calcolo contributi da trasferire

I valori da conoscere per il calcolo dei contributi trimestrali sono:

a) retribuzione oraria effettiva:

Alla quota oraria concordata va aggiunta la quota di 13esima (8,33% della quota oraria) e, in caso di collaboratore convivente, la quota di vitto e alloggio, indipendentemente che il vitto e l'alloggio vengano corrisposti in natura o mediante indennità.

b) ore contributive del trimestre:

Nel conteggio delle ore del mese e quindi poi del trimestre, non si conteggiano le ore considerando le settimane del calendario ma le settimane contributive. La settimana contributiva va da domenica a sabato.

Quindi, per conteggiare le ore del trimestre si sommano le ore retribuite  (non solo quelle lavorate)  dall'ultima domenica del mese precedente al trimestre all'ultimo sabato del mese del trimestre.

Ad esempio, per il calcolo delle ore contributive del primo trimestre  (gen, feb, mar) si contano le ore dall'ultima domenica di dicembre all'ultimo sabato di marzo. Le ore degli altri giorni di marzo saranno calcolate nel trimestre successivo.

c) tipo di contratto: i contributi, dal 2013 si differenziano anche per il tipo di contratto e l'inps pubblica due diverse tabelle degli importi orari dei contributi:

In caso di tempo determinato con motivi diversi dalla sostituzione, infatti, è previsto un contributo addizionale per finanziare l'aspi (disoccupazione).

d) ore lavorate settimanali:

-per le settimane  con 24 ore o più di 24 ore retribuite il contributo orario è fisso

-per le settimane con meno di 24 ore retribuite il contributo dipende dalla fascia oraria.

Nel caso il collaboratore lavori nello stesso trimestre per alcune settimane meno di 24 ore e per altre più di 24 è necessario fare due calcoli separati e quindi, elaborare due mav distinti. La somma dei due mav è l'importo totale da pagare dei contributi.

e) fascia contributiva:

se il collaboratore lavora meno di 24 ore va identificata la fascia contributiva in base alla retribuzione effettiva:

1° fascia: da 0 a 7,77 euro,

2° fascia: da 7,78 a 9,47 euro,

3° fascia: da 9,48 a 999.

Calcolo:

Per calcolare i contributi quindi si moltiplicano le ore contributive del trimestre per l'importo orario contributivo.

 

Esempio:

In caso di tempo determinato con motivo sostituzione di una colf convivente la cui retribuzione oraria è di 8 euro e le ore contributive per il secondo trimestre 2013 sono 88 lavorando 24 ore a settimana.

Il ragionamento è il seguente:

a) si tratta di tempo determinato motivo sostituzione e quindi va considerata la tabella senza addizionale

b) le ore sono 24 e fino a 24 ore il contributo orario varia di fascia contributiva

c) la retribuzione oraria effettiva è 8 euro x 8,33 % di quota 13esima=  8,67 a cui va aggiunta la quota di vitto e alloggio così calcolabile:

(giorni lavorativi del mese x quota giornaliera di vitto e alloggio): le ore lavorative medie.

quindi 26 giorni lavorativi x 5,31 euro (quota giornaliera 2013)=138,06 euro

138,06 euro mensili : (4 ore sett. x 4,3334 settimane medie in un mese)=1,33 euro quota oraria vitto e alloggio

8,67 euro paga base compresa di 13esima + 1,33 euro quota oraria di vitto e alloggio=

10 euro retribuzione oraria effettiva

 

La fascia contributiva è dunque la terza.

d) controllando la tabella relativa all'anno 2013 senza quota addizionale, per la 3° fascia il contributo orario è 1,55 totale, di cui 0,39 a carico collaboratore.

e) quindi la moltiplicazione dovrà essere 88 ore contributive x 1,89= 166,32 euro, che è l'importo totale dei contributi a carico datore e collaboratore.

d) se vogliamo trovare la quota a carico collaboratore moltiplichiamo 88 ore x 0,47= 41,36euro

Ai contributi inps vanno poi aggiunti i contributi cassa colf per 0,03 euro orari, di cui 0,01 euro a carico collaboratore.

 Tutti questi calcoli vengono eseguiti in automatico dal programma webcolf. E' possibile, in base al contratto inserito e ai cedolini prodotti, richiedere il mav in pdf già pronto da stampare oppure elaborare il mav con un copia incolla dei dati del programma nella sezione cedolini e fasi mensili | elaborazione mav in inps on line: la finestra inps è integrata nel programma webcolf per una velocizzazione dell'operazione di elaborazione e stampa mav.

Per provare il programma gratis per un mese , elaborare cedolini e calcolare i contributi può registrarsi qui e seguire l'inserimento facilitato dati collaboratore.

Per ogni dubbio o difficoltà può contattarci all'indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sanatoria 2012. Circolare n. 6410 del 27 Luglio

 

Il dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'interno ha pubblicato la circolare prot. 6410 del 27 Luglio 2012 con lo scopo di fornire dei chiarimenti circa la regolarizziazione dei lavoratori extracomunitari  clandestini, prevista dall'art. 5 del decreto legislativo n. 109/2012.
Qui di seguito riportiamo la circolare 6410 del 27 Luglio 2012:
Circolare  6410 del 27 Luglio 2012
MINISTERO DELL'INTERNO DELLA PUBBLICA SICUREZZADIREZIONE CENTRALE DELL'IMMIGRAZIONE E DELLA POLIZIA DELLE FRONTIERE
N. 400/a/2012/10.2.146
OGGETTO: Decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109 recante "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare".
Modificazione degli articoli 22 e 24 del novellato decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 ed introduzione di una disposizione transitoria.
Si comunica che sulla Gazzetta Ufficiale n. 172, del 25 luglio 2012, è stato pubblicato il decreto legislativo in oggetto, in vigore dal prossimo 9 agosto 2012, che, recependone l'impianto normativo vigente in materia di immigrazione le disposizioni contenute nella Direttiva 2009/52/CE, che modifica gli articoli 22 e 24 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e introduce, all'articolo 5 del decreto legislativo in analisi, una disposizione transitoria finalizzata all'emersione di rapporti di lavoro irregolare.
Con riguardo alle modifiche apportate dal legislatore all'articolo 22, si evidenzia l'inserimento dopo il comma 5, dei commi 5-bis e 5-ter, che disciplinano i motivi di rifiuto e di revoca del nulla osta lavoro. In particolare,
1. il comma 5-bis introduce una preclusione ad ottenere il nullaosta all'ingresso di lavoratori stranieri qualora il datore di lavoro abbia riportato, nell'ultimo quinquennio, una condanna in sede penale per i reati di particolare gravità riconducibili:
- al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina verso l'Italia e dell'immigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite;
- all'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell'articolo 603-bis codice penale;
- al reato previsto dello stesso articolo 22, comma 12;
alla luce di tali dispositivi, pertanto, codeste questure, per il rilascio del prescritto nulla osta di polizia (indispensabile, come noto, per la concessione del nulla osta al lavoro da parte dello Sportello Unico), dovranno avere cura di verificare, nei termini esplicitamente previsti dal legislatore, il possesso, non solo in capo al lavoratore ma anche al datore di lavoro, dei prescritti requisiti soggettivi
2. il comma 5-ter prevede che il nulla osta al lavoro debba essere rifiutato ovvero, nel caso sia stato rilasciato, debba essere revocato nell'ipotesi in cui:
a) gli specifici documenti, presentati ai sensi del precedente comma 2, dell'articolo 22, siano stati ottenuti mediante frode o siano stati falsificati contraffatti,
b) ovvero qualora lo straniero si rechi presso lo sportello unico competente, per la firma del contratto di soggiorno, eentro i termini di otto giorni, esplicitamente previsto dall'articolo 22, comma 6 (salvo, chiaramente, il ritardo sia dipeso da causa di forza maggiore);
lo stesso comma stabilisce che la revoca adottata dal competente Sportello unico debba essere comunicata al Ministero degli Affari Esteri tramite i collegamenti telematici, anche per le eventuali attività correlate alla successiva revoca del visto di ingresso.
Si evidenzia, inoltre, l'inserimento, dopo il comma 12, dei commi 12-bis, 12-ter, 12-quater e 12-quinques. Mentre, infatti, il comma 12, dello stesso articolo 22, già prevede la specifica fattispecie di reato nell'ipotesi di mero impiego da parte di un datore di lavoro di uno straniero privo del permesso di soggiorno, il legislatore con il comma 12-bis ha inteso introdurre delle aggravanti nei casi di impiego irregolare accompagnato da particolare sfruttamento lavorativo, riconducibili alle ipotesi di cui all'articolo 603-bis del codice penale, terzo comma. Di particolare interesse, in tale ambito:
3. i commi 12-quater e 12-quinques che introducono la possibilità di rilasciare uno specifico permesso di soggiorno per motivi umanitari alla straniero che:
1) abbia denunciato il proprio datore di lavoro;
2) e cooperi nel procedimento penale contro il datore di lavoro;
alla luce di tali dispositivi, codeste questure, su proposta o con il parere favorevole del Procuratore della Repubblica, cureranno il rilascio del prescritto permesso di soggiorno, con validità semestrale, rinnovabile alla scadenza, fino alla definizione del procedimento penale, ovvero provvederanno alla revoca nel caso non sussistano più le condizioni che hanno dato luogo al rilascio. Si evidenzia che nei casi in analisi dovrà essere utilizzato il nuovo codice motivo soggiorno UMAN 5 - sfruttamento ambito lavorativo articolo 22 TUI, all'uopo istituito, con lo scopo di poter individuare, in modo puntuale, il numero dei permessi di soggiorno concessi per motivi umanitari e riconducibili alla specifica, nuova, fattispecie introdotta dalla norma in esame.
Si segnala, infine, l'abrogazione del comma 7, del già richiamato articolo 22. Tale intervento abrogativo si è resa necessaria la luce dell'entrata in vigore del sistema della comunicazione obbligatoria, di cui all'articolo 9-bis del decreto legge 510/96 convertito con legge 608/1996 (da ultimo sostituito dall'articolo 1, comma 1180, della legge 296/2006), al competente Centro per l'impiego, che assorbe gli obblighi di comunicazione dal datore di lavoro nei confronti della competente Prefettura, con l'invio del modello unico. Ciò, unitamente al fatto che l'articolo 4 della legge 183 del 2010 ha, peraltro, introdotto sanzioni amministrative più gravi a fronte della violazione del predetto obbligo di comunicazione.
Relativamente all'articolo 24 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, si sottolinea la chiara volontà, espressa dal legislatore, di estendere le previsioni in materia di rifiuto e di revoca del nulla osta al lavoro contenute nei commi 5-bis e 5-ter dell'articolo 22, anche al lavoro subordinato di tipo stagionale.
Con riguardo, infine, ai contenuti della disposizione transitoria, di cui all'articolo 5 del decreto legislativo in esame, nel precisare che sarà cura di questa Direzione Centrale fornire le necessarie indicazioni di carattere tecnico-operativo, a seguito dell'adozione del Decreto interministeriale previsto dal comma 1, si richiama l'attenzione dellle SSLL sui seguenti dispositivi:
4. al comma 1 è precisato che:
a) la dichiarazione di emersione deve essere presentata dai datori di lavoro che, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109 (9 agosto 2012) occupano alle proprie dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occuparli alla data di presentazione della stessa dichiarazione di emersione, un lavoratore straniero irregolarmente presente sul territorio nazionale;
b) il lavoratore straniero deve essere presente sul territorio nazionale in modo ininterrotto almeno dal 31 dicembre 2011; tale presenza dovrà essere attestata mediante documentazione proveniente da organismi pubblici;
c) la dichiarazione deve essere presentata dal 15 settembre al 15 ottobre pp.vv., Secondo le modalità che verranno fissate con lo specifico decreto interministeriale;
5. al comma 3 è previsto che sono ammessi alla procedura di emersione i datori di lavoro italiani, comunitari o stranieri titolari di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo che non risultino condannati:
>a) per i reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, verso l'Italia e dell'immigrazione clandestina dall'Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite;
>b) ai sensi dell'articolo 603-bis codice penale;
c) per i reati previsti dall'articolo 22, comma 12, dello stesso novellato decreto legislativo 286/98;
6. al comma 4 è chiarito che non possono accedere alla procedura anche quei datori di lavoro che, a seguito dell'espletamento di precedenti procedure di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro subordinato ovvero di procedure di emersione, non hanno provveduto alla sottoscrizione del relativo contratto di soggiorno o all'assunzione dello straniero (salvo, chiaramente, cause di forza maggiore non imputabili al datore di lavoro);
7. al comma 5 è precisato che il datore di lavoro è tenuto al versamento di un contributo forfettario di 1.000 euro per ciascun lavoratore e alla regolarizzazione delle somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale;
8. al comma 6 è previsto che, dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo 16 luglio 2012, n 109 (9 agosto 2012) fino alla definizione del procedimento di regolarizzazione instaurato, sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi sia nei confronti del datore di lavoro che nei confronti del lavoratore straniero; tuttavia, tale previsione deve essere letta alla luce delle successive disposizioni contenute nei commi 11 e 13 dello stesso articolo 5 in esame
9. al comma 9 è previsto che contestualmente alla stipula del contratto di soggiorno i datori di lavoro effettui la comunicazione obbligatoria di assunzione al centro per l'impiego ovvero, in caso di lavoro domestico, all'inps;
10. al comma 11 è precisato che, nelle more della definizione del procedimento di regolarizzazione, lo straniero non può essere espulso tranne che nei casi specificatamente previsti nel successivo comma 13, e così sintetizzabile:
a) qualora risulti destinatario di un provvedimento di espulsione, comminato ai sensi dell'articolo 13, commi 1 e 2, lettera c), del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n 286, e dell'articolo 3 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni ed integrazioni;
b) qualora risulti segnalato, nel SIS, da un altro Stato Schengen, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore per l'Italia ai fini della non ammissione;
c) qualora risulti condannato, anche con la sentenza non definitiva, compresa quella pronunciata anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dall'articolo 380 del medesimo codice;
d) qualora lo straniero sia considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei paesi con i quali l'Italia ha sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone; né la valutazione della pericolosità dello straniero si tiene conto anche di eventuali condanne, anche con la sentenza non definitiva, compresa quella pronunciata anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dall'articolo 381 del medesimo codice.
11. al comma 13, infatti, sono specificatamente indicati i lavoratori stranieri che non sono ammessi alla procedura di emersione.
Per quanto concerne l'azione di contrasto all'immigrazione illegale, occorre tenere presente che il legislatore ha escluso dalla procedura di emersione:
- il lavoratore straniero che appartiene ad una delle categorie indicate al comma 13, precedentemente illustrate, pur se presenti sul territorio nazionale prima del 31 dicembre 2011;
- Il lavoratore straniero che non appartiene ad una delle categorie di cui al citato comma 13, qualora lo stesso non sia presente sul territorio nazionale, ininterrottamente, almeno dal 31 dicembre 2011.
A tale proposito, si legge ancora di più l'esigenza di far precedere ogni attività correlata all'allontanamento dello straniero da un'attenta valutazione della sua situazione personale, rilevabile dalla rituale intervista o documentabile mediante la compilazione del "foglio notizie", come indicato con la circolare n. 400/A2011/10.2.5 del 29 giugno 2011, a firma del Signor Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza.
Nel restare a disposizione per eventuali, ulteriori delucidazioni, si confida nella consueta collaborazione delle SS.LL.
IL DIRETTORE CENTRALE
Rodolfo Ronconi
Venerdì, 27 Luglio 2012

