Passaggio dei dati da altro programma a Webcolf

Nel menù Utilità (icona ingranaggio in alto a destra) | Importazione e recupero dati abbiamo inserito una nuova funzionalità denominata "Importazione anagrafiche datore e collaboratore" che permette, a coloro che iniziano ad utilizzare Webcolf ed hanno molti rapporti da gestire (come studi professionali, caf o patronati), di importare tutti i datori di lavoro tramite un file excel seguendo delle semplici istruzioni.

 La procedura si articola in due fasi:

  1. si scarica il file excel (bottone "Scarica file da compilare") già formattato in cui indicare i dati anagrafici e contrattuali di tutti i rapporti come da istruzioni opeartive che si possono scaricare cliccando su apposito pulsante oppure qui. Dopo averlo compilato (1 riga = 1 rapporto di lavoro), va salvato con formato .CSV (Excel Salva con nome -> Altri formati -> CSV delimitato dal separatore di elenco). Il separatore deve essere il carattere ";". Di default è già così.
  2. Il file creato al punto 1 va quindi selezionato attraverso il pulsante Sfoglia e poi importato cliccando sul bottone "Importa anagrafiche".

 

Importazione dati Excel

Webcolf così crea nell'utenza, in automatico, l'archivio di tutti i rapporti di lavoro inseriti nel foglio excel.

In questo modo l'utente non dovrà poi inserire nel programma tutti i dati anagrafici di datore, collaboratore e le condizioni contrattuali ma solo inserire i progressivi (come spieghiamo qui) per poter iniziare a gestire il rapporto già in essere con Webcolf.

 

Quando pagare i contributi di colf e badanti: scadenze

Quando eseguire il pagamento dei contributi per colf e badanti e con quale modalità?

I contributi per colf e badanti si pagano trimestralmente mediante mav nei seguenti periodi:

- pagamento contributi colf e badanti 4° trimestre (relativi alle ore del mese ottobre, novembre e dicembre dell'anno precedente): dall'1 al 10 gennaio;

- pagamento contributi colf e badanti 1° trimestre (relativi alle ore del mese gennaio, febbraio e marzo): dall'1 al 10 aprile;

- pagamento contributi colf e badanti 2° trimestre (relativi alle ore del mese aprile, maggio e giugno): dall'1 al 10 luglio;

- pagamento contributi colf e badanti 3° trimestre (relativi alle ore del mese luglio, agosto e settembre): dall'1 al 10 ottobre.

Il mav per il pagamento dei contributi di colf e badanti è formato da alcuni elementi principali:

- codice fiscale, come e cognome del datore e della colf o badante;

- codice rapporto di lavoro inps ossia il codice che l'inps assegna al rapporto di lavoro. Tale codice è unico per ogni assunzione, anche se si tratta di riassunzione dello stesso collaboratore precedentemente licenziato. Tale codice si trova nella ricevuta di comunicazione di iscrizione all'inps nella 3° riga del titolo.

- Paga oraria effettiva (paga oraria compresa di quota 13esima ed eventuale incidenza di vitto e alloggio per colf e badanti conviventi).

- Ore contributive (si contano le ore retribuite delle settimane contributive del trimestre di riferimento).

- Settimane contributive. Ogni settimana contributi si riferisce al periodo che va da domenica a sabato. Quindi la settimana a cavallo del mese fa sempre parte della prima settimana contributiva del mese successivo.

- Pagamento dei contributi cas.sa colf con codice organizzazione F2 e relativo importo, che risulta moltiplicando le ore contributive per l'importo di 0.03€ orari (art. 49 e art. 52 del CCNL colf e badanti). Si ricorda che la cas.sa colf è una cassa di assistenza che serve alle colf e badanti per richiedere un'indennità per i giorni di ricovero e convalescenza, o per visite mediche specialistiche.

Per l'elaborazione del mav e il pagamento dei contributi di colf e badanti si consiglia di non pagare direttamente i mav inviati in cartaceo dal'inps perchè prevedono un pagamento di contributi basato su ore standard (senza specifiche dei mesi), calcolato su paghe non aggiornate e redatto senza il pagamento della cas.sa colf.

E' importante, invece, come previsto per legge,  elaborare un mav indicando ore e paga corrispondenti alle ore effettivamente lavorate e alla retribuzione realmente pagata.

Per questo motivo si consiglia di elaborare il mav in base alle buste paga elaborate per il trimestre.

Il programma webcolf gestisce in automatico sia la busta paga che ll'invio del mav oltre che proporre annualmente la stampa della dichiarazione degli oneri deducibili del datore di lavoro in base a quanto versato nel mav, ovvero il riepilogo della somma che il datore potrà portare in deduzione nella denuncia dei redditi in base alla busta paga e al mav pagato.

 

Lettera di assunzione colf, badanti e babysitter

L'art. 6 del contratto nazionale colf e badanti prevede che al momento dell'assunzione venga consegnata una lettera scritta con tutte le condizioni del contratto, che poi deve essere sottoscritta  e scambiata dalle parti.

