Ferie e tredicesima pagati mensilmente

E' piuttosto diffusa l'abitudine, nel mondo della collaborazione domestica, concordare un trattamento economico anche superiore rispetto ai minimi sindacali ma "onnicomprensivo", cioè che tiene già conto della tredicesima, delle ferie e del TFR che vengono in questo modo già considerati inclusi all'interno della retribuzione e non dovuti alle scadenze previste dal contratto collettivo.
Tale pratica è sicuramente scorretta per il TFR, infatti la norma non prevede la possibilità di un'erogazione mensile e i giudici si sono adeguati a questo principio considerdo invalido ogni patto contrario: il datore di lavoro che concorda il pagamento mensile del TFR rischia quindi, in caso di giudizio, di ripagare il TFR maturato nel corso del rapporto di lavoro domestico. In questo modo l'abitudine è sicuramente sconsigliabile, non offrendo al datore di lavoro sufficienti garanzie di tutela. E' sicuramente consigliabile concordare una paga leggermente inferiore (il TFR costituisce l'8,64% della paga lorda mensile (compresa la quota che matura su ferie e tredicesima) spiegando al proprio collaboratore quanto matura come quota di liquidazione al momento dell'interruzione del rapporto di lavoro.
Un discorso diverso, invece, può valere per le ferie e la tredicesima: anche se è sicuramente preferibile il pagamento previsto dal contratto collettivo, la giurisprudenza ammette, a determinate condizioni, il "patto di conglobamento", patto con cui tutte le voci retributive vengono conglobate in una somma complessiva erogata mensilmente. La cassazione, sezione lavoro, con sentenza del 7 aprile 2010, n. 8255 ammette la validità a patto che sia specificato l'importo erogato per ciascuna voce retributiva perchè solo in questo modo si rende superabile la presunzione che il compenso convenuto quale corrispettivo della sola prestazione ordinaria e si rende possibile il controllo del giudice sul rispetto al lavoratore dei diritti previsti inderogabilmente dalla legge o dal contratto. 
Le voci quindi relative al pagamento di ferie e tredicesima vanno quindi specificate mensilmente nella busta paga e nella lettera di assunzione al momento dell'instaurazione del rapporto di lavoro.
Webcolf è già conforme all'interpretazione giudiziale e prevede una lettera di assunzione che, in base alle impostazioni della paga, distingue e specifica che questi due elementi sono pagati mensilmente.
Il programma prevede due possibilità alternative:

1) INCLUSIONE DEL RATEO FERIE E 13ESIMA IN PAGA ORARIA (meno consigliabile):
In questo caso si dovrebbe inserire il flag al passo 11 dell'inserimento facilitato dati collaboratore del menù assunzione sulle voci "includi rateo ferie e includi rateo 13esima in paga oraria". (Al passo 10 non deve esserci il flag su paga mensilmente rateo tfr e 13esima con paga specifica in busta paga);
2) PAGAMENTO MENSILE DEL RATEO FERIE E 13ESIMA CON VOCE SPECIFICA IN BUSTA PAGA MA NON INCLUSO IN PAGA ORARIA (più consigliabile):
In questo caso di dovrebbe inserire il flag al passo 10 dell'inserimento facilitato le voci "paga rateo 13sima mensilmente" e "paga rateo ferie mensilmente". (Al passo 11 non deve esserci il flag in "includi rateo 13esima in paga oraria" e "includi rateo ferie in paga oraria"); con questa gestione la retribuzione delle ore lavorate viene distinta dalla retribuzione della 13esima e delle ferie.

Per ulteriori informazioni si può leggere l'articolo del manuale webcolf aggiornato cliccando qui!

 

Come riassumere una colf o badante?

Talvolta capita che il datore si trovi a dover riassumere una collaboratrice che in precedenza aveva già lavorato per lui. Può essere infatti che il datore sia rimasto soddisfatto del lavoro svolto dalla collaboratrice in un precedente contratto a tempo determinato e desideri riassumerla per un ulteriore periodo oppure a tempo indeterminato.

PROCEDURA DI RIASSUNZIONE

Per quanto riguarda Webcolf in caso di riassunzione, trattandosi di due rapporti differenti, é necessario creare una nuova anagrafica per evitare di sovrascrivere i dati del precedente rapporto. Abbiamo visto che l'utente spesso utilizza la vecchia anagrafica cambiando la data di assunzione ma così facendo il datore perde tutti i dati inseriti in precedenza come cedolini, stampe annuali di Cu e oneri che invece possono sempre servire.

Per evitare di sovrascrivere i dati l'utente dovrebbe duplicare il collaboratore in questo modo:
- selezionare il datore desiderato, entrare nel menù Assunzione | inserimento collaboratore domestico;
- selezionare il collaboratore del caso e duplicarlo cliccando sull'apposito pulsante nella parte sinistra della maschera;
- completare poi l'anagrafica del collaboratore indicando la data di assunzione, orario, paga e livello.
L'utente così non perderà i dati del primo rapporto di lavoro e potrà gestire quello nuovo senza reinserire nuovamente i dati anagrafici.

Trattandosi a tutti gli effetti di una nuova assunzione é inoltre necessario stampare la lettera di assunzione, effettuare la comunicazione all'Inps e in caso di rapporto in regime di convivenza informare anche la Pubblica sicurezza. Per maggiori informazioni sulla procedura di assunzione leggere qui.

RIASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO

Nel caso in cui il datore desideri riassumere una colf o badante nuovamente a tempo determinato é necessario rispettare precisi intervalli di tempo tra un contratto e l'altro che sono i seguenti:

- 10 giorni dalla data di scadenza del precedente contratto se era di durata massima di 6 mesi;
- 20 giorni dalla data di scadenza del precedente contratto se era di durata superiore a 6 mesi.

Ricordiamo che il rapporto tra datore e collaboratore a tempo determinato può essere al massimo di 24 mesi. Quindi sia che il datore stipuli un solo contratto o più contratti a tempo determinato non si devono superare i 24 mesi. Inoltre nel caso di rinnovo del contratto o nel caso la proroga di un contratto già in essere porti a superare i 12 mesi continuativi, nel contratto a tempo determinato dovrà essere inserita una causale. Sconsigliamo un tempo determinato salvo il nuovo contratto sia stato stipulato per ragioni sostitutive (ad esempio per sostituire la badante principale assente per maternità o per ferie).