Sanatoria 2012. circolare prot. n. 5090 del 31 Luglio 2012

 

Il Dipartimento per le libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno ha pubblicato la circolare prot. n. 5090 del 31 Luglio 2012 per fornire indicazioni e chiarimenti per la regolarizzazione dei lavoratori extra-ue clandestini prevista dall'art. 5 del Decreto legislativo n. 109/2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 Luglio 2012.

In seguito riportiamo per approfondimento la circolare prot. n. 5090 del 31 Luglio 2012.

 

 CIRCOLARE N. 5090 DEL 31 LUGLIO 2012 MINISTERO DELL'INTERNO

Decreto Legislativo n. 109 del 16 luglio 2012, recante "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative assunzioni e a provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare"
MINISTERO DELL'INTERNO
DIPARTIMENTO PER LE LIBERTA' CIVILI E L'IMMIGRAZIONE
Direzione Centrale per le Politiche dell'Immigrazione e dell'Asilo
Ufficio I - Pianificazione delle Politiche dell'Immigrazione e dell'Asilo

 

OGGETTO: Decreto Legislativo n. 109 del 16 luglio 2012, recante "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative assunzioni e a provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare."

    È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25 luglio 2012, serie generale n. 172, il decreto legislativo n. 109 del 16 luglio 2012, "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative assunzioni e a provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e irregolare", che entrerà in vigore il prossimo 9 agosto 2012.
    La Direttiva che viene recepita intende rafforzare la cooperazione tra Stati membri nella lotta contro l'immigrazione illegale, introducendo il divieto per i datori di lavoro di impiegare cittadini di paesi terzi il cui soggiorno e irregolare, nonché norme minime relative assunzioni e a provvedimenti nei confronti di tali datori di lavoro.
    Il predetto divieto, in realtà, è già presente nel nostro ordinamento che - all'articolo 22, comma 12 del decreto legislativo 286/1998 - prevede che l'impiego di stranieri il cui soggiorno e irregolare sia punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato. Il decreto legislativo in oggetto reca delle ipotesi aggravanti nei casi in cui l'impiego di cittadini stranieri il cui soggiorno e irregolare sia caratterizzato da "particolare sfruttamento", riconducibili alle ipotesi in cui al terzo comma dell'art. 603 bis del codice penale.

    Particolare interesse per le procedure di competenza degli Sportelli Unici per l'Immigrazione riveste la modifica apportata al citato art. 22 con l'introduzione del comma 5 ter.
    Tale disposizione prevede che il nulla osta lavoro debba essere rifiutato ovvero, nel caso sia stato rilasciato, debba essere revocato nell'ipotesi in cui:
gli specifici documenti presentati siano stati ottenuti mediante frode o siano stati falsificati o contraffatti;
lo straniero non si rechi presso lo Sportello Unico competente, per la firma del contratto di soggiorno, entro il termine previsto dalla norma, salvo che il ritardo sia dipeso da cause di forza maggiore.

    La revoca del nullaosta viene comunicata al Ministero degli Affari Esteri con un collegamento telematico, appositamente predisposto, anche per gli eventuali adempimenti correlati alla successiva revoca del visto di ingresso.
    Si segnala, inoltre, l'abrogazione del comma 7 del già richiamato art. 22. Tale disposizione va correlata con l'attuale sistema della comunicazione obbligatoria al Centro per l'impiego che assorbe con l'invio del modello unico gli obblighi di comunicazione del datore di lavoro nei confronti della competente Prefettura.
    Al fine di consentire ai datori di lavoro interessati di adeguarsi volontariamente alle norme di legge, ponendo in atto un ravvedimento operoso e di evitare così sanzioni più gravi, è stata prevista una fase transitoria entro la quale può essere dichiarata la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare.
    L'art. 5 del provvedimento normativo, titolato "Disposizione transitoria" ha introdotto, quindi, la possibilità per i datori di lavoro, italiani o stranieri in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo che, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo, occupano irregolarmente da almeno tre mesi e continuano ad occupare alla data di presentazione della dichiarazione di immersione lavoratori stranieri presenti sul territorio nazionale ininterrottamente almeno dalla data del 31 dicembre 2000 e 11 o precedentemente, e dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro allo Sportello Unico per l'Immigrazione.
    Si fa presente che le indicazioni circa le modalità di presentazione della dichiarazione di immersione del rapporto di lavoro o quelle necessarie per la regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari almeno a sei mesi, nonché i limiti di reddito di lavoro di lavoro richiesti per l'emersione del rapporto di lavoro saranno stabiliti con decreto del Ministro dell'Interno di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con il Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione e con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, da adottarsi entro 20 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento legislativo.
    Si evidenziano, di seguito, alcuni punti della normativa di particolare rilevanza e si fa riserva di fornire le indicazioni operative non appena sarà adottato il predetto decreto interministeriale.

    In particolare:

  • il lavoratore straniero per il quale presentata la domanda di emersione deve trovarsi nel territorio nazionale ininterrottamente almeno dal 31 dicembre 2011 o precedentemente e la sua presenza deve essere attestata da documentazione proveniente da organismi pubblici;
  • la dichiarazione di emersione è rivolta ai lavoratori subordinati stranieri occupati in tutti i settori;
  • sono specificate le cause di inammissibilità alla procedura per il datore di lavoro, tra le quali la mancata stipula con il medesimo del contratto di soggiorno e la mancata assunzione del lavoratore, a seguito dell'espletamento di procedure di ingresso per lavoro subordinato, ovvero di procedure di emersione salvo cause di forza maggiore comunque non imputabili al datore di lavoro;
  • il contributo forfettario, da versare prima della presentazione della dichiarazione, ammonta a 1.000 euro;
  • all'atto della stipula del contratto di soggiorno devono essere, altresì, regolarizzate le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari ad almeno sei mesi;
  • è prescritto che il parere della questura venga spesso anche nei riguardi del datore di lavoro e che venga acquisito anche il parere della Direzione Territoriale del Lavoro in ordine alla capacità economica del datore di lavoro e alla congruità delle condizioni di lavoro applicati;
  • sia il datore di lavoro sia il lavoratore dovranno essere convocati presso lo Sportello Unico per la presentazione della documentazione richiesta e per la firma del contratto di soggiorno;
  • la comunicazione obbligatoria di assunzione del lavoratore al Centro per l'Impiego o all'INPS, in base alla tipologia di lavoro, deve essere effettuata contestualmente alla stipula del contratto di soggiorno;
  • i requisiti di accesso alla procedura riguardanti il lavoratore straniero sono stati previsti tenendo conto di quanto indicato nella recente sentenza della Corte Costituzionale n. 182/2012 in merito alla valutazione della pericolosità sociale degli stranieri con riferimento ai reati previsti dall'art. 381 del cpp.