 

lettera di assunzione colf badante baby sitter

 

 

In particolare la lettera di assunzione di colf e badanti deve contenere questi elementi:

a) data dell'inizio del rapporto di lavoro;
b) livello di appartenenza, nonché, per i collaboratori familiari con meno di 12 mesi di esperienza professionale, non addetti all'assistenza di persone, l'anzianità di servizio nel livello A o, se maturata prima del 1 marzo 2007, nella ex terza categoria;
c) durata del periodo di prova;
d) esistenza o meno della convivenza;
e) la residenza del lavoratore, nonché l'eventuale diverso domicilio, valido agli effetti del rapporto di lavoro; per i rapporti di convivenza, il lavoratore dovrà indicare l'eventuale proprio domicilio diverso da quello della convivenza, a valere in caso di sua assenza da quest'ultimo, ovvero validare a tutti gli effetti lo stesso indirizzo della convivenza, anche in caso di sua assenza purché in costanza di rapporto di lavoro;
f) durata dell'orario di lavoro e sua distribuzione;
g) eventuale tenuta di lavoro, che dovrà essere fornita dal datore di lavoro;
h) collocazione della mezza giornata di riposo settimanale in aggiunta alla domenica, ovvero ad altra giornata nel caso di cui all'art. 14, ultimo comma;
i) retribuzione pattuita;
I) luogo di effettuazione della prestazione lavorativa nonché la previsione di eventuali temporanei spostamenti per villeggiatura o per altri motivi familiari (trasferte);
m) periodo concordato di godimento delle ferie annuali;
n) indicazione dell'adeguato spazio dove il lavoratore abbia diritto di riporre e custodire i propri effetti personali;
o) applicazione di tutti gli altri istituti previsti dal presente contratto, ivi compreso quanto indicato all'art. 52, relativamente alla corresponsione dei contributi di assistenza contrattuale.

Prima di fare una lettera di assunzione è importante però capire quale tipo di contratto  sia più conveniente e adatto alle esigenze delle parti e, in merito,  si consiglia di utilizzare questo simulatore dei costi: https://www.webcolf.com/exec/isapi.dll/calcolo-online-costo-colf-badanti.html

Una volta individuato il tipo di contratto per la propria colf o badante poi, il datore di lavoro deve redarre la lettera di assunzione. Con webcolf è possibile, dopo aver inserito i dati del datore e del collaboratore cliccando solo un bottone, stampare direttamente la lettera di assunzione corretta con all'interno tutti i dati delle parti e del contratto scelto. Per provare a stampare la lettera clicchi qui sotto il bottone registrati e poi, per ogni dubbio, può contattare l'assistenza webcolf ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inviando una mail ai nostri esperti.

Per tutta la procedura di assunzione clicchi qui!

 

 

Informativa sulla privacy

Il nostro obiettivo è quello di aiutarti a gestire colf e badanti in modo semplice, veloce e nel rispetto della legge, fornendoti strumenti e assistenza validi e di qualità.

Per raggiungere il nostro obiettivo è importante per noi la massima tutela della tua privacy. Ecco perché ci siamo impegnati a migliorare il sistema di controllo dei dati personali nell’utilizzo del nostro programma.

Ecco di seguito i punti fondamentali sulla nostra politica di sicurezza.

Trasparenza: Webcolf non utilizza in alcun modo i dati raccolti e non prevede alcuna vendita di questi a terzi, quali banche dati o centri di ricerca. Inoltre non prevede la divulgazione di questi a enti esterni per verifiche sui rapporti di lavoro inseriti nel programma.

Controllo: nel caso qualcuno richieda informazioni o dati relativi a rapporti di lavoro gestiti in un account di cui non sono direttamente titolari, oppure nel caso qualcuno richieda trasferimenti di dati da un account ad un altro, Webcolf mette in atto una procedura di controllo sulla titolarità della licenza per accertare la regolarità della richiesta.

Professionalità: Webcolf si avvale, nel servizio di assistenza, di un’equipe di esperti che firmano un patto di non divulgazione di dati personali dei nostri utenti, dati ai quali vengono a conoscenza quando il cliente richiede interventi di verifica o di aiuto direttamente nel loro account;

Valore ai dati personali: Webcolf ha creato un bottone nell’account, visibile a tutti nelle Utilità (icona ingranaggio in alto a destra) | profilo utente che il cliente può utilizzare per cancellare tutti i suoi dati di registrazione, quali e-mail, indirizzo, codice fiscale e anche tutti i dati relativi ai datori e collaboratori di lavoro inseriti nell’account. Tutti questi dati verranno distrutti in automatico anche nel server di gestione di Webcolf.

Utilizzo dei dati: i dati inseriti dagli utenti, che emergono anche dallo scambio di mail di assistenza o di conversazioni chat, così come da interventi nell’account richiesti dall’utente stesso, verranno solamente utilizzati per perfezionare Webcolf, per aggiungere funzionalità, per ridurre al minimo gli errori di procedura e per aiutare l’utente che si accinge a gestire il rapporto di lavoro con la sua colf o badante inviando mail informative riguardanti solo la gestione del rapporto di lavoro domestico e, mai, in alcun modo, verranno utilizzati per invio massivo di pubblicità.

Copia dei dati: abbiamo aggiornato l'esportazione e quindi da ora, mediante il menù Utilità (icona ingranaggio in alto a destra) | Esportazione, è possibile avere una copia di tutti i dati dei quali Webcolf è in possesso sia relativi all'utente titolare dell'account, sia relativi a tutti i rapporti di lavoro inseriti nel programma.

