possibile indicare il numero di certificato medico.

3. Si può, inoltre, allegare alla domanda uno o più documenti (formato jpg, jpeg, tiff o pdf) purchè la dimensione massima non sia superiore a 2 Mb.

Ricordiamo che in Webcolf, nell'inserimento mensile, i periodi di sospensione devono essere così indicati:

a) per assenza non retribuita, inserire sigla AD per tutti i giorni consecutivi, festivi compresi. Se AD è segnata per più di metà mese non maturano i ratei di tfr, ferie e 13esima.

b) Per malattia inserire M per tutti i giorni del certificato, consecutivi, compresi i festivi.

c) Per infortunio inserire per il giorno dell'incidente tutte le ore come lavorate, per i giorni successivi la sigla I anche per i festivi.

d) Per maternità anticipata o obbligatoria inserire MO per tutti i giorni consecutivi, anche festivi.

 

Lettera di variazione orario di lavoro

Per tutta la procedura di variazione aggiornata si può leggere questo articolo del nostro manuale cliccando qui: https://www.webcolf.com/notizie-utili-topmenu-20/13-manuale-webcolf/451-variazione-contratto-colf-badante.html

Una bozza della lettera di variazione dell'orario di lavoro da sottoscrivere con la propria colf / badante, al fine di dare certezza tra le parti del nuovo orario, potrebbe inoltre essere la seguente:

 

 COGNOME NOME DATORE

INDIRIZZO
CAP CITTA’ PROVINCIA


CITTA’, DATA CONSEGNA


COGNOME NOME COLL.
INDIRIZZO

CAP CITTA’ PROVINCIA

 

OGGETTO: VARIAZIONE ORARIO DI LAVORO

 

Le parti di comune accordo decidono di variare dal giorno __/__/____ la disposizione temporale delle prestazioni lavorative.

L’orario settimanale sarà d’ora in poi così distribuito:

Lunedì:            ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Martedì:          ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Mercoledì:       ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Giovedì:          ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Venerdì:          ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Sabato:           ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Domenica:      ……….. ore, dalle__.__ alle __.__

Per un totale settimanale di ore ………………….

Per quanto non previsto dalla presente, continueranno ad applicarsi tutti i precedenti accordi individuali e quanto previsto dal CCNL e dalle leggi in vigore.

 

 

Firma del datore

 

_______________________

 

 

Firma del collaboratore

 

_______________________

 

 

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Pagare lo stipendio della colf in contanti: si può?

La Legge di Bilancio 27/12/2017 n° 205, pubblicata nella G.U. il 29/12/2017 ha stabilito all'art. 910 che:

"A far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi:
a) bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
b) strumenti di pagamento elettronico;
c) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
d) emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.
L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni."

Per quanto riguarda invece il lavoro domestico la legge di bilancio specifica poi all'art. 913:

"le disposizioni non si applicano [...], né a quelli comunque rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale."

Noi però consigliamo ugulamente al datore di lavoro domestico di corripsondere la retribuzione alla collaboratrice con modalità tracciabili in modo che nell'eventualità di contestazioni in sede sindacale, ci sia prova certa di quanto pagato.

 

 

Pignoramento del quinto dello stipendio di colf e badanti

Cos’è il pignoramento dello stipendio?

Il pignoramento dello stipendio, rientra tra i provvedimenti esecutivi che l’Agenzia delle Entrate, altro agente o comunque un terzo, può effettuare per recuperare l’eventuale credito che vanta nei confronti del debitore e cioé il lavoratore nel nostro caso.

Nello specifico, il pignoramento dello stipendo prevede la possibilità per il creditore, di procedere al pignoramento delle somme stabilite nell'atto giudiziario tramite due modalità e momenti diversi:

  • pignoramento dello stipendio notificato al datore di lavoro. La trattenuta sullo stipendio viene svolta ad opera del datore datore di lavoro per conto del creditore prima ancora che la retribuzione venga corrisposta al collaboratore;
  • Pignoramento dello stipendio sul conto corrente, avviene dopo che la retribuzione è stata percepita e depositata sul conto corrente del dipendente a seguito del bonifico effettuata dal datore di lavoro.

Come avviene il pignoramento dello stipendio se l'atto è notificato al datore di lavoro domestico?