Si ringrazia per l'attenzione

IL DIRETTORE CENTRALE
(Malandrino)

Vedi la Circolare n. 6410 del 27 luglio 2012 Ministero dell'Interno

Sanatoria 2012. Pronto il decreto attuativo

 

Tra pochi giorni verrà pubblicato il decreto interministeriale in cui sono contenute le ultime indicazioni per l'attuazione del processo di emersione dal lavoro nero degli immigrati previsto dal decreto legislativo 109 del 16 Luglio 2012.

Esso in sostanza stabilisce:

1. Per quanto concerne il datore di lavoro:

-egli potrà aderire alla regolarizzazione versando un contributo forfettario di 1000 euro per ciascun lavoratore, che dovrà essere versato esclusivamente tramite il modello di pagamento "F24 versamenti con elementi identificativi", disponibile sui siti dell'agenzia delle entrate, del ministero dell'interno e dell'inps.Tale somma non sarà deducibile nella denuncia dei redditi.

-Le somme riscosse non saranno restituite nel caso di irricevibilità, archiviazione o rigetto della dichiarazione di emersione.

 - per poter fare domanda di regolarizzazione il datore di lavoro deve rispondere anche ad un requisito reddituale.In particolare in caso di persona fisica, ente o società, il reddito imponibile o del fatturato risultante dall'ulitma dichiarazione dei redditi, o dal bilancio di esercizio precedente, non deve essere inferiore ai 30mila euro annui. Se si tratta di un contratto di lavoro domestico, invece il minimo reddituale del datore è di 20 mila euro se il nucleo famigliare è composto da un solo soggetto e 27mila se composto da più persone.

 2. Per quanto concerne il lavoratore:

-la presenza sul territorio della persona immigrata da almeno il 31 dicembre 2011 dovrà essere attestata da una documentazione proveniente da un organismo pubblico, la cui attendibilità sarà poi valutata caso per caso dagli uffici addetti a tale scopo. Tale documentazione va presentata allo sportello unico per l'immigrazione.

3. Per quanto concerne la domanda di regolarizzazione:

-potrà essere presentata solo on line dal 15 settembre al 15 ottobre 2012. Per l'invio sarà prima necessario fare una registrazione sull'apposita pagine web disponibile all'indirizzo www.interno.gov.it.

-essa deve contenere i dati identificativi del datore di lavoro, l'indicazione delle generalità e della nazionalità del lavoratore straniero, con alla mano passaporto o altro documento valido per l'ingresso in italia, l'attestazione del requisito reddituale, l'attestazione dell'occupazione del lavoratore; inoltre in essa vanno indicati tipologia e modalità di impiego ovvero lavoro a tempo determinato o indeterminato con orario di lavoro pieno, tranne per i lavoratori domestici, per cui sono ammessi anche rapporti di lavoro a tempo parziali non inferiori alle 20 ore settimanali.

-il datore che richiede la regolarizzazione deve poi dimostrare di aver versato le somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale per un periodo non inferiore ai 6 mesi. Si tratta, cioè, delle somme minime giornaliere fissate ogni anno dall'inps.

- al momento della stipula del contratto di soggiorno il datore deve dimostrare di aver risposto a tutti gli obblighi di natura contrbutiva a partire dalla data di assunzione.

Sanatoria 2012: codici tributo f24 per il versamento di 1000 euro

 

La domanda per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri prevista dal decreto legislativo n.109 del 16 luglio 2012, come abbiamo accennato nei precedenti articoli, andrà presentata dal 15 settembre 2012 al 15 ottobre 2012 previo il pagamento da parte del datore di lavoro di un contributo forfettario di 1000 euro per ciascun lavoratore.
In merito a questo pagamento, l'Agenzia delle entrate, con la risoluzione n.85/e del 31 Agosto 2012, ha istituito i codici tributo per il versamento di tale contributo.
I codici tributo, operativi dal 7 settembre 2012, sono:
-"REDO" denominato "datori di lavoro domestico - regolarizziazione extracomunitari - art. 5, comma 5, del D.lgs. n. 109/2012";
-"RESU" denominato "datori di lavoro subordinato - regolarizzazione extracomunitari - art. 5, comma 5, del D.lgs. n. 109/2012";
Il pagamento del contributo di 1000 euro deve essere effettuato esclusivamente tramite il modello "F24 con elementi identificativi".

Tale modello è reperibile sul sito internet, del Ministero del lavoro, del Ministero per la cooperazione internazionale e dell'INPS.

La risoluzione specifica che:
1. nella sezione "CONTRIBUENTE", devono essere indicati i dati anagrafici e il codice fiscale del datore di lavoro che effettua il pagamento;
2.nella sezione "ERARIO ED ALTRO", in corrispondenza degli "importi a debito versati":
-il campo "tipo" è valorizzato dalla lettera "R";
-il campo "elementi identificativi" è valorizzato con il numero di passaporto p di altro documento equipollente del lavoratore. Se tale numero è composto da più di 17 caratteri si riportano solo i primi 17;
-il campo "codice" è valorizzato con il codice tributo;
-il campo "anno di riferimento" è valorizzato con "2012", anno per cui si effettua il pagamento.

Risoluzione n. 85 del 31 Agosto 2012

 

Per approfondimenti alleghiamo qui sotto la risoluzione n. 85 del 31 Agosto 2012

 

RISOLUZIONE N. 85/E
Roma, 31 agosto 2012


OGGETTO:Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, del contributo forfettario dovuto ai sensi dell’articolo 5, comma 5, del decreto legislativo del 16 luglio 2012, n. 109. L’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, prevede che “I datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in possesso del titolo di soggiorno previsto dall'articolo 9 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni ed integrazioni che, alla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi, e continuano ad occuparli alla data di presentazione della dichiarazione di cui al presente comma, lavoratori stranieri presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto almeno dalla data del 31 dicembre 2011, o precedentemente, possono dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l'immigrazione, […] .
La dichiarazione e' presentata dal 15 settembre al 15 ottobre 2012 […]”.
L’articolo 5, comma 5, del citato decreto, stabilisce che tale dichiarazione “e' presentata previo pagamento, […] di un contributo forfettario di 1.000 euro per ciascun lavoratore. […]”.
In attuazione del predetto disposto normativo, è stato emanato il decreto del Ministro dell'interno del 29 agosto 2012, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione e con il Ministro dell'economia e delle finanze. Tale decreto, all’articolo 2, prevede che il pagamento del contributo forfettario sia effettuato esclusivamente tramite il modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”.
Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti
____________


Per consentire il versamento del contributo in parola, tramite il predetto modello di pagamento, sono istituiti i seguenti codici:
· “REDO” denominato “Datori di lavoro domestico – regolarizzazione extracomunitari - art. 5, comma 5, del d.lgs. n.109/2012”;
· “RESU” denominato “Datori di lavoro subordinato – regolarizzazione extracomunitari - art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 109/2012”.


In sede di compilazione del modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” sono indicati:
 nella sezione “CONTRIBUENTE”, i dati anagrafici e il codice fiscale del datore di lavoro che effettua il pagamento;
 nella sezione “ERARIO ED ALTRO”, in corrispondenza degli “importi a debito versati”:
- il campo “tipo” è valorizzato con la lettera “R”;
- il campo “elementi identificativi” è valorizzato con il numero di passaporto o di altro documento equipollente del lavoratore. Se tale numero è composto da più di 17 caratteri si riportano solo i primi 17;
- il campo “codice” è valorizzato con il codice tributo;
- il campo “anno di riferimento” è valorizzato con “2012”, anno per cui si effettua il versamento.
Il modello di pagamento “F24 Versamenti con elementi identificativi” è reperibile oltre che sul sito internet dell’Agenzia delle entrate anche sui siti internet del Ministero dell'interno, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero per la cooperazione internazionale e l’integrazione e dell’INPS.
I suddetti codici tributo sono operativamente efficaci a decorrere dal 7settembre 2012.
IL DIRETTORE CENTRALE

Sanatoria 2012: ulteriori specificazioni per la domanda di regolarizzazione

 

1.Come fare la domanda di emersione?
Sarà possibile fare la richiesta di regolarizzazione solamente attraverso un iter on line. Quindi, per eseguire la procedura, sono necessari: un pc, una connessione internet e, a portata di mano, una documentazione necessaria.

2.In caso di dubbi sulle modalità di compilazione e sulla procedura da seguire c'è un servizio di assistenza o una guida?
certamente, il manuale di utilizzo del sistema è reperibile all'indirizzo internet www.interno.gov.it. Inoltre ci sarà un help desk attivo dal prossimo 15 settembre.