Il nostro contratto, che si sottoscrive al momento della registrazione, e che si può leggere qui, formalizza questa politica di sicurezza dei dati personali.

Cogliamo l’occasione per ringraziarvi per la vostra fiducia nei nostri confronti e per i feed positivi che ci mandate ogni giorno! Webcolf quest’anno compie 10 anni anche grazie a voi!

 

Elaborare la busta paga di una colf, badante o baby sitter

A chi rivolgersi per elaborare la busta paga di colf, badanti e baby sitter? E' possibile gestire direttamente il rapporto di lavoro con la propria colf, badante o baby sitter?

Il contratto nazionale colf e badanti prevede che venga consegnata mensilmente la busta paga e che in essa vengano specificati i dati del datore di lavoro, i dati della colf (o badante o babysitter), i dati relativi al contratto e la retribuzione mensile da pagare in base al lavoro svolto e agli straordinari  oltre che un riepilogo di alcuni dati progressi quali i ratei di tfr, i giorni di ferie residui, e i ratei di 13esima maturati.

La busta paga può essere redatta anche dal datore di lavoro privato, senza intermediari, in quanto la gestione di tale tipo di contratto, è più semplice rispetto, ad esempio, alla gestione di un dipendente di un'azienda. Infatti il datore di lavoro domestico non è sostituto d'imposta e non deve pagare irpef, addizionali comunali e regionali del collaboratore, e non deve nemmeno anticipare indennità di maternità, assegni familiari e indennità di infortunio in busta paga.

Nonostante questo ci sono però delle regole di gestione del rapporto, indicate nel Contratto Nazionale colf e badanti, che, se non vengono rispettate, possono dar luogo a contestazioni sindacali. E' vero infatti che colf e badanti possono rivolgersi, anche successivamente alla fine del rapporto di lavoro, per un tempo massimo di 5 anni, ai sindacati di categoria ricevendo gratuitamente consulenza.

Webcolf è la soluzione a questo problema: esperti del settore guidano l'utente passo passo nel gestire in modo corretto il rapporto con la propria colf, badante e baby sitter. Il programma, presente già da 10 anni, permette di stampare buste paga, mav dei contributi, e lettere riguardanti il contratto, tutto in automatico. Forniamo assistenza via mail illimitata e via chat con un team di esperti pronti a controllare l'operato dell'utente e a dare consigli in base all'esperienza maturata.

 

La busta paga della badante è obbligatoria?

La busta paga della badante è obbligatoria?

Il contratto collettivo colf e badanti nell'articolo 33 dispone che il datore debba predisporre una busta paga per la badante, che risulta obbligatoria.

Nella busta paga vanno inserite varie descrizioni, le cui principali sono:

- paga minima sindacale;
- scatti di anzianità;
- compenso sostitutivo di vitto e alloggio (nel caso la badante sia convivente e il vitto e alloggio sia pagato in natura);
- eventuale acconto futuri aumenti/ superminimo assorbibile o non assorbibile (ovvero la differenza tra la paga base minima e la paga concordata);
- lavoro straordinario e pagamento delle festività.

Solitamente, però si redige una busta paga della badante più completa, nella quale si inseriscono anche altri elementi, quali:

1. dati anagrafici e codice fiscale del datore e della badante;
2. luogo di lavoro e mese di riferimento;
3. percentuale di part time (ovvero ore settimanali contrattuali) e ore realmente lavorate in quel mese specifico (e quindi anche straordinari, assenze, ferie, malattia, ecc);
4. livello (A, AS, B, Bs, C, CS, D, DS) e tipologia del contratto (a tempo determinato o a tempo indeterminato, in regime di convivenza con il datore di lavoro o meno);
5. importo contributi collaboratore (se trattenuti);
6. dati di tfr, ferie e 13esima aggiornati ogni mese;
7. importo retribuzione lorda e netta.

La busta paga della badante va consegnata, fatta firmare e una copia va conservata. E' inoltre importante concordare con la badante il giorno della consegna della busta paga, che solitamente si aggira tra il 1° al 10 del mese successivo in quanto solo alla fine del mese si conoscono le presenze.

Si precisa, poi, che il contratto collettivo prevede, oltre alla busta paga della badante obbligatoria, che dev'essere consegnata annualmente alla collaboratrice anche la CU, ossia il cud (dichiarazione dei compensi), in modo che poi la badante possa fare la dichiarazione dei redditi. E' molto semplice stampare la cu se si sono già calcolate le buste paga mensilmente perchè essa riporta tutti gli importi dei lordi pagati, dei contributi e del tfr.

Webcolf permette di calcolare la busta paga della badante online mensilmente anche alle persone meno esperte oltre che a studi professionali. Ecco un esempio di busta paga:

busta paga badante obbligatoria

 

Busta paga badante e malattia

Come si calcola la busta paga della badante in malattia?

La malattia viene pagata dal datore di lavoro domestico e non dall'inps. Nella busta paga della badante va indicata retribuzione del periodo di malattia, sia ospedaliera che non ospedaliera. Lart.26 del CCNL stabilisce che, in caso di malattia di una badante, al lavoratore spetti la retribuzione globale di fatto per un massimo di 8 (per anzianità fino a 6 mesi), 10 (per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni), 15 (per anzianità oltre i 2 anni) giorni complessivi nell'anno nella seguente misura:
        - fino al 3º giorno consecutivo, il 50% della retribuzione  globale di fatto;
        - dal 4º giorno in poi, il 100% della retribuzione globale di fatto.