Se non vengono rispettati gli intervalli, il limite oppure la causale, il rapporto si intende automaticamente trasformato a tempo indeterminato.

Consigliamo comunque al datore che desideri riassumere la colf o badante di stipulare un contratto a tempo indeterminato perchè:
- sono previste, come abbiamo appena visto, precise limitazioni in caso di tempo determinato;
- l'Inps prevede un'aliquota contributiva più bassa a carico del datore per i contratti a tempo indeterminato;
- non vi é obbligo di motivazione nel caso il datore decida di licenziare la colf o badante assunta a tempo indeterminato. E' sufficiente dare il regolare preavviso, lavorato oppure tramite indennità sostitutiva in caso di licenziamento in tronco. Per la colf o badate assunta a tempo determinato invece si può provvedere al licenziamento antecedente alla data di scadenza prefissata, solo in determinati casi. Nel caso poi di licenziamento illegittimo il datore domestico è tenuto a pagare tutte le mensilità fino alla scadenza prefissata al momento dell'assunzione.

 

 

 

Domanda maternità anticipata per colf e badanti

Alla collaboratrice domestica in stato di gravidanza spetta un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro che inzia due mesi prima del parto e termina tre mesi dopo. Il decreto legislativo 151/2001 del Testo Unico per la tutela e il sostegno della maternità prevede però anche la possibilità di astensione anticipata nei seguenti casi:
1) gravi complicanze della gravidanza o gravidanza a rischio con preesistenti forme morbose che potrebbero compromettere lo stato della gestante;
2) condizioni ambientali o di lavoro considerate pregiudizievoli per la salute del bambino e della madre;
3) la collaboratrice sia addetta al sollevamento e trasporto pesi o addetta a lavori pericolosi, insalubri o faticosi e non possa essere trasferita ad altre mansioni.


PROCEDURA DI RICHIESTA DELLA MATERNITA' ANTICIPATA

- Nel caso 1 sopra citato, di gravi complicanze insorte durante la gravidanza, la collaboratrice dovrà recarsi dal ginecologo e farsi rilasciare un certificato che attesti la gravidanza a rischio per poi inviarlo (si consiglia mediante un caf o patronato) alla ASL (Azienda sanitaria locale) competente per territorio. Sarà poi la ASL a contattare la Direzione territoriale del lavoro che rilascerà il provvedimento di interdizione anticipata dal lavoro per gravidanza a rischio.
La collaboratrice infine dovrebbe consegnare una copia del provvedimento al datore di lavoro.

- Nel caso 2 o 3 la collaboratrice dovrà recarsi dal ginecologo e farsi rilasciare un certificato che attesti lo stato di gravidanza e la data presunta del parto.
Il datore poi dovrà compilare e firmare la domanda di maternità anticipata e poi inviarla alla Direzione territoriale del lavoro competente per territorio unitamente al certificato di gravidanza.
Riportiamo di seguito un fac simile che il datore può utilizzare a tal fine:

 

Nome e Cognome del datore
Via_________________, n__,
CAP________, Comune (pv)                                                

 

                                                                                      Luogo e data


                                                                                      Spett.le DIREZ. TERRIT. DEL LAVORO
                                                                                      Ufficio provv. Amm.vi - Maternità
                                                                                      Via________________, n.
                                                                                      CAP________, Comune (pv)

 

OGGETTO: domanda di anticipazione del periodo di astensione obbligatoria (D.Lgs. 151/2001)

Con la presente il sottoscritto datore di lavoro ____________________, nato a ______________(pv), il_____________, e residente in via__________, nel comune di____________(pv), codice fiscale______________

 

DICHIARA


- che la lavoratrice_________________________è attualmente alla_______settimana di gravidanza (EPP___________);
- che l'orario di lavoro svolto è di__________ore settimanali;
- che la stessa svolge mansioni di colf/collaboratrice domestica/badante;
- che la Sig.ra _____________________________non può essere utilmente adibita a mansioni diverse compatibili con il suo stato di gravidanza e che svolge compiti (ad esempio) che prevedono lo stazionamento in piedi per oltre la metà dell'orario di lavoro.

 

Viste le sopra citate premesse si richiede ai sensi del D.Lgs. 151/2001 l’astensione anticipata dal rapporto di lavoro.

 

 

                                                                                      NOME E COGNOME DATORE

 

Allegato: certificato gravidanza a rischio
N.B.: per EPP si intende la data presunta del parto

 

Sulla base della documentazione e dell'accertamento medico il servizio ispettivo del Ministero del lavoro invia poi un provvedimento di interdizione anticipata dal lavoro entro 7 giorni dalla ricezione della domanda e lo rilascia in duplice copia (per il datore di lavoro e per la lavoratrice).
Con la maternità anticipata il trattamento economico riservato è sempre dell'80% della retribuzione, come nel caso di astensione obbligatoria.

Nei casi 2 e 3 inoltre, se la situazione pregiudizievole permane é possibile protrarre il periodo di maternità fino ad un massimo di 7 mesi dalla data di nascita del bambino (c.d. interdizione prorogata) che va altresì richiesta alla Direzione territoriale del lavoro.

N.B: ricordiamo all'utente che nel caso di collaboratrice in maternità (anticipata e obbligatoria) con Webcolf é sufficiente inserire sempre la causale della maternità obbligatoria (MO) anche per la maternità anticipata e il programma calcola in automatico le spettanze e i contributi da pagare per i giorni lavorati prima o dopo la maternità nel trimestre di competenza.

 

Licenziamento colf o badante in infortunio: come fare?

E' POSSIBILE PER IL DATORE DOMESTICO LICENZIARE LA COLF O BADANTE ASSENTE PER INFORTUNIO?

Nel caso la colf o badante sia infortunata (con relativa denuncia all'Inail) vige il divieto di licenziamento da parte del datore di lavoro domestico.

L'art. 28 il Ccnl stabilisce però un limite a tale divieto indicando che il collaboratore domestico ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per i seguenti periodi:

a) per anzianità fino a sei mesi, superato il periodo di prova, 10 giorni di calendario;
b) per anzianità da più di sei mesi a due anni, 45 giorni di calendario;
c) per anzianità oltre i due anni, 180 giorni di calendario.

Se viene superato il periodo di conservazione del posto il datore domestico può scegliere se licenziare la collaboratrice oppure continuare a mantenerle il posto di lavoro sospendendo ogni trattamento economico. Nel caso ci fosse necessità di assumere una collaboratrice sostituiva durante l'infortunio della collaboratrice principale la particolare procedura di assunzione da seguire viene spiegata qui.