3.Quali sono le fasi principali del procedimento di regolarizzazione?
1.registrazione  del datore di lavoro su una sezione dedicata del sito web del ministero dell'interno, disponendo di un indirizzo di posta elettronica così da generare l'apposito modulo e procedere all'inserimento dei propri dati anagrafici
2.installazione nel proprio pc del programma per la compilazione della domanda di assunzione
3.compilazione del modulo:

-con l'inserimento dei dati anagrafici di datore e lavoratore. Ricordiamo che la regolarizzazioen è consentita ai datori italiani, comunitari o stranieri con permesso di soggiorno o in attesa di ricevere la carta di soggiorno. I documenti devono essere validi ma il passaporto dello straniero scaduto permette comunque l'inoltro della domanda a condizione che all'appuntamento presso lo sportello unico per l'immigrazione ne abbia uno in corso di validità.
- dopo i dati anagrafici si procede alla compilazione della proposta di contratto di soggiorno  per lavoro subordinato:tipologia/mansioni, livello-categoria, tipo di rapporto e orario di impiego settimanale, località di impiego del lavoratore.Nel caso il datore voglia rivalersi delle spese per la messa a disposizione dell'alloggio trattenendo dalla retribuzione una somma massima di un terzo del suo importo mensile, la decurtazione, così come la misura deve essere prevista nella proposta di contratto di soggiorno.
- inoltre il datore dovrà dichiarare:
a) che il rapporto è stato costituito minimo dal 9 maggio 2012 (6 mesi)
b) di disporre di reddito, per i datori di lavoro domestico, di: 20 mila nel caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto e 27 mila nel caso di nucleo familiare composto da più soggetti conviventi; inoltre particolare compartecipa alla formazione del reddito il coniuge e i parenti entro il secondo grado (quindi anche i figli), anche se non conviventi. nel caso di badanti di persona non autosufficiente (con non autosufficienza documentata) non vi è un limite di reddito. Per tutte le altre tipologie  di lavoro, invece, il reddito o il fatturato minimo per presentare la domanda è di 30 mila euro.
c) di garantire al lavoratore una retribuzione mensile non inferiore a quella prevista dal ccnl di riferimento
d) di impegnarsi di sostenere le spese di rientro del lavoratore in patria nel caso di espulsione
e) a comunicare ogni variazione del rapporto di lavoro
f) il datore dovrà poi riportare la data del versamento dei 1000 euro previsti come contributo forfettario e di digitare il codice a barre della marca da bollo di 14,62 euro


4.Invio del modulo che:
a) si potrà trasmettere dal 15 settembre al 15 ottobre
b) il sistema invierà una ricevuta per ogni domanda, la cui copia andrà consegnata al lavoratore in caso di controllo sulla regolarità della sua permanenza sul territorio nazionale
5.infine, è prevista la convocazione presso lo sportello unico durante la quale il datore dovrà presentare copia della dichiarazione dei redditi e della ricevuta di invio telematico della domanda, copia del versamento delle somme dovute a titolo retributivo, contributivo e fiscale, per un periodo commisurato al rapporto di lavoro, o, comunque, non inferiore ia 6 mesi, il modello f24 e la marca da bollo.

4. Come si documenta la presenza del lavoratore straniero in Italia dal 31/12/2011, requisito fondamentale per la richiesta della domanda?
Tale documentazione deve provenire da organismi pubblici. In specifico saranno validi:
a) timbri di entrata sul passaporto
b) i decreti di espulsione
c) i certificati medici ospedalieri
d) i tesserini stp per l'accesso all'assistenza sanitaria dei clandestini
e) gli inviti di recarsi in questura per regolarizzare la propria posizione amministrativa
f) copia della cessione di fabbricato
Al contratio non saranno valide le documentazioni di privati, quali, ad esempio, gli scontrini di acquisto o le ricevute di invio di denaro

5.Mano al portafoglio, cosa dovrà versare il datore di lavoro per regolarizzare il lavoratore straniero?
1.versamento dal 7 settembre del contributo forfettario di 1000 euro, mediante f24 con elementi identificativi (codice tributo redo nel caso di regolarizzazione lavoro domestico e codice tributo resu nel caso di regolarizzazione di lavoro subordinato). Tale contributo è versato all'inps e non è deducibile dal reddito. Nel caso di esito negativo della sanatoria l'importo non sarà restituito.
-pagamento di tutti gli oneri inerenti il costo del lavoro riferito al rapporto di lavoro sommerso, per un periodo non inferiore ai 6 mesi: parte retributiva, contributiva e fiscale.


a) oneri di retribuzione: le somme versate al lavoratore, di cui si dovrà rendere dimostrazione circa l'avvenuta erogazione, non possono essere inferiori a quanto discipinato dai contratti collettivi nazionali di lavoro in base a mansione e livello. nel caso contrario il datore dovrà versare la differenza entro la prima convocazione della prefettura a conclusione della procedura. Per colf e badanti, per cui è accettata la domanda di regolarizzazione anche con lavoro part-time di minimo 20 ore (per tutte le altre tipologie di lavoro invece solo full  time), la corresponsione della retribuzione non può essere inferiore al minimo previsto per l'assegno sociale.
b) oneri fiscali: nel caso di lavoratore domestico, egli dovrà fare la dichiarazione dei redditi con modello unico per i redditi percepiti nel 2012. Per le altre tipologie di lavoro il datore, in quanto sostituto d'imposta, dovrà versare le ritenute irpef, le addizionali comunali e regionali per il periodo di lavoro pregresso (minimo 6 mesi) entro il prossimo 16 novembre mediante f24 e certificarne il pagamento in sede di sottoscrizione del contratto di soggiorno
c) oneri contributivi: per quanto riguarda il lavoro domestico: i contributi inps saranno dovuti, in aggiunta ai mille euro e varieranno in base al numero di ore che sarà indicato nella domanda di emersione (minimo 20, massimo 54) e dovranno essere versati solo mediante i mav che l'istituto manderà al datore di lavoro. Per gli altri contratti di lavoro la correttezza del versamento di contributi sarà evinta dal durc, che sarà richiesto dallo sportello unico in via telematica  all'inps. Il Durc dovrà attestare la regolarità dalla data di assunzione del lavoratore, ovvero la data in cui ha avuto inizio il rapporto di lavoro sommerso.

6. Per la regolarizzazione si potrà instaurare anche un rapporto di lavoro a tempo determinato?
Certamente, il rapporto di lavoro può essere instaurato sia a tempo indeterminato che a tempo determinato.

7. Se il lavoratore in passato è stato espulso, si può presentare la procedura di emersione?
Sì, si può procedere all'emersione se egli è stato espulso per violazione delle norme di soggiorno come, ad esempio, quando è entrato senza controlli alla frontiera nel territorio italiano, quando si è trattenuto nel territorio italiano senza permesso di soggiorno, quando il permesso è stato revocato, annullato, rifiutato o scaduto senza che ne sia stato chiesto il rinnovo.

8. Esiste un limite numerico per il personale domestico che si intende regolarizzare?
no, non esiste un limite ma il datore deve tuttavia dimostrare di avere una capacità economica congrua al numero delle richieste presentate, che sarà valutata dalla Direzione territoriale del lavoro, tenendo conto anche del numero dei dipendenti già in forza alla data della presentazione della domanda.

9. Il datore di lavoro che si rifiuti di assumere l'extracomunitario alla stipula del contratto di soggiorno, rischia sanzioni?
Se il datore rifiuta di sottoscrivere il contratto di lavoro cessano i benefici della sanatoria e scatteranno procedimenti penali ed amministrativi. Ma, nel caso in cui la sanatoria non andasse a buon fine per motivi indipendenti dalla volontà o dal comportamento del datore di lavoro, si avrà l'archiviazione della condotta illecita.

10. Nel caso la badante sia sempre stata pagata in contanti come dimostrare che il rapporto sussiste dal 9 maggio o da una data precedente?
La data di inizio rapporto rientra tra i dati dell'istanza che costituisce una dichiarazione di responsabilità.

11. Se una colf ha fatto due lavori con due datori diversi dal 9 maggio si può chiedere la regolarizzazione per l'ultimo datore di lavoro?
No perchè il rapporto di lavoro con il datore deve sussistere minimo dal 6 maggio, ovvero tre mesi prima dell'entrata in vigore della legge per la sanatoria del 9 agosto.

12. Nel caso di straniero avente permesso di soggiorno ma non abilitato a lavorare è possibile chiedere la regolarizzazione?
Certamente, poichè il lavoratore non è in possesso di un titolo abilitante allo svolgimento di attività lavorativa, e quindi svolge un lavoro in una condizione irregolare, egli può accedere alla sanatoria.

13. Quali sono i termini per i pagamenti previsti per la regolarizzazione da parte del datore di lavoro?
Il versamento dei 1000 euro di contributo forfettario va fatto prima dell'invio della domanda, mentre quello relativo alle somme dovute a livello contributivo, fiscale e retributivo entro la data della convocazione alla sportello unico per l'immigrazione, dove, infatti, si dovranno esibire tutte le ricevute dei pagamenti effettuati.

14. La documentazione che attesta la presenza del lavoratore straniero almeno dal 31 dicembre 2011 dovrà essere allegata alla domanda di emersione?
No, secondo le indicazioni del ministro dell'Interno, la documentazione proveniente da organismi pubblici che attesta la presenza dovrà essere esibita allo sportello unico.

15. Possono fare domanda di emersione anche i datori di lavoro che hanno in corso un processo penale o amministrativo per aver assunto un lavoratore straniero senza permesso di soggiorno?
Certamente, sarà possibile una sospensione dei procedimenti penali o amministrativi per tutti i datori che abbiano assunto irregolarmente stranieri e che abbiano subito ispezioni anche dopo il 9 agosto 2012.

 

 

Decreto interministeriale del 29 Agosto 2012

 