Nel calcolo di una busta paga di una badante in malattia va tenuto conto che:

1. i giorni totali massimi e la retribuzione non vanno calcolati conteggiando solo i giorni di lavorativi contrattuali, ma tutti i giorni del certificato;

2. i giorni totali si contano negli ultimi 12 mesi e non da gennaio al mese attuale.

3. vanno pagati però solo i giorni in cui, da contratto, la badante avrebbe dovuto lavorare;

4. ogni inizio di malattia con certificato diverso (nuovo certificato e non continuazione) si conteggiano sempre i primi 3 giorni al 50% e il resto al 100%. Ciò significa che se il primo,o  il secondo o il terzo giorno di malattia cade in un giorno lavorativo si paga al 50%, se invece cade nei giorni successivi al 100%.

5. Per quanto riguarda le giornate di malattia durante le quali la badante rimane ricoverata in ospedale:

- vengono conteggiate come numero di giorni di malattia in generale;

- nel caso di badante convivente la retribuzione non comprende la quota di vitto e alloggio perchè essa viene corrisposta in natura dalla struttura ospedaliera, al contrario della malattia non ospedaliera (perchè si presume che la persona malata non sia degente dal datore di lavoro).

Con Webcolf si può calcolare la busta paga della badante in malattia in automatico senza dover fare alcun conteggio manuale: indicando nell'inserimento mensile delle presenze la sigla M per tutti i giorni consecutivi del certificato, comprese domeniche e non lavorativi si stampa la busta paga corretta.

Nel caso di malattia ospedaliera si indica invece MH, i cui giorni si sommano sempre alla malattia non ospedaliera indicata con M.

C'è da precisare che, se nella busta paga della badante, cade una festività nel periodo di malattia retribuita, si paga la festività e quindi si indica M0Fx dove 0 è zero e x sono le ore di festività proposte già dal programma.

N.B.: se la badante non invia il certificato ma comunica un numero di protocollo si dovrebbe scaricare il certificato cliccando "certificati inps" nell'inserimento mensile del collaboratore in alto, sopra al calendario, indicando poi codice fiscale del collaboratore e numero comunicato. 

Nell'immagine sotto vediamo un esempio di inserimento delle presenze per una busta paga di una badante convivente che lavora solitamente 8 ore dal lunedì al sabato ed è rimasta in ospedale una giornata e poi in convalescenza con un certificato di malattia dal 2 al 7 giugno.


busta paga colf e malattia

 

Calcolando la busta paga della badante in malattia vediamo quindi, nel corpo del cedolino, i seguenti elementi:

busta paga colf malattia

- "malattia ospedalizz. carenza": voce con la quale si intendo il periodo in cui la badante è rimasta degente in ospedale e quindi vengono indicate 8 ore al 50% della paga senza vitto e alloggio;

- "malattia carenza": sotto questa voce si indicano invece le ore del terzo giorno, perchè per il secondo giorno, solo in questo caso particolare, prevale il pagamento della festività sulla malattia. La paga è compresa del vitto e alloggio al 50%;

- dal 4° giorno viene pagata la malattia al 100% "malattia (integr. 100%)" sulla paga compresa di vitto e alloggio e quindi si contano (3 gg a 8 ore perchè la domenica si conta come quarto giorno ma non si retribuisce essendo un giorno non lavorativo).

 

La busta paga della baby sitter é obbligatoria?

La busta paga della baby sitter è obbligatoria?

Il contratto collettivo colf e badanti all'articolo 33 stabilisce che "Il datore di lavoro, contestualmente alla corresponsione periodica della retribuzione, deve predisporre un prospetto paga in duplice copia, una per il lavoratore, firmata dal datore di lavoro, e l'altra per il datore di lavoro, firmata dal lavoratore."

Ne consegue quindi che ogni qualvolta il datore corrisposta alla baby sitter la retribuzione (e cioé avviene con cadenza mensile) debba essere consegnato anche il relativo prospetto paga.

Nella busta paga vanno inseriti vari element i tra cui:

- paga minima sindacale;
- eventuali scatti di anzianità;
- compenso sostitutivo di vitto e alloggio (nel caso la badante sia convivente e il vitto e alloggio non sia dato in natura);
- eventuale acconto futuri aumenti/superminimo assorbibile o non assorbibile (ovvero la differenza tra la paga base minima e la paga concordata);
- eventuale lavoro straordinario e pagamento delle festività indicate all'art 17 del Ccnl.

Solitamente, però si redige una busta paga della baby sitter più completa, nella quale si inseriscono anche altri elementi, quali:

1. dati anagrafici e codice fiscale del datore e della baby sitter;
2. luogo di lavoro e mese di riferimento;
3. percentuale di part time (ovvero ore settimanali contrattuali) e ore realmente lavorate in quel mese specifico (e quindi anche straordinari, assenze, ferie, malattia,ecc);
4. livello di inquadramento (A, AS, B, Bs, C, CS, D, DS) e tipologia del contratto (a tempo determinato o a tempo indeterminato, in regime di convivenza con il datore di lavoro o meno);
5. importo contributi collaboratore (se trattenuti);
6. ratei di tfr, ferie e 13esima maturati e aggiornati ogni mese;
7. importo retribuzione lorda e netta.