Ricordiamo che anche se i giorni retribuiti di infortunio sono già terminati (il datore retribuisce solo i primi 3), i ratei di tfr, ferie e 13esima maturano al 100% all'interno del periodo di conservazione del posto sopra indicato.

COME SI CALCOLA IL COMPORTO DELL'INFORTUNIO?

Il Ccnl Colf e badanti stabilisce all'art. 28 co. 2: "I periodi relativi alla conservazione del posto di lavoro si calcolano nell'anno solare, intendendosi per tale il periodo di 365 giorni decorrenti dall'evento".

Il periodo di conservazione del posto non riparte quindi da capo per ogni nuovo infortunio ma va conteggiato sommando i vari periodi di assenza. Per sapere se é stata superato il periodo di comporto il datore dovrebbe quindi contare il numero di giorni di infortunio di cui ha "usufruito" la colf o la badante nei 365 giorni di calendario precedenti all'infortunio in corso (perciò non dal 1° gennaio al 31 dicembre). Nello specifico, l'utente Webcolf dovrebbe conteggiare quante volte ha indicato nell'inserimento mensile del programma la causale I di infortunio e se ne deriva un numero di giorni superiore a quello di conservazione del posto é possibile procedere al licenziamento della collaboratrice (corrispondendo la dovuta indennità sostitutiva di mancato preavviso). Il licenziamento é valido anche se la collaboratrice si trova tutt'ora in infortunio.

Facciamo un esempio. Se il datore ha assunto due anni prima una colf e quest'ultima subisce un infortunio durante l'orario di lavoro (o nel tragitto casa/lavoro-lavoro/casa), dopo aver fatto la relativa denuncia all'Inail il datore dovrebbe conteggiare a ritroso se e quanti giorni di infortunio sono già stati registrati in Webcolf, con la causale I, nei 365 giorni di calendario precedenti. Se vengono superati, nell'esempio, i 45 giorni di conservazione previsti dal contratto collettivo, il datore può licenziare la colf il 46esimo giorno consegnando la relativa lettera a mano, o con raccomandata. Al fine di non avere contestazioni sui giorni é conveniente comunque attendere qualche giorno dopo la scadenza e licenziare ad esempio al 50°-55° giorno.

Riportiamo qui sotto un fac-simile di lettera di licenziamento che l'utente può utilizzare. E' importante indicare che il motivo del licenziamento é dovuto al superamento del periodo di conservazione del posto in quanto é l'unico caso in cui si può validamente licenziare la colf o badante che si trova ancora in infortunio. L'indicazione della motivazione nelle lettera di licenziamento é importante inoltre perchè in fase di comunicazione telematica Inps l'ente non fornisce tra l'elenco delle motivazioni che si possono selezionare quella del "superamento comporto infortunio". Ne consegue che la natura del licenziamento si potrà perciò evincere solo dalla lettera consegnata alla colf e quando quest'ultima terminerà il periodo di infortunio avrà diritto all'indennità disoccupazione NASPI.

 

COGNOME NOME DATORE
INDIRIZZO
CAP CITTA’ PROVINCIA



                                                                                              CITTA’, DATA CONSEGNA


                                                                                              COGNOME NOME COLL.
                                                                                              INDIRIZZO

                                                                                 CAP CITTA’ PROVINCIA


 


Oggetto: SUPERAMENTO COMPORTO DI INFORTUNIO

Con la presente siamo spiacenti di comunicarle la ns. decisione di interrompere il suo rapporto di lavoro domestico a causa del superamento del periodo di conservazione del posto per infortunio, ai sensi e nei modi previsti dalle leggi in vigore e dall’art. 28 co. 1 del contratto collettivo, considerato che negli ultimi 365 giorni ha fatto registrare ________ giorni di infortunio.

Per quanto sopra il rapporto si concluderà in data odierna e in luogo del regolare preavviso previsto dal contratto collettivo le verrà corrisposta un'indennità sostitutiva che verrà inserita nell'ultima busta paga.

Le precisiamo che le sue ultime spettanze saranno corrisposte nel normale giorno di pagamento.

 

Ringraziandola per la collaborazione prestata, Le chiediamo una firma in calce alla presente quale segno di accusa di ricevimento.

 

Cordiali saluti.

 

FIRMA DATORE

____________________

                                                                                  
Per ricevuta, il collaboratore

_______________________

 

PROCEDURA DI LICENZIAMENTO

Dopo aver consegnato la lettera di licenziamento alla collaboratrice é necessario portare a termine la procedura di licenziamento seguendo i passaggi indicati di seguito.

1. Elaborare il cedolino di cessazione dal menù Cedolini mensili | inserimento mensile, selezionare a sinistra il mese di cessazione, cliccare il bottone in alto a destra "Data cessazione" indicando poi la data del licenziamento nella finestra visualizzata. Cliccando infine su "Salva cessazione" il programma dà la possibilità di indicare le ore lavorate solo fino alla data di cessazione.

2. Inserire le ore lavorate nel calendario mensile e poi aggiungere l'indennità sostitutiva di mancato preavviso. Per fare ciò é necessario selezionare la voce "Ind. sost. preavviso (giorni)" da una delle tre righe con menù a tendina poste sotto il calendario mensile. Sotto la colonna "Tempo/Val." vanno indicati il numero di giorni di preavviso previsti dall'art. 39 del Ccnl colf e badanti:

A. Per il rapporto di lavoro non inferiori alle 25 ore settimanali:

- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 15 giorni di calendario;
- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 30 giorni di calendario.

B. Per il rapporto di lavoro inferiori alle 25 ore settimanali:

- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 8 giorni di calendario;
- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 15 giorni di calendario.

