Busta paga baby sitter e malattia

Come si calcola la busta paga della baby sitter in malattia?

La malattianel lavoro domestico viene retribuita dal datore di lavoro. L'Inps quindi non paga o rimborsa nulla perciò non va inviato nulla all'ente.

Nella busta paga della baby sitter dev'essere indicata la retribuzione del periodo di malattia, sia ospedaliera che non ospedaliera. Lart.26 del CCNL stabilisce che, in caso di malattia di una colf o badante, al lavoratore spetti la retribuzione globale di fatto per un massimo di 8 giorni (per anzianità fino a 6 mesi), 10 giorni (per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni), 15 giorni (per anzianità oltre i 2 anni)  complessivi nell'anno nella seguente misura:
        - fino al 3º giorno consecutivo, il 50% della retribuzione globale di fatto;
        - dal 4º giorno in poi, il 100% della retribuzione globale di fatto.

Per il calcolo della busta paga di una baby sitter in malattia si precisa che:

1. i giorni totali massimi e la retribuzione non vanno calcolati conteggiando solo i giorni di lavorativi contrattuali, ma tutti i giorni del certificato che sono quindi di calendario;

2. per sapere se il collaboratore ha diritto a giorni di malattia e a quanti si va a verificare se nei 365 giorni che precedono la malattia in essere la baby sitter ne aveva già usufruito e in caso, quanti giorni restano;

3. di tutti i giorni di calendario in cui la malattia va indicato verranno pagati solo i giorni in cui, da contratto, la baby sitter avrebbe dovuto lavorare;

4. ogni inizio di malattia con certificato diverso (nuovo certificato e non continuazione) si conteggiano sempre i primi 3 giorni al 50% e il resto al 100%. Ciò significa che se il primo, o  il secondo o il terzo giorno di malattia, cade in un giorno lavorativo si paga al 50%, se invece cade nei giorni successivi, al 100%.

5. Per quanto riguarda le giornate di malattia durante le quali la baby sitter rimane ricoverata in ospedale:

- vengono conteggiate come giorni di malattia in generale;

- nel caso di baby sitter convivente la retribuzione non comprende la quota di vitto e alloggio perchè essa viene corrisposta in natura dalla struttura ospedaliera, al contrario della malattia non ospedaliera (perchè si presume che la persona malata non sia degente dal datore di lavoro).

Con Webcolf si può calcolare la busta paga della baby sitter in malattia in modo automatico senza dover fare alcun conteggio manuale, semplicemente indicando nell'inserimento mensile la causale M per tutti i giorni di calendario consecutivi del certificato, comprese domeniche e giorni non lavorativi.

Nel caso di malattia ospedaliera si indica invece la causale MH, i cui giorni si sommano sempre alla malattia non ospedaliera indicata con M.

C'è da precisare che, se nella busta paga della baby sitter, cade una festività nel periodo di malattia retribuita, si paga la festività e quindi si indica M0Fx, dove 0 è zero e x sono le ore di festività già proposte dal programma.

N.B.: se la baby sitter non invia il certificato ma comunica un numero di protocollo si dovrebbe scaricare il certificato cliccando il pulsante "Certificati malattia Inps" che si trova nel menù Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile, in alto sopra al calendario, indicando poi codice fiscale del collaboratore e numero del certificato. 

Nell'immagine sotto vediamo un esempio di come inserire le presenze nel caso di baby sitter convivente in malattia, che lavora solitamente 8 ore dal lunedì al sabato ed è rimasta in ospedale una giornata e poi in convalescenza con un certificato di malattia dal 2 al 7 giugno.


busta paga baby sitter e malattia

 

Calcolando la busta paga della badante in malattia vediamo quindi, nel corpo del cedolino, i seguenti elementi:

busta paga baby sitter malattia

- "malattia ospedalizz. carenza" é la voce con la quale si retribuisce la malattia ospedalizzata che cade nei primi 3 giorni del certificato (c.d. periodo di carenza). Nell'esempio vengono indicate 8 ore di MH al 50% della paga senza vitto e alloggio perchè già fornito dall'ospedale;

"Malattia carenza" é la voce con la quale si indicano invece le ore di malattia (non ospedalizzata) conteggiate sempre nei primi 3 giorni di malattia. Nell'esempio, il primo giorno abbiamo visto é di MH, il secondo viene pagata la festività e il terzo invece é di malattia carenza. Per tale giornata viene corrisposto anche il vitto/alloggio in denaro tramnite indennità.