Della busta paga della baby sitter vanno fatte due copie, una per il datore e una per la baby sitter, entrambe firmate. E' inoltre importante concordare con la baby sitter il giorno della consegna della busta paga, che solitamente si effettua nei primi 10 giorni del mese successivo in quanto solo alla fine del mese si conoscono le presenze.

Si precisa, poi, che il contratto collettivo prevede, oltre allobbligatorietà della busta paga, che venga anche consegnata annualmente alla baby sitter la CU, ossia l'ex cud (dichiarazione dei compensi percepiti dal datore), in modo che poi la baby sitter possa fare la dichiarazione dei redditi. E' molto semplice stampare la Cu se si sono già calcolate le buste paga mensilmente in Webcolf: è sufficiente entrare in Stampe annuali | dichiarazione sostitutiva CU.

Webcolf permette di calcolare la busta paga della baby sitter online mensilmente anche se non si é esperti del settore. Ecco un esempio di busta paga:

busta paga baby sitter obbligatoria

 

Busta paga badante e infortunio

Come calcolare la busta paga della tua badante in infortunio?

La busta paga della badante infortunata è formata da due elementi:

- la retribuzione dei giorni lavorati compreso anche il giorno dell'incidente;

- la retribuzione dei primi tre giorni di infortunio, che va pagata dal datore di lavoro.

Nella busta paga della badante, i 3 giorni di infortunio vanno conteggiati a partire dal giorno successivo all'accaduto e si calcola, per tali giornate, la stessa retribuzione che la badante andrebbe a percepire come concordato da contratto. I giorni successivi, invece, vengono retribuiti direttamente dall'INAIL alla collaboratrice e, per questo motivo, il datore non deve anticipare alcun importo.

Webcolf permette di calcolare la busta paga della badante in infortunio in automatico: indicando nell'inserimento mensile delle presenze, la sigla I per tutti i giorni del certificato di infortunio, compresi i giorni non lavorativi, le domeniche e le festività si può stampare la busta paga online corretta.

Nel caso di baby sitter convivente, indicando la causale I il programma in automatico aggiunge nel cedolino anche l'indennità di vitto e alloggio relativa ai giorni di infortunio. Pagare il vitto e alloggio per i giorni di infortunio é corretto solo se la baby sitter trascorre tale periodo al di fuori dell'abitazione dell'assistito/datore quindi nel caso invece permanesse nell'abitazione é necessario togliere l'indennità con l'apposito flag "Non pagare vitto alloggio su infortunio" che si trova nel menù Assunzione | inserimento collaboratore domestico | trattamento economico | impostazioni di paga avanzate.

Ecco un esempio di inserimento di un infortunio per il calcolo di una busta paga di una badante convivente che si è infortunata martedì 3 ottobre e non è degente dal datore di lavoro.

Come possiamo vedere la I é stata inserita dal giorno successivo all'infortunio e cioé il 4 ottobre.

Nella busta paga, oltre alla retribuzione delle ore lavorate, verrà poi indicato l'importo riguardante l'infortunio che la badante riceverà per questo mese sotto la voce "infortunio carenza" per la quota dei primi 3 giorni a carico datore e sotto la voce "infortunio - ore pagate dall'INAIL" per l'altra quota, di cui si indicano nel cedolino solo il numero di ore e non le competenze, non dovendo rientrare tale importo in quello lordo.

 Busta paga badante infortunio

 

 

Busta paga badante e maternità

Come si elabora la busta paga di badante in maternità?

Per calcolare una busta paga di una badante in maternità va tenuto conto dell'articolo 24 del CCNL, il quale stabilisce che é vietato adibire al lavoro le donne:
a) durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto, salvo eventuali anticipi o posticipi previsti dalla normativa di legge;
b) per il periodo eventualmente intercorrente tra tale data e quella effettiva del parto;
c) durante i 3 mesi dopo il parto, salvo i posticipi autorizzati.

Per questo si parla comunemente di badante in "maternità obbligatoria".

Poichè per tale periodo la retribuzione verrà erogata direttamente dall'INPS (se vi sono i requisiti contributivi), come anche per i contributi, nella busta paga della badante non verrà indicato alcun importo da pagare (busta paga con netto uguale a zero).

Riguardo, invece, agli altri elementi della paga della badante:

- la 13esima è in parte pagata dall'INPS (80%) in parte retribuita dal datore (20%);
- il TFR (Trattamento di fine rapporto) matura come di norma ed é interamente a carico del datore (100%), infatti viene calcolato sulla retribuzione che la badante dovrebbe ricevere se lavorasse per l'intero mese;
- il rateo di ferie matura normalmente anche durante il periodo di maternità a carico del datore nella sua interezza (100%);

Per il periodo di maternità in Webcolf, nel menù Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile va inserita la causale "MO" (senza alcuna indicazione di ore) per tutti i giorni del periodo di maternità, quindi anche per i giorni festivi, domeniche e non lavorativi. In questo modo nella busta paga della badante in maternità verranno correttamente indicati la retribuzione e i contributi a zero, mentre verranno indicati sotto i ratei di tfr, ferie e tredicesima come spiegato sopra.