Come anticipato se il pignoramento dello stipendio é notificato al datore di lavoro domestico (c.d. pignoramento presso terzi), prevede che la somma mensile da pignorare debba essere trattenuta al collaboratore/debitore prima che la busta paga venga pagata al dipendente stesso. Ne consegue che la retribuzione non ancora transitata nella disponibilità materiale della colf o badante, diventa oggetto di trattenuta da parte del creditore fino ad un massimo di 1/5 dello stipendio netto mensile, e cioè solo dopo aver effettuato le trattenute contributive.

Come operare il pignoramento in Webcolf?

Per gestire un pignoramento del quinto dello stipendio l'utente dovrebbe:
- calcolare il cedolino normalmente in Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile, verificando quant'è l'importo del netto da pagare;
- tornare nell'inserimento mensile, selezionare sotto il calendario mensile, da una delle tre righe con menù a tendina, la voce "Recupero su netto", modificando la descrizione della voce in "Pignoram. 1/5 stipendio" e indicare come importo da trattenere 1/5 del "Netto da pagare" appena calcolato;
- calcolare e ricalcolare il cedolino.

Se ad esempio il cedolino del mese di maggio 2018 risultasse avere un netto di 1.100 € il datore dovrebbe operare un pignoramento di 220 € (1/5 del netto) e quindi il collaboratore percepirebbe un residuo di 880 €.

 PIGNORAMENTO RETRIBUZIONE BADANTE

 PIGNORAMENTO RETRIBUZIONE COLF

 

INPS 17.01.2012: Modalità di rimborso dei contributi versati in eccedenza

OGGETTO:

Telematizzazione in via esclusiva delle domande di prestazione/servizio- Istanze di rimborso dei contributi previdenziali per lavoro domestico.

1. Premessa

Il decreto legge n. 78 del 31 maggio 2010, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010 n. 122, recante "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica", all'art. 38 comma5, haprevisto l'estensione e il potenziamento dei servizi telematici dell'amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali, per la presentazione di denunce, istanze, atti, versamenti, mediante l'utilizzo esclusivo dei sistemi telematici ovvero della posta elettronica certificata.

Tale processo di telematizzazione è stato avviato dall'Istituto con la circolare n. 169 del 31 dicembre 2010, che ha dato applicazione alla determinazione del Presidente dell'Istituto n. 75 del 30 giugno 2010 "Estensione e potenziamento dei servizi telematici offerti dall'INPS ai cittadini".

La successiva determinazione presidenziale n. 277 del 24 giugno 2011 "Istanze e servizi INPS – Presentazione telematica in via esclusiva – Decorrenze" ha definito dettagliatamente il calendario definitivo della sostituzione delle tradizionali modalità di presentazione delle istanze all'INPS con la trasmissione in via esclusivamente telematica.

In relazione a quanto fin qui premesso, con la presente circolare si dà avvio - a partire dal 1° gennaio 2012 - alla telematizzazione della presentazione delle istanze di rimborso dei contributi previdenziali per lavoro domestico.

Rimborso dei contributi previdenziali per lavoro domestico

Dal 1° gennaio 2012 la presentazione delle istanze di rimborso di contributi previdenziali per lavoro domestico dovrà avvenire attraverso uno dei seguenti canali:

WEB - servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell'Istituto;

Contact Center Integrato - numero verde 803164

Intermediari dell'Istituto – attraverso i servizi telematici offerti agli stessi.

Peraltro, fino al 31 gennaio 2012, in via transitoria, le richieste cartacee potranno continuare ad essere presentate direttamente o inviate per posta (a tal fine fa fede il timbro a data dell'ufficio postale accettante o del servizio corriere utilizzato) ed essere acquisite dalle Sedi con la procedura presente in Intranet per la "Gestione Lavoratori Domestici". Dal 1° febbraio 2012 avranno validità soltanto le istanze presentate con modalità telematiche.

A) Presentazione della istanza di rimborso contributi per lavoro domestico direttamente dal cittadino tramite WEB

Il servizio è disponibile sul sito internet dell'Istituto www.inps.it, nella sezione SERVIZI ONLINE attraverso il seguente percorso: Al servizio del cittadino – Autenticazione con PIN/Autenticazione con CNS – Servizi rapporto di lavoro domestico – Istanza di rimborso. Questa sezione consente di compilare l'istanza di rimborso contributi per lavoro domestico e di procedere all'invio vero e proprio.

Una volta inviata la domanda sarà possibile stampare la ricevuta di presentazione, sulla quale sono riportati tutti i dati inseriti dal cittadino e il numero di protocollo attribuito dall'Istituto alla pratica.

