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ARGOMENTO: Badante ed RSA chiuse

Badante ed RSA chiuse 5 Mesi 2 Giorni fa #7951

  • brunopatri
  • Avatar di brunopatri Autore della discussione
Mia madre è ospite in una RSA chiusa agli esterni dal 5/3/2020. La badante che le avevo affiancato, regolarmente assunta a tempo indeterminato in part-time a 27,5 ore settimanali, non ha quindi più potuto svolgere il servizio. Per il mese di marzo ho provveduto a versarle una somma (500 euro) quale anticipo sullo stipendio di giugno oltre a quanto dovuto per i primi tre giorni lavorati. Ora lei pretende di essere pagata per intero non solo per marzo ma anche per aprile e maggio se il blocco continuasse perché un avvocato da lei consultato ha detto che il datore di lavoro deve farsi carico di tale onere anche a fronte di zero ore lavorate. Le ho proposto un altro anticipo a valere su luglio in attesa del decreto di aprile che dovrebbe prevedere sussidi per colf e badanti. Ha rifiutato, infuriandosi, minacciando azioni legali e ricorso ai sindacati. Il suo atteggiamento ha minato profondamente il rapporto di fiducia. Come devo comportarmi? Grazie per i suggerimenti.

Badante ed RSA chiuse 5 Mesi 1 Giorno fa #7952

Giuridicamente "PURTROPPO" si parla di sospensione extraferiale ed anche io temo che la mia babysitter, regolarmente assunta, possa rivalersi.
Per ora abbiamo un accordo in cui le ho pagato i primi 14 giorni di aprile come sospensione extraferiale per covid e poi dal 14 è in aspettativa non retribuita.
Sto aspettando il decreto di aprile per capire come comportarmi a maggio.
Nel tuo caso io chiuderei il contratto (licenziamento) pagandole fino ai giorni che le spettano (preavviso compreso).
Aspettiamo comunque la risposta di webcolf...

Badante ed RSA chiuse 5 Mesi 1 Giorno fa #7954

  • FrancescoPierobon
  • Avatar di FrancescoPierobon
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  • Messaggi: 703
Buongiorno,

il datore domestico é obbligato a retribuire la collaboratrice in caso in cui il rapporto venga sospeso per esigenze del datore di lavoro. In questo caso invece, l'emergenza coronavirus, quindi un fatto oggettivamente non imputabile al datore di lavoro, rende impossibile ricevere la prestazione. Facendo quindi riferimento ai principi generali si ritiene che, per la particolare circostanza analizzata, il datore di lavoro non sia in questo caso obbligato alla retribuzione.
Data la modalità aggressiva delle richieste, l'alternativa potrebbe essere un interruzione del rapporto di lavoro (che peraltro darebbe diritto alla disoccupazione) lasciando spazio, se i rapporti non si sono definitivamente deteriorati, ad una successiva riassunzione nel momento in cui l'emergenza sarà conclusa.

Cordiali saluti.
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