Ministero dell'Interno
Decreto 29 agosto 2012
Attuazione dell'articolo 5 del decreto legislativo n. 109/2012, in materia di emersione dal lavoro irregolare. (12A09682)
IL MINISTRO DELL'INTERNO di concerto con
IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
IL MINISTRO PER LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E L'INTEGRAZIONE
IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE
Visto il decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, recante "Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno e'irregolare";
Visto in particolare l'articolo 5 del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, concernente la possibilita' di dichiarare la sussistenza dei rapporti di lavoro irregolari, che demanda ad un decreto del Ministro dell'interno, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali, per la cooperazione internazionale e l'integrazione e dell'economia e delle finanze: la fissazione delle modalita' di presentazione della dichiarazione di emersione del rapporto di lavoro; la fissazione delle modalita' per la regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale; la fissazione dei limiti di reddito del datore di lavoro richiesti per l'emersione del rapporto di lavoro;
Visto il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni ed integrazioni, recante "Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione giuridica dello straniero in Italia";
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 e successive modificazioni e integrazioni, recante il regolamento di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero ed in particolare l'articolo 30 bis;
Decreta:
Art. 1
Presentazione della dichiarazione di emersione
1. I datori di lavoro di cui all'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 16 luglio 2012 n. 109, nonche' i datori di lavoro stranieri che hanno esercitato il diritto alla libera circolazione in conformita' alla direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, che, alla data di entrata in vigore del medesimo decreto, occupano irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno tre mesi e continuano ad occupare alla data di presentazione della dichiarazione di emersione, lavoratori stranieri presenti nel territorio nazionale ininterrottamente almeno dalla data del 31 dicembre 2011 o precedentemente, possono dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l'immigrazione.
2. Le dichiarazioni di emersione di cui al comma 1 sono presentate esclusivamente con modalita'  informatiche dal 15 settembre al 15 ottobre 2012.
3. L'accesso al sistema informatico avviene tramite connessione ad internet e consente la compilazione e la spedizione telematica della dichiarazione di emersione, previa registrazione dell'utente sull'apposita pagina disponibile all'indirizzo www.interno.gov.it .
4. Le fasi della procedura e le modalita' di compilazione dei moduli appositamente predisposti per la presentazione della dichiarazione di emersione sono indicate nel "Manuale dell'utilizzo del sistema" pubblicato a cura del Ministero dell'interno all'indirizzo di cui al comma 3.
Art. 2
Pagamento del contributo forfetario
1. La dichiarazione di emersione e' presentata previo pagamento di un contributo forfetario di 1.000,00 (mille) euro per ciascun lavoratore. Tale importo non e' deducibile ai fini dell'imposta sul reddito.
2. Il contributo forfetario e' versato esclusivamente tramite il modello di pagamento "F24 Versamenti con elementi identificativi", reso disponibile sui siti internet dell'Agenzia delle entrate, del Ministero dell'interno, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Ministero della cooperazione internazionale e dell'integrazione e dell'INPS. Il modello di pagamento deve contenere, oltre ai dati relativi al datore di lavoro, anche il numero di passaporto o di altro documento equipollente dellavoratore.
3. Con risoluzione dell'Agenzia delle entrate sono istituiti i codici tributo per il versamento del contributo forfetario e sono impartite le istruzioni per la compilazione del modello di pagamento.
4. Le somme riscosse a titolo di contributo forfetario sono riversate all'INPS, a cura della Struttura di gestione di cui all'art. 22 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, per essere destinate alle relative finalita' ai sensi del comma 14 dell'articolo 5 del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109.
5. In caso di irricevibilita', archiviazione o rigetto della dichiarazione di emersione, ovvero di mancata presentazione della stessa, non si procedera' alla restituzione delle somme versate a titolo di contributo forfetario.
Art. 3
Requisito reddituale del datore di lavoro
1. L'ammissione alla procedura di emersione e' condizionata all'attestazione del possesso, da parte del datore di lavoro persona fisica, ente o societa', di un reddito imponibile o di un fatturato risultante dall'ultima dichiarazione dei redditi o dal bilancio di esercizio precedente non inferiore a 30.000,00 (trentamila) euro annui, salvo quanto previsto al comma 2.
2. Per la dichiarazione di emersione di un lavoratore straniero addetto al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, il reddito imponibile del datore di lavoro non puo' essere inferiore a 20.000 euro annui in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito, ovvero non inferiore a 27.000 euro annui in caso di nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica composta da piu' soggetti conviventi. Il coniuge ed i parenti entro il 2^ grado possono concorrere alla determinazione del reddito anche se non conviventi.
3. In caso di dichiarazione di emersione presentata dal medesimo datore di lavoro per piu' lavoratori, ai fini della sussistenza del requisito reddituale di cui ai commi 1 e 2, la congruita' della capacita' economica del datore di lavoro in rapporto al numero delle richieste presentate, e' valutata dalla direzione territoriale del lavoro ai sensi del comma 8 dell'articolo 30 bis del D.P.R. 31 agosto 1999 n.394.
4. La verifica dei requisiti reddituali di cui al comma 2 non si applica al datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne limitano l'autosufficienza, il quale effettua la dichiarazione di emersione per un lavoratore straniero addetto alla sua assistenza.
Art. 4
Contenuti della domanda di emersione
1. La dichiarazione di cui all'articolo 1 contiene, a pena di inammissibilita':
a) i dati identificativi del datore di lavoro, compresi i dati relativi al titolo di soggiorno nel caso di datore di lavoro straniero;
b) l'indicazione delle generalita' e della nazionalita' del lavoratore straniero occupato al quale si riferisce la dichiarazione e l'indicazione degli estremi del passaporto o di un altro documento equipollente valido per l'ingresso nel territorio dello Stato;
c) l'indicazione della tipologia e delle modalita' di impiego;
d) l'attestazione del possesso del requisito reddituale di cui all'articolo 3;
e) l'attestazione dell'occupazione del lavoratore per il periodo previsto dall'articolo 1;f) la dichiarazione che la retribuzione convenuta non e' inferiore a quella prevista dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento;
g) la proposta di contratto di soggiorno previsto dall'articolo 5-bis del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
h) l'indicazione della data della ricevuta di pagamento del contributo forfetario di 1000 euro di cui all'articolo 2;
i) l'obbligo di regolarizzare la posizione retributiva, contributiva e fiscale secondo quanto previsto dall'art. 5 per un periodo commisurato alla durata del rapporto di lavoro, o comunque non inferiore a sei mesi, per rapporti di durata inferiori al semestre;
l) l'indicazione del codice a barre telematico della marca da bollo di 14,62 euro richiesta per la procedura di emersione.
2. Per tipologia e modalita' di impiego di cui alla lettera c) del comma 1 si intende il lavoro subordinato a tempo determinato e indeterminato con orario di lavoro a tempo pieno, fatta eccezione per il settore del lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare per il quale sono ammessi i rapporti di lavoro a tempo determinato e indeterminato con orario di lavoro a tempo parziale non inferiore alle 20 ore settimanali, con la retribuzione prevista dal CCNL e comunque non inferiore al minimo previsto per l'assegno sociale.
Art. 5
Regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale
1. Il datore di lavoro deve dimostrare la regolarizzazione delle somme dovute al lavoratore a titolo retributivo, per un periodo commisurato alla durata del rapporto di lavoro o comunque non inferiore a 6 mesi, mediante attestazione redatta congiuntamente al lavoratore stesso, del pagamento degli emolumenti dovuti in base al CCNL riferibile alle attivita' svolte. Tali somme arretrate devono corrispondere alle retribuzioni minime giornaliere fissate annualmente dall'INPS ai sensi della Legge n. 389 del 7 dicembre 1989 di conversione del D.L. n. 338/1989).
2. All'atto della stipula del contratto di soggiorno, il datore di lavoro deve, altresi', dimostrare di aver provveduto ad adempiere, nel rispetto delle disposizioni vigenti, a tutti gli obblighi in materia  contributiva maturati a decorrere dalla data di assunzione del lavoratore come risulta dalla dichiarazione di cui all'articolo 1, fino alla data di stipula del contratto di soggiorno e, comunque,per un periodo non inferiore a sei mesi. A tal fine, per la regolarizzazione di un rapporto di lavoro dipendente non domestico il datore di lavoro dovra':
a) per un rapporto di lavoro non agricolo provvedere alla regolarizzazione dei lavoratori oggetto di emersione e presentare copia delle denunce Uniemens prelevate dal rendiconto individuale del lavoratore per tutti i mesi oggetto della regolarizzazione.
Lo sportello unico per l'immigrazione provvedera' a richiedere in via telematica il documento unico di regolarita' contributiva (DURC) al fine di accertare, a decorrere dalla data di assunzione del lavoratore, la correttezza e la correntezza dei versamenti contributivi e assicurativi del datore di lavoro nonche', se dovuti, dei versamenti alla Cassa edile.
b) per un rapporto di lavoro agricolo provvedere alla regolarizzazione dei lavoratori oggetto di emersione e presentare la copia del modello DMAG e/o DMAG di variazione trasmesso all'Inps.
Lo sportello unico provvedera' a richiedere, in via telematica all'Inps, la certificazione di regolarita' contributiva dell'azienda che attestera', a decorrere dalla data di assunzione del lavoratore, l'avvenuta denuncia del lavoratore stesso e la correttezza e correntezza degli adempimenti contributivi del datore di lavoro.
Con specifico riferimento, invece, alla regolarizzazione di un rapporto di lavoro domestico il datore di lavoro dovra' dimostrare di aver effettuato il pagamento dei contributi dovuti mediante esibizione di copia del bollettino MAV, pagabile, al riguardo, esclusivamente presso gli sportelli bancari o postali.
3. Il datore di lavoro regolarizza, ai fini fiscali, le somme dovute sulle retribuzioni corrisposte al  lavoratore, per un periodo commisurato alla durata del rapporto di lavoro o comunque non inferiore a sei mesi, mediante il versamento entro il 16 novembre 2012 delle ritenute operate ai sensi dell'articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e delle trattenute operate ai sensi dell'articolo 50 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 e dell'articolo 1 del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360.
Con riferimento alle somme corrisposte a partire dal mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione di cui all'art. 5, comma 1, del D.Lgs. n. 109/2012, il versamento delle ritenute e delle trattenute operate deve essere effettuato entro il termine previsto dall'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
In ogni caso, la regolarizzazione deve essere attestata all'atto della stipula del contratto di soggiorno mediante apposita autocertificazione.
Art. 6
Comunicazione obbligatoria di assunzione
1. Con la sottoscrizione del contratto di soggiorno il datore di lavoro assolve agli obblighi di  comunicazione di cui all'art. 9, comma 2, del decreto-legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni nella legge 28 novembre 1996, n.608. Tale comunicazione e' messa a disposizione dei servizi competenti e delle direzioni territoriali del lavoro secondo gli standard tecnici di cui al decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 30 ottobre 2007.
Art. 7
Clausola di invarianza finanziaria
1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le Amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Il presente decreto sara' trasmesso ai competenti organi di controllo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Circolare del Ministero dell'Interno n. 7809 del 12 settembre 2012

 

Circolare 12 settembre 2012, n. 7809
Mistero dell'Interno
Dipartimento della pubblica sicurezza