Le informazioni richieste riguardano i dati identificativi del rapporto di lavoro, il trimestre e l'anno di riferimento, la motivazione (ad esempio doppio versamento) e i dati relativi al pagamento effettuato. Tutti i dati, ad eccezione della motivazione, sono disponibili sulla ricevuta di pagamento.

Per facilitare l'utente nella predisposizione della comunicazione, ne è stata prevista la precompilazione in base ai dati già in possesso dell'Istituto.

Effettuata l'autenticazione, il servizio on line propone, all'interno della sezione dedicata alla gestione del lavoro domestico, una funzione chiamata "Gestione rimborsi" che consentirà di inoltrare nuove istanze di rimborso e di monitorare lo stato delle istanze inviate tramite il canale Internet.

A conclusione dell'operazione il servizio on line consente la stampa dell'istanza presentata.

Gli operatori del Contact Center ( numero verde 803.164 attivo dal lunedì al venerdì ore 8-20 ed il sabato ore 8-14 ) forniranno inoltre tutte le informazioni e l'assistenza ai cittadini che utilizzano il canale web di cui al presente paragrafo.

B) Presentazione della istanza di rimborso contributi per lavoro domestico tramite intermediari

Il servizio è disponibile anche per il richiedente intermediario abilitato ai sensi dell' art.1, L. 12/79 con le funzioni che consentono la trasmissione telematica delle domande.

Gli intermediari abilitati possono accedere seguendo il seguente percorso: Servizi on line/Per tipologia di utente/Aziende, consulenti e professionisti/Lavoratori domestici.

Per l'accesso al servizio è sempre richiesta l'autenticazione tramite PIN, rilasciato dall'Istituto, CNS (Carta Nazionale dei Servizi), rilasciata da una Pubblica Amministrazione ai sensi del DPR 117/04 o mediante altro dispositivo (smart card, chiavetta USB) contenente "certificato digitale di autenticazione personale" rilasciato da apposito ente certificatore rispondente agli standard definiti perla CNS.

Effettuata l'autenticazione, l'intermediario potrà procedere alla comunicazione della istanza di rimborso indicando il codice del rapporto di lavoro cui il rimborso si riferisce.

C) Presentazione della istanza di rimborso contributi per lavoro domestico tramite Contact Center

Per assicurare, inoltre, l'accesso al servizio a tutti i soggetti, compresi quelli che non hanno possibilità o facilità di utilizzo di strumenti informatici, è sempre prevista in alternativa la disponibilità della comunicazione telefonica, rivolgendosi al Contact Center Integrato Inps-Inail, numero verde 803.164, che provvederà all'acquisizione della istanza, previa identificazione del soggetto dichiarante. L'identificazione del soggetto dichiarante tramite PIN e codice fiscale è necessaria anche per le comunicazioni effettuate utilizzando il Contact Center.

 

Modello Q ancora obbligatorio

Ultimo aggiornamento: Il modello Q non è obbligatorio. Per assumere colf, badanti e baby-sitter va comunicata l'iscrizione all'inps in modo telematico.

Tale procedura viene spiegata nel manuale Webcolf, che è aggiornato quotidianamente. Clicca qui per leggere il manuale con le operazioni da seguire!

 

[Il ministero dell'interno, con circolare 3666 del 13 maggio 2011 ha precisato che in caso di assunzione di un cittadino extracomunitario con permesso di soggiorno per motivi di lavoro, il datore di lavoro è ancora obbligato a trasmettere alla Questura / Sportello Unico il contratto di soggiorno (modello Q).

E' utile ricordare che il contratto di soggiorno deve essere compilato e sottoscritto dal datore di lavoro e dal lavoratori in triplice copia e deve essere inviato, entro 5 giorni dall'assunzione, allo Sportello Unico per l'immigrazione tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, le altre due copia devono essere conservate dal lavoratore e dal datore di lavoro.

La circolare completa può essere scaricata da qui. ]

 

Assunzione minori, studenti e persone legate da vincolo di parentela

1. Assunzione minori:

la legge n. 977 del 17 ottobre 1967 e le altre leggi successive di modifica in materia di tutela del minore, come ad esempio la n. 296 del 27/12/2006, prevedono alcuni obblighi per il datore di lavoro che assume minorenni che, se non vengono rispettati, possono comportare sanzioni.

La disciplina distingue nella categoria "minori" le seguenti sottocategorie:
- bambini: che non hanno compiuto i 16 anni e che sono soggetti all'obbligo scolastico;
- adolescenti: compresi dai 16 ai 18 anni che non sono più soggetti all'obbligo scolatisco.