3. Comunicare all'Inps la cessazione del rapporto entro i 5 giorni successivi alla data di cessazione entrando nel menù Licenziamento | comunicazione Inps. Fatto ciò viene visualizzata una finestra aggiuntiva del browser che riporta al sito Inps. Se l'utente non visualizza alcuna finestra aggiuntiva la cosa è dovuta al fatto che si hanno i pop-up del browser bloccati quindi é necessario sbloccarli in alto (o sulle impostazioni del browser) oppure cambiare browser di navigazione. Poi:

a) se si utilizza il pin personale del datore, una volta che si accede al sito Inps a sinistra va selezionata la voce “Variazione del rapporto di lavoro” e poi selezionato in basso il codice del rapporto di lavoro che si intende cessare. Per ultima cosa a sinistra si clicca il menù “Cessazione” ove va poi indicata la data di cessazione del rapporto e come motivazione "licenziamento" dato che l'Inps non prevede un motivo ad hoc in questi casi. Per questo é molto importante indicare la motivazione specifica nella lettera di licenziamento.

b) Se si utilizza invece il pin professionale del consulente o del commercialista una volta entrati nel sito Inps va selezionata la voce “Variazione del rapporto di lavoro” e dopo aver indicato codice fiscale del datore e codice rapporto di lavoro si clicca a sinistra su "Cessazione". In quest'ultima maschera é necessario indicare la data di cessazione e come motivo "licenziamento" dato che l'Inps non prevede un motivo ad hoc in questi casi. Per questo é molto importante indicare la motivazione specifica nella lettera di licenziamento.

Al termine della procedura é possibile stampare la ricevuta cartacea che attesa la comunicazione. La comunicazione Inps può essere fatta altrimenti anche via telefono contattando il call center Inps al numero gratuito 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da rete mobile).

4. Elaborare il bollettino mav di cessazione da versare entro 10 giorni dalla data di cessazione. Per maggiori informazioni sulla procedura di elaborazione del mav di cessazione consigliamo di leggere qui.

 

 

 

 

Colf o badante? Ecco le mansioni principali

Assumere una colf, una badante o una baby-sitter? quali sono le differenze di mansione?

Quando si assume un collaboratore domestico è importante capire prima di tutto i compiti ai quali sarà addetto e di conseguenza scegliere il livello di inquadramento corretto. Solo così sarà possibile preventivare i costi del rapporto e concordare con la collaboratrice l'esatta retribuzione, rimanendo nei parametri degli stipendi minimi ufficiali.

La prima domanda a cui rispondere è la seguente:"il mio collaboratore domestico svolgerà dei compiti anche di compagnia, assistenza e/o cura di una o più persone o si dedicherà solo ed esclusivamente alla casa?"

Nel caso la prestazione lavorativa non implichi alcuna prestazione verso una persona la figura che dobbiamo assumere sarà una colf, dove, con questo termine, si intende chi svolge le pulizie della cosa , ma anche il giardiniere, il cameriere, il cuoco, chi si occupa della lavanderia e della stiratura dei capi, chi si occupa degli animali ecc...

Colf: quale livello scegliere?

Ci sono 2 casi:

1. la collaboratrice è addetta solo ed esclusivamente alla pulizia ed ordine della casa e non ha nessuna altra mansione. Il livello corretto è il livello più basso ossia A e a tale livello potrà rimanere anche negli anni successivi a parità di mansione.

 2. la collaboratrice è addetta alle pulizie ma anche ad altre mansioni relative alla casa quale addetta alla stiratura, alla lavanderia, agli animali domestici, alla cucina ecc... In questo caso per i primi 12 mesi di esperienza la collaboratrice può essere assunta al livello A e poi, dopo 1 anno totale di esperienza (sommando tutti i lavori precedenti come colf anche presso altri datori), passa necessariamente al livello B. Si può comunque decidere di assumerla direttamente al livello B come fanno la maggior parte dei datori di lavoro. Se una colf è addetta solo alla cucina come cuoca il livello è il C.

Badante: a che livello va assunta?

"Badante" è invece colui che ha, come mansione prevalente, la cura di una persona, che può svolgere comunque anche una mansione generale di addetto alle pulizie, ordine di casa,  preparazione dei pasti, lavanderia e stiro come aiuto alla persona stessa.

I livelli che si possono scegliere sono 4 e dipendono da vari fattori e precisamente:

- BS: badante di persona autosufficiente.

- CS: badante di persona non autosufficiente dove per soggetti non autosufficienti si intendono i soggetti incapaci di svolgere almeno una di queste attività: assunzione di alimenti, espletamento delle funzioni fisiologiche e dell'igiene personale, deambulazione, indossare indumenti e comunque i soggetti che necessitano di sorveglianza continua.

- DS: badante, con titolo di studio inerente al settore, di persona non autosufficiente.

- Se la collaboratrice ha solo un compito di "dama di compagnia" senza nessun altro compito di cura, pulizia, ecc.. il livello corretto di inquadramento è il livello AS.

Per scegliere il contratto badante che soddisfa al meglio le sue esigenze rimandiamo anche a questi due articoli "Contratto badante: quale scegliere" e "contratto badante 24 ore su 24"

Baby-sitter o tata: che tipo di inquadramento?

Quando una collaboratrice si prende cura di un adulto o un anziano viene assunta con mansione "badante", mentre, se la prestazione lavorativa è rivolta ad un bambino la collaboratrice viene definita baby-sitter o tata.

Quella che viene comunemente chiamata baby-sitter, nel contratto di lavoro domestico all'art. 10 viene qualificata come una lavoratrice che svolge mansione di vigilanza di bambini in occasione di assenze dei familiari, con esclusione di qualsiasi prestazione di cura. Il livello di inquadramento di una semplice baby-sitter che vigila senza prestare alcuna cura ai bambini è AS.

Se, invece, si cerca un aiuto maggiore nella gestione della vita familiare, che ha come obiettivo la cura e il sostegno di un bambino, va assunta una "tata".

I casi sono 4:

- BS: assistenza e cura, con eventuale preparazione dei pasti, accompagnamento a scuola, aiuto compiti di bambini autosufficienti. Si pensa ad esempio ad un bambino dai 3/4 anni in sù.

- CS: assistenza e cura, con eventuale preparazione dei pasti, accompagnamento a scuola, aiuto compiti ecc..sdi bambini non autosufficienti, quali bambini neonati o ai primi anni di vita, o bambini disabili.

- DS: stessa mansione del livello CS ma la collaboratrice ha un diploma o titolo di studio inerente al settore, quale ad esempio la laurea in educatore professionale.

- Se la persona assunta ha una funzione di "istitutore" ovvero educa e insegna ai bambini il livello corretto di inquadramento è, invece, il livello D.

Preventivare il costo in base al livello scelto

Una volta individuato il livello del collaboratore è necessario capire il costo del rapporto in base al numero di ore settimanali di cui si ha bisogno e al tipo di contratto che si vuole stipulare (convivente o non convivente? assistenza o presenza solo di notte?).

E' possibile fare tutti i preventivi con il nostro simulatore online gratis cliccando qui.