- Dal 4° giorno viene pagata la malattia al 100% "malattia (integr. 100%)" e viene corrisposta anche l'indennità di vitto e alloggio. Nell'esempio vengono retribuiti 3 gg di malattia al 100% di 8 ore ciascuno perchè la domenica si conta come quarto giorno ma non si retribuisce essendo un giorno non lavorativo.

 

Busta paga baby sitter e maternità

Come si elabora la busta paga di una baby sitter in maternità?

In merito alla maternità di una baby sitter va tenuto conto innanzitutto di quanto stabilito all'articolo 24 del CCNL riguardo al divieto di adibire al lavoro le donne:
a) durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto, salvo eventuali anticipi o posticipi previsti dalla normativa di legge;
b) per il periodo eventualmente intercorrente tra tale data e quella effettiva del parto;
c) durante i 3 mesi dopo il parto, salvo i posticipi autorizzati.

Per i motivi sopra indicati si parla di baby sitter in "maternità obbligatoria".

Per tale periodo quindi nella busta paga della baby sitter non verrà indicata alcuna retribuzione (risulterà a zero) in quanto quest'ultima verrà erogata direttamente dall'INPS, come anche per i contributi.

Per quanto riguarda invece i ratei, nella busta paga della baby sitter:

- la 13esima è in parte pagata dall'INPS (80%) in parte retribuita dal datore (20%);
- il TFR (Trattamento di fine rapporto) matura come di norma ed é interamente a carico del datore (100%), infatti viene calcolato sulla retribuzione che la baby sitter dovrebbe percepire se lavorasse per l'intero mese;
- il rateo di ferie matura normalmente anche durante il periodo di maternità a carico del datore nella sua interezza (100%).

Per il periodo di maternità in Webcolf, nel menù Cedolini e fasi mensili | inserimento mensile va inserita la causale "MO" (senza alcuna indicazione di ore) per tutti i giorni del periodo di maternità, quindi anche per i giorni festivi, domeniche e non lavorativi. In questo modo nella busta paga della baby sitter in maternità verranno correttamente indicati a zero retribuzine e contributi e i ratei come prima indicato.

Il programma comunque effettua già tutti i calcoli in modo automatico facendo quindi maturare Tfr e ferie al 100% e la 13esima al solo 20%.
Il datore non deve fare altro che indicare la causale "MO".

Nel caso in cui la baby sitter richiedesse la "maternità anticipata", a causa di mansioni gravose o maternità a rischio, questa viene trattata al pari di quella obbligatoria e quindi valgono le stesse regole di cui sopra pertanto la busta paga della baby sitter sarà esattamente la stessa.

Per quanto riguarda invece la c.d. "maternità facoltativa" prevista nell'ordinario lavoro subordinato, non é prevista invece per le collaboratrici domestiche. Terminata quindi la maternità obbligatoria la baby sitter dovrebbe tornare al lavoro oppure se desidera prolungare la sua assenza, la baby sitter può chiedere per iscritto al datore un periodo di aspettativa non retribuita (che quest'ultimo potrà anche rifiutare) sapendo però che durante tale periodo non percepirà e maturerà nulla.

Nell'immagine seguente vediamo che per avere una busta paga corretta la causale MO va indicata per tutti i giorni del periodo di maternità, anche per non lavorativi, domeniche e festivi.

busta paga baby sitter maternità

 

La busta paga della baby sitter in maternità per tutto il mese risulterà come possiamo vedere sotto, con retribuzione e contributi a zero ma con Tfr e ferie maturate al 100%. La 13esima invece matura solo per il 20% del normale rateo maturato dalla baby sitter. Se quindi di norma la baby sitter ogni mese matura 1 rateo, durante la maternità ne maturerà 0,20 al mese. Se invece ogni mese di norma ne matura 0,50 in maternità ne matura 0,10.

busta paga baby sitter e maternità

 

Busta paga baby sitter e festività

Come calcolare la busta paga della tua baby sitter in caso di festività?

Nella busta paga della baby sitter sono calcolate le festività tenendo conto di quanto vedremo ora.

1. Il Ccnl riporta all''art. 17 co. 1 le festività da retribuire:

- 1º gennaio,
- 6 gennaio,
- lunedì di Pasqua,
- 25 aprile,
- 1º maggio,
- 2 giugno,
- 15 agosto,
- 1º novembre,
- 8 dicembre,
- 25 dicembre,
- 26 dicembre,
- S. Patrono.

N.B.: il giorno di Pasqua non è considerato come festività perchè cadente sempre di domenica.