I calcoli del programma sono tutti automatici e prevedono, per il periodo di maternità della badante, la maturazione del Tfr e delle ferie al 100%, mentre per la 13esima, solo il 20%. Basta indicare nel calendario mensile delle presenze la sigla MO per tutti i giorni, festività comprese. La stessa sigla e gli stessi calcoli sono previsti anche nel caso si tratti di maternità anticipata perchè anche questa segue le medesime regole.
Si ricorda, quindi, che il datore di una badante in maternità, deve fare solo la busta paga e non ha nessun altro dovere in merito, in quanto non deve anticipare alcun importo.

Per quanto riguarda invece la c.d. "maternità facoltativa" prevista nel normale lavoro dipendente, essa non é prevista per colf e badanti.

Teminata quindi la maternità obbligatoria la badante dovrebbe tornare al lavoro oppure, se desidera prolungare la sua assenza, può chiedere al datore un periodo di sospensione del contratto (che quest'ultimo potrà comunque anche rifiutare). si tratterebbe comunque di assenza non retribuita senza maturazione ratei tfr, ferie e 13esima e pagamento dei contributi.

Ecco sotto un esempio di inserimento delle presenze per una busta paga di una badante in maternità tutto il mese:

busta paga colf maternità

La busta paga della badante in maternità per tutto il mese risulterà come possiamo vedere sotto, con retribuzione e contributi a zero ma con Tfr e ferie maturate al 100%. La 13esima invece nell'esempio qui sotto di collaboratrice convivente che maturerebbe di norma 1 rateo al mese, matura invece solo 0,20 parti di rateo (20%).

busta paga colf e maternità

 

Busta paga colf e maternità

Come si elabora la busta paga di una colf in maternità?

Riguardo il calcolo della busta paga di una colf in maternità va tenuto conto che nell'articolo 24 del CCNL si stabilisce che é vietato adibire al lavoro le donne:
a) durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto, salvo eventuali anticipi o posticipi previsti dalla normativa di legge;
b) per il periodo eventualmente intercorrente tra tale data e quella effettiva del parto;
c) durante i 3 mesi dopo il parto, salvo i posticipi autorizzati.

Per questo si parla di colf in "maternità obbligatoria".

Per tale periodo quindi nella busta paga della colf non verrà indicata alcuna retribuzione (risulterà a zero) in quanto quest'ultima verrà erogata direttamente dall'INPS, come anche per i contributi.

In merito invece ai ratei, nella busta paga della colf:

- la 13esima è in parte pagata dall'INPS (80%) in parte retribuita dal datore (20%);
- il TFR (Trattamento di fine rapporto) matura come di norma ed é interamente a carico del datore (100%), infatti viene calcolato sulla retribuzione che la colf dovrebbe percepire se lavorasse per l'intero mese;
- il rateo di ferie matura normalmente anche durante il periodo di maternità a carico del datore nella sua interezza (100%);

Per il periodo di maternità in Webcolf, nel menù Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile va inserita la causale "MO" (senza alcuna indicazione di ore) per tutti i giorni del periodo di maternità, quindi anche per i giorni festivi, domeniche e non lavorativi. In questo modo nella busta paga della colf in maternità verranno correttamente indicati a zero retribuzine e contributi e i ratei come prima indicato.

Il programma effettua tutti i calcoli in modo automatico facendo quindi maturare Tfr e ferie al 100% e la 13esima al solo 20%.
Oltre all'inserimento di "MO" quindi il datore non deve fare altro.

Nel caso la collaboratrice richiedesse la "maternità anticipata", a causa di mansioni gravose o maternità a rischio, questa viene trattata al pari di quella obbligatoria e quindi valgono le stesse regole di cui sopra pertanto la busta paga della colf sarà esattamente la stessa.

Per quanto riguarda invece la c.d. "maternità facoltativa" prevista nell'ordinario lavoro subordinato, essa non é prevista per le collaboratrici domestiche. Terminata quindi la maternità obbligatoria la collaboratrice dovrebbe tornare al lavoro oppure se desidera prolungare la sua assenza, può chiedere al datore un periodo di aspettativa non retribuita (che quest'ultimo potrà anche rifiutare) sapendo però che durante tale periodo non percepirà e maturerà nulla.

Nell'immagine seguente vediamo che per avere una busta paga corretta la causale MO va indicata per tutti i giorni del periodo di maternità, anche per non lavorativi, domeniche e festivi.

busta paga colf maternità

 

La busta paga della colf in maternità per tutto il mese risulterà come possiamo vedere sotto, con retribuzione e contributi a zero ma con Tfr e ferie maturate al 100%. La 13esima invece nell'esempio qui sotto di collaboratrice convivente che maturerebbe di norma 1 rateo al mese, matura invece solo 0,20 parti di rateo (20%).

busta paga colf e maternità

 

 

Busta paga baby sitter e infortunio

Come calcolare la busta paga della tua baby sitter in infortunio?

La busta paga della baby sitter infortunata si compone di due elementi:

- la retribuzione relativa ai giorni lavorati (compreso anche il giorno in cui é avvenuto l'infortunio);

- la retribuzione dei primi tre giorni di infortunio, che é a carico del datore di lavoro.