Direzione centrale dell'immigraizone e della polizia delle frontiere 400/c/2012

OGGETTO:Decreto legislativo 16 Luglio 2012, n. 109. Introduzione norma transitoria per l'emrsione dei lavoratori irregolarmente occupati. Aspetti operativi.
AI SIGG. QUESTORI DELLA REPUBBLlica (LORO SEDI)
c.p.c.
AL DIPARTIMENTO PER LE LIBERTA' CIVILI E L'IMMIGRAZIONE
Direzione Centrale per le Politiche dell'Immigrazione e Asilo(ROMA)
ALLA SEGRETERIA DEL DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA(ROMA)
AI SIGG. DIRIGENTI ZONE POLIZIA DI FRONTIERA(LORO SEDI)
Decreto legislativo 16 luglio 2012, n.109. Introduzione norma transitoria per l'emersione dei lavoratori stranieri irregolarmente occupati. Aspetti operativi. Il 15 settembre p, v. iniziano a decorrere i termini per la presentazione della dichiarazione di emersione degli stranieri irregolarmente occupati, secondo le modalità indicate nell'apposito decreto del Ministro dell'Interno del 29 agosto 2012, emanato di concerto con i Ministri del Lavoro e delle Politiche sociali, per la Cooperazione internazionale e l'integrazione e per l'Economia e Finanze e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 209 del 7 settembre scorso.
Facendo seguito alle indicazioni già fornite con circolare, prof, 400/A/2012/10.2.146 del 27 luglio 2012, di questa Direzione Centrale, si forniscono indicazioni circa gli adempimenti operativi di competenza degli Uffici Immigrazione, nell'ambito della procedura in parola.
In primo luogo, si richiama l'attenzione sul fatto che il regime transitorio introdotto all'art. 5 del decreto legislativo in oggetto è rivolto ai datori di lavoro italiani, comunitari, stranieri titolari di un permesso di soggiorno che per soggiornanti di lungo periodo o stranieri titolari di carta di soggiorno rilasciata ai sensidell'art. 10 del decreto legislativo n. 30/2007, che impiegano "irregolarmente" alle proprie dipendenzelavoratori stranieri presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto, almeno alla data del 31 dicembre2011.Di conseguenza, la procedura di regolarizzazione può essere attivata anche nei confronti dei lavoratoristranieri, presenti ininterrottamente dalla data sopra indicata, titolari di un permesso di soggiorno rilasciatoper motivi che non autorizzano lo svolgimento di attività lavorativa o autorizzati a permanere sul territorio nazionale per un periodo temporale delimitato, quali ad es. i titolari di permesso di soggiorno rilasciato ai sensi dell'art. 31 del Testo unico immigrazione. In particolare, codeste Questure provvederanno a verificare l'insussistenza di motivi ostativi alla dichiarazione di emersione da parte del datore di lavoro, di cui al comma 3, dell’art. 5, del d.lgs. n. 109/2012, e l'insussistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso di soggiorno al lavoratore straniero, di cui al comma 13, del medesimo articolo.
A tal fine, codeste Questure accerteranno per il datore di lavoro l'eventuale presenza delle sentenze di condanna, riportate, negli ultimi cinque anni, per le ipotesi di reato Specificatamente individuate nel comma 3 dell'art. 5. del d.lgs. n. 109/2012, e per il lavoratore straniero di eventuali condanne per i reali di cui agli artt, 380 e 381 del codice di procedura penale, o di decreti di espulsione ai sensi dell'art. 13, comma 1, e comma 2. lett c) del T.U.I. e dell'art. 3. del decreto legge n.144/2005, o che risultino segnalati ex art. 96 nel Sistema Informatico Schengen, esprimendo all'esito delle verifiche un unico parere, che sarà trasmesso allo Sportello Unico per i seguiti di competenza.
Nello specifico, si evidenzia che i motivi di esclusione alla procedura riguardanti i lavoratori stranieri sono stati previsti tenendo conto di quanto indicato nella sentenza della Corte Costituzionale n. 172, del 2 luglio 2012, in merito alla valutazione della pericolosità sociale degli stranieri condannati per uno dei reati, previsti dall'art. 381 del codice di procedura penale.
L'eventuale sussistenza di condanna per reati inquadrabili nella citata disposizione processuale penale non determina alcun automatismo ostativo, non essendo da sola sufficiente ad esprimere un giudizio di pericolosità, ma deve essere valutata tra gli elementi che possono considerarsi ai fini della formulazione di un più ampio quadro personale, idoneo a suffragare la valutazione che lo straniero rappresenti "una minaccia concreta ed attuale per l'ordine pubblico e la sicurezza per lo Stato o per uno degli Stati con i quali l'Italia ha sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne". Sul punto, si richiama l'attenzione sulla necessità di esplicitare compiutamente le ragioni che fanno ritenere perdurante la pericolosità sociale, attenendosi ai ben noti criteri di oggettività, concretezza (gravità del reato, allarme sociale procurato, comportamento successivo) ed attualità (tempo decorso dalla commissione del
reato), in modo da consentire allo Sportello Unico, titolare del procedimento, una congrua motivazione dell'eventuale provvedimento di rigetto; Appare, inoltre, opportuno richiamare l'attenzione di codeste Questure sulla necessità di provvedere a fornire allo Sportello Unico tutte le informazioni eventualmente in possesso agli atti di ufficio relative alla verifica sulle cause di esclusione di cui al comma 4. deIl’art. 5, del decreto legislativo in oggetto, e in relazione alla sussistenza del requisito della presenza dello straniero al 31 dicembre 2011, di competenza, rispettivamente, della Direzione Territoriale del Lavoro e dello Sportello Unico per l'Immigrazione.
Soffermandoci sulla trattazione delle pratiche, si pone in rilievo che al fine di semplificare e velocizzare le verifiche delle singole posizioni individuali, il personale degli Uffici Immigrazione potrà avvalersi dei sistemi informatici in uso, che sono stati implementati di una apposita funzionalità all'uopo predisposta al fine di semplificare le procedure di interrogazione nella banca dati SDI, e, contestualmente, anche al Sistema Informatico Schengen, per quanto riguarda gli stranieri inammissibili, secondo la scheda tecnica che verrà trasmessa allegata alla presente in formato elettronico.
Nel caso in cui la procedura di emersione si sia conclusa con esito positivo, lavoratore straniero sarà rilasciato un permesso di soggiorno per lavoro di durata annuale o biennale, a seconda della durata determinata o indeterminata del rapporto di lavoro.
Sarà cura di codeste Questure provvedere alla revoca di eventuali provvedimenti di espulsione. A tal fine, si pone in rilievo che non sono necessari atti formali di revoca del provvedimento adottato, trattandosi di effetto derivante direttamente dalla legge ex art. 5, comma 11, decreto legislativo n.109/2012.
Ai fini del rilascio del permesso dI soggiorno, la procedura operativa da utilizzare per la revoca dei provvedimenti inseriti allo SDI prevede, da parte della Questura competente al rilascio del titolo di soggiorno, l'inserimento nella banca dati SDI della parola chiave "INVRE", al fine di invalidare l'effetto della segnalazione di espulsione. Detto codice dovrà essere utilizzato anche per i provvedimenti connessi all'espulsione o respingimento, quali l’ordine del Questore e/o l'eventuale trattenimento in un CIE. In quest'ultimo caso, pertanto, la dismissione dal CIE sarà descritta con il codice "TRATTINVRE" e non TRATTTERM".
Tali operazioni saranno effettuate direttamente dalla Questura competente al rilascio del permesso di soggiorno anche nel caso in cui l'espulsione sia stata inserita allo SDI da altre Questure. Ugualmente si procederà per quanto concerne la segnalazione inserita al SIS, ai sensi dell'art. 96 della Conv. Schengen.
E' utile segnalare che i lavoratori stranieri che richiedono il permesso di soggiorno in seguito all'esito favorevole della procedura di emersione non sono tenuti a stipulare l'accordo di integrazione, di cui al D.P.R 179/2011, essendo tale adempimento previsto solo per gli stranieri che fanno il 1° ingresso in Italia a partire dal 10 marzo 2012. Per converso, gli stessi sono tenuti al versamento del contributo economico di cui all'art. 5, comma 2 ter, del T.U.I. secondo le istruzioni impartite con la Circolare n. 400/Segr./5/2012, del 27 gennaio 2012, e relativi seguiti.
L'insussistenza dei requisiti previsti dalla legge comporterà remissione di un provvedimento di rigetto dell'istanza di emersione, da parte dello Sportello Unico per l'Immigrazione, titolare del procedimento amministrativo.
Lo stato della istanza, potrà essere visualizzato accedendo al sistema informatico SUI mediante l'utilizzazione delle credenziali già in possesso di codesti uffici. Il Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione provvederà ad implementare il sistema con una funzione che consentirà la Stampa dell'eventuale provvedimento di rifiuto al fine di agevolare le procedure di notifica all'interessato.
Al riguardo, si fa presente che, ai sensi del comma 10, del citato art. 5, nei confronti del datore di lavoro non sono previste conseguenze a livello penale ed amministrativo ove l'esito negativo della procedura sia dipeso da cause indipendenti dalla sua volontà o da situazioni non ascrivibili alla sua condotta.
Per quanto concerne i lavoratori stranieri, il venire meno degli effetti sospensivi, di cui al comma (5, dell'art.5, del decreto legislativo in oggetto, comporterà l'attivazione delle procedure per l'eventuale allontanamento, previa attenta valutazione della singola posizione, secondo le indicazione diramate con la circolare n. 400/A 2011/10.2.5. del 29 giugno 2011, a firma del Signor Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza.
Al fine di agevolare l'attività di controllo del territorio, si fa presente che gli stranieri coinvolti nelle procedure di emersione di cui trattasi saranno muniti, a cura del datore di lavoro, di apposita ricevuta attestante l'avvenuta presentazione della domanda di emersione nei suoi confronti, con indicazione della data di invio telematico al sistema informatico del Ministero dell'Interno.
La ricevuta in parola avrà codici univoci di identificazione che consentiranno di verificare l'autenticità dei dati presenti nella stessa, al fine di contrastare i tentativi di falsificazione/contraffrazione, mediante l'accesso al sito https: (...), utilizzando le credenziali: EM.2009, che sarà operativo dal 15 settembre p.v.. Il relativo manuale si allega alla presente, trasmessa in formato elettronico, unitamente alla circolare congiunta
Ministero dell'Interno e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 7 settembre scorso.
Da ultimo, si richiama l'attenzione sulla disposizione di cui al comma 12, dell'art. 5, decreto legislativo n. 109/2012, che prevede la revoca del permesso di soggiorno ai sensi dell'art. 5, comma 5 del Testo Unico Immigrazione; nelle ipotesi in cui il contratto di soggiorno stipulato sulla base di una dichiarazione di emersione riportante dati non rispondenti al vero.
Nel fare riserva di fornire ulteriori indicazioni, si confida nella consueta collaborazione delle SS. LL.