 

 

La badante vuole la residenza: cosa fare?

Il contratto di lavoro domestico di badanti conviventi richiede l'obbligo di residenza?

Il termine convivenza nei contratti di colf e badanti si esprime attraverso due concetti principali:

1. la convivenza è caratterizzata da un' alternanza di momenti di riposo a momenti di prestazione lavorativa. Tale caratteristica è conseguenza del fatto che l'oggetto della prestazione è la persona, che può richiedere interventi di cura che cambiano di ora in ora.

2. la convivenza intesa come vincolo di "ospitalità"; la badante è ospite del datore di lavoro e non fa parte del nucleo familiare.

A partire da quest'idea di convivenza possiamo rispondere alla domanda iniziale dicendo che non sussiste l'obbligo di residenza dal datore di lavoro per poter stipulare un contratto di badante convivente. La badante può benissimo mantenere un'altra residenza (italiana) e figurare nel rapporto di lavoro domestico come lavoratrice convivente.

E' invece obbligatorio comunicare l'ospitalità alla pubblica sicurezza entro 48 ore dall'assunzione inviando, via posta A/R oppure via mail con Pec, la cessione di fabbricato, indipendentemente dal fatto che la badante sia comunitaria o extracomunitaria. E' possibile stampare la cessione di fabbricato in automatico registrandosi  a webcolf (cliccare qui) come indicato in questo articolo: come fare la cessione di fabbricato.

residenza colf badanti

Quando va necessariamente concessa la residenza alla colf o badante?

Poichè non è possibile comunicare l'iscrizione all'inps del rapporto di lavoro domestico senza indicare un indirizzo di residenza della collaboratrice, ci sono due casi in cui il datore non può sottrarsi nel concedere la residenza alla lavoratrice:

1. la colf o badante non ha altra residenza in Italia.

2. la colf o badante ha ancora residenza dal datore precedente con il quale ha cessato il rapporto.

Va precisato comunque che il datore non può opporsi all'iscrizione all'anagrafe da parte della collaboratrice ma può solo, se non è d'accordo, decidere di non stipulare il contratto.

Il contratto di lavoro domestico di badanti conviventi può essere stipulato con residenza estera della collaboratrice?

 Ci sono due casi:

1. colf o badante con residenza presso uno stato dell'unione europea. In tal caso è possibile fare l'assunzione avendo solo un domicilio in un comune italiano ma tale condizione è valida solo per i primi 3 mesi, dopo i quali vige l'obbligo di iscrizione all'anagrafe e la richiesta di residenza in Italia.

2. colf o badante con residenza presso un stato extracomunitario. E' possibile fare l'assunzione avendo solo un domicilio italiano ma si dovrebbe richiedere il nulla osta allo sportello unico per l'immigrazione, che ha comunque validità per 3 mesi.

Per evitare di fare le pratiche di residenza dopo tre mesi (caso 1) e per evitare di richiedere il nulla osta (caso 2) si consiglia di fare direttamente l'iscrizione all'anagrafe e la residenza dall'inizio del rapporto di lavoro.

 

 

Sei uno studio, caf o patronato? Fidelizza il tuo cliente con webcolf!

Vuoi mantenere il contatto con il tuo cliente che si è iscritto in Webcolf?

Molti patronati, Caf o studi professionali ci hanno chiesto la possibilità che il loro cliente, che necessita di assistenza, possa inviare direttamente a loro una domanda o una richiesta di aiuto e webcolf ha creato una funzione ad hoc.

Se anche tu hai uno studio, caf o patronato, puoi aprire un account webcolf per conto del tuo cliente, che gestirà le buste paga della sua colf, badante o baby-sitter in autonomia, ma potrà dialogare, quando desidera, con te, chiedendoti consigli e appoggiandosi a te in caso di contestazioni, chiusura del contratto, sostituzioni o situazioni problematiche. E' importante tenersi in contatto con la clientela per proporre anche nuovi servizi dimostrando la vostra continua disponibilità. Tale servizio verrà in futuro potenziato dando la possibilità di contattare, anche in modo cumulativo, tutti i clienti collegati al proprio account principale inviando mail o circolari, per avvisare di scadenze o, semplicemente per fare pubblicità di nuovi prodotti o pacchetti. 

In questo modo webcolf ti permette di non perdere i contatti con chi ha già usufruito dei tuoi servizi, o con chi ha chiesto consulenza oppure con chi è solamente iscritto al tuo patronato.

Quindi, in sintesi, con l'abbonamento professionale di Webcolf sarà possibile creare nuove registrazioni private che saranno legate al vostro account principale.

Come abilitare questa nuova funzione?

Una volta cliccato al solito link di registrazione https://www.webcolf.com/exec/isapi.dll/?register=1 dovrai mettere il flag sull'opzione sotto "Questa registrazione viene fatta dal patronato/caf/studio per conto di un proprio cliente", dovrai indicare la mail di riferimento del tuo account professionale e il codice utente (esempio 22-12c) e poi cliccare Accedi.

Nel menù Utilità (icona ingranaggio) | Opzioni e configurazioni webcolf, potrai stampare al punto "2. Mantieni i contatti con i tuoi clienti" un modulo da consegnare al nuovo datore di lavoro nel quale indicare le credenziali d'accesso con le quali è stato registrato (ovvero login e password).

Per stampare il modulo clicca qui!

Come gestire il rapporto con il nostro cliente registrato?

Chi viene registrato come privato trova nella sua home page appena entra in webcolf con il bottone accedi, la possibilità di contattare via e-mail direttamente lo studio, caf o patronato a cui è collegato cliccando semplicemente il bottone "scrivi". Si aprirà infatti una finestra da completare. Cliccando "invia", il messaggio verrà inviato all'indirizzo di posta elettronica dello studio, caf o patronato.

Allo stesso modo, anche il caf, lo studio o il patronato, nella sua home page sotto ha la possibilità di vedere tutti i clienti collegati, di entrare nel loro account e di inviare una mail direttamente cliccando i bottoni "collegati" e "scrivi".

E' importante inoltre inserire il logo dello studio, caf o patronato nella propria utenza professionale nel profilo utente che si trova cliccando in alto nel menù a destra sull'icona della sagoma. In questo modo i clienti privati collegati al suo account principale vedranno questo logo nella loro home page, accanto al bottone "scrivi".

 

Licenziamento colf in malattia: come fare?