Nella busta paga della baby sitter i primi tre giorni di infortunio vanno conteggiati partendo dal giorno successivo a quello in cui l'infortunio é avvenuto e viene conteggiata, per tali giornate, la medesima retribuzione che la baby sitter avrebbe percepito se avesse lavorato. Se l'infortunio ha una prognosi superiore a 3 giorni, dal 4° giorno in poi la retribuzione non é più a carico del datore ma dell'INAIL che quindi paga direttmente la baby sitter. Il datore non deve anticipare alcun importo.

Webcolf permette di calcolare la busta paga della baby sitter infortunata in modo automatico, indicando nell'inserimento mensile la causale "I" per tutti i giorni compresi nel certificato di infortunio, quindi anche per i giorni non lavorativi, le domeniche e le festività.

Nel caso di baby sitter convivente, indicando la causale I il programma in automatico aggiunge nel cedolino anche l'indennità di vitto e alloggio relativa ai giorni di infortunio. Pagare il vitto e alloggio per i giorni di infortunio é corretto solo se la baby sitter trascorre tale periodo al di fuori dell'abitazione dell'assistito/datore quindi nel caso invece permanesse nell'abitazione é necessario togliere l'indennità con l'apposito flag "Non pagare vitto alloggio su infortunio" che si trova nel menù Assunzione | inserimento collaboratore domestico | trattamento economico | impostazioni di paga avanzate.

Vediamo ora un esempio di inserimento mensile con un infortunio e del calcolo della busta paga di una baby sitter convivente che si è infortunata lunedì 2 ottobre e non è degente dal datore di lavoro.

Come si può notare il giorno dell'infortunio va lasciato con le ore lavorate in quanto l'infortunio si conteggia dal giorno successivo.

Nella busta paga, oltre alla retribuzione delle ore lavorate, verrà poi indicato l'importo riguardante l'infortunio che la badante riceverà per questo mese sotto la voce "infortunio carenza" per la quota dei primi 3 giorni a carico datore e sotto la voce "infortunio - ore pagate dall'INAIL" per l'altra quota, di cui si indicano nel cedolino solo il numero di ore e non le competenze, non dovendo rientrare tale importo in quello lordo.

Busta paga baby sitter infortunio
 

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Busta paga baby sitter e malattia

Come si calcola la busta paga della baby sitter in malattia?

La malattianel lavoro domestico viene retribuita dal datore di lavoro. L'Inps quindi non paga o rimborsa nulla perciò non va inviato nulla all'ente.

Nella busta paga della baby sitter dev'essere indicata la retribuzione del periodo di malattia, sia ospedaliera che non ospedaliera. Lart.26 del CCNL stabilisce che, in caso di malattia di una colf o badante, al lavoratore spetti la retribuzione globale di fatto per un massimo di 8 giorni (per anzianità fino a 6 mesi), 10 giorni (per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni), 15 giorni (per anzianità oltre i 2 anni)  complessivi nell'anno nella seguente misura:
        - fino al 3º giorno consecutivo, il 50% della retribuzione globale di fatto;
        - dal 4º giorno in poi, il 100% della retribuzione globale di fatto.

Per il calcolo della busta paga di una baby sitter in malattia si precisa che:

1. i giorni totali massimi e la retribuzione non vanno calcolati conteggiando solo i giorni di lavorativi contrattuali, ma tutti i giorni del certificato che sono quindi di calendario;

2. per sapere se il collaboratore ha diritto a giorni di malattia e a quanti si va a verificare se nei 365 giorni che precedono la malattia in essere la baby sitter ne aveva già usufruito e in caso, quanti giorni restano;

3. di tutti i giorni di calendario in cui la malattia va indicato verranno pagati solo i giorni in cui, da contratto, la baby sitter avrebbe dovuto lavorare;

4. ogni inizio di malattia con certificato diverso (nuovo certificato e non continuazione) si conteggiano sempre i primi 3 giorni al 50% e il resto al 100%. Ciò significa che se il primo, o  il secondo o il terzo giorno di malattia, cade in un giorno lavorativo si paga al 50%, se invece cade nei giorni successivi, al 100%.

5. Per quanto riguarda le giornate di malattia durante le quali la baby sitter rimane ricoverata in ospedale:

- vengono conteggiate come giorni di malattia in generale;

- nel caso di baby sitter convivente la retribuzione non comprende la quota di vitto e alloggio perchè essa viene corrisposta in natura dalla struttura ospedaliera, al contrario della malattia non ospedaliera (perchè si presume che la persona malata non sia degente dal datore di lavoro).

Con Webcolf si può calcolare la busta paga della baby sitter in malattia in modo automatico senza dover fare alcun conteggio manuale, semplicemente indicando nell'inserimento mensile la causale M per tutti i giorni di calendario consecutivi del certificato, comprese domeniche e giorni non lavorativi.

Nel caso di malattia ospedaliera si indica invece la causale MH, i cui giorni si sommano sempre alla malattia non ospedaliera indicata con M.

C'è da precisare che, se nella busta paga della baby sitter, cade una festività nel periodo di malattia retribuita, si paga la festività e quindi si indica M0Fx, dove 0 è zero e x sono le ore di festività già proposte dal programma.