Rimangono esclusi dalle norme di tutela dei minori, però, gli adolescenti addetti a lavori occasionali o di breve durata concernenti:
- servizi domestici in ambito familiare;
- prestazioni di lavoro non nocivo, nè pregiudizievole, nè pericoloso, nelle imprese a conduzione familiare.

L'art. 25 del CCNL dei collabortori domestici, rinnovato il 21 maggio 2013, ammette l'assunzione di minori adolescenti a patto che:
1. i soggetti abbiano almeno 16 anni compiuti;
2. l'ammissione al lavoro non comporti trasgressione dell'obbligo scolastico e sia compatibile con la tutela della salute;
3. i soggetti non siano addetti al lavoro notturno;
4. nel caso di lavoratore minorenne convivente deve essere rilasciata da parte dei genitori o di chi esercita la potestà, una dichiarazione scritta di consenso, con sottoscrizione vidimata dal sindaco del comune di residenza del minore.
Inoltre, per essere ammessi al lavoro, gli adolescenti devono essere riconosciuti idonei a seguito di visita medica che va effettuata a cura e spese del datore di lavoro, presso un medico del servizio sanitario nazionale (come il medico di base). Poi, sono previste delle visite (ad intervalli non superiori ad un anno) che accertano l'idoneità anche durante il rapporto di lavoro.
Il datore di lavoro, comunque, è tenuto a particolare cura del lavoratore minorenne, per lo sviluppo della sua personalità professionale, morale e fisica.

2. Assunzione lavoratori studenti:

Il CCNL collaboratori domestici prevede che gli studenti di età compresa fra i 16 e i 40 anni, frequentanti corsi di studio al termine dei quali viene conseguito un titolo riconosciuto dallo stato, ovvero da Enti pubblici, possono essere assunti in regime di convivenza con orario fino a 30 ore settimanali.
Essi devono essere inquadrati nelle categorie B, BS o C e pagati con la retribuzione mensile indicata nelle tabelle annuali per i rapporti a tempo parziale.
Tale orario deve comunque essere contenuto interamante:
- tra le 6 e le 14;
- tra le 14 e le 22;
- nel limite massimo di 10 ore al giorno non consecutive, in non più di 3 giorni alla settimana.
Le prestazioni che eccedono l'orario concordato poi verranno retribuite con la maggiorazione prevista dall'art. 16 del contratto se collocate fuori dalla fascia oraria precedentemente individuata. Al contrario, se all'interno della stessa fascia verranno retribuite con la stessa retribuzione oraria di fatto.

3. Esistenza vincolo di parentela tra datore e collaboratore:

Qualora sussistano vincoli di parentela tra datore di lavoro e collaboratore si presume che le prestazioni siano rese per motivi di affetto e non come conseguenza di un rapporto lavorativo. Vi è quindi una presunzione di gratuità.
Ciò però non esclude che sia possibile instaurare un rapporto di lavoro assicurabile tra i due contraenti parenti o affini. L'assicurazione è possibile con provata esistenza del rapporto lavorativo e non affettivo.
Tale prova di esistenza può ritenersi acquisita con la sottoscrizione di una dichiarazione di responsabilità rilasciata dai due interessati, salva la facoltà dell'inps di accertare il vincolo di subordinazione.
L'ente stesso, infatti, stabilisce una valutazione caso per caso in base alla situazione, al grado di parentela e di convivenza o meno.
Spetta quindi al collaboratore e al datore dimostrare l'esistenza di tale vincolo di subordinazione.
Solitamente è prova il pagamento della retribuzione mediante bonifico o assegno, ovvero tramite mezzi certificati e rintracciabili.

C'è da sottolineare però che il contratto di lavoro tra coniugi, parenti o affini, è ammesso sempre nei seguenti casi:
1. assistenza a ciechi civili;
2. assistenza ad invalidi che beneficiano dell'indennità di accompagnamento;
3. perpetue a servizio di sacerdoti secolari di culto cattolico;
4. prestazioni rese a favore di componenti di comunità familiari religiose o militari;
5. assistenza a mutilati e invalidi civili.