Circolare INPS n. 113 del 14 settembre 2012

 

Direzione Centrale Entrate
Roma, 14/09/2012
Circolare n. 113
Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Responsabili delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale e Dirigenti Medici
e, per conoscenza,
Al Presidente
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di
Indirizzo e Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato all'esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale per l'accertamento e la riscossione dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali

OGGETTO: Art. 5, decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109. Attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.
Disposizione transitoria per l’emersione di lavoratori extracomunitari.
SOMMARIO: Il Decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, prevede all’art. 5 che i datori di lavoro i quali, alla data del 9 agosto 2012, hanno occupato irregolarmente alle proprie dipendenze da almeno 3 mesi lavoratori, cittadini di paesi non appartenenti alla Comunità Europea presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto e documentato almeno dal 31 dicembre 2011, possono dichiarare, dal 15 settembre al 15 ottobre 2012, la sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l’immigrazione con modalità informatiche, previo versamento di un contributo forfetario pari a € 1000,00. L’avvenuta presentazione della dichiarazione determina la sospensione dei procedimenti penali ed amministrativi per le violazioni delle norme relative all’ingresso e al soggiorno sul territorio nazionale e delle norme relative all’impiego di lavoratori, di carattere finanziario, fiscale, previdenziale e assistenziale. La sottoscrizione del contratto di soggiorno e la contestuale comunicazione obbligatoria di assunzione comportano l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi.1. PREMESSA Sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25 luglio 2012 è stato pubblicato il decreto legislativo 16 luglio 2012 n. 109, in attuazione della direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare. Il predetto decreto legislativo è entrato in vigore il 9 agosto 2012. L’art. 5 del citato decreto ha previsto una disposizione transitoria finalizzata all’emersione del lavoro irregolare prestato da lavoratori stranieri.I datori di lavoro che alla data del 9 agosto 2012 occupavano irregolarmente alle proprie dipendenze, da almeno tre mesi - quindi dal 9 maggio - lavoratori stranieri presenti sul territorio nazionale ininterrottamente dal 31 dicembre 2011 o da data antecedente e continuano ad occuparli alla data di presentazione della dichiarazione di sussistenza del rapporto di lavoro, di cui all’art. 22 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, dal 15 settembre al 15 ottobre 2012 possono presentare una dichiarazione di emersione allo sportello unico per l’immigrazione.
All’atto della sottoscrizione del contratto di soggiorno deve essere documentata la regolarizzazione di quanto dovuto dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari ad almeno sei mesi o comunque per l’intero periodo di durata del rapporto, se maggiore.
Con decreto del Ministro dell’Interno del 29 agosto 2012, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con il Ministro della Cooperazione internazionale e dell’integrazione, con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, pubblicato sulla G.U. n. 209 del 7 settembre 2012, sono state definite le modalità di presentazione della dichiarazione, della documentazione relativa alla regolarità retributiva, contributiva e fiscale nonché ulteriori modalità attuative della norma.
2. PAGAMENTO CONTRIBUTO FORFETARIO
Prima di presentare la dichiarazione di emersione il datore di lavoro deve provvedere al pagamento di un contributo forfetario, per ciascun lavoratore, di € 1.000,00 (comma 5,art. 5 citato). Il pagamento deve essere effettuato attraverso il modello “F24 – versamenti con elementi identificativi”, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it, sui siti www.interno.it , www.lavoro.gov.it, www.inps.it.Con determinazione 85/E del 31/8/2012, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice “REDO” che deve essere utilizzato dai datori di lavoro domestico ed il codice “RESU” che deve essere utilizzato dalla generalità dei datori di lavoro subordinato, escluso quello domestico, e ha indicato le seguenti modalità di compilazione:
- nella sezione “CONTRIBUENTE”, i dati anagrafici e il codice fiscale del datore di lavoro che effettua il pagamento;
- nella sezione “ERARIO ED ALTRO”, in corrispondenza degli “importi a debito versati”:
il campo “tipo” è valorizzato con la lettera “R”;
il campo “elementi identificativi” è valorizzato con il numero di passaporto o di altro documento equipollente del lavoratore. Se tale numero è composto da più di 17 caratteri si riportano solo i primi 17;
il campo “codice” è valorizzato con il codice tributo;
il campo “anno di riferimento” è valorizzato con “2012”, anno per cui si effettua il versamento.
Il contributo forfetario non sarà rimborsato in caso di irricevibilità, archiviazione o rigetto della dichiarazione di emersione, ovvero di mancata presentazione della stessa (comma 5, art. 2,decreto interministeriale 9 agosto 2012).
Dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 109 del 2012 e fino alla conclusione del procedimento volto all’emersione, sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori interessati per le violazioni delle norme relative all’ingresso e al soggiorno nel territorio nazionale (con esclusione di quelle di cui all’art. 12 del T.U. per l’Immigrazione), nonché delle norme relative all’impiego di lavoratori, di carattere finanziario, fiscale, previdenziale e assistenziale.
La sottoscrizione del contratto di soggiorno, con la quale ai sensi dell’art. 6 del decreto interministeriale citato, il datore di lavoro assolve anche l’obbligo di comunicazione di assunzione ai sensi dell’art. 9 , comma 2, D.L. 510/96 e il rilascio del permesso di soggiorno, comportano l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi derivanti dalla violazione delle norme relative all’ingresso e al soggiorno sul territorio nazionale e all’impiego di lavoratori, anche di carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale.
3. DESTINATARI DELLA NORMA
a) Datori di lavoro
Le disposizioni di cui all’art. 5 citato individuano i destinatari della norma di seguito indicati:
datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze personale addetto al lavoro domestico e di sostegno al bisogno familiare. Si ricorda che il datore di lavoro domestico è persona fisica ma, in alcuni particolari casi, anche la persona giuridica può esservi assimilata. Infatti, alle comunità stabili, senza fini di lucro, che sostituiscono sotto il profilo morale ed organizzativo le famiglie di coloro che ne fanno parte, è riconosciuta la possibilità di assumere un lavoratore domestico in quanto le sue prestazioni sono destinate a rispondere alle consuete esigenze di servizi domestici, caratteristiche della vita familiare.
Possono quindi essere datori di lavoro domestico:
- le comunità religiose
- le convivenze militari
- le case famiglia
- le comunità di recupero e/o assistenza disabili
- le comunità focolari
datori di lavoro non agricoli e i datori di lavoro agricoli
b) Lavoratori
La dichiarazione di emersione può essere presentata esclusivamente per lavoratori extracomunitari che, alla data del 9 agosto 2012, erano occupati irregolarmente da almeno tre mesi e continuano ad essere occupati al momento della domanda e che siano presenti sul territorio nazionale ininterrottamente almeno alla data del 31 dicembre 2011.
Sono esclusi dalla regolarizzazione i lavoratori subordinati a tempo determinato e indeterminato con contratto di lavoro a tempo parziale, ad eccezione dei lavoratori del settore domestico di sostegno al bisogno familiare per il quale sono ammessi i rapporti di lavoro a tempo determinato e indeterminato con orario di lavoro non inferiore alle 20 ore settimanali.
4. LIMITI DI REDDITO DATORI DI LAVORO
L’art. 3 del decreto interministeriale 29 agosto 2012 citato ha indicato i limiti di reddito imponibile richiesti al datore di lavoro per essere ammesso alla procedura di emersione.
Nel caso di presentazione della dichiarazione di emersione di un lavoratore straniero addetto al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, i limiti di reddito del datore di lavoro sono i seguenti:
- non inferiore a 20.000 euro annui in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito;
- non inferiore a 27.000 euro annui in caso di nucleo familiare inteso come famiglia
anagrafica composta da più soggetti conviventi (il coniuge ed i parenti entro il 2° grado possono concorrere alla determinazione del reddito anche se non conviventi);
- non è richiesto il requisito reddituale al datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza, che effettui la dichiarazione di emersione per un lavoratore straniero addetto alla sua assistenza.
Nel caso di presentazione della dichiarazione di emersione da parte di un datore di lavoro non domestico, persona fisica, ente o società i limiti di reddito ai sensi dell’art. 3 comma 1 del decreto interministeriale del 29 agosto 2012 non possono essere inferiori a 30.000 euro annui.
Nella predetta disposizione rientrano anche le comunità stabili senza fine di lucro, di cui al precedente punto 3 lett. a).
Qualora il medesimo datore di lavoro presenti dichiarazione di emersione per più lavoratori, ai fini della sussistenza del requisito reddituale di cui al punto precedente, la congruità della capacità economica del datore di lavoro in rapporto al numero delle richieste presentate, è valutata dalla direzione territoriale del lavoro ai sensi del comma 8 dell'articolo 30 bis del D.P.R. 31 agosto 1999, n.394.
5. REGOLARIZZAZIONE CONTRIBUTIVA
L’art. 5, comma 5, del decreto legislativo 16 luglio 2012, n. 109, stabilisce che la conclusione del procedimento di emersione è subordinata alla regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari ad almeno sei mesi ed è fatto salvo l'obbligo di regolarizzazione delle somme dovute per l'intero periodo in caso di rapporti di lavoro di durata superiore a sei mesi. La regolarità degli adempimenti deve essere documentata all'atto della stipula del contratto di soggiorno secondo le modalità stabilite dal decreto ministeriale di cui al comma 1.
L’art. 5 del decreto interministeriale del 29/08/2012 reca le disposizioni attuative, specificando al comma 2 le modalità per documentare la regolarizzazione dei lavoratori e la correttezza nei versamenti contributivi riferiti ai lavoratori emersi.
Ai sensi di quanto stabilito dal citato decreto legislativo n. 109 del 2012, i datori di lavoro sono tenuti a denunciare all’INPS e all’INAIL i lavoratori per i quali è stata presentata la dichiarazione di emersione secondo le modalità che saranno di seguito specificate e provvedere al conseguente pagamento dei contributi.
La diversità dei lavoratori da far emergere e degli adempimenti che i datori di lavoro sono tenuti ad effettuare nei confronti degli Enti Previdenziali determina delle differenze nella procedura di regolarizzazione e nella documentazione da presentare presso lo Sportello Unico.
Di seguito vengono, quindi, illustrate separatamente per i rapporti di lavoro agricolo e non agricolo e per i rapporti di lavoro domestico, le modalità di regolarizzazione anche ai sensi del predetto art. 5, comma 2, del decreto interministeriale del 29 agosto 2012.
5.1 DICHIARAZIONE DI EMERSIONE PRESENTATA DA DATORE DI LAVORO DOMESTICO
a) Iscrizione provvisoria del rapporto di lavoro domestico
A seguito della presentazione della dichiarazione di sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l’immigrazione (Mod. EM-DOM), l’INPS provvederà all’iscrizione d’ufficio del rapporto di lavoro domestico, nell’archivio LAV DOM, attribuendo un codice provvisorio, contraddistinto dai numeri iniziali 8912.
I dati registrati saranno quelli inseriti nella dichiarazione presentata sia per i riferimenti anagrafici sia per quanto attiene al rapporto di lavoro relativamente a mansione, livello contrattuale e numero di ore lavorate. Non essendo esplicitamente dichiarata la retribuzione, sarà preso a riferimento il minimo contrattuale corrispondente al livello dichiarato. Inoltre, poiché nel rispetto di quanto disposto dal comma 2, art.4 del decreto interministeriale 29 agosto 2012, il datore di lavoro si è impegnato nella dichiarazione ad erogare una retribuzione convenuta non inferiore al minimo previsto per l’assegno sociale - per l’anno 2012 di € 429,00 mensili - nel caso in cui il minimo contrattuale, per le ore lavorate indicate, non raggiungesse detto importo, la retribuzione oraria sarà determinata in modo da rispettare detto minimo.
Si precisa, che al lavoratore sarà assegnato un codice fiscale numerico provvisorio “8888812NNNNNNNNN” (N rappresenta il progressivo).
L’Istituto provvederà, appena iscritto il rapporto di lavoro, all’invio al recapito del datore di lavoro dei Mav per il pagamento dei contributi, precalcolati in base ai dati determinati come sopra esposto, dove al codice fiscale del lavoratore verrà inserito “da attribuire”.
I MAV sono messi a disposizione, per la sola ristampa, sul sito www.inps.it seguendo il percorso “ Portale dei Pagamenti “ – Lavoratori domestici – Entra nel servizio - inserendo il codice fiscale del datore di lavoro e il codice assegnato al rapporto di lavoro.
I datori di lavoro che, contestualmente al pagamento dei contributi previdenziali, desiderano pagare anche i contributi di assistenza contrattuale alle organizzazioni sindacali con le quali INPS ha stipulato apposita convenzione, potranno farlo generando dal sito internet un nuovo Mav, che include anche detti contributi.
In deroga a quanto previsto dall’Istituto relativamente alle modalità di pagamento di contributi domestici, per i rapporti di lavoro derivanti da emersione e iscritti con codice 8912, è ammesso il versamento solo tramite MAV, da pagare presso lo sportello bancario o postale.
All’atto della convocazione presso lo sportello unico per l’immigrazione, per dimostrare la regolarità contributiva, il datore di lavoro dovrà quindi esibire i MAV regolarmente quietanzati, accompagnati dalla parte a disposizione del datore di lavoro in cui sono riportati i dati che hanno determinato l’importo, relativi al pagamento dei contributi dall’inizio del rapporto di lavoro fino all’ultimo trimestre scaduto.
Si ricorda, infatti, che i contributi per lavoro domestico si pagano trimestralmente con i seguenti termini:
1°trimestre gennaio-febbraio-marzo dal 1° al 10 aprile
2°trimestre aprile-maggio-giugno dal 1° al 10 luglio
3°trimestre luglio-agosto-settembre dal 1° al 10 ottobre
4°trimestre ottobre-novembre-dicembre dal 1° al 10 gennaio dell’anno successivo.
b) Iscrizione definitiva
La sottoscrizione del contratto di soggiorno assolve anche l’obbligo di comunicazione di assunzione e pertanto dalla data di inizio del rapporto di lavoro ivi indicata, l’INPS provvederà all’iscrizione definitiva del rapporto di lavoro, rilasciando un nuovo codice e cessando d’ufficio il rapporto di lavoro iscritto provvisoriamente, contraddistinto dal codice 8912, al giorno precedente a quello indicato nel contratto di soggiorno.
Per il pagamento dei contributi dovuti per il trimestre in cui avviene la sottoscrizione fino alla data di cessazione per il rapporto di lavoro con codice provvisorio 8912, l’Istituto provvederà all’emissione di un MAV apposito, che sarà inviato contestualmente alla lettera di comunicazione del nuovo codice assegnato.
c) Regolarizzazione di periodi antecedenti il 9 maggio 2012.
Nel caso in cui il datore di lavoro intenda comunicare l’inizio della prestazione lavorativa con data antecedente al 9 maggio 2012, potrà farlo, durante il periodo di iscrizione provvisoria, variando la data inizio o dal sito www.inps.it, seguendo il percorso ServiziOnline - Per tipologia di utente – Cittadino - Lavoratori Domestici, o telefonando al Contact Center 803.164. In entrambi i casi, il datore di lavoro come di prassi dovrà utilizzare il PIN rilasciato dall’INPS.
Avvenuta l’iscrizione definitiva, fermi restando i limiti di prescrizione quinquennale, i periodi di lavoro antecedenti al 9 maggio dovranno essere dichiarati compilando il mod. LD15.
5.2 DICHIARAZIONE DI EMERSIONE PRESENTATA DA AZIENDE NON AGRICOLE E AGRICOLE
a) Presentazione e compilazione del flusso Uniemens da parte delle aziende non agricole
Come già più volte sottolineato condizione necessaria per il completamento della procedura di emersione è che al momento della convocazione presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione i datori di lavoro attestino di aver effettuato, tra le altre cose, tutti gli adempimenti e i versamenti contributivi relativi ai lavoratori interessati all’emersione.
I datori di lavoro, sia quelli già in possesso di una posizione contributiva presso l’INPS sia quelli che non ne risultino già titolari, ai fini della regolarizzazione in parola dovranno richiedere l’apertura di una apposita posizione che verrà contraddistinta dal codice di autorizzazione “5W“ avente il significato di” Posizione contributiva riferita a personale oggetto di emersione ai sensi dell’art 5 del D.lgs. n.109/2012” .
Al ricevimento della posizione aziendale i datori di lavoro dovranno provvedere all’invio dei flussi Uniemens per i periodi oggetto di emersione relativi ai lavoratori da regolarizzare e al pagamento tramite modello F24 (causale DM10) dei relativi contributi senza aggravio di somme aggiuntive.
I lavoratori oggetto dell’emersione saranno indicati nel flusso Uniemens secondo le consuete modalità. Inoltre, per gli stessi lavoratori andrà valorizzato l’elemento indicando nell’elemento il giorno del mese in cui è intervenuta l’assunzione,
nell’elemento il nuovo codice “1E” avente il significato di “Assunzione a seguito di emersione ai sensi dell’art 5 del D.lgs. n.109/2012”.
Copia delle denunce mensili Uniemens, prelevate dal rendiconto individuale del lavoratore, per tutti i mesi oggetto della regolarizzazione, dovranno essere presentate dal datore di lavoro al momento della convocazione allo Sportello Unico per l’Immigrazione.
b) Presentazione e compilazione del flusso DMAG da parte delle aziende agricole
I datori di lavoro agricolo, già in possesso di una posizione contributiva presso l’INPS, dovranno provvedere alla regolarizzazione dei lavoratori oggetto di emersione inviando il flusso DMAG principale e/o di variazione trasmesso all’Istituto secondo le consuete modalità.
I datori di lavoro, invece, che non siano già titolari di una posizione contributiva dovranno preliminarmente procedere ad una richiesta di apertura di una posizione con relativo codice CIDA.
In entrambi i casi l’importo dei contributi sarà richiesto con la consueta tariffazione effettuata dall’Istituto.
Pertanto, a decorrere dal periodo previsto per la trasmissione telematica delle dichiarazioni relative al terzo trimestre 2012 e precedenti, i datori di lavoro agricolo interessati alla procedura di emersione dovranno dichiarare i lavoratori stranieri da regolarizzare, nel quadro F del modello DMAG; il lavoratore regolarizzato sarà contraddistinto da apposita casella, che il datore di lavoro provvederà ad avvalorare mediante “flag”, in cui si evidenzierà che trattasi di “lavoratore straniero regolarizzato ex art. 5 del Decreto 109/2012”.
Nello stesso quadro del DMAG verranno denunciati gli ordinari dati anagrafici, retributivi e contributivi.
Copia delle denunce trimestrali DMAG di regolarizzazione dovranno essere presentate dal datore di lavoro agricolo al momento della convocazione allo Sportello Unico per l’Immigrazione.
6. REGOLARITA’ CONTRIBUTIVA
Il datore di lavoro, all’atto della stipula del contratto di soggiorno dovrà attestare, tra le altre cose, il corretto versamento dei contributi dovuti per i rapporti di lavoro emersi a partire dalla decorrenza del rapporto di lavoro oggetto di emersione avviato in data più remota e fino alla data di stipula del contratto e comunque per un periodo non inferiore a sei mesi.
La correntezza e la correttezza dei versamenti contributivi saranno attestate mediante il DURC per le aziende non agricole ed il certificato di regolarità per le aziende agricole. In quest’ultimo documento verrà attestata anche la regolarità della denuncia dei lavoratori per i periodi successivi a quelli riportati nel DMAG di variazione.
Entrambi i documenti saranno richiesti a cura dello Sportello Unico per l’Immigrazione.
Si precisa che nel periodo citato i datori di lavoro dovranno aver versato correttamente e correntemente la contribuzione per tutti i lavoratori impiegati in azienda anche, quindi, per quelli non interessati al procedimento di emersione. Infatti, eventuali omissioni nel versamento determineranno una irregolarità che non può che essere ricondotta anche ai lavoratori emersi.
Si fa riserva di dare ulteriori istruzioni operative alle Sedi per le operazioni necessarie al rilascio delle citate attestazioni di regolarità.
7. ESITO NEGATIVO DEL PROCEDIMENTO
Posto l’obbligo di contribuzione, già ricordato, anche nel caso di prestazione di fatto di lavoro, si fa riserva di ulteriori istruzioni per la regolarizzazione contributiva nei casi in cui il procedimento di emersione si concluda con l’archiviazione o il rigetto oppure la prosecuzione della prestazione sia stata impedita da circostanze contingenti, quale ad esempio il decesso del datore di lavoro o del lavoratore.
Il Direttore Generale
Nori