N.B.: se la baby sitter non invia il certificato ma comunica un numero di protocollo si dovrebbe scaricare il certificato cliccando il pulsante "Certificati malattia Inps" che si trova nel menù Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile, in alto sopra al calendario, indicando poi codice fiscale del collaboratore e numero del certificato. 

Nell'immagine sotto vediamo un esempio di come inserire le presenze nel caso di baby sitter convivente in malattia, che lavora solitamente 8 ore dal lunedì al sabato ed è rimasta in ospedale una giornata e poi in convalescenza con un certificato di malattia dal 2 al 7 giugno.


busta paga baby sitter e malattia

 

Calcolando la busta paga della badante in malattia vediamo quindi, nel corpo del cedolino, i seguenti elementi:

busta paga baby sitter malattia

- "malattia ospedalizz. carenza" é la voce con la quale si retribuisce la malattia ospedalizzata che cade nei primi 3 giorni del certificato (c.d. periodo di carenza). Nell'esempio vengono indicate 8 ore di MH al 50% della paga senza vitto e alloggio perchè già fornito dall'ospedale;

"Malattia carenza" é la voce con la quale si indicano invece le ore di malattia (non ospedalizzata) conteggiate sempre nei primi 3 giorni di malattia. Nell'esempio, il primo giorno abbiamo visto é di MH, il secondo viene pagata la festività e il terzo invece é di malattia carenza. Per tale giornata viene corrisposto anche il vitto/alloggio in denaro tramnite indennità.

- Dal 4° giorno viene pagata la malattia al 100% "malattia (integr. 100%)" e viene corrisposta anche l'indennità di vitto e alloggio. Nell'esempio vengono retribuiti 3 gg di malattia al 100% di 8 ore ciascuno perchè la domenica si conta come quarto giorno ma non si retribuisce essendo un giorno non lavorativo.

 

Busta paga baby sitter e maternità

Come si elabora la busta paga di una baby sitter in maternità?

In merito alla maternità di una baby sitter va tenuto conto innanzitutto di quanto stabilito all'articolo 24 del CCNL riguardo al divieto di adibire al lavoro le donne:
a) durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto, salvo eventuali anticipi o posticipi previsti dalla normativa di legge;
b) per il periodo eventualmente intercorrente tra tale data e quella effettiva del parto;
c) durante i 3 mesi dopo il parto, salvo i posticipi autorizzati.

Per i motivi sopra indicati si parla di baby sitter in "maternità obbligatoria".

Per tale periodo quindi nella busta paga della baby sitter non verrà indicata alcuna retribuzione (risulterà a zero) in quanto quest'ultima verrà erogata direttamente dall'INPS, come anche per i contributi.

Per quanto riguarda invece i ratei, nella busta paga della baby sitter:

- la 13esima è in parte pagata dall'INPS (80%) in parte retribuita dal datore (20%);
- il TFR (Trattamento di fine rapporto) matura come di norma ed é interamente a carico del datore (100%), infatti viene calcolato sulla retribuzione che la baby sitter dovrebbe percepire se lavorasse per l'intero mese;
- il rateo di ferie matura normalmente anche durante il periodo di maternità a carico del datore nella sua interezza (100%).

Per il periodo di maternità in Webcolf, nel menù Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile va inserita la causale "MO" (senza alcuna indicazione di ore) per tutti i giorni del periodo di maternità, quindi anche per i giorni festivi, domeniche e non lavorativi. In questo modo nella busta paga della baby sitter in maternità verranno correttamente indicati a zero retribuzine e contributi e i ratei come prima indicato.

Il programma comunque effettua già tutti i calcoli in modo automatico facendo quindi maturare Tfr e ferie al 100% e la 13esima al solo 20%.
Il datore non deve fare altro che indicare la causale "MO".

Nel caso in cui la baby sitter richiedesse la "maternità anticipata", a causa di mansioni gravose o maternità a rischio, questa viene trattata al pari di quella obbligatoria e quindi valgono le stesse regole di cui sopra pertanto la busta paga della baby sitter sarà esattamente la stessa.

Per quanto riguarda invece la c.d. "maternità facoltativa" prevista nell'ordinario lavoro subordinato, non é prevista invece per le collaboratrici domestiche. Terminata quindi la maternità obbligatoria la baby sitter dovrebbe tornare al lavoro oppure se desidera prolungare la sua assenza, la baby sitter può chiedere per iscritto al datore un periodo di aspettativa non retribuita (che quest'ultimo potrà anche rifiutare) sapendo però che durante tale periodo non percepirà e maturerà nulla.

Nell'immagine seguente vediamo che per avere una busta paga corretta la causale MO va indicata per tutti i giorni del periodo di maternità, anche per non lavorativi, domeniche e festivi.

busta paga baby sitter maternità

 

La busta paga della baby sitter in maternità per tutto il mese risulterà come possiamo vedere sotto, con retribuzione e contributi a zero ma con Tfr e ferie maturate al 100%. La 13esima invece matura solo per il 20% del normale rateo maturato dalla baby sitter. Se quindi di norma la baby sitter ogni mese matura 1 rateo, durante la maternità ne maturerà 0,20 al mese. Se invece ogni mese di norma ne matura 0,50 in maternità ne matura 0,10.

busta paga baby sitter e maternità