Per quanto riguarda le particolarità la giurisprudenza prevede che:
- non è configurabile  un rapporto di lavoro domestico tra coniugi o conviventi more uxorio (tranne nei casi sopracitati);
- le prestazioni domestiche in favore di parenti o affini di 1°grado, indipendentemente dalla convivenza o meno, sono considerate prestate per motivi affettivi. Ci sono comunque delle eccezioni, ad esempio se la nonna, collaboratrice domestica, si dimette dal suo attuale lavoro perchè decide di fare  la babysitter al nipote nato e viene per questo retribuita dal figlio, che diviene suo datore di lavoro.
- In caso di affini o parenti di 2° e 3° grado non conviventi la presunzione di gratuità si attenua ed è possibile assicurare il rapporto se sussistono i vincoli di subordinazione mentre normalmente non vi è subordinazione in caso di convivenza.

 

Rinnovo del contratto colf e badanti: novità 2013

Dal primo Luglio, con il rinnovo del contratto nazionale colf e badanti, entrano in vigore le nuove leggi che regolamentano il rapporto di lavoro domestico.
Il nuovo contratto è stato modificato in alcuni punti e perfezionato in altri.
Per la lettura del ccnl completo si veda questo link: Notizie-flash/nuovo-contratto-collettivo-colf-e-badanti-21-05-2013.html

Queste sono le principali novità:

1) art. 14 (riposo settimanale) : il contratto rinnovato prevede che:
a) il riposo settimanale per i collaboratori conviventi sia di 36 ore (24 ore di domenica e le altre 12 durante la settimana). Se il collaboratore lavora durante le 12 ore la maggiorazione è del 40% a meno che il riposo non sia recuperato in un altro giorno della settimana;
b) il riposo settimanale dei non conviventi è solo di 24 ore da godere di domenica;

2) art. 15 (orario di lavoro) : viene introdotta la possibilità da parte di un datore di lavoro che abbia in servizio uno o più lavoratori a tempo pieno addetti all'assistenza di persone non autosufficienti (livello CS o DS) di poter assumere una collaboratrice, convivente o meno, da inquadrare a livello CS o DS, con prestazioni limitate alla copertura dei giorni di riposo dei lavoratori titolari dell'assistenza. Tali prestazioni saranno retribuite con la tabella G del contratto, che per il 2013 prevede un importo orario di 7,14 euro per il livello CS e  8,61 per il livello DS;

3) art.19 (sospensioni di lavoro extraferiali) : viene data la possibilità ai collaboratori domestici di poter richiedere, per motivi gravi e documentati, la sospensione del lavoro senza maturazione di alcun elemento retributivo per un massimo di 12 mesi. Il datore può convenire o meno con la richiesta.

4) art. 23 (matrimonio) : il congedo di matrimonio potrà essere fruito anche non in conicidenza della data dell'evento ma comunque entro 1 anno e sempre se il matrimonio sia stato contratto durante il medesimo rapporto di lavoro.

5) art. 24 (tutela delle lavoratrici madri) : nonostante rimanga il divieto di licenziare la collaboratrice madre fino al terzo mese dopo la nascita del bambino (tranne che per giusta causa), il nuovo contratto prevede che nel periodo del congedo di maternità le dimissioni rassegnate della collaboratrice siano valide solo se convalidate. La lavoratrice madre nel caso di dimissioni nel periodo in vige il divieto del licenziamento non è tenuta al preavviso.

6) art. 26 (malattia) : il periodo di conservazione del posto di lavoro viene aumentato del 50% in caso di malattia oncologica documentata dalla competente ASL.

7) art. 27 (tutela delle condizioni di lavoro) : il datore di lavoro deve informare il collaboratore degli eventuali rischi esistenti nell'ambiente di lavoro relativi all'uso delle attrezzature e all'esposizione ad agenti chimici, fisici e biologico. Tali informativa si realizzerà all'atto delle individuazioni delle mansioni (o variazione mansioni) mediante la consegna di un apposito documento elaborato dall'ente bilaterale del settore (ebincolf)

8) art. 33 (retribuzione e prospetto paga) : nel nuovo contratto viene specificato che la dichiarazione dell'ammontare delle somme erogate dell'anno (dichiarazione sostitutiva cud) va rilasciata dal datore entro 1 mese prima dalla scadenza dei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi, ovvero in occasione della cessazione del rapporto di lavoro.

9) art. 39 (risoluzione del rapporto di lavoro e preavviso) : le dimissioni devono essere convalidate. Le tre modalità valide sono:
a) presso la Direzione Territoriale del Lavoro;
b) presso il Centro per l' Impiego;
c) sottoscrivendo copia della denuncia di cessazione inoltrata dal datore di lavoro alle competenti sede (ricevuta telematica di comunicazione inps di cessazione).