sanatoria 2012: presenza in Italia da dicembre 2011

 

L'avvocatura generale dello stato ha fornito alcuni chiarimenti a proposito degli organismi pubblici validi per documentare la presenza del lavoratore straniero al 31 dicembre 2011, requisito fondamentale per poter fare la domanda di regolarizzazione 2012.
Secondo l'avvocatura, nel parere indirizzato ai ministeri dell'Interno, del lavoro, dell'economia e dell'integrazione e cooperazione, con il termine organismi pubblici si intendono anche i "soggetti , pubblici, privati o municipalizzati che istituzionalmente o per delega, svolgono una funzione o un'attribuzione pubblica o un servizio pubblico".
Per dimostrare di essere in Italia dal 2011, lo straniero potrà portare allo sportello unico anche :
-certificazione medica proveniente da una struttura pubblica con data precedente al 31/12/2011
-tessera nominativa dei mezzi pubblici sottoscritta prima del 31/12/2011
-contratto telefonico (anche cellulare) con gestore italiano con data antecedente il 31/12/2011
-documentazione rilasciata da rappresentanze diplomatiche o consolari in Italia
-certificato di iscrizione dei figli in un istituto scolastico italiano
-qualsiasi certificazine proveniente dalla forze pubbliche, per esempio sanzioni stradali, sanzioni amministrative e multe e verbali di ogni genere.
-attestato del centro di accoglienza o di ricovero autorizzato (da richiedere al centro in questione). Sono validi anche i centri religiosi.
E' specificato, poi, che non è valido come documentazione il timbro di ingresso in area Schengen, anche se apposto prima del 31 dicembre 2011 perchè esso non prova la presenza  del lavoratore nel territorio italiano.

Sanatoria 2012: invio bollettini mav dall'INPS

 

 Con il messaggio n. 17898 del 5 Novembre 2012, L'INPS ha comunicato che sono terminate le operazioni di iscrizione di tutti i rapporti di lavoro provvisorio derivanti dalle domande di sanatoria presentate ai sensi del D. Lgs n. 109/2012. Inoltre l'ente avvisa i datori di lavoro che è in corso l'invio dei bollettini mav per il versamento dei contributi precalcolati in relazione al periodo 9 maggio - 31 dicembre 2012 e che il pagamento dei suddetti MAV può essere effettuato esclusivamente presso gli sportelli bancari o postali.

 

Indice articoli