E' POSSIBILE PER IL DATORE DOMESTICO LICENZIARE LA COLF O BADANTE ASSENTE PER MALATTIA?

Per la colf o badante in malattia (certificata dal medico) vige il divieto di licenziamento da parte del datore.

L'art. 26 del Ccnl colf e badanti stabilisce però un limite a tale divieto indicando che il collaboratore ha diritto alla conservazione del suo posto di lavoro per i seguenti periodi:

a) per anzianità fino a 6 mesi, superato il periodo di prova, 10 giorni di calendario;
b) per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni, 45 giorni di calendario;
c) per anzianità oltre i 2 anni, 180 giorni di calendario.

Il co. 6 dell'articolo poi aggiunge che i periodi suddetti vanno aumentati del 50% in caso di malattia oncologica, documentata dalla ASL competente.

Al superamento del periodo di conservazione del posto il datore può scegliere se licenziare la collaboratrice oppure continuare a mantenerle il posto di lavoro magari assumendo nel frattempo una collaboratrice sostitutiva come da procedura spiegata qui.

Ricordiamo inoltre che, anche se i giorni retribuiti di malattia possono già essere terminati da tempo, i ratei di tfr, ferie e 13esima maturano al 100% all'interno del periodo di conservazione del posto.

COME SI CALCOLA IL COMPORTO DI MALATTIA?

Il Ccnl all'art. 26 co. 5 stabilisce "I periodi relativi alla conservazione del posto di lavoro si calcolano nell'anno solare, intendendosi per tale il periodo di 365 giorni decorrenti dall'evento".

Il periodo per la conservazione del posto di lavoro quindi non riparte da capo per ogni inizio di malattia ma va conteggiata nel suo complesso, come somma di più malattie. Il datore perciò dovrebbe contare il numero di giorni di malattia di cui ha usufruito la collaboratrice nei 365 giorni di calendario precedenti alla malattia in corso (non quindi dal 1° gennaio al 31 dicembre). Nello specifico, il datore dovrebbe conteggiare quante volte ha indicato nell'inserimento mensile in Webcolf la causale M o MH e se ne deriva un numero di giorni superiore a quello di conservazione del posto il datore può procedere al licenziamento della collaboratrice, (corrispondendo la dovuta indennità sostitutiva di mancato preavviso). Il licenziamento é valido anche se la collaboratrice é ancora in malattia.

Se ad esempio una collaboratrice assunta due anni prima presenta un certificato di malattia al datore, quest'ultimo dovrebbe conteggiare a ritroso se e quanti giorni di malattia sono stati indicati con la causale M nei 365 giorni di calendario precedenti. Se vengono superati i 45 giorni di conservazione previsti dal Ccnl il datore può licenziare la collaboratrice il 46esimo giorno consegnandole a mano, o inviandole con raccomandata, la lettera di licenziamento. Al fine di non avere contestazioni sui giorni é conveniente comunque attendere qualche giorno dopo la scadenza e licenziare ad esempio al 50°-55° giorno.

Riportiamo di seguito un fac-simile di lettera di licenziamento che si può utilizzare. Come vediamo qui sotto dal fac-simile é importante indicare il motivo del licenziamento e cioé il superamento del periodo di comporto in quanto é l'unico caso in cui si può validamente licenziare una collaboratrice che si trova ancora in malattia. L'indicazione della motivazione nelle lettera di licenziamento é importante anche perchè in fase di comunicazione telematica sul sito Inps l'ente non fornisce tra l'elenco delle motivazioni che si possono selezionare quella del "superamento comporto malattia". La natura del licenziamento quindi si potrà evincere solamente dalla lettera consegnata al collaboratore e quando quewst'ultimo terminerà la malattia avrà diritto alla Naspi.

 

COGNOME NOME DATORE
INDIRIZZO
CAP CITTA’ PROVINCIA



                                                                                              CITTA’, DATA CONSEGNA


                                                                                              COGNOME NOME COLL.
                                                                                              INDIRIZZO

                                                                                 CAP CITTA’ PROVINCIA


 


Oggetto: SUPERAMENTO COMPORTO DI MALATTIA

Con la presente siamo spiacenti di comunicarle la ns. decisione di interrompere il suo rapporto di lavoro domestico a causa del superamento del periodo di conservazione del posto per malattia, ai sensi e nei modi previsti dalle leggi in vigore e dall’art. 26 co. 4 del contratto collettivo, considerato che negli ultimi 365 giorni ha fatto registrare ________ giorni di malattia.

Per quanto sopra il rapporto si concluderà in data odierna e in luogo del regolare preavviso previsto dal contratto collettivo le verrà corrisposta un'indennità sostitutiva che verrà inserita nell'ultima busta paga.

Le precisiamo che le sue ultime spettanze saranno corrisposte nel normale giorno di pagamento.

 

Ringraziandola per la collaborazione prestata, Le chiediamo una firma in calce alla presente quale segno di accusa di ricevimento.

 

Cordiali saluti.

 

FIRMA DATORE

____________________

 

 

 

                                                                                           
Per ricevuta, il collaboratore

__________________

 

PROCEDURA DI LICENZIAMENTO

Dopo aver presentato lettera di licenziamento alla colf o badante per superamento del periodo di comporto di malattia é necessario completare la procedura di licenziamento seguendo i passaggi riportati qui sotto.

1. Elaborare l'ultimo cedolino entrando in Cedolini mensili | inserimento mensile e, selezionando a sinistra l'ultimo mese, cliccare il pulsante in alto a destra "Data cessazione" indicando poi la data del licenziamento nella finestra visualizzata. Cliccando infine su "Salva cessazione" il programma dà la possibilità di inserire le presenze solo fino alla data di cessazione indicata.

2. Inserire le ore lavorate nel menù Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile fino alla data di cessazione e poi aggiungere l'indennità sostitutiva di mancato preavviso selezionando la voce "Ind. sost. preavviso (giorni)" da una delle tre righe con menù a tendina poste sotto il calendario mensile. Sotto la colonna "Tempo/Val." della riga suddetta é necessario indicare il numero di giorni di preavviso previsti dall'art. 39 del Ccnl colf e badanti:

A. Per il rapporto di lavoro non inferiori alle 25 ore settimanali:

- fino a 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 15 giorni di calendario;
- oltre i 5 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 30 giorni di calendario.

B. Per il rapporto di lavoro inferiori alle 25 ore settimanali:

- fino a 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 8 giorni di calendario;
- oltre i 2 anni di anzianità presso lo stesso datore di lavoro, 15 giorni di calendario.