2. Il calcolo relativo alla festività riportato nella busta paga della baby sitter varia in base al tipo di contratto sottoscritto tra le parti:

- in caso di baby sitter pagata ad ore (non convivente), la festività va pagata sempre per 1/6 dell'orario settimanale (ovvero 1/26esimo del mensile) indipendentemente da quando cade la festività quindi anche se fosse un giorno non lavorativo o domenica;

- in caso di baby sitter con paga mensilizzata (convivente, sempre, e non convivente solo se così scelto dalle parti), nella busta paga va retribuita la festività per le stesse ore previste per tale giornata da contratto, se cadente in un giorno dal lunedì al sabato (festività infrasettimanale), mentre per 1/6 dell'orario settimanale, se cadente di domenica (in quanto festivià non goduta). Prendiamo ad esempio la busta paga di una baby sitter convivente che lavora dal lunedì al venerdì per 10 ore, per la festività di sabato 25 aprile, non verrà visualizzata alcuna retribuzione oltre a quella ordinaria perchè quel giorno la badante non doveva lavorare, mentre ad esempio per la domenica 25 dicembre dev'essere calcolato un importo aggiuntivo alla retribuzione pari ad 1/26esimo in più del mensile (festività non goduta).

Webcolf indica in automatico le ore relative alla festività nell'inserimento mensile dopo la causale F e calcola quindi la busta paga della baby sitter in modo corretto tenendo presente di quanto detto fin'ora. L'utente quindi non deve mai cancellare le ore indicare dopo la F. Se nell'inserimento non si vede alcuna F ma vengono indicate semplicemente zero ore significa che la festività della baby sitter con paga mensilizzata cade in un giorno non lavorativo diverso dalla domenica (0 quindi significa F0).

Si precisa comunque che, nel caso in cui la baby sitter lavorasse durante una festività, prima della causale F seguita dal numero di ore proposte dal programma (per pagare la festività), si dovrà indicare nell'inserimento il giustificativo LF di lavoro festivo (maggiorazione 60% della paga di fatto), seguito dal numero di ore lavorate quel giorno. Per esempio, in caso di baby sitter convivente con orario di 10 ore dal lunedì al venerdì che presta servizio martedì 2 giugno per 7 ore, nell'inserimento sarà corretto indicare LF7F10.

Esempio di una busta paga di baby sitter ad ore (non convivente) con orario di 8 ore dal lunedì al venerdì e con due festività, cadenti una di domenica e una di venerdì e del lavoro festivo il giorno dell'Epifania per 8 ore:

busta paga baby sitter festività

 

Esempio di una busta paga di baby sitter convivente mensilizzata con orario di 10 ore dal lunedì al venerdì e 4 il sabato con due festività, cadenti una di domenica e una di venerdì e un lavoro festivo il giorno dell'Epifania per 8 ore:

busta paga baby sitter e festività

 

Ferie in giorni 26esimi

Perchè, se si esprimono le ferie in giorni 26esimi, si deve indicare la causale FE anche nei giorni non lavorativi nel caso di contratto part-time?

La norma contrattuale prevede che ogni colf maturi 26 giorni di ferie all'anno pari ad un equivalente economico di un mese di lavoro.

Per le collaboratrici che lavorano dal lunedì al sabato, in caso di un mese di ferie continuativo, va indicata la causale FE per ogni giorno feriale quindi indirettamente segnando FE per tutti i 26 giorni. La retribuzione sarà il normale valore mensile.

Per una colf che rimane in ferie per l'intero mese e che, invece, lavora solo il martedì (come esempio), se si indica FE solo nell'unico giorno lavorativo, le ferie complessive che vengono scalate sono solo pari a 4 giorni e l'equivalente economico è pari a 4/26 della normale retribuzione mensile. Va da sé quindi che anche per questo caso andrà indicata la sigla FE per ogni giorno feriale, dal lunedi al sabato, anche se non lavorativo, per corrispondere la normale retribuzione e scalare le ferie maturate.

Esempio per una colf che lavora 2 ore il martedì a 7 euro orari:

2 ore settimanali x 4.3334 settimane medie in un mese x 7€ = 60,66 € paga mensile

60,66 : 26 = 2,33 € giornaliere ossia 1/26esimo di 60,66

Se indico per errore solo 4 gg di ferie ossia i 4 martedì del mese il programma calcolerà 4 x 2,33 € ossia 9,32 € e non 60,66 €

Se, invece, indico correttamente FE per 26 gg ossia dal lunedì al sabato indipendentemente dai lavorativi la mia retribuzione sarà di 2,33 € x 26 = 60,66 € ossia lo stesso importo del mensile medio.

Nell'inserimento mensile del programma Webcolf è stato quindi inserito nel sistema di aiuto un avviso che indica correttamente per quanti gg consecutivi si deve inserire la voce FE.