10) chiarimenti a verbale: vengono definiti gli aumenti per i prossimi anni: un aumento dei minimi retributivi di euro 7 a partire da gennaio 2014, di euro 6 a partire da gennaio 2015 e di euro 6 a partire da gennaio 2016 per i collaboratori conviventi inquadrati nel livello BS e aumento proporzionale per gli altri livelli.

 

 

L'erede detrae i contributi

Con la circolare del ministero delle finanze 122 del 1° giugno 1999 viene riconosciuto il diritto da parte degli eredi di detrarre le spese sanitarie dagli stessi sostenute per conto del familiare dopo il suo decesso, in forza e per effetto degli ordinari principi civilistici che dispongono il subentro dei primi nella posizione giuridica del secondo. La validità di tale legge ricomprende anche la possibilità di detrarre tutte le spese cui le norme specifiche vigenti attribuiscono valenza fiscale di deducibilità/detraibilità.
In concreto, cioè, gli eredi, quali solitamente i figli, possono detrarre le spese per il genitore deceduto e quindi anche i contributi della badante, nonostante il datore del rapporto di lavoro domestico fosse l'assistito stesso ora deceduto. Ciò significa che l'erede potrà, nella dichiarazione dei redditi, portare in detrazione la quota di contributi a carico datore di lavoro della madre o del padre deceduti fino ad un massimo di 1549,37 euro, e, nel caso l'assistito fosse stato non autosufficiente documentato, tutte le spese di assistenza a suo carico per un importo non superiore a 2100 euro.

 

Festività 17 marzo e 25 aprile 2011

 

Quest'anno le festività nazionali hanno delle particolarità:

1) è stata istituita, solo per l'anno 2011, la festa nazionale per la ricorrenza del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, da celebrarsi il 17 marzo;

2) il 25 aprile cade sia la festività nazionale della liberazione sia la festa religiosa del lunedì dell'Angelo.

1) Il consiglio dei ministri, in data 18.2.2011 (vedi testo sotto), ha emanato un decreto legge con il quale ha precisato che per la festività del 150° dell'Unità d'Italia troveranno applicazione gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali per la festività del 4 novembre (al fine di non gravare in termini di costi legati alla festività al sistema produttivo).

Il CCNL lavoratori domestici prevede tuttavia che "Le giornate che hanno cessato di essere considerate festive agli effetti civili, ai sensi della legge 5 marzo 1977, n. 54, sono state compensate mediante il riconoscimento al lavoratore del godimento dell'intera giornata nelle festività di cui al comma 1" dove al comma 1 sono riepilogate in maniera puntuale le festività da riconoscere e dall'elenco è esclusa la festività del 4 novembre. Da qui dovrebbe sembrare logico affermare che il 17 marzo potrà essere riconosciuta come giornata di riposo ma potrà non essere retribuita.

Allo scopo webcolf esporrà F0 (festività non retribuita).

2) La festività del 25 aprile concidente con la festività religiosa del lunedi dell'Angelo comporta l'applicazione del seguente trattamento economico, in virtù di quanto previsto anche dalla giurisprudenza (vedasi cass. 23 giugno 2006, n. 14643):

- lavoratori retribuiti con paga mensile: spetta l'intera retribuzione mensile più un'ulteriore giornata retribuita;

- lavoratori retribuiti ad ore: spettano due giornate di retribuzione globale di fatto.

Maggiori informazioni si possono trovare sul forum di questo stesso sito, in particolare a questa discussione:

http://www.webcolf.com/WebColf-Programma/1983-festivita-17-marzo-e-25-aprile.html 

 


 

Testo decreto legge:

"IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Visto l'articolo 7-bis del decreto-legge 30 aprile 2010, n. 64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100, che ha dichiarato festa nazionale il giorno 17 marzo 2011, ricorrenza del 150° anniversario della proclamazione dell'Unità d'Italia;

Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di assicurare la dovuta solennità e la massima partecipazione dei cittadini dichiarando il 17 marzo 2011 giorno festivo a tutti gli effetti civili, senza peraltro che ne derivino nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e a carico delle imprese private;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 febbraio 2011;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri della difesa e dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

Emana

il seguente decreto-legge:

 

Art. 1

1. Limitatamente all'anno 2011, il giorno 17 marzo è considerato giorno festivo ai sensi degli articoli 2 e 4 della legge 27 maggio 1949, n. 260.

2. Al fine di evitare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e delle imprese private, derivanti da quanto disposto nel comma 1, per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre non si applicano a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150° anniversario dell'Unità d'Italia proclamata per il 17 marzo 2011.

3. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

 

Art. 2

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

 

 

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