3. Comunicare all'Inps la cessazione del rapporto entro 5 giorni dalla data di cessazione in modo telematico entrando nel menù Licenziamento | comunicazioni Inps. Fatto ciò appare una finestra aggiuntiva del browser che riporta al sito Inps. Se non si visualizza la finestra aggiuntiva il motivo è dovuto al fatto che si hanno i pop-up del browser bloccati.

a) Se si utilizza il pin personale del datore di lavoro domestico, una volta che si accede alla pagina Inps (con codice fiscale e pin datore) a sinistra va selezionata la voce “Variazione del rapporto di lavoro”, poi nella maschera Inps successiva va selezionato in basso il codice del rapporto di lavoro a cui si fa riferimento e infine cliccare a sinistra il menù “Cessazione”. Infine va indicata la data di cessazione del rapporto e come motivazione "licenziamento" dato che l'Inps non prevede un motivo ad hoc in questi casi. Per questo é molto importante indicare la motivazione specifica nella lettera di licenziamento.

b) Se si utilizza il pin professionale del consulente o del commercialista, invece, una volta entrati nella pagina Inps va selezionata la voce “Variazione del rapporto di lavoro” e dopo aver indicato codice fiscale del datore e codice rapporto di lavoro si clicca a sinistra su "Cessazione", si indica la data di cessazione e come motivo "licenziamento" dato che l'Inps non prevede un motivo ad hoc in questi casi. Per questo é molto importante indicare la motivazione specifica nella lettera di licenziamento.

Si consiglia infine di stampare la ricevuta cartacea che attesa la comunicazione. Per dare comunicazione all’Inps, oltre alla modalità telematica, esiste la modalità telefonica tramite call center Inps al numero gratuito 803.164 da rete fissa e 06.164.164 da rete mobile.

4. Elaborare il mav relativo ai contributi di cessazione che va versato entro 10 giorni dalla data di cessazione. Per la procedura di elaborazione del mav di cessazione consigliamo di leggere qui.

 

 

 

 

Adempimenti cessazione

[ultimo aggiornamento: per tutte le procedure di licenziamento e dimissioni si può leggere il nuovo manuale aggiornato Webcolf cliccanco qui]

1. COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE:

Al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il datore:

- deve comunicare entro 48 ore a partire dal giorno del termine del rapporto, solo nel caso di lavoratore extracomunitario convivente, la cessazione all'autorità di pubblica sicurezza. Si consiglia di inviare una raccomandata e di tenere la ricevuta in caso di controlli.

- entro 5 giorni dall'interruzione deve poi inviare comunicazione all'INPS competente nel luogo di svolgimento del lavoro mediante comunicazione telematica o tramite il call center (per entrambi i servizi si deve possedere il PIN o essere abilitati come consulenti).Per la comunicazione online si dovrebbe selezionare, una volta entrati nell'area riservata con il pin, la voce servizi di rapporto di lavoro domestico e poi variazione del contratto di lavoro e, infine, inserito il codice fiscale e il codice rapporto di lavoro (che si trova nei mav già pagati) cliccare a sinistra cessazione.

Indicata poi la data del termine del rapporto va selezionata la motivazione(ad esempio, dimissioni, licenziamento decesso datore, risoluzione consensuale, non superamento del periodo di prova ecc...
E' importante stampare poi la ricevuta della cessazione.
In caso di dimissioni essa va fatta firmare dal collaboratore come convalida con l'aggiunta della frase (a mano)"convalido le mie dimissioni" e poi conservata in caso di contestazione;

2. PAGAMENTI:

- entro 10 giorni dall'interruzione il datore deve effettuare il versamento dei contributi dell'ultimo trimestre, utilizzando il MAV generato tramite la procedura del programma "Contributi: Elaborazione MAV in INPS on line". Per l'elaborazione passo passo si legga l'articolo: mav cessazione colf

- entro i primi 10 giorni del mese successivo, il datore deve elaborare la busta paga della collaboratrice domestica saldando anche il trattamento di fine rapporto maturato e gli eventuali ratei di tredicesima e ferie maturati e non ancora pagati.


Webcolf calcola in automatico, indicando la data di cessazione nell'inserimento mensile, tutte le spettanze di fine rapporto insieme alla retribuzione dell'ultimo mese. Per provare il programma gratuitamente per un mese clicca qui

 

Ore minime settimanali per contratto di colf e badanti

Molti nostri utenti, che utilizzano Webcolf per gestire il rapporto di lavoro domestico delle loro colf, badanti o baby-sitter, ci chiedono spesso se ci sono dei requisiti minimi per poter stipulare un contratto di lavoro domestico.

Il contratto collettivo colf e badanti e le norme vigenti non pongono alcun requisito minimo di ore settimanali per la stipula di un contratto ma fissano, invece, le ore massime: 40 per i non conviventi e 54 per i conviventi.

Ciò significa che è possibile assumere una colf anche per 1 ora alla settimana con le stesse procedure di una colf che si assume a 40 ore settimanali o 54.

Altri utenti, inoltre, ci chiedono se, per i contratti di poche ore settimanali, sia più semplice e meno oneroso gestire le prestazioni lavorative con i voucher e con il libretto di famiglia. Ci sentiamo di sconsigliare per ora l'utilizzo di questa procedura per il settore del lavoro domestico in quanto il libretto di famiglia non è conveniente, nè in termini di trattamento economico, nè in termini di pagamento dei contributi e nemmeno in termini di tempo essendo una procedura complessa, che richiede continue comunicazioni all'inps e che ha un costo più elevato rispetto al normale contratto di iscrizione all'inps.

Quali sono le differenze legate al numero di ore settimanali nel contratto di colf e badanti?

In sintesi sono due:

1. C'è una sostanziale differenza tra i collaboratori che lavorano fino alle 23 ore settimanali e quelli che lavorano più di 23 ore perchè l'inps considera la settimana contributiva completa quella in cui la colf o badante lavora 24 ore o più.

Questo ha conseguenze su vari elementi:

- Se la colf o badante richiede la disoccupazione o la maternità , l'inps, nel conteggio dei requisiti minimi valorizza le settimane in base sempre alle 24 ore. Se, ad esempio, una colf lavora 12 ore a settimana, per poter avere la disoccupazione avrebbe bisogno del doppio delle settimane di una colf che lavora 24 o più ore a settimana. 

- Altra cosa, la pensione viene calcolata sempre sulle settimane di 24 o più ore contributive. Se le ore sono inferiori il maturato è molto basso.

2. I collaboratori extracomunitari devono ricevere un minimo mensile per poter rinnovare il permesso di soggiorno pari all'assegno sociale (nel 2018 453 €) e questo importo deriva anche dal numero di ore settimanali. Non c'è un minimo di ore per il rinnovo ma una retribuzione media minima mensile.

2. Per quanto riguarda invece i datori di lavoroconviene stipulare sempre contratti dalle 25 ore in su poichè i contributi per un contratto fino alle 24 ore settimanali sono maggiori. L'aliquota fino alle 24 ore è più alta e dipende anche dalla paga mentre dalle 25 in su è più bassa ed è fissa, indipendentemente dalla paga.

 

Decreto dignità: cosa cambia per colf e badanti?

Il 14 luglio 2018 è entrato in vigore il c.d. "decreto dignità" che ha modificato la normativa vigente in merito ai contratti a tempo determinato.

Cos'è cambiato per i collaboratori domestici?

1) Il D.L. 87/2018 ha modificato il totale complessivo dei mesi in cui il lavoratore può rimanere a tempo determinato presso lo stesso datore anche come somma di più contratti. In precedenza il totale era di 36 mesi mentre ora si é ridotto a 24.

2) Il contratto a tempo determinato può essere prorogato, con il medesimo datore di lavoro, per un massimo di 4 volte contro le 5 previste in precedenza. La somma dei mesi di lavoro previsti nel contratto iniziale e le proroghe comunque non deve mai superare i 24 mesi altrimenti il contratto viene trasformato a tempo indeterminato in modo automatico.

3) E' stata reintrodotta la motivazione come condizione necessaria alla stipula del contratto a tempo determinato. La motivazione deve quindi ricondursi a:

a) esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività, o esigenze che derivino dalla necessità di sostituzione di altri lavoratori;

b) esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria.

La motivazione non é necessaria nei primi 12 mesi del 1° contratto stipulato con la colf o badante quindi il contratto può essere anche prorogato liberamente nei primi dodici mesi ma successivamente, solo in presenza delle condizioni sopra indicate. Nel caso invece di rinnovo del contratto iniziale vanno sempre specificate le motivazioni anche se i 12 mesi non sono ancora intercorsi.

Le nuove disposizioni dettate dal D.L. 87/2018 si applicano ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto ma anche ai rinnovi e alle proroghe dei contratti in corso alla medesima data.

La norma prevede anche un aumento dei contributi per i datori di lavoro ma grazie anche all'intervento dei sindacati di categoria, la discussione in merito durante l'iter di conversione in legge del decreto, ha portato ad escludere tale aumento per i datori di lavoro domestico.

 

 

 

Tempo determinato o indeterminato

Il contratto a tempo determinato che viene stipulato per un periodo massimo complessivo di 24 mesi, si differenzia dall'ordinario rapporto di lavoro per il fatto che è prefissata una scadenza e, quindi, conosciuta già dall'inizio.

Motivazione del contratto
Fermo restando che il contratto di lavoro di regola viene stipulato a tempo indeterminato, è comunque possibile instaurarlo anche a termine per alcune ragioni, in particolare per:

- esecuzione di un servizio definito o predeterminato nel tempo, anche se ripetitivo; (esigenze temporanee e oggettive);
- sostituire anche parzialmente lavoratori che abbiano ottenuto la sospensione del rapporto di lavoro per motivi familiari;
- sostituire lavoratori in malattia, infortunio, maternità o che usufruiscono di diritti istituiti per la tutela dei minori, e che sono assenti ma in periodo di conservazione del posto di lavoro;
- sostituire lavoratori in ferie;

Atto scritto
Per avere efficacia tale tipo di contratto deve risultare da atto scritto nel quale devono essere espresse le motivazioni di tale scelta. ll datore è tenuto a consegnare copia dell'atto scritto entro 5 giorni lavorativi dall'inizio del rapporto. La mancanza di forma scritta comporta la nullità della clausola relativa al termine e, di conseguenza, il contratto si trasforma a tempo indeterminato.

Proroga e trasformazione
E' comunque possibile prorogare il contratto o trasformarlo a tempo indeterminato.

[aggiornamento del 16 luglio 2018 con il D.L. n. 87 del 12 Luglio 2018] La proroga è permessa a queste condizioni:

- solo nel caso la durata del contratto iniziale sia inferiore ai 24 mesi (2 anni);
- per un massimo di 4 volte

Prosecuzione del contratto
Se il lavoro continua di fatto oltre il termine fissato o viene successivamente prorogato il datore di lavoro è obbligato a corrispondere una maggiorazione del 20% fino al 10° giorno successivo e al 40% per ciascun giorno ulteriore.
Comunque, se il lavoro continua oltre il 30° giorno, in caso di contratti di massimo 6 mesi, e oltre il 50° giorno in caso di contratti oltre i 6 mesi il contratto si considera a tempo indeterminato.
Qualora, inoltre, per effetto di successione di contratti con le stesse mansioni, il rapporto di lavoro tra stessi contraenti abbia superato i 3 anni comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione, il rapporto si considera a tempo indeterminato.

Intervallo tra due contratti a tempo determinato
Inoltre tra due o più contratti a tempo determinato tra lo stesso datore e lo stesso collaboratore  l'intervallo minimo previsto è di 10 giorni, per i contratti di massimo 6 mesi e di 20 giorni per i contratti superiori a 6 mesi.

Determinato o indeterminato?
Per quanto riguarda i collaboratori domestici è preferibile stipulare contratti a tempo indeterminato per i seguenti motivi:

- per i tempi indeterminati ( o per i tempi determinati con motivazione sostituzione) i contributi sono più bassi;
- il datore di lavoro può licenziare la propria colf o badante senza motivo dando regolare preavviso (o pagando l'indennità sostitutiva) mentre, con il contratto a tempo determinato non è possibile licenziare la lavoratrice prima del termine,e , nel caso di licenziamento illegittimo il datore è tenuto a pagare tutte le mensilità fino alla scadenza prefissata;
- il datore non deve fare alcuna pratica per proroghe e/o trasformazioni del rapporto.

I contratti a tempo determinato sono preferibili solo in caso di sostituzione di collaboratori il cui periodo di assenza è già stabilito (per es. ferie, aspettativa, maternità).

 

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